Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

CERCA NEL BLOG

Translate this page

Pallywood

Loading...

Sempre con Israele!!!

Sempre con Israele!!!

Lettori fissi

venerdì 29 febbraio 2008

Ancora razzi

Sempre più numerosi lanci di razzi sulle città israeliane, dopo Sderot anche Askhelon e i centri vicini sono stati pesantemente bombardati.
La sicurezza dei cittadini israeliani è sempre più in pericolo e la soluzione dovrà essere trovata rapidamente dal governo.
Dopo i feriti dei giorni scorsi, tra i quali diversi bambini (uno di questi di soli 8 anni ha perso una gamba) mercoledì c'è stata una vittima: Roni Yechiah, di 47 anni, padre di quattro figli, è morto per le gravissime ferite al petto causate dalle schegge di un missile qassam palestinese lanciato dalla striscia di Gaza su Israele.
In molti parlano apertamente di una soluzione militare che vedrebbe una invasione di Gaza su larga scala per demolire una volta per tutte le strutture di hamas, distruggendo così l'organizzazione terroristica, ma ovviamente si teme un coinvolgimento anche della popolazione palestinese e il protrarsi dell'operazione per un periodo di tempo non quantificabile.
Una cosa è certa, l'approssimarsi dei 60 anni della nascita di Israele sembra spingere i terroristi ad una aumento dei loro attacchi per provocare una reazione israeliana con il conseguente allargamento del conflitto ad altri paesi (vedi Iran e Siria su tutti) sponsor ed alleati di hamas.

Il figlio del sopravvissuto al pogrom di Hevron del 1929

Questo articolo è del dicembre 2004, tratto da http://yoni.ilcannocchiale.it/?r=1482


