Il popolo palestiense: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, a un giornale olandese nel 1974: il popolo palestinese non esiste, il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte.



Pallywood

Loading...

I palestinesi e i bambini

Loading...

Hamas Exploitation of Civilians as Human Shields

Loading...

Sempre con Israele!!!

Sempre con Israele!!!

Gilad Shalit

Loading...

domenica 8 novembre 2009

Condannato all'ergasotolo il terrorista che assassinò due soldati.

La Corte Militare della Samaria ha condannato a due ergastoli e a trenta anni il terrorista palestinese Riad Arafat, che nel gennaio del 2005 assassinò i soldati israeliani Ariel Buda e Joseph Attia e ne ferì alti tre nei pressi di Ariel.
Che marcisca in prigione questo assassino criminale!

LIBANO: HEZBOLLAH CENSURANO IL DIARIO DI ANNA FRANK, PROMUOVE SIONISMO

(ASCA-AFP) –
Beirut, 6 nov –

Promuoverebbe il sionismo. Con questa motivazione il Diario di Anna Frank e’ stato censurato da una scuola del Libano dopo una campagna promossa dai militanti Hezbollah.
Il testo, considerato un classico della letteratura, raccoglie le memorie di una giovane ebrea che ha vissuto in clandestinita’ prima di entrare nei campi di concentramento.
La controversia e’ scoppiata quando gli Hezbollah hanno saputo che alcuni estratti del libro erano stati inclusi nel programma di una scuola inglese privata ad ovest di Beirut.
Il canale televisivo degli Hezbollah, Al-Manar, ha trasmesso un programma in cui veniva criticato aspramente il libro accusato di affrontare la persecuzione degli ebrei in modo ”drammatico, teatrale”.
Questo modo di raccontare la storia ”e’ pericoloso”, ha spiegato l’emittente. Un membro del consiglio scolastico, Jimmy Shoufani, ha detto all’Afp che per evitare disordini dopo la polemica il testo e’ stato tolto dal programma scolastico.
Il movimento Hezbollah, che nel 2006 ha combattuto una guerra devastante contro Israele, si e’ sempre rifiutano di consegnare le armi sostenendo che sono necessarie per proteggere il Libano dall’aggressione israeliana.
Hanno paura anche del Diario di Anna Frank!
Non sanno come affrontare le parole di una ragazzina olandese di 60 anni fa che ha vissuto sulla propria pelle le persecuzioni naziste e ha regalato al mondo delle meravigliose pagine di letteratura.
Questo sono gli arabi!
Questo è quello che intendono per cultura!
Boicottare, odiare, combattere, distruggere: sono gli unici verbi che conoscono bene.
L'Europa deve opporsi a queste follie!
Pensierino per dalemmah: cosa pensa di questa nuova sortita dei suoi amici di hezbollah?

TV palestinese: “Nessuna storia ebraica in questa terra”

Nabil Alqam, storico palestinese e alto funzionario dell’Olp, nega che la nazione ebraica abbia mai avuto alcun legame storico con la Terra d’Israele. Lo rende noto Palestinian Media Watch, che cita un’intervista rilasciata da Nabil Alqam lo scorso 22 ottobre all’emittente televisiva ufficiale dell’Autorità Palestinese: nell’intervista l’esponente palestinese dapprima nega alcune migliaia di anni di documentata storia ebraica in Terra d’Israele, poi “la sostituisce con 4 o 5mila anni di fittizia storia palestinese”. Ricordando che Israele negli ultimi anni ha reso di pubblico dominio numerosi reperti archeologici, tra cui monete con scritte in ebraico e sigilli con nomi di personaggi menzionati nella Bibbia, Palestinian Media Watch afferma che probabilmente Alqam intende replicare a questi ritrovamenti quando accusa Israele d’aver creato “simboli artificiali israeliani”. “Come mai – ha detto Nabil Alqam nell’intervista (diffusa in inglese da Palestinian Media Watch) – l’occupazione [Israele] si preoccupa di rubare, di furto [culturale], di distorcere e cancellare il retaggio palestinese? Poiché cerca una storia [nel Paese], mentre il retaggio è una storia che dimostra il nostro legame con la terra… [Il retaggio palestinese] ha una profondità storica di quattromila-cinquemila anni. E qui [Israele] cerca di rubare questi simboli per creare simboli e identità israeliana falsi”.
Poche settimane fa Saleh Rafat, membro del comitato esecutivo dell’Olp, ha accusato Israele d’aver rubato persino “la cucina, l’abbigliamento e l’architettura” che erano di origine palestinese, per sostenere che fanno parte della storia ebraica. Rafat ha negato che sia mai esistito un Tempio ebraico e ha detto che i tunnel presso il Muro Occidentale del Monte del Tempio non sarebbero altro che i resti di un vecchio acquedotto. “Noi rivitalizziamo questo retaggio [palestinese] – ha detto Saleh Rafat alla televisione Al-Filistiniya (Fatah) lo scorso 15 ottobre – e noi ci aggrappiamo ad esso per contrastare tutti i tentativi da parte di Israele, dell’occupazione israeliana, di rubare il retaggio nazionale e di falsificarlo sostenendo che è il loro retaggio: anche i tunnel che cercano di scavare sotto la Moschea di al-Aqsa e sotto Gerusalemme. Molti di questi tunnel sono vecchi tunnel che portavano acqua a Gerusalemme, e loro sostengono che stanno cercando un presunto Tempio”.

(Da: Jerusalem Post, 5.11.09)

Di fronte a dichiarazioni simili, lo sconcerto e lo stupore per la sfrontataggine araba o meglio per l'odio arabo nei confronti degli ebrei e di Israele (perchè di questo si tratta: di odio allo stato puro! Di odio che arriva a mistificare la storia e a deviarla per adattarla alla loro follia) sono abissali.
Vorrei sentire cosa dice Repubblica o san toro di queste dichiarazioni. Vorrei sapere cosa ne pensa il manifesto o i sinistri in genere; vorrei sapere consa ne pensa dalemmah che va a braccetto con i criminali di hezbollah e che ritiene Israele responsabile sempre e comunque di qualsiasi cosa negativa che succede in questo mondo.... e che ha sempre l'onere di fare il primo passo e di dimostrare qualcosa!
Israele non deve dimostrare proprio niente a nessuno!
Sono gli arabi che devono dimostrare qualcosa a Israele!
Sono loro che devono dimostrare con i fatti di volere la pace!!!

sabato 7 novembre 2009

D’Alemmah: quell’amicizia con Hezbollah pesa come un macigno

di Fiamma Nirenstein
Massimo D’Alema commentando ieri l’ipotesi che egli, ex ministro degli esteri italiano diventi ministro degli esteri europeo, secondo Repubblica ha detto una delle sue frasi classiche, quelle in cui da del cretino a un po’ di gente: «Una nomina italiana a ministro degli Esteri d’Europa è una questione di grande interesse nazionale, non un pastrocchio da piccolo interesse di bottega. Se qualche imbecille non lo capisce, peggio per lui». Ha ragione. E io sono, mi sembra, fra questi imbecilli.
Una scelta per D’Alema implica una quantità di piani politico-ideologici: parla di scelte che riguardano la politica italiana; di Weltanschaung, la sua visione del mondo; delle attuali scelte degli italiani per l’Europa. Non c’è dunque solo la questione che è stata maggiormente messa in rilievo, il segnale di buona volontà fra le parti politiche, la buona novella che quando si tratta dell’interesse nazionale si deve e si può sotterrare un’ascia di guerra ormai insanguinata. Da questo punto di vista sarebbe una buona cosa che tutti concordassero su una candidatura italiana quale che ne sia la parte politica.
Ma c’è di mezzo l’Europa e il messaggio che l’Italia le vuole lanciare in un momento che non è delicato solo per noi, ma per il Vecchio Continente alla ricerca di ruolo, di spazi, di significato. Durante la sfortunata discussione che ha portato all’esclusione di Tony Blair dal ruolo di premier europeo, il primo ministro ungherese Gordon Bajnai l’ha detto chiaramente: forse innanzitutto dovremmo definire il contenuto che attribuiamo al ruolo, e poi scegliere l’uomo di conseguenza. Tony Blair è stato, credo, messo da parte per il suo altissimo profilo, perché la sua storia di sostegno alla guerra in Iraq, la sua figura energica e aggiornata nella lotta al terrorismo non corrisponde a un’attitudine ancora volutamente fumosa e tecnocratica dell’Europa, di queste 27 nazioni in cerca d’autore che non sanno ancora dove sono dirette e quindi scelgono spesso l’ovvio rispetto alla politica.
Date la dinamica per cui la cancellazione di Blair dalla presidenza consente ai socialisti europei la poltrona del ministro degli esteri, è apparso, fra altri candidati importanti, anche il nome di D’Alema. Ora D’Alema ha sicuramente un curriculum straordinario per le sue qualità di politico e per le magnifiche sorti e progressive della nostra sinistra: la sua caratterizzazione riguarda, e penso che lui stesso concorderebbe, molto di più il suo spirito che le sue idee, e disegna di fatto un personaggio molto peculiare, con tratti che lo rendono contrapposto a quelli che potrebbero essere oggi i fini ideali dell’Italia in Europa.
L’attuale elettore del governo in carica è nettamente atlantista, la politica estera che suggerisce nasce in contrapposizione netta con quella del governo Prodi e con quella di D’Alema; rompe, anche se ha un grande interesse per il mondo arabo e per il Mediterraneo e vi costruisce alleanze, con la antica politica andreottiana, la sua politica non è di «equivicinanza», come tante volte ha proclamato D’Alema, perché non ci può essere la stessa distanza con una democrazia e con una dittatura.
L’anno scorso a un convegno dell’Aspen il ministro Franco Frattini e Massimo D’Alema ebbero a discutere della questione israeliano-palestinese: il fine era due stati per due popoli, ma Frattini aveva un’evidente propensione a considerare Israele parte del suo, del nostro paesaggio interiore e i palestinesi responsabili di ogni futuro sviluppo di un processo di pace, mentre per D’Alema cadeva su Israele tutto l’onere della pace e sui palestinesi brillava la stella dell’innocenza.
Per D’Alema Arafat è stato un amico, mai ha condannato le sue responsabilità nell’Intifada del terrore e del rifiuto di Camp David;
il fatto che gli Hezbollah avessero rappresentanti in parlamento li rese per il suo giudizio esenti dall’accusa di terrorismo, e glieli ha fatti scegliere come compagni nella famosa passeggiata di Beirut dopo la guerra del 2006; icona, mi dispiace, indimenticabile. Quanto a Hamas, D’Alema conosce le cronache del terrorismo e ne ha certo letto anche la Carta antisemita, pure ha ripetuto alquanto che occorre dialogarci e pensa di estrarne accordi, di nuovo perché sono stati eletti.
Una visione impraticabile politicamente nell’era della diffusione di massa dell’estremismo islamico; inoltre Hamas proprio per iniziativa italiana è stato collocato nella lista delle organizzazioni terroriste. L’invincibile profonda convinzione di un torto originario di Israele è forse quello che porta D’Alema a chiamare la guerra di difesa israeliana a Gaza «spedizione punitiva» anche se ha sempre ritenuto invece che i 500 morti civili serbi sotto le bombe Nato siano stati legati a una guerra giusta, quella voluta anche da lui.
L’Europa ha davanti responsabilità colossali: l’Iran ci sfida con indicibile arroganza, il terrorismo internazionale e ci inonda di sangue in Afghanistan e in Pakistan, come è accaduto la settimana scorsa, Hamas rifiuta l’accordo don Abu Mazen… se D’Alema sarà il ministro degli Esteri Europeo, se vale la speranza che questo ristabilisca qualche concordia a casa, una volta che poi egli compia le scelte che gli sono tipiche, stavolta come ministro degli Esteri europeo, non creerà questo invece un insanabile scontro di visioni del mondo nell’ambito dell’Europa stessa e proprio fra noi italiani?

La nave piena di armi...

La nave "brutalmente" sequestrata dai soliti "cattivissimi" israeliani, in realtà era piena di sacchetti di polietilene e di aiuti umanitari!
Chi non ci credesse può visionare il video di seguito indicato:

http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1194419829128&pagename=JPost%2FPage%2FVideoPlayer&videoId=1257455200497


e rendersi conto dei "reali" e "pacifici" propositi dei criminali di hezbollah con i quali dalemmah andava a passeggio per le vie di Beirut!

mercoledì 4 novembre 2009

Sequestrata nave con carico di armi per i terroristi.

Nella giornata di ieri, unità speciali della marina israeliana hanno intercettato e bloccato una nave battente bandiera di Antigua 100 miglia al largo delle coste di Israele.
Ad un primo controllo sono state scoperte armi e munizioni camuffate da carico civile.
La nave veniva fatta attraccare al porto di Ashdod per essere sottoposta a una ispezione più approfondita dalla quale emergevano missili anticarro, proiettili di mortaio e razzi del tipo di quelli con qui i criminali terroristi di hezbollah hanno bombardato Israele durante la seconda guerra del Libano. Il Presidente Israeliano Shimon Peres ha dichiarato che "l'Iran aveva promesso di non inviare armi e ha infranato la legge internazionale. L'importantza della cattura di questa nave è enorme ed ha un grande valore politico".
Il Primo Ministro Netanyahu ha detto che le armi trovate a bordo della nave sarebbero state utilizzate per colpire le città e i villaggi israeliani e si è congratulato con l'esercito, la marina e le agenzie di intelligence per il successo di questa operazione antiterrorismo.
Questa notizia va a beneficio di quanti vanno a passeggio per le vie di Beirut con i terroristi di hezbollah e ritengono che quei criminali siano dei possibili interlocutori al tavolo delle trattative.
CON I TERRORISTI NON SI TRATTA!

Visita in Israele dell'Ammiraglio J. Stavridis

Il Comandante di EUCOM dell'esercito degli Stati Uniti è arrivato in Israele per una breve visita durante lo svolgimento dell'esercitazione congiunta Juniper Cobra 10.
Visiterà lo Yad Vashem e la città di Gerusalemme.
Questa visita, insieme alle manovre militari congiunte, sembra quasi una risposta alle minacce missilistiche iraniane e allo spostamento della Turchia verso Siria e Iran: gli Stati Uniti hanno capito che in quell'area l'UNICO e AFFIDABILE alleato sul quale potranno sempre contare è lo stato di Israele.
Speriamo che Barak Hussein Obama comprenda bene quale errore possa essere tendere la mano a chi la respinge...

martedì 3 novembre 2009

Tel Aviv prossimo obiettivo dei razzi di hammazz.

