Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

domenica 10 febbraio 2008

Come si risolve il problema dei rifiuti in Israele

Sviluppi sostenibili.
Il paradiso della monnezza.
di Marco Cattaneo.
Le desolanti immagini delle montagne di rifiuti che ricoprono le vie delle città campane in queste settimane le abbiamo tutti davanti agli occhi. […] Sarebbe istruttiva, per i rappresentanti delle istituzioni campane, una gita turistica a Hiriya, la gigantesca discarica del Gush Dan, la regione israeliana che comprende Tel Aviv e altre 17 municipalità per un totale di circa tre milioni di abitanti. Nata nel 1952 come discarica di rifiuti solidi, Hiriya copre un'area di 450.000 metri quadrati per 60 metri di altezza: un totale di 16 milioni di metri cubi di immondizia. Nel 1998 le autorità della regione hanno messo fine all'attività della discarica e hanno deciso di trasformarla in uno spazio di verde pubblico, Ayalon Park, entro il 2020. Lo smaltimento pianificato è iniziato nel 2000, e oggi Hiriya riceve 2700 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno da 800 camion, che ne fanno una delle più grandi stazioni di transito al mondo, oltre che il più vasto e avanzato centro ambientale di Israele. Qui si separa e si ricicla tutto: plastica, legno, metalli, umido. Nell'impianto di trattamento biologico gestito dall'azienda pubblica Environmental Services Company (ESC), la spazzatura viene scaraventata in una gigantesca vasca dove i materiali leggeri (che galleggiano) vengono separati da quelli pesanti (che si depositano sul fondo). Dopo aver eliminato le sostanze inorganiche, resta il materiale per il trattamento biologico, da cui si ricavano acqua, compost e metano, usato per produrre elettricità con una turbina da 1,5 megawatt.L'impianto può smaltire 200 tonnellate al giorno, al pari di quello che riceve e separa i materiali da costruzione. Poi c'è un impianto pilota di gassificazione, che produce syngas a ciclo chiuso, e un'unità di separazione da 500 tonnellate al giorno. Ed è in fase di pianificazione una struttura per il trattamento di pneumatici. Ultimi arrivati, l'impianto per le aree umide – cinque vasche in cui affondano le radici diverse specie di fiori, con il compito di purificare i rifiuti – e l'impianto di trattamento per le acque reflue del processo di smaltimento. Infine, con 63 pozzi sparsi per tutta l'area viene raccolto il biogas prodotto dai materiali interrati, producendo 4 megawatt di potenza che vanno ad alimentare un'azienda tessile a qualche chilometro di distanza.Per ora Ayalon Park è un immenso cantiere, ma già nella primavera 2004 sono stati aperti al pub¬blico dieci chilometri di piste ciclabili, che collegano Hiriya al Begin Park di Tel Aviv, mentre nel 2010 sarà inaugurato il settore orientale del parco, il cui progetto, dopo una gara d'appalto internazionale, è stato affidato all'architetto paesaggista tedesco Peter Latz. Ma già oggi, per illustrare questo gioiel¬lo della gestione ambientale, il vicesindaco di Tel Aviv Doron Sapir, portavoce della Dan Region As-sociation of Towns, organizza banchetti in cima alla montagna di rifiuti che orgogliosamente mostra ai suoi ospiti. Non dovrebbe essere poi così difficile per gli amministratori della Regione Campania go¬dersi un superbo catering con vista sulle signorili periferie residenziali di Tel Aviv; basta fissare una visita ufficiale. Se invece preferiscono la formula fai-da-te, possono sempre scoprire Hiriya attraverso il centro visitatori, inaugurato nel 2005.Voglio aggiungere un tocco finale. Dei 100 dipendenti di ESC, che è pur sempre l'azienda municipale della nettezza urbana, 30 sono laureati e 42 diplomati. Perché è un'azienda ad alta tecnologia. Non a caso. Israele è il primo paese al mondo per investimenti in ricerca, con il 4,8 per cento del PIL, di cui il 3,25 dalle imprese.
(Da: Le Scienze, febbraio 2008)

6 commenti:

  1. Non so per quale motivo non si ne parla dei rifiuti che Israele scarica nei territori palestinese !!
    mah !!


    moty

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  2. E io non so per quale motivo tu non parli dei milioni di dollari che USA, Eurabia, Canada, Australia ecc. donano ogni anno all'autorità palestinese e che invece vengono "investiti" in cinture esplosive, dinamite, kalasnikov, bombe, mitra ecc. invece che spesi per costruire la rete fognaria, dissalatori, irrigazione dei campi, centri di smalitiemnto dei rifiuti, strade, trasporti....ecc. devo continuare????

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  3. ma per piacere, non siamo in dibattito in TV, dove non si capisce mai niente.
    Sono stato chiaro ed ho chiesto una domanda e vorrei avere la risposta, visto che Lei ha scritto questo articolo!

    Non mi può rispondere con un'altra domanda senza senso e non è relativa al soggetto.

    Se devo iniziare a raccontare tutte le violazione che fa Israele non arriviamo mai ad una conclusione.

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  4. Rispondo solo ora per problemi con il pc che spero di aver risolto.
    Dunque, se non sbaglio, l'articolo di Marco Cattaneo è molto chiaro: interviene sulla problematica dei rifiuti campani e dell'emergenza causata da una dissennata gestione dei medesimi rapportandola all'esperienza israeliana decisamente positiva iniziata già nel 98 (10 anni fa dunque). Nell'articolo si parla diffusamente delle metodologie di smaltimento, differenziazione e riciclo dei rifiuti. Sembra evidente che l'intento dell'autore del pezzo fosse quello di portare l'esempio costruttivo e positivo della realtà israeliana. La sua prima domanda relativa alla presunta (da parte sua) attività israeliana di scaricamento dei rifiuti in territorio palestinese sembra non essere pertinente alla notizia. Lei ha per caso dei dati o delle notizie certe su questa presunta attività? A me sembra tanto rispondere alla perversa logica tanto in voga nella sinistra: se si parla di Israele bisogna parlare della Palestina, se si invita Israele alla Fiera del Libro di Torino bisogna invitare anche la Palestina... se Israele....la Palestina...Ma non si possono scindere le due cose? Se Israele è un esempio nello smaltimento dei rifiuti che cosa c'entra la Palestina che (torno a ripetere) per pensare ad ammazzare ebrei e israeliani non investe neanche nella rete fognaria o nei depuratori?

    Mi spieghi questo cortesemente.
    Grazie

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    Risposte
    1. Sta insultando l'intelligenza di conosce la storia, se non ha la decenza di sapere neanche la sua di storia come si oermette di fare fantastoria distruggendo altre comunità, perchè scomode? Al momento vi state muovendo come complottisti.

      Per conoscenza di storia non intendo solo quella che fa interesse a lei.

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  5. Mi perdoni Nikora, ma il suo sommento non lo trovo attinente al mio post. Non riesco proprio a risponderle... non è chiaro a cosa si riferisce nè di cosa sta parlando.
    Saluti

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