Di ritorno da Tel Aviv a New York il 21 dicembre in un aereo dell’El Al, mi trovo seduto vicino a un uomo più anziano di me con una barbetta nera (certamente tinta) con un taglio da vecchio lupo di mare. Dopo un po’ cominciamo a parlare. Si chiama Yosef Mishael. Mi spiega che Mishael, con Hanania e Azaria, era il nome di uno dei compagni di Daniel nella prigionia babilonese. Yosef è in viaggio da Tel Aviv a Portorico a trovare dei parenti. È nato a Tel Aviv e ha lavorato per molti anni nella marina mercantile israeliana girando tutto il mondo. La famiglia della madre ha abitato a Hevron per otto generazioni. Il padre Zecharia Mishael è morto alcuni anni fa a 97 anni e lasciò Hevron dopo il famoso pogrom quando decine di ebrei furono trucidati dagli arabi. Lavorava a Hevron come appaltatore edile per il governo mandatario britannico e di venerdì per fare una mizvà andava alla Yeshiva per fare le riparazioni necessarie all’edificio.
La Yeshivà di Hevron era stata fondata all’inizio degli anni Venti ed era composta da studenti venuti dalla Yeshiva di Slobodka nella Polonia lituana. Alcuni erano scapoli. Altri erano li con le famiglie. Il loro arrivo aveva aumentato il piccolo contingente ashkenazita della popolazione ebraica di Hevron che era stata prevalentemente sefardita.
Yosef racconta che suo padre gli disse che venerdì 23 agosto 1929, mentre lavorava nell’edificio della Yeshiva, un conoscente arabo lo venne ad avvisare che la situazione stava diventando "calda" ed era bene correre ai ripari. Avvisò subito gli studenti che, immersi negli studi, non lo presero molto sul serio. Dopo un po’ cominciarono a volare sassi verso l’edificio della yeshiva e Zecharia fece chiudere e sprangare le porte che erano di ferro. Quando vide che gli arabi stavano cercando di aprire le porte con il piede di porco disse agli studenti che bisognava scappare o prepararsi a difendersi. Vedendo che non riusciva a far capire a questi studenti europei la gravità della situazione decise di nascondersi. Andò in cucina dove sapeva che c’era una botola nel pavimento che copriva un pozzo e si nascose li con l’acqua che raggiungeva la cintura. Dopo un po’ senti le voci degli arabi che erano riusciti a sfondare le porte. Gli studenti della yeshiva vennero sgozzati con i coltelli come degli animali. Lui uscì dal pozzo il giorno dopo quando dei parenti lo vennero a cercare e senti le loro voci che lo chiamavano.
Il resto della famiglia fu salvato da una vicino di casa arabo che si mise di fronte alla porta e disse agli assassini che se volevano uccidere i suoi ospiti avrebbero dovuto uccidere lui per primo.
Yosef Mishael racconta che i suoi fratelli maggiori erano nati a Hevron. Lui era nato a Tel Aviv nel 1935 dopo che i suoi genitori avevano lasciato la città. Aggiunge: "Noi sefarditi abbiamo vissuto tra gli arabi e li conosciamo meglio degli ashkenaziti che hanno mandato avanti questo paese per tanti anni". Secondo Yosef, gli ashkenaziti si sono illusi per molti anni e ancora si illudono che facendo concessioni e cercando il compromesso si possa fare la pace. E sbagliano perché "Gli arabi ti rispettano solo se sei forte".
Degli atti individuali di sadismo commessi da arabi non si è mai letto molto sui giornali; gli israeliani fin dai tempi della guerra del 1947-48 non hanno mai menzionato atrocità nei loro comunicati ufficiali. Il motivo, spiegò Arthur Koestler nel suo libro "Promise and Fulfilment" scritto nel 1949 come cronaca della guerra dell’Indipendenza dello Stato d’Israele, era che "...la propaganda delle atrocità [commesse dai nemici] è efficace solo quando si riferisce ad atti accaduti a distanza sicura; altrimenti può diffondere il panico...".
Dopo aver descritto la distruzione da parte degli arabi del kibbutz Sha’ar Hagolan, il Koestler scrive che in altri posti i cadaveri degli ebrei caduti nelle mani degli arabi furono spesso trovati castrati e con gli occhi tirati fuori. E queste atrocità non erano cominciate con la guerra: "Dai giorni delle prime moshavot quando un ebreo veniva trovato ucciso per la strada era stato quasi sempre mutilato"... "Il fatto è che non bisogna romantizzare il gentile selvaggio. La gentilezza disarmante e l’ospitalità della gente primitiva e il loro più o meno idilliaco modo di vivere hanno portato a una generale attitudine nostalgica nei loro confronti, passando in silenzio sul [loro] sadismo infantile...".
Dal pogrom di Hevron sono passati ormai 75 anni. Anche se vogliamo dimenticare gli orrori del passato e sperare che si possa costruire una vita basata sulla democrazia e sulla coesistenza, le immagini delle mani di un arabo sporche del sangue di due ebrei che erano finiti per un tragico errore sulla strada che conduceva a Ramallah, gli sgozzamenti di Daniel Pearl in Pakistan e di altri in Iraq ci ricordano che la coesistenza pacifica è possibile solo con persone civili in paesi civili.


D. Grosser

giovedì 28 febbraio 2008

Un sito interessante

Vi invito ad accedere al sito indicato che contiene una interessante presentazione di come sia nato e si sia sviluppato il conflitto tra israeliani ed arabi.

http://www.terrorismawareness.org/what-really-happened/

martedì 26 febbraio 2008

I Danesi pubblicano vignette... io bombardo Israele!!!

(ANSA) - GAZA, 24 FEB

"I miliziani palestinesi della Striscia di Gaza hanno lanciato 6 razzi Qassam nel deserto del Neghev senza provocare danni ne' vittime. Lo ha annunciato un portavoce dei Comitati di resistenza popolare spiegando che l'offensiva e' intrapresa per vendicarsi delle caricature del profeta Maometto pubblicate sui giornali danesi. La nuova tendenza proseguirà nel futuro. Già nei giorni scorsi si erano svolte manifestazioni di protesta contro le caricature pubblicate in Danimarca."

Prosegue la folle strategia di hammazz: ora la scusa per lanciare razzi su Israele è che in Danimarca hanno pubblicato le vignette su Maometto!!!
La vendetta è l’unico linguaggio che sanno praticare i terroristi.
La cosa allucinante è che Israele deve pagare per le “colpe” di altri, che Israele debba essere colpito per “vendicare l’affronto delle vignette” danesi.
E noi mandiamo soldi a questi delinquenti assassini! Ma come, non hanno soldi per mangiare, per l’elettricità e per le medicine poi però possono andare in giro sui loro potenti fuoristrada, possono produrre razzi e comprare armi: c’è qualcosa che mi sfugge, ma soprattutto c’è qualcosa che sfugge a tutti noi occidentali! Nessuno in occidente deve continuare a predicare il dialogo con queste “persone” fino a che non dimostreranno di voler vivere da uomini in mezzo ad altri uomini.