Il capo dell'Intelligence Militare, Generale Amos Yadlin, durante una riunione del Comitato della Difesa e Affari Esteri della Knesset, ha dichiarato che Tel Aviv e la sua area metropolitana sono i prossimi obiettivi dei razzi di hammazz.
Secondo fonti di intelligenze infatti, sembra che i terroristi abbiano effetttuato dei test in mare lanciando razzi di fabbricazione iraniana in grado di colpire obiettivi a 60 km di distanza. Questo è il "frutto" dell'intensa attività di rifornimento avviata in seguito alla distruzione degli arsenali durante l'Operazione Cast Lead: attraverso i tunnel di Gaza passa di tutto e di certo non è difficile far passare anche i razzi iraniani.

lunedì 2 novembre 2009

“Querelateli”

di Yair Lapid
Sedevamo nel patio piccolo e ben curato dell’abitazione dell’ambasciatore d’Israele a Londra, Ron Prosor. Una pioggerella leggeva cadeva a intermittenza rinfrescando gradevolmente l’aria inglese, ma i volti intorno alla tavolata restavano scuri. La conversazione verteva sull’occupazione dei mass-media britannici da parte da parte di elementi anti-israeliani.
Prosor è un signore grosso e sorridente, con una voce bassa e morbida, ma il suo sorriso svanisce quando parla del modo in cui viene accolto da manifestanti anti-israeliani ogni volta che va in una università britannica per una conferenza.
Dovreste leggere alcune delle cose che scrivono qui su di noi, sospira. Non saprei nemmeno da che parte cominciare a rispondergli.
Non risponda, dico io, li citi in giudizio.
Uno dei presenti, un influente avvocato di Londra, alza lo sguardo: cosa intende per citarli in giudizio? chiede.
Che c’è di così complicato? replico. Esattamente come loro minacciano di trascinare in tribunale gli ufficiali delle Forze di Difesa israeliane, noi dovremmo citare loro in giudizio. Ogni giornalista che parlasse di noi come di “criminali di guerra” o “assassini di bambini” dovrebbe sapere che il giorno dopo il suo giornale sarà raggiunto da una causa per diffamazione da un milione di sterline a nome dello Stato di Israele.
E cosa ci guadagneremmo? chiede qualcun altro.
I giornali non amano le cause, spiego. Fanno perdere tempo, costano soldi, l’assicurazione legale del giornale aumenta il premio, gli azionisti si domandano com’è accaduto di finire in quel pasticcio, e il direttore si imbestialisce quando scopre che dovrà perdere almeno due giorni per andare a testimoniare su un articolo che non aveva nemmeno letto.
Ma la stampa non si schiererebbe contro di noi? chiede Prosor.
E io: Non esiste “la stampa”. Questa è una delle professioni più competitive al mondo, dove tutti aspettano soltanto di vedere gli altri cadere. Pensate davvero che l’Independent si preoccuperebbe se voi querelaste il Guardian? Ne sarebbero solo contenti.
Ma chi ci rappresenterebbe? chiede qualcun altro.
Lui, rispondo indicando l’avvocato che siede con noi, e un centinaio di altri come lui. Se c’è qualcosa che non manca al popolo ebraico sono gli avvocati. Ogni capitale occidentale vanta almeno cinque grandi studi d’avvocati ebrei, e molti di loro sarebbero probabilmente lieti di rappresentare lo stato di Israele contro il nuovo antisemitismo.
L’avvocato alza gli occhi: può funzionare, dice, io potrei occuparmi di Londra.
Verremo attaccati per questo, sospira Prosor.
E allora? rispondo. Non ci attaccano già comunque?

(Da: YnetNews, 30.10.09)

E se si cominciasse anche in Italia a citare in giudizio tutti coloro che insultano Israele?
Se si citassero in giudizio tutti coloro che minacciano chi difende Israele?

sabato 31 ottobre 2009

Le persecuzioni di cui non si parla mai!

Ci sono delle persecuzioni delle quali non si parla mai, sono quelle che hanno riguardato e riguardano tutt'ora gli ebrei che risiedevano o che ancora risiedono nei paesi arabi.
Solo coloro che non vogliono studiare la storia e che vogliono far finta di non sapere, continuano pervicacemente a ignorare il triste destino di circa 800.000 (si...OTTOCENTOMILA!!!) ebrei che dal 1948 sono stati cacciati da tutti o quasi i paesi arabi alla nascita di Israele.
Per la maggior parte costoro, sono emigrati in Israele e sono diventati cittadini del nuovo stato a tutti gli effetti e non profughi, sbattuti in campi profughi dai loro stessi correligionari, come accaduto agli arabi che abbandonarono VOLONTARIAMENTE (o meglio su pressione degli eserciti arabi che promettevano il loro ritorno in tempi brevi "non appena ributtai a mare gli ebrei") le loro case l'indomani della proclamazione dello stato di Israele.
Quegli ebrei sono stati defraudati di tutti i loro averi dalla sera alla mattina, hanno perso case e attività, sono dovuti fuggire con i vestiti che avevano addosso senza neanche poter portare via un libro o una foto (come accaduto agli ebrei libici) e nessuno ha mosso un dito per loro: non le Nazioni Unite o ONU che dir si voglia, non gli organi di informazione, non i politici o gli attivisti sinistri e sinistrati che amano lodare l'operato dei loro "protetti" palestinesi ma volutamente ignorano tutto il resto. Non è stata creata una organizzazione che si occupasse esclusivamente di loro e che stabilisse per loro (caso unico al mondo tra tutti i popoli in conflitto) il diritto a "fregiarsi" del titolo di profugo per discendenza diretta di padre in figlio, di madre in figlia.
Ora accade che i 330 ebrei che ancora vivono nello Yemen siano da anni sottoposti a feroci persecuzioni tanto da indurre Israele prima e gli USA ora a fare qualcosa per metterli in salvo. Isarele a suo tempo aveva accolto centinaia di yemeniti facendoli diventare cittadini israeliani, gli USA ora hanno provveduto ad accogliere 60 di questi sul loro territorio perchè si trovavano in situazione di grave pericolo.
120 hanno dichiarato di volersi trasferire in Israele, 100 circa vogliono raggiungere gli Stati Uniti e 20-30 circa vogliono restare nel loro paese dove sono nati e dove hanno vissuto.

Il rapporto Goldsotne: l'ultima bufala ONU!

Ebbene si, anche in questo caso (come dopo Mohammed Al Durra, il "massacro" di Jenin, il "bombardamento" della scuola ONU a Gaza ecc. ecc.) siamo arrivati alla ritrattazione e alla sconfessione di quanto scritto nel rapporto Goldstone...dallo stesso Goldstone!
Come ricorderete, la pubblicazione del rapporto opera del giudice sudafricano di origine ebraica aveva suscitato reazioni di condanna contro Israele, tacciato di aver commesso dei crimini di guerra durante l'operazione Cast Lead.
Si è scoperto poi che il suddetto giudice non ha mai messo piede a Gaza, nè lo hanno fatto suoi emissari, che non sono state ascoltate le autorità israeliane e che il tutto si è basato sulle testimonianze dei criminali di hammaz. Addirittura, se non fosse stato per Human Rights Watch, non si sarebbe neanche potuto ascoltare la fondamentale testimonianza del colonnello britannico Richard Kemp che ha ben spiegato come l'esercito israeliano abbia cercato in tutti i modi di salvaguardare la vita dei civili palestinesi, mettendo in evidenza le reali responsabilità di hamas nei lutti che hanno colpito la gente di Gaza. Emblematica la frase dell'alto ufficiale britannico: "Signor Presidente, Israele non aveva altra scelta che quella di difendere la propria popolazione, e impedire a Hamas di attaccarla coi razzi. E – torno a ripetere – per salvaguardare i diritti dei civili in zone di combattimento, le Forze di Difesa israeliane hanno fatto più di qualunque altro esercito nella storia della guerra".
Robert Bernstein, il fondatore di Human Rights Watch, l’organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, non si è più trattenuto, dichiarando che i recenti rapporti diffusi dall’organizzazione che ha guidato per vent’anni stanno «aiutando quelli che vogliono trasformare Israele in uno stato paria». Sul New York Times del 20 ottobre, Bernstein scrive che «mentre il Medio Oriente è popolato da regimi autoritari con un curriculum sui diritti umani spaventoso, negli ultimi anni Human Rights Watch ha scritto di gran lunga molte più condanne contro Israele per violazioni del diritto internazionale che contro qualunque altro paese della regione». Prosegue quindi denunciando che «Human Rights Watch ha perduto la prospettiva critica su un conflitto che ha visto Israele ripetutamente aggredito da Hamas e Hezbollah, due organizzazioni che si accaniscono contro i cittadini israeliani e usano la propria stessa gente come scudi umani. Hamas e Hezbollah hanno deliberatamente scelto di fare la guerra da aree densamente popolate, trasformando i loro quartieri in campi di battaglia, e continuando a defraudare i palestinesi di qualunque chance di ottenere la vita pacifica e produttiva che meriterebbero».

venerdì 30 ottobre 2009

In ricordo di Rabin

14 anni va il Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin veniva assassinato a Tel Aviv da un estremista ebreo. La cerimonia in suo ricordo si è svolta alla presenza dei vertici militari e politici che si sono stretti ai familiari del grande uomo politico scomparso.

Acqua: “È Israele che rispetta i patti, a differenza dei palestinesi”

La gestione delle risorse idriche fra israeliani e palestinesi si basa su un accordo ad interim fra le due parti, e in particolare sull’articolo 40 dell’Allegato III che concerne la questione dell’acqua dolce e delle acque reflue.
Secondo tale accordo, ai palestinesi spettano ogni anno 23,6 milioni di metri cubi di acqua. All’atto pratico, essi hanno accesso ad una quantità di acqua almeno doppia di questa cifra.
Israele ha rispettato tutti i suoi obblighi previsti dall’accordo sull’acqua riguardo alle forniture di quantità addizionali ai palestinesi, superando anche largamente le quantità obbligatorie.
I palestinesi, per contro, hanno significativamente violato i loro impegni previsti dall’accordo sull’acqua, con particolare riguardo a questioni importanti come lo scavo illegale di pozzi (ne hanno scavati più di 250 senza autorizzazione da parte della Commissione Congiunta sull’Acqua) e la gestione delle acque reflue (i palestinesi non costruiscono impianti di trattamento delle acque reflue nonostante il loro impegno a farlo e i cospicui fidanzamenti internazionali stanziati a questo scopo).
I dati relativi al consumo di acqua dolce naturale mostrano chiaramente il trattamento corretto da parte di Israele delle esigenze palestinesi. Nel 1967 il consumo israeliano pro capite di acqua dolce naturale era di 508 metri cubi all’anno. Nel 2008 tale consumo è vistosamente sceso a 149 metri cubi per persona all’anno. Le cifre palestinesi per lo stesso consumo sono passate da 86 metri cubi nel 1967 a 105 nel 2008.
Israele si è offerto di fornire ai palestinesi acqua desalinizzata, ma questa opzione è stata sistematicamente respinta per ragioni politiche.Mentre dal 1967 Israele ha significativamente ridotto il suo uso di acqua fresca naturale, ridimensionando in modo consistente il gap fra consumo israeliano e palestinese, non si capisce in base a quali elementi reali Amnesty International possa parlare di “politiche discriminatorie” verso i palestinesi.
Gli autori del rapporto hanno scelto di ignorare tutti i dati, i documenti e i rapporti di parte israeliana, sebbene contengano fatti verificabili presentati in totale trasparenza. Questo discutibile approccio, che consiste nel trascurare sistematicamente il materiale di fonte israeliana facendo assegnamento esclusivamente sulle accuse palestinesi, suscita seri dubbi sulle reali intenzioni degli autori del rapporto e dell’organizzazione stessa che lo firma.

(Comunicato del portavoce del ministero degli esteri israeliano, 27.10.09)

martedì 27 ottobre 2009

“Gli scavi migliorano la stabilità del Monte del Tempio”

Nonostante le recenti accuse in senso contrario, l’ingegnere capo dei lavori al tunnel archeologico del Muro Occidentale (“del pianto”) a Gerusalemme ha ribadito giovedì scorso che gli scavi archeologici effettuati da Israele non sono affatto “sotto” il Monte del Tempio (alla cui sommità si trova la spianata delle Moschee), non pregiudicano in alcun modo la stabilità strutturale del Monte stesso e dell’area circostante ed anzi hanno contribuito a migliorare “di dieci volte” quella stabilità.
“Si sono fatte molte chiacchiere circa una instabilità [che sarebbe causata dagli scavi archeologici in corso nell’area]: mi sia permesso assicurare tutti che negli ultimi anni abbiamo al contrario migliorato di almeno dieci volte la stabilità strutturale del sito e che in effetti abbiamo rafforzato il sito là dove prima sussisteva un pericolo di crolli”, ha dichiarato l’ingegnere capo Ofer Cohen durante una visita al tunnel organizzata dall’ufficio stampa governativo.
Stando in piedi in una sezione del tunnel conosciuta come “la Hall delle Epoche” – per via dei lavori archeologici e di successivo rafforzamento che coprono un periodo che va dal Primo Tempio fino ad oggi – Cohen e i partecipanti alla visita guidata sembravano minuscoli a fronte di una serie di enormi travi di acciaio che sono state posizionate per impedire ai muri di franare. “Per coloro che sostengono che il nostro lavoro starebbe causando instabilità strutturale, qui si vede che è vero esattamente il contrario”, ha sottolineato Cohen.
Sia il tour che i commenti di Cohen giungono a ridosso delle roventi tensioni innescate circa tre settimane fa a Gerusalemme quando chierici palestinesi e parlamentari arabi-israeliani hanno lanciato un’ondata di accuse contro i lavori archeologici israeliani attorno e – secondo loro – sotto il Monte del Tempio. Il che ha provocato giornate di tumulti e di scontri violenti fra facinorosi arabi e polizia della città.
Le accuse più esplicite sono state rilanciate quando una delegazione dell’Alto Comitato di Monitoraggio Arabo, accompagnata da alcuni parlamentari arabi, ha visitato la moschea di al-Aqsa, lo scorso 7 ottobre, nel momento delle massime tensioni nella zona, e ha poi tenuto una conferenza stampa nei pressi di una delle entrate al Monte del Tempio. “Vi sono scavi israeliani ufficiali sotto il Monte del Tempio – ha sostenuto in quell’occasione il parlamentare arabo-israeliano Jamal Zahalka (del partito Balad) – che potrebbero mettere in pericolo la moschea di al-Aqsa se per esempio vi fosse un terremoto”.
Non è stato l’unico. Lo sceicco Raed Salah, leader del Movimento Islamico israeliano Frazione Nord, insieme ad altri chierici palestinesi, ha sostenuto in quei giorni – e continua a sostenere – che il governo d’Israele nutrirebbe nefandi piani volti a destabilizzare le fondamenta strutturali degli edifici sul Monte del Tempio, costruirvi una sinagoga e organizzare un’invasione militare della moschea di al-Aqsa.
Affrontando di petto queste accuse, il rabbino capo del Muro Occidentale Shmuel Rabinovitz si è rivolto ai giornalisti durante la visita di giovedì scorso ribadendo dichiarazioni, che aveva già ripetuto alcune settimane fa, con cui spiegava che la Halacha (legge religiosa ebraica) proibisce chiaramente ad ogni ebreo osservante di accedere al complesso del Monte del Tempio. “Voi oggi qui avete visto molte nuove scoperte – ha detto Rabinovitz ai partecipanti al tour – e sono tutte all’esterno del Monte del Tempio. E questo non per qualche preoccupazione di ordine politico, ma perché la legge ebraica vieta rigorosamente a qualunque ebreo di entrare nel complesso del Monte del Tempio. Secondo la legge ebraica – ha spiegato – abbiamo il divieto persino di toccare il complesso del Monte, a maggior ragione di entrarvi, e chiunque dica che stiamo scavando sotto il Monte è come se chiamasse la notte giorno e il giorno notte: mente nel mondo più assoluto”.Rabinovitz ha poi attribuito ai leader religiosi l’onere di evitare ulteriori provocazioni nell’area dicendo: “Questa non dovrebbe essere una questione di polizia, non dovrebbe arrivare a questo. I leader religiosi dovrebbero essere quelli che impediscono a queste cose di accadere”. Ed ha aggiunto: “Se io vedessi un ebreo che viene a pregare con un mucchio di pietre da scagliare sui musulmani, lo manderei via immediatamente”, facendo chiaro riferimento alle numerose carriole piene di pietre che la polizia ha trovato sulla spianata del Tempio poche settimane fa, costringendola a chiudere temporaneamente e poi a limitare gli accessi al sito. I tumulti che ne seguirono sono stati i peggiori a Gerusalemme dopo quelli scoppiati nei quartieri orientali della città durante la campagna anti-Hamas nella striscia di Gaza lo scorso gennaio.
Il portavoce dell’ufficio stampa governativo Danny Seaman ha spiegato al Jerusalem Post che il tour, che ha visto la partecipazione di decine di giornalisti stranieri e locali, rientra nello sforzo di contrastare la marea di voci incontrollate riguardo agli scavi archeologi israeliani nell’area, cercando di portare il massimo di trasparenza possibile sui lavori che vengono effettivamente fatti. “Abbiamo pensato che, quando le tensioni si sono un po’ attenuate e la vicenda era momentaneamente uscita dal circolo delle news, fosse il momento giusto per offrire ai giornalisti questa visita approfondita. A mio parere – ha concluso Seaman – un giornalista informato è un giornalista migliore, che sarà in grado di distinguere fra critiche e calunnie”.
(Da: Jerusalem Post, 23.10.09)