venerdì 22 febbraio 2008

In ricordo di Ofra Haza

Il 23 febbraio del 2000 moriva a Tel Aviv Ofra Haza.
E' stata sicuramente una cantante straordinaria, che ha fatto conoscere un mondo musicale totalmente nuovo a tante persone.
Io personalmente rimasi affascinato dalle sue melodie e dai suoi video Galbi http://www.youtube.com/watch?v=XSMl8SpT6p0 e Im Nin'Alu http://www.youtube.com/watch?v=P61MvJmZF4w
tratti dal suo album Shaday che acquistai proprio 20 anni fa.
Mi colpì molto la sua morte, come penso colpisca la morte di persone che sono diventati familiari: per me Ofra Haza era una cantante dalla voce meravigliosa e una donna bellissima e affascinante.
Internet adesso offre la possibilità di rivederla in vari video clip, ma per me la cosa più bella è mettere sul piatto il suo LP, posizionare la testina sul vinile e ascoltare ancora una volta la sua voce e le sue canzoni.

giovedì 21 febbraio 2008

L'ultima follia degli arabi!!!

New PA Incitement: Jews Free Wild Boars to Attack Arabs

(IsraelNN.com)
The Palestinian Authority (PA) has come up with a novel charge of incitement, accusing Jews in Samaria of freeing "wild boars" to attack Arabs. The Bethlehem-based Ma'an news agency reported Wednesday that a 53-year-old Arab from a village in Samaria was hospitalized for a "deep wound" after "settlers from the Ariel settlement deliberately release wild boars." The report did not explain how the Jews kept the boars until they allegedly were set free to attack.
Man also quoted PA police that a similar attack in the area injured a woman and her child.

Ancora minacce dall'Iran!

Ancora minacce dall'Iran e dal suo presidente.
Ancora odio per Israele e per gli Ebrei.
Il presidente della Repubblica dell'Iran ha ancora una volta esternato il suo pensiero su Israele:
per lui è un virus da debellare.
Così parla un uomo di altri uomini, così parla colui che è a capo di una nazione.
La cosa più angosciante però è il silenzio che aleggia su queste parole, l'indifferenza con la quale si possono leggere certe notizie senza che nessuno si ribelli a certe mostruosità!!!
Israele è abitato da esseri umani che vogliono solo vivere in pace, pensare ad allevare i loro figli in un mondo migliore ed essere considerati come tutti gli altri popoli nè migliori nè peggiori.
Non dovrebbe essere una cosa impossibile per nessuno.
Non dovrebbe essere possibile che un capo di stato possa minacciare di sterminio un popolo, sobillando altri uomini e inducendoli ad uccidere in nome di un odio inestinguibile e immotivato!
Un capo di stato deve pensare al benessere del suo popolo non allo sterminio di altri esseri umani!

VIVA ISRAELE!