Notizie dal fronte...

I criminali di hezbollah hanno bombardato Israele da un villaggio nel sud del Libano chiamato Houla.
Il razzo katyusha ha colpito nelle vicinanze di Kiryat Shmona nell'Alta Galilea e non ha fortunatamente causato feriti.
La risposta israeliana non si è fatta attendere e nel giro di un 'ora aerei israeliani hanno colpito le strutture dei terroristi nel paese dei cedri: sembra che siano stati sparati anche colpi di artiglieria
L'esercito ha definito il bombardamento dei terroristi un grave incidente e che la responsabilità del fatto è da addebitare al governo libanese.



Ahmadinejad.. ancora lui!

Ebbene si, il nano pazzo di Teheran, terminati gli effetti dei tranquillanti che per qualche giorno lo avevano fatto stare buono da una parte, ha ricominciato a straparlare come al suo solito e a vomitare le sue solite frasi farneticanti che lo hanno reso "famoso" in tutto il mondo.
Stavolta il palcoscenico sul quale si è esibito è stato quello offerto dalla visita di salamelecchi resa dal primo ministro islamico turco Er Dogana: nel bel mezzo della riunione con il suo nuovo amichetto, il pazzo criminale ha detto testualmente "... il regime sionista è una minaccia per tutte le nazioni..." ESAGERATO!!!!!
Possibile che uno stato grande poco più della Lombardia e con circa sei milioni di abitanti possa essere considerato una minaccia per tutto il mondo? Allora è vero che gli Ebrei sono così potenti!
Un miliardo di arabi, decine di nazioni islamiche (alcune ricchissime e bene armate) e tutti si sentono minacciati dal piccolo Davide Israele! Certo che un nemico così temibile come Israele forse è meglio non andare a stuzzicarlo... A buon intenditore...poche parole

lunedì 26 ottobre 2009

La maggioranza degli americani vede Israele come un leale alleato!

Un sondaggio condotto dalla Anti Defamation League ha evidenziato che la maggioranza degli americani (67%) dimostra più simpatia verso Israele che verso i Palestinesi e sostiene l'azione militare Israeliana per prevenire lo sviluppo di armi nucleari da parte dell'Iran.
Per gli americani Israele è un alleato affidabile e forte e il 57% di essi è favorevole ad una azione militare israeliana contro il programma nucleare iraniano. Addirittra il 64% ritiene che Israele è seriamente impegnato nella ricerca di un accordo di pace con i palestinesi e il 51% ritiene che gli stessi siano responsabili del fallimento dei colloqui di pace. Inoltre la maggior parte sostiene la soluzione dei due stati per i due popoli e che la nascita dello stato palestinese debba essere condizionata alla fine delle violenze e all'accettazione della legittimazione di Israele.
Speriamo che anche Barak Hussein Obama comprenda che Israele è il suo migliore alleato e che non lo sacrifichi sull'altare della accondiscendenza totatel e incondizionata verso l'Islam.

domenica 25 ottobre 2009

Violenze a Gerusalemme

Ancora disordini nella capitale israeliana in seguito alla "chiamata alle armi" dei leader islamici contro quello che ritengono un tentativo di "conquista" del Monte del Tempio (o spianata delle moschee) ad opera di gruppi religiosi ebrei ortodossi.
La polizia israliana ha dovuto usare granate stordenti e lacrimogeni per disperdere le centinaia di manifestanti che erano in assetto da guerriglia con pietre, molotov e bastoni.
Si registrano 9 feriti tra gli agenti negli scontri e 25 tra i palestinesi; 19 sono gli arrestati.
Gli arabi hanno stabilito che gli ebrei, a casa loro, nella loro capitale, non hanno il diritto di pregare sul loro luogo più sacro! E' inaudito!
VIVA ISRAELE!

Vogliono boicottare Israele anche nel calcio!

Ci risiamo: dopo la guerriglia urbana scatenata dalla feccia islamica e antiisraeliana di Malmoe in Svezia, che ha impedito al pubblico di assistere agli incontri tra Israele e la nazionale scandinava con assalti alla polizia e incendi di pullman e negozi, le organizzazioni specializzate nell'odio verso Israele ne hanno escogitata un'altra delle loro. Curiosi??
Ebbene, hanno chiesto alla FIFA di espellere Israele da tutte le competizioni relative alla qualificazione dei prossimi mondiali di calcio che si svolgeranno in Sud Africa.
Il delirio di onnipotenza che pervade questi odiatori professionisti raggiunge sempre nuove vette.

Festival Internazionale della Filatelia






















Si sta svolgendo a Roma, presso il Palazzo dei Congressi dell'Eur, il Festival Internazionale della Filatelia che vede, tra i paesi ospiti, la partecipazione dello stato di Israele. Per coloro che fossero interessati, si possono acquistare francobolli israeliani e avere l'annullo postale creato appositamente per la manifestazione.




























Interessante anche il francobollo della Croazia, dedicato alla Sinagoga di Zagabria distrutta (come mi ha spiegato la hostess croata) .

Premiato Claudio Pagliara!

Anche se non rimarchevole ritardo, vi segnalo che il grandissimo giornalista Claudio Pagliara è stato insignito, direttamente dal Presidente Napolitano, di un prestigioso riconoscimento per il lavoro che svolge quotidianamente da Gerusalemme: il premio Saint Vincent.
Siamo tutti grati al lavoro encomiabile che svolge l'inviato della Rai in Israele e gli auguriamo di cuore di continuare per molto tempo ancora a trasmettere i suoi meravigliosi servizi da Gerusalemme e Tel Aviv.
Grazie Claudio!!!

2° Festival Internazionale di Letteratura Ebraica



A Roma si svolgerà dal 24 al 28 ottobre il 2° Festival della Letteratura Internazionale Ebraica presso la Casa dell'Architettura, in piazza Manfredo Fanti, 47.

E' un appuntamento interessante per entrare in contatto con autori israeliani e conoscere i loro libri.

martedì 20 ottobre 2009

Esercitazione congiunta IDF-U.S. ARMY

Una esercitazione congiunta tra le IDF e U.S. Army, chiamata Juniper Cobra 10, avrà inizio quest'anno per la quinta volta e sarà la più grande del suo tipo condotta in Israele.
Comincerà domani e avrà lo scopo di mettere alla prova il coordinamento e la cooperazione tra i due eserciti con particolare attenzione alla difesa aerea.
L'esercitazione è alla base della cooperazione a lungo termine tra Israele e Stati Uniti e sarà una importante opportunità per entrambi: durante il periodo di esercitazione un certo numero di militari americani saranno posizionati vicino aree popolate.

Le dichiarazioni del Colonnello inglese Richard Kemp

Quello che segue è il testo completo della dichiarazione del colonnello Richard Kemp rilasciata per conto di UN Watch alla 12esima sessione speciale del Consiglio Onu per i Diritti Umani, dedicata al Rapporto Goldstone (Ginevra, 16 ottobre 2009).
Nota: il giudice Goldstone, autore del rapporto che ha innescato il voto del Consiglio di condanna contro Israele ma non contro Hamas, si era rifiutato di ascoltare la testimonianza del colonnello Richard Kemp durante i lavori della Commissione d’indagine sulla guerra nella striscia di Gaza da lui presieduta. Per questo UN Watch gli ha ceduto il proprio spazio di interevento: perché la voce di quest’uomo, che ha combattuto per difendere la democrazia contro Saddam Hussein, al-Qaeda e i talebani, fosse udita all’Onu e nel resto del mondo
"Grazie Signor Presidente. Sono stato il comandante delle forze inglesi in Afghanistan. Ho prestato servizio con la NATO e le Nazioni Unite; ho assunto il comando di truppe nell´Irlanda del Nord, la Bosnia e la Macedonia; e ho partecipato alla Guerra del Golfo. Ho speso un tempo considerevole in Iraq fin dall´invasione del 2003, e ho lavorato sul tema del terrorismo internazionale con il Joint Intelligence Committee del governo britannico.
Signor Presidente, basandomi sulle mie conoscenze e la mia esperienza, posso affermare questo: Durante l´operazione Cast Lead (Piombo Fuso), le forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno fatto il possibile per salvaguardare i diritti dei civili nelle zone di combattimento, più di qualsiasi altro esercito nella storia.
Israele ha fatto tutto questo nonostante si confrontasse con un nemico che deliberatamente ha piazzato la sua capacità militare dietro la popolazione civile utilizzandola come scudo umano.
Hamas, come Hizballah, sono degli esperti nel pilotare l´agenda dei media. Ambedue avranno sempre delle persone pronte a concedere interviste nelle quali si condannano le forze Israeliane per crimini di guerra. Queste organizzazioni sono esperte nelle messa in scena e nel distorcere gli avvenimenti.
La IDF ha dovuto affrontare una sfida di una portata sconosciuta a noi Britannici. E molti mass media e associazioni internazionali per i diritti umani hanno automaticamente, pavlovianamente presunto che la IDF si trovasse nel torto, che stessero abusando dei diritti umani.
La verità è che la IDF ha preso delle misure straordinarie per fornire ai civili di Gaza informazioni sulle aree diventate obiettivo militare, distribuendo più di 2 milioni di volantini, ed effettuando più di 100.000 chiamate telefoniche.
Molte missioni che avrebbero potuto colpire la capacità miliare di Hamas sono state annullate al fine di prevenire vittime civili. Durante il conflitto, la IDF ha permesso il transito di aiuti umanitari verso Gaza. E fornire aiuti virtualmente nelle mani del tuo nemico è, nella tattica miliare, una cosa del tutto inimmaginabile. Ma la IDF si è presa questo rischio.
Nonostante tutto, certamente delle vittime civili innocenti sono state uccise. La guerra è caos ed è piena di errori. Ci sono stati errori da parte dei Britannici, Americani ed altre forze in Afghanistan ed in Iraq, e molti di questi possono essere attribuiti all´errore umano. Ma un errore non è un crimine di guerra.
Più di ogni altra cosa le vittime civili sono state una conseguenza del modo di combattere di Hamas. Quest´organizzazione deliberatamente ha provato a sacrificare la sua popolazione civile.
Signor Presidente, Israele non ha avuto altra scelta per difendere la sua popolazione, per fermare Hamas e i suoi lanci di missili.
E lo dico di nuovo: le forze di Difesa Israeliane hanno fatto il possibile per salvaguardare i diritti dei civili nelle zone di combattimento, più di qualsiasi altro esercito nella storia.

Grazie, Signor Presidente" Col. Richard Kemp
Traduzione di Filippo Lobina

lunedì 19 ottobre 2009

Aggiornamenti sugli attacchi palestinesi ai cittadini Israeliani.

Lo scorso sabato pomeriggio un cittadino Israeliano è stato ferito in modo grave dal lancio di bombe incendiarie effettuato da alcuni palestinesi nei pressi della cittadina di Beit Hagay.
L'uomo è riuscio a raggiungere un incrocio ed è stato poi subito condotto in ospedale da una ambulanza del Maghen David Adom. Sempre nella stessa giornata, si è verificato il lancio di pietre contro veicoli di cittadini israeliani da parte di palestinesi nei pressi di Beit Ur al-Fauqa e di Surif. Fortunatamente non si sono registrati feriti ma solo danni ai veicoli.
Questo è quello che deve subire quotidianamente la popolazione civile israliana: bombardamenti con razzi, missili e colpi di mortaio, lanci di bombe incendiarie, sassaiole contro i veicoli, impossibilità a recarsi a pregare nei luoghi sacri per il pericolo di linciaggio da parte degli arabi... quale altra nazione tollererebbe anche solo la minima parte di tutto questo???
E chi è che viene messo sempre sotto accusa? Israele ovvio! Non esiste miglior capro espiatorio al mondo!!!
arraffat, con i suoi "insegnamenti" aleggia ancora sul medio oriente, difficilmente si potrà mai arrivare ad un accordo con chi vuole sempre e solo uccidere gli Ebrei!
VIVA ISRAELE!

mercoledì 14 ottobre 2009

La Turchia è sempre più ostile a Israele.

Prima dell'avvento di Erdogan la Turchia era un paese con il quale Israele aveva solidi legami economici, politici e militari.
Ma ora, dopo l'elezione del leader estremista, le azioni contro Israele testimoniano la nuova linea politica di Nakara: insulti al Presidente della Repubblica Peres, cancellazione all'ultimo momento della partecipazione di Israele a manovre militari congiunte (per fortuna USA, Italia e NATO hanno annullato la loro partecipazione), le parole di Erdogan che testimoniano la profonda avversione del popolo turco per Israele e infine, la realizzazione di un programma televisivo nel quale vengono mostrati i militari israeliani come mostri assetati di sangue e assassini che uccidono i palestinesi.
E' ora che Israele si faccia una ragione di aver perso un alleato (a ben vedere l'unico) tra i paesi islamici, e si dimostri più cauto nel vendere alla Turchia materiale militare e tecnologia all'avanguardia che potrebbe essere utilizzato contro il popolo israeliano.

Aggiornamento razzi....

Ieri un altro razzo è stato usato dai bastardi terroristi criminali nazipalestinesi di hammazz per bombardare Israele: è il 65° (sessantacinquesimo!!!!) negli ultmi tre mesi, il 250° (duecentocinquantesimo!!!!!) dalla fine dell'Operazione Cast Lead e il 750° (settecentocinquantesimo!!!!!!!) dal 1 gennaio 2009. Nel 2008 Israele ha subito un bombardamento di 3330 (tremilatrecentotrenta) tra razzi e colpi di mortaio.
In risposta a questo attacco criminale, le Forze Aeree Israeliane hanno ditrutto due tunnel utilizzati per il contrabbando di armi tra Gaza e l'Egitto.
I palestinesi non hanno acqua, fogne, cibo, lavoro, ma spendono milioni di dollari per bombardare Israele: se non è puro autolesionismo questo....

I terroristi corrono a nascondere le armi....

Immagini e foto riprese da un drone israeliano dopo l'esplosione di una casa a Tiro nel sud del Libano, mostrano con ogni evidenza terroristi di hezbollah trasportare razzi Katyusha e altre armi fuori dalla casa distrutta, caricarli su dei camion e nasconderli in un'altra casa della zona. Il video mostra il lavoro di decine di persone giunte sul luogo dell'esplosione, le armi verranno poi trasportare nel villaggio di Dir Kanun A-Nahar per essere nascoste. Solo più tardi sul luogo dell'esplosione giungeranno le forze militari libanesi e dell'UNIFIL (evidentemente i criminali di hezbollah hanno dato loro il permesso di arrivare una volta che le operazioni di sgombero erano state ultimate). Il possesso di armi da perte di hezbollah nel sud del Libano, a sud del fiume Litani, è una gravissima violazione della Risoluzione nr. 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, e purtroppo questa non è certo l'unica vilazione, lo scorso luglio un'altra casa utilizzata come deposito di armi era esplosa nel sud del Libano.

martedì 13 ottobre 2009

Un contrappasso per i film di Ken Loach

Il regista britannico Ken Loach sarà anche contrario alla proiezione di qualunque film israeliano nei festival internazionali, ma in realtà i suoi film – ironia della sorte – serviranno per promuovere esattamente questo. Nurit Shani, CEO della Lev Cinemas and Films, ha infatti annunciato mercoledì scorso che gli utili ricavati dalla distribuzione in Israele del nuovo film di Loach “Looking for Eric” (“Il mio amico Eric”) saranno investiti nella distribuzione di film israeliani sia all’interno che all’estero.“Negli anni scorsi – ha spiegato Shani introducendo l’anteprima di “Looking for Eric” al Festival internazionale del cinema di Haifa – Ken Loach ha espresso numerose critiche contro Israele e le sue scelte politiche. Sono convinta che sia pieno diritto di un artista manifestare le proprie opinioni e pertanto ho sempre continuato a far proiettare i suoi film. Purtroppo però, nel corso dell’ultimo anno ho scoperto che Ken Loach stesso non condivide affatto questa mia posizione. L’innovativo artista, che personalmente considero un grande umanista, si è rivelato una persona che non rispetta la libertà d’espressione di quelli che hanno opinioni diverse dalle sue: un artista che non ha letto o non ha capito Voltaire; un artista che fa di tutto per ridurre al silenzio i suoi colleghi, i registi israeliani, impedendo loro di dare voce alle loro opinioni e di vedere i loro film proiettati in giro per il mondo”.
Nel corso dell’ultimo anno Loach ha guidato una campagna di boicottaggio contro il Festival internazionale del cinema di Edimburgo i cui organizzatori avevano deciso di proiettare il film israeliano “Surrogate” con il sostegno finanziario dell’ambasciata d’Israele. Successivamente ha preso parte attiva alla campagna di boicottaggio contro il programma “City to City” del Festival internazionale di Toronto, centrato su film riguardanti Tel Aviv. Loach ha anche annunciato l’intenzione di boicottare il festival internazionale del cinema di Melbourne, “colpevole” d’aver usato finanziamenti del governo israeliano per coprire le spese di viaggio degli artisti israeliani invitati all’evento. Gli organizzatori del festival hanno risposto che non intendono “piegarsi a ricatti”.
Dopo aver ricordato che è da vent’anni che distribuisce in Israele i film di Loach, Nurit Shani ha spiegato di non poter nascondere il suo disgusto per queste recenti prese di posizione del regista. “Considero questi gesti di Loach come un atto di ipocrisia – ha detto – Un bruciante schiaffo in faccia alla democrazia e allo spirito umanistico dei suoi film. I suoi film sono le opere di un grande regista, ma le sue azioni sono quelle di una persona meschina”.
Di conseguenza Shani ha deciso di donare gli utili in Israele del film “Looking for Eric” e del prossimo film di Loach alla distribuzione di film israeliani all’estero. “Sono convinta – ha detto – che il modo migliore per combattere la censura, e non c’è altro modo di definire le azioni di Loach se non come un tentativo di censura, sia quello di garantire che le voci di Israele, la creatività di Israele così diversificata e affascinante venga sentita forte e chiara sia in Israele che nel resto del mondo”.
Il film Looking for Eric” (“Il mio amico Eric”), presentato all’ultimo festival di Cannes, è in programma nelle sale israeliane per l’inizio di novembre.

(Da: YnetNews, 11.10.09)

A proposito delle bufale...

http://www.malainformazione.it/schede/67/index.htm?c1255212262

ogni commento è superfluo....

lunedì 12 ottobre 2009

Morto un terrorista di hezbollah.

E' di due morti il bilancio di una esplosione avvenuta in un villaggio libanese vicino la città di Tiro.
Secondo alcune fonti, l'esplosione sarebbe avvenuta nella casa di Abd al-Nasser Issa (un alto esponente di hezbollah) mentre insieme ad altri terroristi stava preparando dei razzi o delle bombe: a conferma di quanto sopra, sono state udite altre esplosioni dopo la prima che ha distrutto la casa, segno che nell'edificio si trovavano grandi quantità di esplosivo.
che dire.... uno de meno!!!!

domenica 11 ottobre 2009

In ricordo di Stefano Gaj Tachè

Ieri 9 ottobre ricorreva il 27 anniversario dell'assassinio di Stefano Gaj Tachè, bimbo di soli due anni trucidato dall'odio e dalla violenza sanguinaria dei criminali fedajn del criminale sanguinario di arraffatt.
I criminali lanciarono granate sulla folla dei fedeli che uscivano dal Tempio di Roma dopo la cerimonia di Shabat: ci furono 37 feriti oltre la morte del piccolo Stefano.
Pochi giorni prima a Roma era arrivato il farabutto arraffat che era stato ricevuto con tutti gli onori dalla classe politica italiana all'epoca connivente con il terrorismo palestinese nella speranza di evitare all'Italia attentati e morti.
Certo poco importava se gli attentati erano contro ebrei o israeliani, l'importante era evitare vittime "italiane" e danni al paese...
Dal 9 ottobre 1982 un bimbo ha cessato di vivere perchè ebreo e perchè usciva da una sinagoga: c'è differenza tra il nazismo e il terrorismo?
NO!!!

La Turchia rifiuta la partecipazione di Israele a manovre congiunte.

Sono state annullate le previste esercitazioni congiunte della Turchia con la Nato gli USA l'Italia e Israele denominate "Anatolian Eagle".
La causa è nell'irritazione americana per il rifiuto del governo di Ankara ha posto alla partecipazione di Iraele alle suddette manovre.
E' un ulteriore segnale del deteriorarsi dei rapporti con Gersalemme: la Turchia ha dichiarato che non poteva permettere che gli F-16 israeliani dell'Operazione Cast Lead partecipassero a queste manovre.
La cancellazione è avvenuta in seguito al fatto che sia gli USA che la Nato hanno rifiutato di partecipare se non partecipava anche Israele: questo vuol dire essere alleati!
Queste esercitazioni vengono effettuate tra paesi alleati allo scopo di testare la difesa reciproca: se uno stato rifiuta ad un alleato la partecipazione per motivi di opportunismo politico e per compiacere i fondamentalisti islamici quello stato non è un alleato sicuro e affidabile!
Chi garantisce la Nato che la Turchia non faccia il doppio gioco?
Fuori la Nato dalla Turchia!
No alla Nato in Europa!

VIVA ISRAELE!

Ancora attacchi palestinesi...

Un cittadino Israeliano è stato ferito da colpi di pietre lanciati da palestinesi contro l'auto sulla quale viaggiava nel villaggio di Hawara a sud di Nablus. L'esercito ha arrestato un palestinese nei pressi della Tomba dei Patrirchi a Hebron che era in possesso di un coltello, durante ulteriori controlli i militari hanno rinvenuto nei pressi del villaggio di Asira, dieci bombe incendiarie pronte per essere usate .
Se mai qualcuno continuasse a credere che i palestinesi vogliono la pace, ecco che questi fanno di tutto...per smentirsi!
Non si può fare la pace con chi tenta di ucciderti in ogni momento!

venerdì 9 ottobre 2009

Cronache dal fronte nord...

Oggi è stata ferita in modo grave una donna israeliana a nord-est di Ramallah.
La donna è stata colpita alla testa e ha riportato la frattura del cranio a causa dei lanci di pietra che hanno colpito l'auto sulla quale viaggiava: l'uomo alla guida, anchesso colpito ma in maniera non grave è risucito a condurre la vettura in una zona sicura dove ha potuto avvertire le forze di sicurezza che hanno provveduto a trasportarli in ospedale.

Per chi afferma che Gerusalemme non è mai stata una città ebraica...

Riportata alla luce la scalinata centrale della Gerusalemme del Secondo Tempio
Una strada a scalinata scoperta da poco nella Città di David rappresenta, metaforicamente, “l’ultimo resto di indipendenza degli ebrei a Gerusalemme”, ha detto di recente Uri Goldflam, di Shalhevet Education and Consulting. La strada ricollega gli ebrei che persero l’indipendenza nel 70 e.v. con il popolo ebraico di oggi, dice Goldflam. “Si consideri il simbolismo: allora gli ebrei si nascosero sotto la scalinata per sfuggire ai romani; oggi, come popolo libero, gli ebrei possono di nuovo camminare sopra quella strada. Dopo 2.000 anni, quei gradini non sono più avvolti nel silenzio”.
La sezione larga da uno a due metri di una strada a scalinata che si ritiene fosse la via centrale di Gerusalemme durante il periodo del Secondo Tempio è stata scoperta negli scavi alla Cisterna di Shiloah Pool, nella Città di David.Situato 550 metri a sud del Monte del Tempio, lo scavo è condotto sotto la guida di Ronny Reich dell’Università di Haifa, e di Eli Shukron, della Antiquities Authority.
“I pellegrini [ebrei] iniziavano di qui l’ascesa al Secondo Tempio. Questa è la punta più meridionale della strada, una sezione della quale è già stata scoperta lungo la facciata occidentale del Monte del Tempio”, spiega Reich.
La portata limitata dello scavo di 40 metri dipende dalla vicinanza del sito alla proprietà della chiesa greco-ortodossa e, dall’altra parte, alla proprietà del fondo religioso del Waqf musulmano. Nessuno dei due ha concesso il permesso per ulteriori scavi sulle loro proprietà.
Spiega Goldflam che “una volta la strada era l’arteria principale di Gerusalemme, dove tutti – ebrei, pagani, romani, ebrei-cristiani, compreso Gesù – calpestavano gli stretti gradini. Si ritiene perfino che Gesù abbia usato le pozze d’acqua adiacenti alla strada nell’episodio della guarigione del cieco”. Lungo la strada “si possono vedere i blocchi che furono rimossi per strappare la popolazione dai nascondigli e portarla alla morte” all’epoca della caduta di Gerusalemme, aggiunge Goldflam.La strada lastricata di pietra venne scoperta originariamente tra il 1894 ed il 1897 da Frederick J. Bliss e Archibald C. Dickey, del British Palestine Exploration Fund, i quali però ricoprirono l’area di terra alla fine del loro scavo. Altre sezioni della strada sono già state scavate e poi ricoperte, anche durante scavi nel 1937 (sotto Mandato Britannico) e dal 1961 al 1967 (sotto occupazione giordana). L’archeologa americana Julia Iatesta attribuisce i molteplici scavi sul sito negli ultimi cento anni all’intenzione degli archeologi “di estrarre tutto quello di cui avevano bisogno dal sito (ogni singola volta) per poi ricoprire l’area, vecchia di duemila anni, per non esporla agli elementi atmosferici e al pubblico”.

(Da: Jerusalem Post, 17.09.09)

giovedì 8 ottobre 2009

“Gerusalemme è sempre stata araba e islamica”

Il capo magistrato islamico dell’Autorità Palestinese, lo sceicco Tayseer Rajab Tamimi, ha ribadito mercoledì che - a suo dire - non esiste nessuna prova a sostegno della tesi secondo cui gli ebrei sarebbero vissuti in passato a Gerusalemme, né che vi sia mai esistito un Tempio ebraico (lo stesso, per inciso, di cui parlano i Vangeli).
Tamimi sostiene che anche gli archeologi israeliani avrebbero “ammesso” che Gerusalemme non è mai stata abitata da ebrei.
Tamimi, che ricopre la più alta carica religiosa dell’Autorità Palestinese, ha fatto queste affermazioni - ampiamente riprese dalla stampa araba - in risposta alle dichiarazioni rilasciate all’inizio della settimana dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo il quale Gerusalemme non può essere considerata “un insediamento” giacché sono gli ebrei che “l’hanno edificata tremila anni fa”.
“Le affermazioni di Netanyahu sono senza fondamento – dice Tamimi – Gerusalemme è ed sempre stata una città araba e islamica”. Tamimi sostiene che tutti gli scavi archeologici condotti da Israele dopo il 1967 “non sono riusciti a dimostrare una storia o una presenza degli ebrei a Gerusalemme né che il loro presunto tempio sia mai esistito”.
Il leader religioso palestinese denuncia come bugiardi Netanyahu e “tutti i rabbini e le organizzazioni estremiste ebraiche” per la loro affermazione che Gerusalemme in passato fosse una città ebraica, e accusa Israele di distorcere i fatti e di falsificare la storia “con l’intento di cancellare il carattere arabo e islamico di Gerusalemme”.
Tamimi accusa inoltre Israele di aver lanciato una campagna di “pulizia etnica” per cacciare gli arabi dalla città. “Profanando i suoi luoghi sacri, espellendo i suoi abitanti arabi e demolendo le loro case e confiscando le loro terre e i loro edifici a Gerusalemme – ha detto – Israele cerca, con l’uso delle armi, di trasformarla in una città ebraica, e questa è una flagrante violazione di tutti i valori religiosi, legali, morali e umani”.
[Per la cronaca, nei quarant’anni successivi alla riunificazione del 1967 la percentuale della popolazione ebraica in tutta la città di Gerusalemme è scesa dal 74 al 66% mentre, nello stesso periodo, la percentuale della popolazione araba è cresciuta dal 28 al 34%.]
(Da: Jerusalem Post, israele.net, 27.08.09
Ogni commento a questo articolo sarebbe superfluo, eppure giova continuare a riportare certe notizie affinchè i sostenitori a oltranza dei palestinesi cerchino di aprire gli occhi e si rendano conto della stupidità di certe affermazioni negazioniste che quotidianamente vengono fatte fda esponenti palestinesi o arabi o mussulmani che dir si voglia.
Gli arabi sono i campioni mondiali di ribaltamento della storia, riescono a negare l'evidenza dei fatti pur di affermare le loro idee: e questo è a dir poco preoccupante.