lunedì 18 febbraio 2008

Soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti radiottivi

Rifiuti radioattivi trasformati in vetro inerte
di Ugo Persice Pisanti

Scienziati israeliani sono riusciti a trasformare i rifiuti radioattivi, i più pericolosi in assoluto, in vetro ed energia elettrica. Il brevetto è stato ceduto ad una ditta locale che, in tre anni, ha costruito un impianto nel quale, grazie alle leggi della fisica, i materiali radioattivi e i rifiuti solidi urbani vengono, di fatto, vetrificati. In questo modo uno dei problemi più gravi per l’intera umanità: l’eliminazione delle scorie radioattive, sembrerebbe essere del tutto risolto. Dico: “Sembrerebbe”, perché al momento le informazioni provenienti da Israele, per i motivi che potete ben immaginare, sono molto limitate. In ogni caso anche altri paesi industrializzati hanno avviato ricerche per risolvere questo grave problema. La ditta che ha acquistato il brevetto, ha costruito l’impianto grazie al finanziamento ottenuto da un fondo d’investimento internazionale. Alla conferenza stampa di presentazione della nuova tecnologia è stato presentato, al folto pubblico dei presenti, un pezzo di roccia nera, molto simile a quella presente sui vulcani. Il materiale nero e lucido, appena uscito dal reattore per il trattamento dei rifiuti, costruito in una località nel nord d’Israele, è talmente privo di radioattività da poter essere utilizzato come materiale di costruzione o per pavimentare le strade. Il processo industriale consente anche di trasformare i rifiuti solidi urbani, i rifiuti ospedalieri e i rifiuti a bassa radioattività in energia elettrica. Questa nuova tecnologia al Plasma, è stata sviluppata oltre che dagli israeliani anche da un gruppo di scienziati russi che, per primi, sono riusciti, grazie all’utilizzo d’altissime temperature, a trasformare i rifiuti in lava “simil vulcanica”. Tra l’altro, le temperature, che arrivano fino a 7000 gradi centigradi, consentono di eliminare qualsiasi elemento chimico che può in qualche modo nuocere all’ambiente. Il processo utilizzato, infatti, non inquina l’acqua né in superficie né nel sottosuolo e non contamina i terreni circostanti l’impianto. Il reattore funziona grazie alla combinazione di tre processi. Le torce al plasma “dissociano” i rifiuti. I residui carboniosi sono gassificati. Le sostanze inorganiche sono convertite in un materiale solidissimo. La roccia nera vetrificata risultante dal processo industriale, essendo totalmente inerte, può essere utilizzata, con opportune lavorazioni, per la produzione di piastrelle, mattoni, lastre, blocchi, da utilizzare nelle costruzioni d’edifici, strade ecc. Sono due gli impianti, attualmente in funzione, che utilizzano questo tipo di processo di trasformazione: uno in Ucraina e uno come abbiamo già detto, in Israele. Ogni ora trattano da un minimo di cinquecento ad un massimo di mille chili di rifiuti. I precedenti sistemi riuscivano, al massimo, a trasformare un centinaio di chilogrammi di rifiuti radioattivi l’ora, con costi infinitamente maggiori. La scoperta è molto interessante anche per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie atomiche. La produzione d’energia dal nucleare, ha creato, purtroppo, un’incredibile quantità di rifiuti radioattivi. Scorie radioattive sono prodotte anche dai laboratori di ricerca, dalle industriali, dai centri medici, dalle università, dai macchinari diagnostici ecc. Per questo, il mercato che si apre a questa nuova tecnologia potrebbe valere almeno sei miliardi di dollari l’anno. In tutto il pianeta sono depositate, in luoghi “sicuri”, quantità enormi di scorie radioattive, del tipo detto a bassa emissione. Uno dei problemi più impellenti da risolvere è la loro eliminazione definitiva. A Chernobyl, per esempio, dopo più di venti anni dall’incidente al reattore nucleare, risultano ancora contaminati centinaia di chilometri quadrati di territorio. Decine di migliaia di case con dentro ancora i mobili e gli oggetti personali, lasciati in fretta e furia dall’intera popolazione, sono li, piene di radioattività, a testimoniare tutta la stoltezza dell’umanità. Tenuto conto che quei rifiuti stanno contaminando le falde acquifere la scoperta israeliana, sembra giungere proprio al momento giusto. L’unico ostacolo all’utilizzo del sistema anche per l’eliminazione dei rifiuti solidi urbani è l’altissimo costo: circa 3.000 dollari a tonnellata.
A mio parere, quindi, pur risolvendo egregiamente il problema dei rifiuti radioattivi, il processo inventato dagli israeliani e dai russi non può, in alcun modo, essere compreso nell’elenco delle soluzioni da adottare in Campania per risolvere l’emergenza rifiuti.

(Pupia, 9 febbraio 2008)
Notizie su Israele - 414

giovedì 14 febbraio 2008

Israele in cifre

Alcuni dati sullo Stato d'Israele, che compie 60 anni ed ha una popolazione di 1/1000 del globo:

  • Copre il primo posto nel mondo per numero d'immigranti in rapporto alla sua estensione.
  • Ha il tasso di natalita` piu' alto tra i paesi occidentali.
  • E` al secondo posto nel mondo per la stampa annuale di libri per abitante
  • La NASA usa tecnologia sviluppata da due israeliani nell'invio di foto video da Marte alla Terra. Gran parte di Windows XP e` stata sviluppata da Microsoft Israel .
  • Il primo Messager fu sviluppato nel 1996 da quattro giovani israeliani.
  • La prima trasmissione vocale via internet fu create dalla Vocaltech israeliana.
  • Microsoft ha in Israele l'unico Centro di sviluppo fuori USA.
  • Con il 24% di diplomati nella forza lavorativa, Israele occupa il terzo posto, dopo USA e Olanda.
  • Il M.O. e` noto per la crescita di palme da dattero. In media la palma e` alta ca. 6 metri e produce poco piu' di 17 kg di datteri all'anno. Gli alberi israeliani danno in media quasi 182 kg di datteri all'anno e vengono raccolti con tecnologia israeliana.
  • Israele ha sviluppato tecniche d'irrigazione che permettono di ottenere raccolti in terreni aridi. Tali tecniche vengono usate da vari popoli in paesi diversi.
  • La maggiore centrale di ricerca e sviluppo di Motorola si trova in Israele.
  • Due israeliani hanno il record nella produzione di cotone per dunam (1000 m ): 245 kg. La media nel mondo e` di 70 kg.
  • Israele e` l'unico Stato che e` entrato nel XXI secolo con un numero maggiore di alberi.
  • In Israele ci sono piu' musei che in altri Stati, in rapporto al numero di abitanti.
  • L'irrigazione a goccia e` un'invenzione israeliana, che permette risparmio di acqua in tutto il mondo.
  • Nella forza di lavoro Israele conduce per il numero di scienziati e tecnici in rapporto alla popolazione.
  • In Israele vi è la percentuale piu' alta di PC.
  • 120 medici e 82 t di materiale sanitario parteciparono all'aiuto umanitario alle popolazioni colpite dal Tsunami in Asia.
  • Israele produce lavori scientifici pro capite in numero maggiore di ogni altro Stato nel mondo.
  • E` una delle 8 nazioni capaci dell'invio di satelliti nello spazio.
  • L'85% della "monnezza" e` trattata tenendo conto delle esigenze ecologiche.
  • Gl'israeliani sono il popolo col maggior numero relativo di brevetti.
  • I servizi di sicurezza israeliani sono noti e molte compagnie aeree inviano il loro personale ad apprendere le tecniche israeliane.
  • Nell'anno 2000 il PNL pro capite e` stato piu' elevato che in Gran Bretagna.

mercoledì 13 febbraio 2008

Fermare i razzi!

Questo è quello che chiede la cittadinanza di Sderot, bersagliata in 7 interminabili anni da oltre 3000 razzi qassam!
Nessun popolo ha mai dimostrato la pazienza che hanno avuto gli Israeliani in tutto questo tempo, e per chi continua a dire che "ci sono solo danni e pochi feriti" chiedo di cliccare sul link scritto qui sotto:
forse capirà in parte cosa vuol dire essere bombardati quotidianamente, vivere rintanati in casa per paura di uscire, subire la violenza di questi estremisti che deliberatamente cercano di colpire dei CIVILI, che hanno come unica colpa quella di essere cittadini dello Stato di Israele!
Io sfido chiunque a sopportare quanto stanno sopportando i 20.000 abitandi di Sderot in termini fisici, psicologici e umani e poi vorrei che mi dicesse cosa vorrebbe fare per difendersi, per difendere la propria famiglia, la propria città!
Ci scommettiamo che nessuno accetterebbe di continuare a subire?
Ci scommettiamo che nessuno tollererebbe che il proprio esercito rimanesse fermo?
So già che perderei la scommessa!
Viva Israele!
Viva Sderot!

lunedì 11 febbraio 2008

Ecco le prove della falsità di Hamas

http://honestlyconcerned.info/bin/articles.cgi?ID=PR17008&Category=pr&Subcategory=16

non servono le parole, bastano le foto per testimoniare la falsità di Hamas sulle presunte colpe di Israele "che taglia la luce a Gaza"

Svegliamoci tutti, ci prendono in giro, e nessuno fa niente????