Nobel per la chimica a una israeliana.

Il Premio Nobel per la Chimica 2009 è stato assegnato all’israeliana Ada E. Yonath, del Weizman Institute, insieme a Thomas A. Steitz (Usa) e Venkatraman Ramakrishnan (UK).

“Bambini, massacriamo gli ebrei”

Un popolare programma televisivo di Hamas per bambini, che normalmente dà consigli come “date ascolto ai genitori” e simili, ha mandato in onda alla fine del mese scorso un appello a “massacrare” degli ebrei. Lo riferisce Palestinian Media Watch, ente dedicato al monitoraggio costante dei mass-media palestinesi.
Tutti gli ebrei devono essere “cancellati dalla nostra terra”, dice Nassur, un pupazzo ospite nel programma settimanale “I pionieri di domani”, diffuso dalla tv di Hamas Al-Aksa, rivolgendosi a un piccolo spettatore che ha telefonato durante la puntata del 22 settembre scorso. “Noi li vogliamo massacrare – aggiunge il pupazzo rivolgendosi alla giovane conduttrice – cosicché vengano espulsi dalla nostra terra… dovremo farlo massacrandoli”.
Nan Jacques Zilberdik, l’analista di Palestinian Media Watch che ha tradotto in inglese il programma, spiega che “I pionieri di domani”, trasmesso dalla striscia di Gaza, è fruibile via satellite in tutto il mondo. Si tratta di un programma che spesso e volentieri mescola consigli pratici con l’indottrinamento all’odio. “Generalmente il programma trasmette ai bambini anche messaggi positivi come quello di bere latte o di chiedere ai genitori il permesso prima di fare qualcosa, ma vi si trovano anche messaggi inquietanti come l’appello ad uccidere gli ebrei”.
Zilberdik spiega inoltre che, dal monitoraggio generale dei mass-media palestinesi operato dalla sua organizzazione, non emerge mai nessuna contestazione o sconfessione dei messaggi di indottrinamento all’odio inseriti nei programmi per bambini. E questa non è certo la prima volta che Palestinian Media Watch documenta contenuti carichi di odio nei programmi per bambini palestinesi. Nel 2007 l’ente non governativo israeliano tradusse e rese noto il personaggio di una sorta di Mickey Mouse palestinese che invocava lo sterminio degli ebrei. In seguito all’ondata di indignazione suscitata un po’ in tutto il mondo, in una successiva puntata gli autori del programma di Hamas fecero morire il personaggio, ucciso a botte da un “israeliano” che lo interrogava (sempre sotto gli occhi dei piccoli spettatori), per poi sostituirlo rapidamente con un altro personaggio analogo, che esprimeva identici sentimenti.
Riportiamo qui di seguito alcuni dialoghi tratti dalla traduzione in inglese della puntata del programma trasmesso da Al-Aksa tv il 22 settembre scorso.
Il pupazzo Nassur: “Non vi sarà più nessun ebreo o sionista, a Dio piacendo. Saranno cancellati”.
La giovane conduttrice Saraa: “Cacciati via”.
Nassur: “E proprio come visitiamo la Qaaba [alla Mecca] … tutti visiteranno Gerusalemme”.
(Un bambino di sette anni in collegamento telefonico racconta di suo padre, membro delle Brigate Izzadin Kassam di Hamas, “morto come shahid”, martire).
Nassur, rivolto al bambino: “Che cosa vuoi fare agli ebrei che hanno ucciso tuo padre?”
Il bambino al telefono: “Voglio ucciderli”.
Saraa: “Noi non vogliamo fargli nulla, solo espellerli dalla nostra terra”.
Nassur: “Noi vogliamo massacrarli (nidbah-hom), cosicché saranno espulsi dalla nostra terra, giusto?”
Saraa: “Sì, giusto. Noi li espelleremo dalla nostra terra usando tutti i mezzi”.
Nassur: “E se non vogliono andarsene con le buone, con le parole e i colloqui, dovremo farlo massacrandoli (shaht)”.

(Da: Jerusalem Post, 4.09.09)

I mussulmani non giocano con i gay!

La notizia che proviene da Parigi sembra non suscitare l'ira della sinistra pacifinta e forcaiola: una squadra di calcio formata da mussulmani, il Creteil bebel, si è rifiutata di scendere in campo per affrontare il Paris Foot Gay, una compagine composta da omosessuali. Queste le motivazioni per l'annullamento dell'incontro: «Siamo spiacenti - hanno scritto i calciatori - ma tenuto conto del nome della vostra squadra e conformemente ai principi della nostra, composta da musulmani praticanti, non possiamo giocare contro di voi. Le nostre convinzioni sono di gran lunga più importanti di un semplice incontro di calcio. Scusateci - concludono - di avervi avvertito così in ritardo».
Non c'è da meravigliarsi di certo, visto come i gay vengono trattati nelle società islamiche, che anche in eurabia si cominci a trattarli allo stesso modo, quello che stupisce è il silenzio totale degli organi di informazione di sinistra, di solito pronti a scagliarsi contro gli omofobi.
L'allenatore del Paris Foot Gay è un omosessuale di origine marocchina: stupito dell'annullmaneto dell'incontro, ha dichiarato che nella sua squadra militano giocatori ebrei, mussulmani, omosessuali ed etero e che sono assolutamente contro l'omofobia.
Di sicuro la sua presa di posizione è ammirevole e dimostra il suo integramento nella socità civile francese ma il comportamento dei mussulmani "osservanti" ne evidenzia l'eccezione e mette in luce di come sia radicato in Francia l'islam più oltranzista e intollerante.
Che Bat Yeor e Oriana Fallaci ci proteggano!

martedì 6 ottobre 2009

Gli ebrei? Non hanno alcun diritto in Israele!

Lo so è paradossale, ma è quanto accade in questi giorni a Gerusalemme: gli arabi stanno scatenando una isterica e indegna gazzarra a suon di lanci di pietre, insulti e accoltellamenti di poliziotti, perchè gli ebrei hanno osato andare sulla Spianata del Tempio (quindi roba loro giusto?). Ergo si deduce che gli ebrei, in casa loro (perchè Gerusalemme è casa loro ed è la capitale dello stato democratico degli ebrei) non sono liberi di andare dove vogliono e di pregare dove vogliono. Il precedente illustre certo non mancava: quando Ariel Sharon fece la sua passeggiata sulla Spianata del Tempio quel grandissimo bastardo di arraffatt scatenò la seconda intifada che costò migliaia di vittime civili israeliane.
Ora ci riprovano, e per qualche giorno hanno cercato di mettere a ferro e a fuoco Gerusalemme: i sinistri pacifinti nulla hanno avuto da ridire contro una simile esplosione di violenza (d'altronde nulla avevano avuto da ridire sulle violenze scatenate dai mussulmani di tutto il mondo per le vignette danesi) e hanno fatto passare in silenzio la notizia.
La tracotanza, la violenza, la falsità e l'arroganza che stanno dimostrando per l'ennesima volta gli arabi nei confronti degli ebrei sono sotto gli occhi di tutti...tranne di coloro che non vogliono vedere!

domenica 4 ottobre 2009

Gilad Shalit in due minuti

Due minuti e quarantadue secondi di video: questo è quanto hanno concesso i terroristi di hammazz in cambio della liberazione di 21 terroriste.
Finalmente però si sa qualcosa di Gilad: i suoi genitori, parenti, amici e tutto il popolo di Israele hanno potuto vedere e ascoltare il ragazzo rapito oltre 3 anni fa in territorio israeliano.
Indossa una uniforme verde e sembra stia bene, è sicuramente provato e lo si deduce dal modo in cui parla ma sta bene.
Ancora una volta, facendo leva sulla voglia di Israele di portare finalmente a casa il suo soldato, hanno ottenuto qualcosa, ma ancora una volta si evidenzia quanto sia diverso il concetto di vita per gli arabi: la visione di un breve filamto che dimostra l'esistenza in vita e in salute di Gilad vale 21 donne, così come i corpi di due soldati israeliani morti (Eldad Regev e Ehud Goldwasser trucidati al confine con il Libano) valevano la liberazione del pluriomicida kuntera e di qualche centinaio di altri terroristi.
Ora non si sa per quanto tempo dovrà restare in mano agli assassini di hammazz, forse verrà usato per scopi politici (le non troppo imminenti elezioni politiche che potrebbero vedere una vittoria dei criminali che governano Gaza dopo il colpo di stato) e per ottenere la liberazione di altri terroristi, ma la speranza è che torni comunque il prima possibile a casa.
FREE GILAD SHALIT!!!

martedì 29 settembre 2009

Il discorso di Netanyahu all'ONU

Discorso del Primo Ministro d’Israele, sig. Benjamin Netanyahu, alla 64a sessione dell’Assemblea Generale dell’ ONU.