domenica 10 febbraio 2008

Come si risolve il problema dei rifiuti in Israele

Sviluppi sostenibili.
Il paradiso della monnezza.
di Marco Cattaneo.
Le desolanti immagini delle montagne di rifiuti che ricoprono le vie delle città campane in queste settimane le abbiamo tutti davanti agli occhi. […] Sarebbe istruttiva, per i rappresentanti delle istituzioni campane, una gita turistica a Hiriya, la gigantesca discarica del Gush Dan, la regione israeliana che comprende Tel Aviv e altre 17 municipalità per un totale di circa tre milioni di abitanti. Nata nel 1952 come discarica di rifiuti solidi, Hiriya copre un'area di 450.000 metri quadrati per 60 metri di altezza: un totale di 16 milioni di metri cubi di immondizia. Nel 1998 le autorità della regione hanno messo fine all'attività della discarica e hanno deciso di trasformarla in uno spazio di verde pubblico, Ayalon Park, entro il 2020. Lo smaltimento pianificato è iniziato nel 2000, e oggi Hiriya riceve 2700 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno da 800 camion, che ne fanno una delle più grandi stazioni di transito al mondo, oltre che il più vasto e avanzato centro ambientale di Israele. Qui si separa e si ricicla tutto: plastica, legno, metalli, umido. Nell'impianto di trattamento biologico gestito dall'azienda pubblica Environmental Services Company (ESC), la spazzatura viene scaraventata in una gigantesca vasca dove i materiali leggeri (che galleggiano) vengono separati da quelli pesanti (che si depositano sul fondo). Dopo aver eliminato le sostanze inorganiche, resta il materiale per il trattamento biologico, da cui si ricavano acqua, compost e metano, usato per produrre elettricità con una turbina da 1,5 megawatt.L'impianto può smaltire 200 tonnellate al giorno, al pari di quello che riceve e separa i materiali da costruzione. Poi c'è un impianto pilota di gassificazione, che produce syngas a ciclo chiuso, e un'unità di separazione da 500 tonnellate al giorno. Ed è in fase di pianificazione una struttura per il trattamento di pneumatici. Ultimi arrivati, l'impianto per le aree umide – cinque vasche in cui affondano le radici diverse specie di fiori, con il compito di purificare i rifiuti – e l'impianto di trattamento per le acque reflue del processo di smaltimento. Infine, con 63 pozzi sparsi per tutta l'area viene raccolto il biogas prodotto dai materiali interrati, producendo 4 megawatt di potenza che vanno ad alimentare un'azienda tessile a qualche chilometro di distanza.Per ora Ayalon Park è un immenso cantiere, ma già nella primavera 2004 sono stati aperti al pub¬blico dieci chilometri di piste ciclabili, che collegano Hiriya al Begin Park di Tel Aviv, mentre nel 2010 sarà inaugurato il settore orientale del parco, il cui progetto, dopo una gara d'appalto internazionale, è stato affidato all'architetto paesaggista tedesco Peter Latz. Ma già oggi, per illustrare questo gioiel¬lo della gestione ambientale, il vicesindaco di Tel Aviv Doron Sapir, portavoce della Dan Region As-sociation of Towns, organizza banchetti in cima alla montagna di rifiuti che orgogliosamente mostra ai suoi ospiti. Non dovrebbe essere poi così difficile per gli amministratori della Regione Campania go¬dersi un superbo catering con vista sulle signorili periferie residenziali di Tel Aviv; basta fissare una visita ufficiale. Se invece preferiscono la formula fai-da-te, possono sempre scoprire Hiriya attraverso il centro visitatori, inaugurato nel 2005.Voglio aggiungere un tocco finale. Dei 100 dipendenti di ESC, che è pur sempre l'azienda municipale della nettezza urbana, 30 sono laureati e 42 diplomati. Perché è un'azienda ad alta tecnologia. Non a caso. Israele è il primo paese al mondo per investimenti in ricerca, con il 4,8 per cento del PIL, di cui il 3,25 dalle imprese.
(Da: Le Scienze, febbraio 2008)

sabato 9 febbraio 2008

La lista infame!

In internet è stato pubblicato un blog contenente un elenco di professori universitari di religione ebraica che, secondo gli squallidi autori che hanno aperto detto blog, sono “colpevoli di fare lobby a favore di Israele” nella Sapienza e in altre università italiane.
Si sta cercando forse di arrivare a fare in Italia quello che fanno in Gran Bretagna Saudita? Si vogliono boicottare gli ebrei e poi gli israeliani?
Già l'università di Torino ha dato il meglio di se qualche anno fa quando, grazie ai "democratici" ragazzi di sinistra ha impedito di parlare, con una dura contestazione, al vice ambasciatore Elazar Cohen e alla professoressa Daniela Santus che lo aveva invitato.
Sembra un copione già visto nel 1938, con la proclamazione delle leggi razziali,.
Fortunatamente, la denuncia presentata dalla Comunità Ebraica di Roma ha permesso la immediata chiusura del blog infame, e ora si attende che la Polizia Postale scopra gli autori di questo ignobile gesto.
Le istituzioni italiane sono sane e forti e la compattezza con la quale tutti gli esponenti politici si sono schierati contro questo assurdo gesto fa ben sperare per il futuro, ma di fatto bisogna mantenere alto il livello di guardia e contrastare ogni episodio antisemita e antisionista.