New York, 24 settembre 2009 -
Signor Presidente, Signore e Signori, circa 62 anni fa le Nazioni Unite riconobbero il diritto degli Ebrei - popolo antico di 3500 anni - ad un proprio stato nella patria dei propri antenati.
Oggi sono qui come Primo Ministro di Israele, lo stato ebraico, e vi parlo a nome del mio paese e del mio popolo. Le Nazioni Unite furono fondate dopo la carneficina della seconda guerra mondiale e gli orrori dell’Olocausto. Avevano il compito di prevenire la possibilità del ricorrere di tali orrendi eventi. Nulla minaccia alla base quel compito essenziale più dell’attacco sistematico alla verità.
Ieri il Presidente dell’Iran era su questo stesso podio a sputare le sue ultime tiritere antisemite. Soltanto pochi giorni prima aveva ripetuto che l’Olocausto è una bugia. Il mese scorso sono stato in una villa in un sobborgo di Berlino chiamato Wannsee. Là il 20 gennaio 1942 dirigenti nazisti di alto grado si ritrovarono dopo un buon pasto a decidere come sterminare il popolo ebraico. Gli appunti dettagliati di quell’incontro sono stati conservati dai successivi governi tedeschi. Ecco qui una copia di quegli appunti, in cui i Nazisti davano istruzioni precise su come portare a compimento lo sterminio degli Ebrei. Si tratta di una bugia?
Il giorno prima di andare a Wannsee, a Berlino mi hanno consegnato i disegni originali per la costruzione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove furono assassinati un milione di Ebrei. Anche questa è una bugia?
Lo scorso giugno il Presidente Obama ha reso visita al campo di concentramento di Buchenwald. Il Presidente Obama ha reso tributo a una bugia?
E che dire dei sopravvissuti di Auschwitz che sulle braccia ancora portano tatuato il numero impresso loro dai Nazisti? Anche quei tatuaggi sono bugie? Un terzo del popolo ebraico morì in quell’inferno.
Quasi tutte le famiglie ebree furono colpite, inclusa la mia. I nonni di mia moglie, le due sorelle ed i tre fratelli di suo padre, e tutte le zie gli zii e i cugini furono assassinati dai Nazisti. Anche questa è una bugia?
Ieri su questo podio ha parlato l’uomo che dice che l’Olocausto è una bugia. A voi che avete rifiutato di venire qui ad ascoltarlo, e a voi che siete usciti in segno di protesta: sia lode a voi. Avete mostrato dirittura morale e onorato i vostri paesi.
Ma a voi che avete dato ascolto a questo negatore dell’Olocausto io dico a nome del mio popolo, il popolo ebraico, e di tutte le persone per bene in ogni parte del mondo: non vi vergognate? Non avete pudore? Appena sei decenni dopo l’Olocausto voi legittimate un uomo che nega che sei milioni di Ebrei siano stati assassinati e giura di eliminare lo stato ebraico.
Che vergogna! Che presa in giro della Carta dell’ONU!
Forse qualcuno di voi crede che quest’uomo e il suo odioso regime minaccino soltanto gli Ebrei. Sbagliate. La storia ha provato più volte che quando si inizia con l’attaccare gli Ebrei si finisce col travolgere anche gli altri.
Questo regine in Iran si alimenta di un fondamentalismo estremista che ha fatto irruzione sulla scena mondiale tre decenni fa, dopo essere rimasto latente per secoli.
Negli ultimi trenta anni questo fanatismo ha attraversato il globo con violenza omicida e con imparziale sangue freddo nella scelta delle sue vittime. Ha spietatamente macellato Musulmani e Cristiani, Ebrei e Induisti, e molti altri ancora.
Benchè abbiano diverse origini, gli aderenti a questa fede spietata vogliono riportare l’umanità al Medio Evo. Ovunque possono, costoro impongono una società irreggimentata e arretrata in cui le donne, le minoranze, i gay e chiunque non paia seguace della vera fede è brutalmente sottomesso.
La lotta contro questo fanatismo non è uno scontro di religioni nè uno scontro di civiltà. E’ uno scontro fra la civiltà e la barbarie, fra il 21° e il 9° secolo, fra coloro che glorificano la vita e coloro che glorificano la morte. L’arretratezza del 9° secolo non può tener testa al progresso del 21° secolo.
Il richiamo della libertà, il potere della tecnologia, l’ampiezza della comunicazione vinceranno sicuramente. Il passato non può davvero trionfare sul futuro. E il futuro offre a tutti i popoli magnifiche riserve di speranza. Il progresso avanza a velocità esponenziale.
Sono passati secoli fra la macchina da stampa e il telefono, decenni fra il telefono e il personal computer, soltanto pochi anni fra il personal computer e internet. Quello che pochi anni fa sembrava irraggiungibile oggi è già obsoleto, e a malapena possiamo immaginare le evoluzioni future. Troveremo la chiave del codice genetico. Cureremo l’incurabile. Allungheremo la vita. Troveremo una alternativa economica ai combustibili fossili e ripuliremo il pianeta.
Sono orgoglioso che il mio paese, Israele, sia all’avanguardia in questo progresso e traini l’innovazione nelle scienze e nella tecnologia, in medicina, biologia, agricoltura e acqua, energia e ambiente. Ovunque si sviluppino, queste innovazioni offrono all’umanità un futuro illuminato da promesse mai immaginate prima. Ma se il fanatismo più primitivo ottiene le armi più micidiali, la direzione della storia può invertirsi per un periodo di tempo. E come avvenne con la tardiva vittoria sul Nazismo, le forze del progresso e della libertà vinceranno soltanto dopo che l’umanità avrà pagato un terribile prezzo in sangue e in beni.
E’ per questo che il maggiore pericolo oggi per il mondo è il coniugarsi del fanatismo religioso con le armi di sterminio di massa.
Il compito più urgente per questo consesso è impedire che i tiranni di Teheran si impossessino di armi nucleari. Gli stati membri dell’ONU saranno all’altezza della sfida? La comunità internazionale saprà tener testa a un dispotismo che terrorizza il proprio popolo che coraggiosamente chiede libertà? Agirà contro i dittatori che hanno frodato apertamente le elezioni e sparato agli Iraniani che protestavano, soffocandoli nel loro sangue?
Si opporrà ai più pericolosi sostenitori e perpetratori di terrorismo al mondo? Soprattutto saprà la comunità internazionale impedire che il regime terrorista dell’Iran sviluppi armi nucleari, mettendo in pericolo la pace nel mondo intero? Gli Iraniani si stanno coraggiosamente opponendo a questo regime. Le persone di buona volontà in tutto il mondo sono dalla loro parte, come le migliaia di persone che stanno protestando qui fuori. Sarà l’ONU dalla loro parte?
Signore e signori, il giudizio sull’ ONU non è ancora emesso, ma gli indizi recenti non sono incoraggianti. Invece di condannare i terroristi e i loro protettori in Iran, qui alcuni hanno condannato le loro vittime.
E’ esattamente quello che ha fatto un recente rapporto ONU su Gaza, che ha messo sullo stesso piano i terroristi e le loro vittime. Per otto lunghi anni Hamas ha lanciato da Gaza migliaia di missili, mortai e razzi sulle città israeliane vicine. Anno dopo anno questi missili sono stati deliberatamente sparati sui nostri civili: l’ONU non ha votato neppure una condanna di questi attacchi criminali. Non abbiamo sentito una parola - neppure una - da parte del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU (istituzione dal nome quanto mai fuorviante).
Nel 2005 Israele, nella speranza di favorire la pace, si ritirò unilateralmente fin dall’ultimo centimetro di Gaza. Smantellò 21 insediamenti e trasferì più di 8000 Israeliani. Non abbiamo avuto pace. Abbiamo avuto invece una base terrorista sostenuta dall’Iran a 50 miglia da Tel Aviv. La vita nelle città e nei paesi vicini a Gaza divenne un incubo. Gli attacchi dei razzi di Hamas, vedete, non soltanto continuarono, ma si moltiplicarono per dieci.
Anche allora l’ONU tacque. Dopo otto anni di attacchi senza interruzione, Israele fu obbligata a rispondere. Come avremmo dovuto rispondere?
Beh, c’è un solo esempio nella storia in cui migliaia di razzi vennero sparati su una popolazione civile. Fu quando i Nazisti lanciarono razzi sulle città inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. In quella guerra gli Alleati rasero al suolo le città tedesche, facendo centinaia di migliaia di morti.
Israele decise di comportarsi diversamente. Di fronte a un nemico che commetteva un doppio crimine di guerra perchè sparava su una popolazione civile riparandosi dietro a una popolazione civile, Israele tentò di condurre attacchi mirati contro i lanciarazzi.
Non era un compito facile, perchè i terroristi sparavano dalle case e dalle scuole, usavano le moschee come depositi di armi e trasportavano gli esplosivi sulle ambulanze. Israele, invece, cercò di ridurre al minimo i morti avvisando i civili palestinesi di lasciare le zone di attacco. Abbiamo lanciato innumerevoli volantini sulle loro case, mandato migliaia di SMS, chiamato migliaia di cellulari per chiedere alla popolazione di andarsene.
Nessun altro paese si è mai data tanta pena per allontanare dalla zona di pericolo la popolazione civile nemica. Eppure di fronte a un caso tanto chiaro di aggressione, chi ha scelto di condannare il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU? Israele. Una democrazia che si difende legittimamente dal terrorismo è moralmente impiccata e squartata, e per di più dopo un processo ingiusto.
In base a questi principi distorti, il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU avrebbe mandato alla sbarra Roosevelt e Churchill come criminali. Che perversione della verità. Che perversione della giustizia. Signori delegati all’ONU, intendete accettare questa farsa? Se lo fate, l’ONU tornerà ai suoi giorni più bui, quando i peggiori violatori dei diritti umani sedevano a giudicare le democrazie rette dalla legge, quando il Sionismo fu considerato razzismo, quando una maggioranza automatica poteva dichiarare che la terra è piatta.
Se questa Assemblea non respinge la relazione del Consiglio, manda ai terroristi in tutto il mondo il messaggio che il terrore paga, che se lanci attacchi contro zone densamente popolate la fai franca.
E condannando Israele questa Assemblea sferrerebbe un colpo mortale alla pace. Ecco perchè. Quando Israele lasciò Gaza, molti sperarono che gli attacchi missilistici sarebbero cessati. Altri pensarono che, se non altro, Israele sarebbe stata legittimata all’auto-difesa. Quale legittimazione? Quale auto-difesa?
La stessa ONU che si rallegrò per l’uscita di Israele da Gaza e promise di sostenere il nostro diritto all’autodifesa ora ci accusa - accusa il mio popolo, il mio paese - di crimini di guerra ? E per che cosa? Per esserci difesi con senso di responsabilità. Che presa in giro! Israele si è giustamente difesa dal terrorismo.Questa relazione squilibrata e ingiusta è un banco di prova per i governi. Vi schierate con i terroristi o con Israele? Dovete rispondere ora. Ora, non più tardi. Perchè se chiederete ad Israele di assumersi altri rischi per la pace, dobbiamo sapere -oggi- che domani sarete al nostro fianco. Soltanto se sappiamo di aver diritto a difenderci possiamo ancora correre altri rischi per avere la pace. Signore e Signori, Tutta Israele vuole la pace.
Ogni volta che un leader arabo cercò davvero la pace, noi abbiamo fatto pace. Abbiamo fatto pace con l’Egitto di Anwar Sadat. Abbiamo fatto pace con la Giordania di Re Hussein. E se i Palestinesi vogliono davvero la pace, io e il mio governo e il popolo di Israele faremo pace. Ma vogliamo una pace vera, difendibile, definitiva.
Nel 1947 questa Assemblea stabilì due stati per due popoli - uno stato ebraico e uno stato arabo. Gli Ebbrei accettarono la decisione. Gli Arabi la rifutarono. Chiediamo ai Palestinesi di fare finalmente quello che hanno rifutato per 62 anni: dire sì allo stato ebraico. Proprio come a noi si chiede di riconoscere uno stato nazionale palestinese, ai Palestinesi si deve chiedere di riconoscere lo stato nazionale degli Ebrei.
Gli Ebrei non sono conquistatori stranieri in Israele. Questa è la terra dei nostri padri. Sul muro di questo grande edificio è incisa la grande visione biblica della pace: ‘Le nazioni non alzeranno la spada sulle nazioni. Non conosceranno più guerra’. Queste parole furono dette dal profeta ebreo Isaia 2800 anni fa nel mio paese, nella mia città, sulle colline della Giudea e per le strade di Gerusalemme. Non siamo stranieri in questa terra. E’ la nostra patria.
Benchè così strettamente legati a questa terra, noi riconosciamo che ci vivono anche i Palestinesi, che vogliono una casa propria. Vogliamo vivere fianco a fianco con loro, due popoli liberi che vivono in pace, dignità e prosperità. Ma dobbiamo avere sicurezza.
I Palestinesi avranno tutti i poteri necessari per il pieno autogoverno, eccetto quei pochi poteri che possono essere un pericolo per Israele. Per questo uno stato palestinese deve essere de-militarizzato in modo reale. Non vogliamo un’altra Gaza, un’altra base terroristica iraniana sopra Gerusalemme e sulle colline a pochi chilometri da Tel Aviv.
Vogliamo la pace. Credo che la pace si possa raggiungere. Ma soltanto se respingiamo le forze del terrore, guidate dall’Iran, che vogliono distruggere la pace, eliminare Israele e scardinare l’ordine mondiale. La scelta per la comunità internazionale è se vuole tener testa a quelle forze, o vuole lasciar loro spazio. Più di 70 anni fa Winston Churchill denunciò la ‘riconfermata incapacità dell’umanità ad imparare’, la maluagurata abitudine delle società civili a dormire finchè il pericolo quasi le soffoca.
Churchill deprecò quella che definì ‘mancanza di previsione, indisponibilità ad agire quando è semplice e facile farlo, poca chiarezza di idee, confusione nelle valutazioni, finchè si arriva all’emergenza, finchè l’istinto di auto conservazione non alza la sua voce dissonante’.
Parlo qui oggi con la speranza che il giudizio di Churchill sulla ‘indisponibilità ad imparare dell’umanità’ si riveli questa volta errato. Parlo qui oggi con la speranza che impariamo dalla storia - che questa volta riusciamo a prevenire il pericolo.
Nello spirito delle parole eterne pronunciate da Giosuè oltre 3000 anni fa, siamo forti e d’animo coraggioso. Affrontiamo il pericolo, assicuriamo il nostro futuro e, col volere di Dio, costruiamo una pace che duri nelle generazioni future.

Notizie dal fronte...

I terroristi di hammazz hanno bombardato Israele con due razzi qassam: il primo ha colpito l'aerea vicino Eshkol verso le sette di sera e il secondo (dopo circa un'ora e mezzo) la zona di Ashdod.
Non si segnalano danni o feriti fortunatamente.
Dei terroristi hanno sparato con un fucile contro un cittadino israeliano nei pressi di Shvut Rachel. L'uomo, ferito ad una mano è riuscito a guidare fino al suo villaggio dove è stato medicato dalle forze di sicurezza. E' il quarto attentato nel giro di quattor mesi e, secondo i cittadini e gli amministratori locali, la recrudescenza di attacchi ha coinciso con l'allentamento dei controlli e la rimozione dei posti di blocco.
Come si potrà facilmente notare, i palestinesi sono sempre pronti a colpire, testano continuamente le capacità difensive e reattive israeliane perchè sperano prima o poi di riuscire a fare una strage.

domenica 27 settembre 2009

Olmert: “Offrii ai palestinesi il migliore accordo possibile. Invano”

In un’intervista registrata mercoledì scorso l’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert ha sollecitato gli inviati americani a sostenere la generosa offerta che egli fece al presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) come quadro fondamentale per arrivare alla pace. Parlando al programma Hard Talk della BBC, che va in onda lunedì, Olmert ha ribadito d’aver offerto, invano, ai palestinesi il miglior accordo che essi potrebbero mai ottenere.
Nell’intervista Olmert su duole del fatto che i palestinesi rifiutarono quella proposta che, a suo dire, in caso di accordo, sarebbe stata attuata nonostante le inchieste pendenti che lo costrinsero a lasciare l’incarico anzitempo.“Non vi sarà mai un piano di pace fra noi e i palestinesi migliore e più avanzato di quello che io proposi nei due anni scorsi – dice Olmert – Magari avessi potuto completare il lavoro che avevo iniziato. Ero e sono tuttora convinto che avremmo potuto completarlo finché ero primo ministro, se avessi potuto portare a termine il mio mandato. Ritengo che sia necessario arrivare a un accordo di pace fra noi e i palestinesi e che non vi possa essere altro accordo che quello che proposi ad Abu Mazen. Vi poteva essere anche un accordo con la Siria, e non sarà possibile un altro accordo migliore di quello che proposi al presidente Assad. Lo si poteva fare – continua Olmert – e sapevo come farlo. Mi ero spinto molto avanti, più di quanto qualunque governo israeliano avrebbe mai fatto”.
Nell’intervista Olmert conferma d’aver offerto ai palestinesi la creazione di uno stato palestinese su un territorio pari al 100% dell’estensione della Cisgiordania pre-’67, composto da un 93-94% della Cisgiordania (oltre alla già sgomberata striscia di Gaza) più terre equivalenti alla percentuale rimanente sottratte al territorio di Israele pre-’67; l’insediamento di più di mille profughi palestinesi all’interno dei confini definitivi di Israele; un’amministrazione internazionale su Gerusalemme sotto israeliani, palestinesi, americani, giordani e sauditi.
Secondo Olmert, se i palestinesi avessero accettato l’offerta, la comunità internazionale l’avrebbe immediatamente appoggiata e Binyamin Netanyahu non sarebbe stato eletto alle successive elezioni in Israele. “Se ci fosse stato quel piano, il risultato delle elezioni (in Israele) sarebbe stato completamente diverso – sostiene Olmert – Il piano avrebbe avuto la possibilità di essere realizzato se solo fosse stato accettato dai palestinesi. Fecero un tragico errore non rispondendomi, in un momento in cui c’era ancora abbastanza tempo per farlo progredire, per accrescere il consenso internazionale e per promuoverlo presso l’opinione pubblica israeliana ed anche presso quella palestinese, oltre che di fronte alla comunità internazionale”.Nel momento in cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si impegna all’Onu ad intensificare gli sforzi per trovare una cornice atta ad arrivare alla pace in Medio Oriente, Olmert nell’intervista lo invita ad adottare la proposta che egli avanzò ai palestinesi e farne la base per il rilancio dei colloqui. “Sono in politica da trentacinque anni e non sono mai riuscito a capire perché ogni nuova amministrazione Usa pensa di dover ripartire da zero col processo di pace – dice l’ex primo ministro israeliano – Prendete il mio piano di pace. Gli americani ne conoscono ogni singolo dettaglio perché li ho personalmente tenuti informati. Ho detto a George Mitchell, a Hillary Clinton, e lo dirò anche al presidente Obama alla prima occasione che avrò di incontralo: perché tornare indietro e ripartire sempre dalla prima casella, anziché prendere la proposta che venne presentata ufficialmente dal primo ministro d’Israele e dire ai palestinesi: rispondete a questo e completiamo il processo. Ho detto a George Mitchell – e spero che non si arrabbi con me per il fatto che condivido con voi questo concetto – gli ho detto: George, non ricominciare tutto da capo, vai avanti da dove ci siamo fermati e competa l’opera. Altrimenti un giorno, fra quattro anni, mi capiterà di incontrarti all’aeroporto di Heathrow, a Londra, e ti chiederò: George, che fai di bello? E tu mi risponderai: Sto partendo per la mia sessantesima missione in Medio Oriente. E questo che si vuole?”.