mercoledì 6 febbraio 2008

La sinistra sa solo boicottare!

Boicottare, l'unica cosa che riesce bene alla sinistra!

Boicottare la Fiera del Libro di Torino che quest'anno avrà come ospite d'onore lo Stato di Israele è l'ultima idea dei pagliacci della sinistra!

La scusa è che non si parla della Palestina (nonostante siano stati invitati numerosi scrittori palestinesi) e dei problemi dei palestinesi.

Ma l'ospite d'onore non è Israele?

Il salone non è dedicato allo Stato di Israele che 60 anni fa vedeva la luce dopo gli orrori del nazismo?

Perchè mai la sinistra si ostina in questo assurdo berciare, in questo ossessivo rimando alla Palestina quando si parla di Israele?

Si è già verificata la prima azione: ieri alcuni appartenenti ad un centro sociale torinese hanno occupato la sede della Fiera del Libro, per protestare contro l'invito fatto ad Israele.

Ormai conosciamo la "democrazia" propugnata dai centri sociali, conosciamo bene il loro rispetto per la libertà di parola quando impediscono agli israeliani di parlare nelle università e non ci potevamo di certo aspettare nulla di meno quello che hanno fatto ieri e che sicuramente tenteranno di fare da qui a maggio.

Il giornale Libero promuove un appello contro il boicottaggio verso Israele, firmiamolo in tanti, diamo voce a chi non ama la violenza, diamo voce agli amici di Israele, non lasciamoci intimidire da questi "democratici"!

Questo è il link al giornale "Libero" per saperne di più




VIVA ISRAELE!!!


lunedì 4 febbraio 2008

I nuovi nazisti

Attentato suicida a Dimona.
Ebbene, sono tornati a colpire, sono tornati ad uccidere e mutilare i civili nel cuore di Israele e a festeggiare con spari di gioia a Rafah la “notizia” dell’avvenuto attentato.
Le preoccupazioni dei servizi di sicurezza israeliani erano purtroppo fondate: l’abbattimento della barriera tra Egitto e Gaza e il pressoché nullo controllo operato dalla polizia egiziana sugli ingressi dei palestinesi ha permesso un più agevole via vai di armi e terroristi.
Ora assisteremo alle solite assurde dichiarazioni dei paesi occidentali: cordoglio (forse) per le vittime israeliane e conseguente richiesta “di non dare una battuta di arresto al processo di pace”, soprattutto “Israele non deve attuare delle risposte militari sproporzionate! Come se andare in un centro commerciale in due con esplosivo non sia “sproporzionato” come se cercare di uccidere (e purtroppo riuscirci) il più grande numero possibile di civili Israeliani non sia una cosa abominevole.
Cosà dirà D’Alema? Cosa dirà Bertinotti? Cosa dirà Diliberto?
Che si tratta della reazione del popolo palestinese per l’occupazione Israeliana?
Ma colpire intenzionalmente i civili non è un comportamento da NAZISTI???
Non si comportavano così i nazisti quando venivano uccisi i loro “soldati”? Non si scagliavano contro le popolazioni civili dei paesi occupati e le massacravano?
Non riuscivano a prendersela sempre con i partigiani e allora usavano la popolazione civile come ricatto: per ogni militare ucciso, dovevano morire 10 civili!
E così fanno gli arabi, i nazisti arabi, che hanno ben imparato la lezione dai loro antenati teutonici, e sono pronti a qualsiasi cosa pur di distruggere Israele.
C’è chi nega la Shoà, c’è chi nega il diritto a Israele di difendersi, c’è chi dice che è Israele che ha ridotto Gaza ad “un campo di concentramento” ma NESSUNO DICE CHE ISRAELE SI DIFENDE DALL’ORRORE DEI TERRORISTI!!!