Un articolo di Angelo Pezzana su Libero

LIBERO-Angelo Pezzana: " La Casa Bianca non ha ancora capito il pericolo di Teheran "

Mentre la scoperta di un secondo sito nucleare in Iran riempiva ieri le pagine di giornali e Tg in tutto il mondo, lo stesso non avveniva in Israele, dove i media si sono limitati a un generico ve l’avevamo detto, ma voi avete sempre sotto stimato il pericolo iraniano, e ve ne accorgete solo ora, quando è diventato impossibile chiudere gli occhi di fronte alle menzogne che Ahmadinejad ha sempre raccontato ai funzionari dell’Aiea, guidati da El Baradei, grazie al quale anche le democrazie occidentali si sentivano tranquille, convinte che la situazione fosse sotto controllo. Quanto fosse valido quel controllo era anche sostenuto dalla convinzione che la patata bollente dovesse rimanere in mani israeliane, essendo tutti sicuri che pure il cerino acceso avrebbe fatto la stessa fine. Sarà per questo che ieri la notizia è stata data accanto, se non dopo, altre giudicate egualmente importanti per l’opinione pubblica israeliana. Come la decisione del ministro degli esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit, che ha detto di condividere la richiesta di Hamas, che libererà Gilad Shalit solo in cambio di mille prigionieri dalle carceri israeliane. Questo allineamento di posizioni contraddice l’impegno chel’Egitto si era assunto quando ha accettato di fare da mediatore, mentre di fatto ha dimostrato di sostenere solo la richiesta della parte palestinese. Ha preoccupato ieri gli israeliani anche il lancio da Gaza di un altro missile kassam che ha colpito il Negev occidentale, per fortuna senza vittime. C’è stata poi l’emozione per la partecipazione alla Maratona di Berlino di 1,183 israeliani il 20 settembre scorso, in quel numero preciso per ricordare i giorni di prigionia di Gilad, un numero che tutti portavano scritto addosso con caratteri molto visibili. Oppure, per non allontanarsi troppo dal palcoscenico americano, un po’ di spazio veniva anche dato alla dichiarazione di Abu Mazen, che i settlements non congelati avrebbero ritardato la ripresa del dialogo, ma, in compenso, che Bibi Netnayahu aveva fatto all’Onu un intervento di alto profilo, come ha scritto Nahum Barnea, uno dei commentatori di punta di Yediot Aharonot, il quotidiano più diffuso. Obama si faceva riprendere fra Brown e Sarkozy mentre rivolgeva l’ormai abituale monito ad Ahmadinejad, questa volta spostando il limite della pazienza da fine settembre a fine dicembre, rendendo così credibile la successiva affermazione del dittatore iraniano che con tono strafottente affermava di non avere alcun obbligo di riferire a Obama le proprie intenzioni, aggiungendo che l’Occidente la doveva smettere di interferire negli affari interni iraniani. Seguito da quel sant’uomo di Khamenei, il quale, inneggiando al secondo sito nucleare, dichiarava che “avrebbe accecato i nostri nemici “. Affermazione che ha risvegliato dall’abituale tranquillità persino El Baradei, che ha manifestato, al solito con discrezione, l’intenzione di ispezionare il nuovo sito scoperto presso la città di Qom. E’ comprensibile che il presidente di Israele, l’equilibrato Shimon Peres, abbia gratificato Ahmadinejad con la definizione di “ leader oscuro e tetro, che si concilierebbe con il Medio Evo, uno che vorrebbe uccidere come all’epoca dell’Inquisizione, predica l’omicidio e l’odio, il terrorismo, il ricorso alle armi nucleari per un genocidio “. Qualcuno ha volto interpretare l’assenza degli abituali sorrisi su volto di Barack Obama come il segnale della svolta, l’indicatore che finalmnte ha capito in quale mare sta nuotando. Ci permettiamo di dubitarne, anche se altri segnali si stanno affacciando, che lascierebbero pensare il contrario. Ma nove mesi, nei quali non ne ha imbroccata una, lisciando il pelo ai nemici e trattando male gli alleati, non si cancellano solo perchè di colpo ha scoperto che Ahmadinejad gli ha sempre mentito. Provi a cambiare qualche consigliere, alla prossima delusione si troverà meno impreparato.

Gaza: la Tv di Hamas continua nella sua politica di indottrinamento all’odio

Gerusalemme, 24 set (ANSA) -
Il sito internet israeliano Palestinian Media Watch riferisce che gli ospiti di un programma televisivo per bambini, trasmesso a Gaza dalla Tv controllata dal movimento islamico Hamas, hanno più volte affermato che la “liberazione” della Palestina passa attraverso il “massacro” degli ebrei in Israele.
Nel programma per bambini denominato “Pionieri di domani”, andato in onda il 22 settembre sulla Tv Al Aqsa, Nassur, un pupazzo con le sembianze di un orsacchiotto, si rivolge a una giovane ospite in studio, dal nome Saraa, spiegandole che tutti gli ebrei “devono essere eliminati dalla nostra terra”. “Saranno massacrati”, ribatte a sua volta Saraa. Poi Nassur si rivolge telefonicamente a un bambino per chiedergli “Cosa vuoi fare agli ebrei che hanno ucciso tuo padre?”. “Voglio ucciderli” è la risposta. Saraa: “Non vogliamo far niente a loro, solo cacciarli dalla nostra terra”. Nassur: “Vogliamo massacrarli (Nidbah-hom, in arabo), così saranno cacciati dalla nostra terra, giusto?”. Saraa: “Sì. E’ giusto. Li cacceremo usando tutti i modi”. Nassur: “E se non se ne andranno pacificamente, con la persuasione e il dialogo, dovremo farlo sterminandoli (Shaht, in arabo)”.
Questo post è dedicato a vento3000 che ancora crede che gli asini volano e la luna è fatta di formaggio....
SVEGLIAAAAAAAAAAAAA!
VIVA ISRAELE!

Disordini a Gerusalemme

Ci sono stati dei gravi disordini ieri sera a Gerusalemme sul Monte del Tempio.
E' accaduto quando un gruppo di pellegrini ebrei, scortato dalla polizia, è entrato nell'area che il Waqf pretende di mantenere "Juden frei", ed è stato preso a sassate dai mussulmani: bilancio 12 feriti tra gli agenti e 15 tra i rivoltosi.
Quando la polizia è risucita a scortare in un luogo sicuro gli ebrei i disordini sono finiti ma sono poi ripresi in altre parti della città vecchia e hanno provocato un altro ferito tra le forze dell'ordine.
Il Monte del Tempio è uno dei luoghi più sacri dell'ebraismo insieme alla Tomba di Rachele a Betlemme, la Tomba di Giuseppe a Nablus e la Grotta dei Patriarchi a Hebron.
Le violenze di ieri sono lì a testimoniare l'odio implacabile degli arabi verso gli ebrei, che non sono neanche liberi di pregare nel loro stato e nella loro capitale in uno dei loro luoghi santi. E ci sono persone che dicono che in Israele non c'è libertà per gli arabi, che i poveri palestinesi sono le vittime degli israeliani: qui sembra che siano gli israeliani ad essere vittime in casa loro!

sabato 26 settembre 2009

Manovre militari iraniane per Yom Kippur

La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha annunciato una serie di esercitazioni missilistiche proprio in coincidenza con l'imminente ricorrenza ebraica di Yom Kippur.
Un avvertimento che sicuramente non lascia tranquilli gli israeliani, memori di quanto accadde a Yom Kippur del 1973 quando una coalizione di paesi arabi lanciò un attacco a sorpresa contro Israele lasciando una ferita che è ancora aperta nel cuore del paese.
A quanto pare il dittatore pazzo è deciso ad alzare la posta: non contento dei problemi interni causati dai brogli elettorali perpetrati dal suo entourage e venuti alla luce nelle manifestazioni di piazza, non contento dei continui proclami antisemiti, non contento dei continui oltraggi a Israele, con un ennesimo colpo di teatro ha distolto ancora una volta l'attenzione da ciò che lo mette in difficoltà (la scoperta del secondo apparato per la produzione di uranio arricchito) verso un altro problema.
Come ogni bravo dittatore che si "rispetti", fa del suo meglio per dare in pasto al suo popolo l'osso da rosicchiare per distoglierlo dai reali problemi del paese.

Farouk Hosni: se lo conosci lo eviti!

Il ministro della "cultura" egiziana Hosni, recentemente trombato alle elezioni per la nomina a responsabile dell'Unesco, ha avuto modo di far capire a chi non aveva ancora capito per quale motivo la sua persona era inadatta (per usare un eufemismo) a svolgere un ruolo così delicato: in una intervista al giornale egiziano al-Masri al-Yaum, ha dichiarato la sua intenzione di "lanciare una guerra culturale contro Israele".
Stranamente nessuno ha trovato nulla da eccepire di fronte a questa ennesima prova di tolleranza, rispetto e democrazia della "superiore" civiltà islamica, nessuno è sceso in piazza o ha mandato in onda trasmissioni per denunciare un così schifoso e orribile atto!
In un crescente delirio ha inoltre affermato che ha perso le elezioni "a causa del radicalismo, del razzismo e degli ebrei": se questo è il massimo esponente della cultura egiziana e uno dei "campioni" della cultura islamica...povera cultura, ha finito di vivere!

Quando la memoria è corta...

Cosa può succedere quando la memoria è corta o addirittura si vuole cancellarla?
Succede che si cerchi di costruire un hotel per ospitare gli spettatori dei prossimi europei di calcio 2012, sul luogo dove tra il 29 e il 30 settembre del 1941 gli assasini nazisti coadiuvati dai collaborazionisti ucraini trucidarono 33.771 ebrei di Kiev.
Gli ebrei vennero condotti ,attraverso un "corridoio" formato da soldati e polizotti che li sottoposero a un brutale pestaggio, in cima ad una immensa fossa dove erano attesi dalle mitragliatrici che cominciarono a falciarli senza pietà.
Il sindaco di Kiev Leonid Chernovetskyi aveva già approvato il progetto che doveva consentire la costruzione dell'hotel, ma il centro Simon Wiesenthal ha iniziato una campagna per boicottare i lavori, mentre il presidente di Israele Shimon Peres ha condannato l’ipotesi: «Lì niente deve essere toccato»: proprio il suo intervento sembra sia stato determinante per far recedere l'amministrazione comunale dal compiere un simile scempio.
Ecco il motivo, se mai ce ne fosse bisogno di uno, per il quale bisogna sempre lottare e ricordare: chi dimentica gli orrori della Shoà o peggio vuole nasconderli e negarli, uccide una seconda volta i sei milioni di ebrei che sono stati sterminati dal nazismo e questo non deve accadere.

...e la chiamano tregua....

Sono circa 50 i razzi e colpi di mortaio con i quali i terroristi di hammazz hanno bombardato Israele negli ultimi tre mesi, e diventano 250 dalla fine dell'operazione Cast Lead. In tutto il 2009 sono stati finora 750 contro i 3300 del 2008.
Ieri le Forze Aeree Israeliane hanno lanciato un attacco contro una cellula terroristica che si apprestava a bombardare Israele: risultato tre terroristi sono stati uccisi.
Erano abitanti di Gaza ed erano responsabili dei bombardamenti delle ultime settimane, inclusi quelli di Rosh HaShanà, si chiamavano Mahmoud Mussah Rammadan Bana, Kamel Hamdan Ibrahim Dakhdukh e Mohamed Salem Barawi Marshoud.
In risposta all'attacco aereo i terroristi hanno bombardato con razzi e colpi di mortaio che però hanno colpito il territorio palestinese.
La settimana precedente un palestiense era stato arrestato all'ingresso di un insediamento israeliano a sud di Hebron mentre tentava di far esplodere un ordigno vicino un avamposto delle IDF, l'arabo era anche in possesso di un coltello.
Un pattuglia dell'esercito israeliano aveva inoltre ucciso due terroristi che stavano provando a posizionare degli ordigni esplosivi vicino la barriera difensiva a nord di Gaza.
Questi sono alcuni esempi di come intendono la parola pace i palestinesi: per loro la tregua o la pace sono concetti molto aleatori e comunque devono includere il permesso di fare come vogliono, di continuare ad attaccare Israele e a tentare di massacrare la popolazione israeliana.
Ovviamente questo non può essere permesso da nessuno stato democratico e meno che mai da Israele!
VIVA ISRAELE!

giovedì 24 settembre 2009

L'iranano non è il benvenuto!

Il presidente iranano ahmadinejad non è il benvenuto a NY: oltre alle manifestazioni di piazza contro il suo regime assassino, il criminale dittatore ha dovuto incassare l'ennesimo boicottaggio da parte di alcuni paesi. Gran Bretagna, Danimarca, Francia, Germania, Ungeria e Italia infatti, hanno abbandonato l'aula del Palazzio di Vetro non appena ha preso la parola.
Nonostante il suo discorso non contenesse riferimenti espliciti alla distruzione di Israele o alla negazione della Shoà (sorta di linea rossa che l'Unione Europea aveva stabilito per un abbandono in massa dell'emiciclo da parte di tutte le delegazioni), il suo atteggiamento e le sue parole hanno suscitato l'indignazione (come al solito quando apre bocca) e indotto i rappresentanti degli stati sopra menzionati a lasciare anzitempo l'aula.
Non credo possa servire da lezione: il personaggio è quello che è, ma forse, a furia di sbattere il muso su paesi fermi e non disposti a compromessi, potrebbe cominciare a cambiare atteggiamento...

mercoledì 23 settembre 2009

L'antisemita ministro egiziano non dirigerà l'UNESCO!

Sembra incredibile, ma è proprio così: il ministro della "cultura" egiziana Farouk Hosni è stato sonoramente trombato e non dirigerà l'Unesco.
Lui, che aveva fatto ripubblicare i Protocolli dei Savi di Sion e che si era reso responsabile della degiuidizzazione della cultura egiziana, non si sa bene per quale motivo era stato scelto da Moubarak come candidato egiziano a un incarico così importante e sembrava godere del sostegno di molti paesi europei (Francia e Italia incluse) che aveva dello scandaloso.
Fortunatamente qualcuno è rinsavito e si è così evitato lo sconcio di un antisemita odiatore di Israele e degli Ebrei a capo dell'Unesco.
Il triste figuro aveva recentemente confessato di aver aiutato i tre maledetti assassini della Achille Lauro (quelli che assassinarono il paraplegico ebreo americano Leon Klinghofer) a fuggire alla giustizia italiana.
Una volta tanto l'arroganza e l'antisemitismo arabo hanno trovato un ostacolo ai loro perfidi progetti.
VIVA ISRAELE!

lunedì 21 settembre 2009

Mantenere alta la guardia: un dovere imprescindibile per Israele

E' così: purtroppo Israele non può mai permettersi di abbassare la guardia pena la sua distruzione.
Questo continuo stato di allerta è giustificato dai pericoli che provengono da parte araba. Pochi giorni fa, per "festeggiare" il capodanno ebraico, da Gaza sono stati "gentilemente inviati in dono" due razzi che hanno colpito il territorio della città di Sderot senza fortunatamente provocare vittime o danni.
La risposta dell'aviazione è arrivata sotto forma di bombardamento di tre tunnel che, nella zona di Rafah, erano utilizzati dai terroristi di hammazz per ricevere armi ed esplosivi.
Dall'inizio dell'anno sono circa 715 i razzi o colpi di mortaio con cui i terroristi hanno bombardato Israele con il dichiarato scopo di fare il più alto numero di vittime e di creare senso di paura continuo nella popolazione.
Israele però continua nella sua lotta contro il male, contro coloro che anelano a distruggere lo Stato degli ebrei creato con fatica e sudore: che il nuovo anno appena iniziato possa essere migliore del precedente.
VIVA ISARELE!

sabato 19 settembre 2009

Shanà Tovà Israel!