Loro sono i veri nuovi nazisti, pronti ”a finire il lavoro” dell’imbianchino austriaco!

C’è chi dice che bisogna trattare con i terroristi, che sono pronti a “concedere una tregua”… NESSUNA TREGUA PER LORO!!!
Ci sarà tregua solo quando saranno debellati!!!

Il dolore per la morte della donna di Dimona e per le decine di feriti è immenso, siamo vicini al coraggioso popolo di Israele!!!


In queste ore tragiche, il sito di Repubblica on line dimostra ancora una volta (dopo la foto con didascalia che recitava “missili israeliani su Gaza” quando anche un bambino avrebbe capito che si trattava di razzi sparati da Gaza verso Israele) la sua inaffidabilità: la città di Dimona, viene ridotta al rango di “villaggio” e la notizia viene corredata da due foto che non c'entrano nulla (sulla prima si vedono dei militari con tenuta antisommossa e di nazionalità indecifrata e sulla seconda si vedono dei militari israeliani sotto un cartello stradale che indica la direzione per Dimona. Nessuna foto del luogo dell’attentato, nessun riferimento “straziante” (come nel caso di vittime palestinesi) alla vittima israeliana, anzi il loro computo delle vittime è di tre persone, si perchè a Repubblica includono tra le vittime anche i 2 terroristi suicidi!
Si segnala solo il bravissimo Claudio Pagliara della Rai, che nel servizio del TG1 delle 20, ha parlato in termini obiettivi dell'accaduto, intervistando i sopravvissuti.

domenica 3 febbraio 2008

Attaccata l'ambasciata Israeliana in Mauritania

Nouakchott, 1 feb. (Adnkronos) -
Scontro a fuoco all'ambasciata israeliana nella capitale della Mauritania, Nouakchott, prima dell'alba: stando a quanto riferito da funzionari israeliani, al grido di 'Allah Akbar' un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco contro la sede diplomatica ingaggiando un confronto armato con le guardie appostate davanti all'ambasciata. Secondo l'ambasciatore israeliano Boaz Bismut nessuno è rimasto ferito nella sede diplomatica, mentre una persona sarebbe stata colpita all'esterno, "apparentemente nelle vicinanze". I primi colpi, ha ancora riferito il diplomatico, sono stati esplosi intorno alle 2.20 di questa mattina: Bismut ha detto di essere stato svegliato - così come il suo staff - dal rumore. L'attacco, ha ancora spiegato l'ambasciatore, segue imponenti manifestazioni di protesta organizzate nel paese contro il blocco della Striscia di Gaza ad opera delle autorita' israeliane, un argomento ampiamente seguito dai media del paese "direi anche in modo esagerato", ha affermato il diplomatico. I manifestanti volevano che la Mauritania, unico paese della Lega Araba con l'Egitto e la Giordania ad avere piene relazioni diplomatiche con Israele, interrompesse le relazioni con lo stato ebraico. Dopo l'attacco di questa mattina comunque, ha ribadito il diplomatico parlando alla Radio Israeliana "tutti quelli che stanno nella sede diplomatica, israeliani e mauritani, stanno bene". "Lo scontro a fuoco è stato sentito molto chiaramente -ha aggiunto- ed è durato diversi minuti". A Bismut è arrivata la telefonata del ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni. Una delegazione israeliana dovrebbe recarsi in Mauritania questa mattina per valutare le condizioni di sicurezza della sede diplomatica. Poche settimane fa gli organizzatori del rally Lisbona-Dakar erano stati costretti ad annullare per la prima volta nei suoi trenta anni di storia l'evento per questioni di sicurezza dopo l'uccisione il 24 dicembre scorso di quattro cittadini di nazionalita' francese in Mauritania. Il governo locale aveva addossato la responsabilita' dell'accaduto ai militanti islamici legati al gruppo di Al Qaeda nel Maghreb. Il 30mo Rally avrebbe attraversato la Mauritania tra l'11 ed il 19 gennaio.
Questa notizia è passata qualche giorno fa, ma qualcuno ha avuto modo di vedere un servizio esauriente in proposito?
C'è stata copertura dell'evento?
Io ho visto grande disinteresse da parte dei mezzi di informazione, essendo un attacco contro Israele forse non merita di essere commentato?