Auguri di buon anno a Israele.
Che possa essere un anno che veda la fine dell'incubo per Gilad Shalit e la fine della follia del pazzo iranano!

VIVA ISRAELE!

venerdì 18 settembre 2009

Ahmadinejad insiste...

Il nano pazzo di Teheran, ormai completamente fuori di cervello specie dopo le contestazioni dei mesi scorsi, cerca di distogliere l'attenzione dai reali problemi dell'Iran e ... cosa fare di meglio se non puntare l'attenzione su Israele???
E così in occasione della pagliacciata annuale contro Israele, torna a farneticare sulla Shoà definendola "una invenzione degli ebrei per far nascere Israele". Riuscisse almeno a essere originale! Riuscisse una volta a dire qualcosa di nuovo.... sempre lì con il "complotto giudo plutocratico" di fascista memoria..
Gli arabi e i mussulmani non riescono proprio a fare a meno di rifarsi alle teorie naziste a loro tanto care e da loro tanto amate.
Sembra di vederlo, con la bava alla bocca mentre (emulo del criminale arraffatt) urla il suo odio contro Israele davanti alla solita folla che si può torvare davanti a un dittatore.

mercoledì 16 settembre 2009

Free Gilad Shalit!!!

Il giovane soldato israeliano Gilad Shalit, si appresta a trascorrere un altro Rosh HaShanà ostaggio dei criminali terroristi guerrafondai di Gaza.
Questi, continuano pervicacemente a ignorare ogni appello che in Israele, Europa e Stati Uniti si è levato per la liberazione del ragazzo che ormai da oltre tre anni è segregato in qualche orrendo antro palestinese.
Il Comune di Roma ha concesso a Gilad la cittadinanza onoraria della città, nella speranza che questo potesse accelerare i tempi della sua liberazione, ma a quanto pare (tanto per non smentirsi) gli arabi dimostrano tutto il loro disprezzo per la comunità internazionale e non permettono neanche la visita della Croce Rossa Internazionale all'ostaggio che, ricordiamo, è stato rapito in territorio israeliano mentre era impegnato in una missione di pattugliamento.
Il padre, Noam, si sta battendo con coraggio e determinazione per ottenere la sua liberazione e a giugno, davanti alla commissione Onu che si è riunita a Ginevra per ascoltarae (PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO!!!!) le ragioni della gente di Israele vittima da oltre 100 anni dell'odio, della violenza e del terrorismo arabo ha detto: “Voi sapete bene che la liberazione di mio figlio è la chiave per togliere il blocco alla striscia di Gaza e far ripartire il processo di pace: un piccolo gesto che potrebbe alleviare la vita di tante persone”. Shalit ha chiesto agli abitanti della striscia di Gaza di premere sui loro capi affinché lascino libero suo figlio, e ha esortato coloro che lo tengono in cattività a compiere questo semplice passo che “garantirebbe loro quel rispetto che essi vogliono dalla comunità internazionale”. “Non fatelo per qualche forma di profitto – ha detto – fatelo perché è la cosa giusta da fare, fatelo per il bene della vostra gente. Non ignorate le condizioni in cui mio figlio prestava servizio militare. Egli non stava attaccando la vostra terra, anzi non si trovava nemmeno sulla vostra terra: si trovava sul territorio sovrano d’Israele per difendere quello che avrebbe dovuto essere un confine pacifico [dopo il ritiro israeliano del 2005]. I vostri leader dicono che è un prigioniero di guerra. Io dico che è un ostaggio. Se fosse un prigioniero di guerra, come mai gli vengono negate tutte le condizioni garantite dalla Convenzione di Ginevra? Gli vengono negate anche le visite della Croce Rossa, che invece può visitare tutti i detenuti palestinesi in Israele. I quali possono anche impugnare le sentenze e protestare contro eventuali violazioni dei loro diritti davanti allo Stato d’Israele. Molti di voi – ha concluso Noam Shalit – capiscono che i vostri capi hanno commesso un crimine contro mio figlio, che viene trattenuto come moneta di scambio, e non c’è alcun compromesso da raggiungere: le loro pretese semplicemente non possono essere esaudite. Mio figlio è la carta usata dai vostri capi per distrarre l’attenzione dalle distruzioni che essi hanno portato su di voi”.




Informarsi è un dovere!

http://www.mfa.gov.il/GAZAFACTS

Ex soldati israeliani liberano una americana prigioniera in Cisgiordania

Dieci ex militari israeliani hanno liberato una donna americana e suo figlio, che da tre anni era prigioniera in Cisgiordania a Tulkarm.
La donna, che aveva sposato un palestinese conosciuto negli Stati Uniti e dal quale aveva avuto un bambino, una volta giunta a Tulkarm era stata segregata dal marito e minacciata: se avesse tentato di fuggire non avrebbe più rivisto il figlio.
I genitori della donna dopo aver provato a chiedere l'intervento dell'Autorità Palestinese, si sono rivolti ad un loro conoscente ebreo americano che aveva prestato servizio nelle I.D.F.
Costui si era immediatamente messo in contatto con i suoi amici in Israele che hanno subito cominciato a mettere a punto un piano per liberare la donna studiando per settimane i movimenti della "famiglia" acquisita in attesa di poter intervenire. Lunedì scorso poi hanno dato il via all'azione che ha avuto successo, permettendo loro di portare la donna al sicuro nel consolato americano di Gerusalemme da dove è poi ripartita con il figlio alla volta dell'Ohio.
La famiglia della donna ha ringraziato commossa i dieci uomini, promettendo loro una ricompensa, ma uno di essi ha dichiarato alla Radio dell'Esercito che non lo hanno fatto per i soldi.

Onore a questi ragazzi!

I support the I.D.F.!!!

La peculiare posizione di Israele

di Eric Hoffer*
L.A. Times, 26 maggio 1968
Gli ebrei sono un popolo particolare: ci sono cose permesse ad altre nazioni che agli ebrei sono proibite.
Altre nazioni espellono migliaia, addirittura milioni di persone e non ci sono problemi di rifugiati. Lo ha fatto la Russia, lo hanno fatto la Polonia e la Cecoslovacchia, la Turchia ha cacciato un milione di greci, l’Algeria un milione di francesi, l’Indonesia ha espulso chissà quanti cinesi, e nessuno parla di rifugiati. Ma nel caso di Israele, gli arabi trasferiti si sono trasformati in eterni rifugiati. Tutti insistono che Israele deve prendersi indietro ogni singolo arabo.
Arnold Toynbee qualifica l’evacuazione degli arabi come un’atrocità più grande di tutte quelle commesse dai nazisti.
Quando le altre nazioni vincono una guerra sul campo di battaglia, dettano le condizioni di pace, ma quando vince Israele, deve intavolare trattative per ottenere la pace.
Tutti si aspettano che gli ebrei siano gli unici veri cristiani a questo mondo. Le altre nazioni, quando vengono sconfitte, sopravvivono e si riprendono, ma se Israele fosse sconfitta, sarebbe distrutta. Se lo scorso giugno avesse vinto Nasser, avrebbe cancellato Israele dalla carta geografica, e nessuno avrebbe mosso un dito per salvare gli ebrei. Nessun impegno verso gli ebrei da parte di qualunque governo, compreso il nostro, vale la carta sulla quale è scritto.
Si levano grida di sdegno in tutto il mondo quando muore gente in Vietnam o quando due negri sono giustiziati in Rodesia. Ma quando Hitler massacrava gli ebrei, nessuno ha protestato. Gli svedesi, pronti a rompere le relazioni con gli Stati Uniti per ciò che facciamo in Vietnam, non hanno fiatato quando Hitler assassinava gli ebrei. Hanno mandato a Hitler il loro migliore ferro e munizioni, e hanno fornito alle sue truppe i treni per la Norvegia. Gli ebrei sono soli al mondo. Se Israele riuscirà a sopravvivere, sarà solo grazie agli sforzi degli ebrei. E alle risorse degli ebrei. In questo momento Israele è il nostro unico alleato affidabile e incondizionato. Noi possiamo contare su Israele più di quanto Israele possa contare su di noi. Dobbiamo solo provare a immaginare che cosa sarebbe accaduto l’estate scorsa se gli arabi e i loro protettori russi avessero vinto la guerra per renderci conto di quanto sia vitale la sopravvivenza di Israele per gli Stati Uniti e per l’Occidente in generale. Ho una premonizione che non mi abbandonerà: ciò che accadrà a Israele, accadrà anche a tutti noi.
Se Israele perisce, la responsabilità dell’olocausto peserà su di noi.
*Eric Hoffer, (1902-1983) era un filosofo sociale non ebreo

_________________________________________________________

Queste parole sono state scritte nel 1968: 41 anni fa, ma sono di una attualità semplicemente spaventosa.
Ogni commento è superfluo.

lunedì 14 settembre 2009

Ascolta Israele, basta chiedere scusa

Da Israele, Deborah Fait
Ieri sono piovuti due missili sul nord di Israele, uno dei due e' caduto quasi al centro di Naharia. Poteva essere strage ma per fortuna non abbiamo avuto vittime. Israele ha protestato all'ONU e adesso ne sappiamo quanto prima, quando mai l'ONU ha fermato i terroristi? Israele deve smettere di temere il giudizio del mondo e aspettare che il mondo condanni gli arabi. Quando mai? Il mondo adora gli arabi, il mondo ha paura degli arabi, il mondo rispetta gli arabi, il mondo sta diventando arabo.
Protestare all'ONU? Sbagliato , sbagliatissimo !!! Cadono due missili su Israele? Israele deve immediatamente colpire, non due ma mille volte di piu'. Due missili? e noi rispondiamo con una caterva che non finisce piu' e con l'aviazione militare che si alza in volo per bombardare il luogo da cui sono partiti i missili, facendo barba e capelli ai barbudos hezbollah che gli farebbe anche bene all'igiene.
Settimane fa, io ero in Italia, la NATO colpi' in Afghanistan un deposito di esplosivi vicino al quale stavano un'infinita' di civili, morti a palate, tra i civili naturalmente. Non ho sentito il capo della NATO chiedere scusa, non ho sentito dire che si era trattato di un errore, non ho sentito nessuna reazione tra la gente intorno a me. Non ho avuto sentore di manifestazioni con la foto di Obama data alle fiamme come facevano con quella di Bush. Tutto e' passato quasi inosservato. Capperi, non erano mica palestinesi quelli arrostiti in Afghanistan, c'era solo qualche centinaio di afghani che manco arabi sono quindi tranquillamente ammazzabili. Siccome quest'estate Israele non ha ammazzato nessun santo palestinese allora si sono inventati la storia che l'esercito li ammazza per fare poi traffico di organi. Hai capito!! Se e' contro Israele tutto fa brodo, qualsiasi menzogna e' credibile. Tremenda storia certamente presa per vera dalla vecchietta dei "ne ho settanta ma non li dimostro", mi riferisco a Jane Fonda, incazzatissima perche' al Festival di Toronto e' stata omaggiata la citta' di Tel Aviv, forse in occasione del centenario che quest'anno si festeggia. Alla vecchietta, probabilmente rincoglionita, non e' piaciuta la cosa e insieme ad altri filonaziislamici come lei, tra cui il genio della celluloide Ken Loach, hanno boicottato il Festival di Toronto.
Jon Voight, papa' di Angelina Jolie, dice che la Fonda e' malconsigliata. Dice che ancora una volta si schiera dalla parte sbagliata e si chiede se la vecchietta sia a conoscenza di chi siano e cosa abbiano fatto i suoi santi palestinesi. Jon Voight e' un grande amico di Israele ma non sa che per quelli come Jane Fonda non hanno importanza le colpe palestinesi ne' che Tel Aviv sia stata costruita sul deserto completamente disabitato, quello che a loro importa e' boicottare Israele. Caspita, caro Jon Voight, a Toronto erano presenti altri paesi, nominiamone due tra tanti "Iran e Cina", paesi dove nessuno sa cosa siano i diritti umani pero' la "settanta ma non li dimostro" mica ha pensato di boicottare Ahmadinejad o altri dittatori , nooooooooo, lei boicotta Israele perche' a nessun filonaziislamico interessa niente di nessuno a meno che non sia palestinese e non perche' I palestinesi siano particolarmente amati , solo perche' la loro controparte, il loro nemico e' Israele, quindi gli odiatissimi ebrei. Cosa mi state dicendo? Jane Fonda e Ken Loach sono pacifisti? Noo, semplicemente odiatori di ebrei....come si dice? Come si chiama uno che odia gli ebrei???? Antisemita? Si, mi pare di si, antisemita! Ecco quello che sono: antisemiti. Fonda, Loach e gli altri di cui non ricordo il nome dovevano partecipare all'altro Festival, quello di Venezia dove il loro idolo, il dittatore Chavez insieme al neonazi Oliver Stone ( quello che andava ad abbracciare Arafat mentre ci mandava i kamikaze per farci crepare e urlava che noi israeliani eravamo nazisti) sono stati accolti con ovazioni degne di capi di stato di nazioni democratiche....invece uno e' un matto a capo di un governo che tiene il Venezuela sotto il giogo delle dittature comuniste e il secondo,Stone, e' il suo mentore. E Israele protesta all'ONU se hezbollah spara missili? Rispondi ai missili con missili, Israele, rispondi e non preoccuparti, tanto , comunque, il mondo intero ce l'avra' sempre con te. Scommettiamo una cena? Se al posto di Chavez fosse andato a Venezia un qualsiasi premier israeliano , di destra o sinistra, non importa, sarebbe stato accolto da fischi , da urla "nazista" e dai solti incendi della bandiera di Israele....quella americana non si incendia piu', adesso c'e' Obama, amico dell'islam, mica tanto amico di Israele. Ascolta Israele! Basta chiedere scusa, bastona chi ti bastona e basta!

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Addio Assaf Ramon...

E morto ieri in seguito ad un incidente aereo, mentre volava con il suo F-16 nel deserto di Galilea, il sottotenente Assaf Ramon, figlio del colonnello Ilan Ramon, eroe di Israele, colui che aveva guidato con successo una squadriglia israeliana in territorio iracheno per distruggere il reattore nucleare che Saddam Hussein stava facendo costruire.
Ilan Ramon era a sua volta morto durante il tragico volo di rientro dello Space Shuttle Columbia il 1 febbraio del 2003.
Israele da ieri piange il suo ultimo caduto, ma soprattutto si stringe nel dolore della famiglia Ramon che ora è ancora di più nel cuore di tutti gli israeliani.