Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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martedì 24 giugno 2008

Ancora aggressioni antisemite in Francia

Un ragazzo di 17, Rudy Haddad, colpevole unicamente di "osare" indossare la kippà nelle vie di Parigi, è stato brutalmente picchiato da un branco di balordi imbecilli antisemiti di origine africana che, in gran numero (si parla di qualche decina), si sono scagliati selvaggiamente su di lui colpendolo con calci pugni e spranghe, fratturandogli cranio e costole e lasciandolo più morto che vivo sul marciapiede di Rue Petit.
La storia richiama tristemtente alla memoria un altro evento analogamente brutale che vide un giovane ebreo Ilam Halimi catturato, imprigionato torturato e ucciso da una banda di criminali poi arrestati.
La Francia non è nuova a fenomeni di antisemitismo violenti, e gli episodi citati non fanno altro che alzare il livello di pericolosità della situazione per la comunità ebraica francese che ha visto negli ultimi anni sempre più persone fare la scelta di trasferirsi in Israele per sentirsi al sicuro.
L'episodio avviene paradossalemnte nel momento in cui il presidente francese Sarkozy si trova in Israele per una storica visita di amicizia che è stata molto importante e apprezzata dal governo e dalle istituzioni israeliane.

Rottura della tregua?

Quattro razzi kassam sono stati sparati da Gaza verso Sderot e l'area circostante nel pomeriggio. Uno dei razzi ha distrutto una casa abbandonata e altri due hanno colpito la città. Un quarto razzo è esploso nell'area Regionale Sha'ar Haegev. Due persone sono rimaste leggermente feritee altre due sono state ricoverate in stato di shock.
La responsabilità dei lanci se la sono assunta i terroristi della Jihad Islamica.
Nella tarda notte di lunedì inoltre terroristi palestinesi hanno sparoto un colpo di mortaio verso il Neghev.
Se questo è il concetto palestinese di tregua, non ci sono molte speranze, il lupo perde il pelo ma non il vizio. A quanto pare i palestinesi non riescono proprio a fare a meno di bombardare Israele e cercare di uccidere cittadini inermi.

mercoledì 18 giugno 2008

Sarà vera tregua?

Israele, dopo aver ben ponderato le cose, ha deciso di provare a fidarsi di hammazz.
Sarà tregua di 6 mesi che potrebbero essere il preludio a qualcosa di più.
L'entità terroristica palestinese, messa in difficoltà dalla fermezza israeliana che ha di molto ridotto i traffici di armi e denaro a Gaza, ha deciso di affidarsi alla mediazione egiziana per arrivare ad una tregua.
Ovviamente non si parla di riconoscere Israele (e quando mai!), ma si parla un po più seriamente del rilascio del povero caporale rapito Gilad Shalit che, in cambio di 350 palestinesi prigionieri in Israele, potrebbe tornare dalla sua famiglia.
Tanto vale la vita per Israele: per portare a casa un soldato, un figlio disperso di questo meraviglioso popolo, sono pronti a liberare 350 nemici!
E quanta poca importanza danno alla loro vita gli arabi... ci vogliono 350 di loro per un Israeliano!!!
Fino a quando non sarà entrata in vigore, nessuno potrà crederci nè in Israele nè a Gaza.
Speriamo solo che tutto questo non sia solo un tentativo di prendere tempo e fiato prima di colpire Israele a fondo.

venerdì 6 giugno 2008

Venti di guerra?

Dopo le minacce del nano pazzo di Teheran, che se ne è tornato con la coda tra le gambe a casa sua senza aver incontrato un politico (a parte Fiore di Forza Nuova...), i terroristi di hammazz hanno alzato la cresta e hanno intensificato il lancio di razzi kassam su Israele: risultato un agricoltore del kibbutz Niz Or è morto e altri tre sono stati feriti.
L'aviazione Israeliana ha avuto ordine quindi di effettuare un raid per colpire le rampe di lancio e purtroppo nell'azione è stata uccisa una bambina di quattro anni e ferita la madre.
Questo perchè i criminali di hammazz continuano pervicacemente a piazzare le loro rampe tra i civili, facendosi scudo delle loro stesse famiglie, consapevoli che la morte di donne e bambini porta solo acqua al loro mulino.
Oggi Israele, per bocca del Ministro dei Trasporti Shaul Mofaz ha dichiarato che "Israele attaccherà l'Iran se questo non abbandonerà il suo programma nucleare" aggiungendo che "Ahmadinejad sparirà prima di Israele"
Sul fronte di Gaza ugualmente Israele sembra sempre più deciso a intervenire a fondo per risolvere il problema una volta per tutte con l'entità terroristica di hammazz che continua a bombardare il sud del paese.
Lo stato Israeliano non può continuare ancora per molto a tollerare questo stato di cose e in molti sono convinti che sia ormai questione solo di tempo prima che si scateni una offensiva in profondità nella striscia di Gaza.
Una simile terribile eventualità è ancora una volta esclusiva responsabilità dei terroristi di hammazz che non vogliono parlare di pace, non vogliono riconoscere Israele e rifiutano persino di liberare il soldato rapito due anni fa, il caporale Gilad Shalit di cui non si sa più nulla.

lunedì 2 giugno 2008

No ad Ahmadinejad!


Domani 3 giugno alle ore 20 in piazza del Campidoglio a Roma si terrà una manifestazione, di protesta, promossa dal quotidiano Il Riformista, contro la presenza di Ahmadinejad nella nostra città e nel nostro paese.

Diciamo con forza no alla violenza e all'odio di chi vuole "cancellare Israele dalle mappe geografiche" !!!

Scendiamo in piazza per far capire che la sua presenza non è gradita nel nostro Paese !!!
VIVA ISRAELE!!!

No ad Ahmadinejad!!!




No al suo odio, alla sua violenza alla sua intenzione di "cancellare Israele dalle mappe geografiche".



Domani 3 giugno dalle ore 20 manifestazione a Roma in piazza del Campidoglio promossa dal giornale Il Riformista.



Scendiamo in piazza per manifestare contro questo "ospite" sgradito del nostro Paese!

Dopo il ritiro dal Golan

Da un articolo di Guy Bechor

Supponiamo, per pura ipotesi, che la Siria ottenga la alture del Golan, anche se allo stato attuale sono equiparabili in ogni senso al territorio sovrano d’Israele (vi si applica la legge israeliana esattamente come a Tel Aviv: è impossibile sgomberare da là i residenti come si è fatto dalla striscia di Gaza perché i diritti di proprietà nel Golan sono gli stessi di Tel Aviv).Ebbene, cosa farebbe Bashar Assad?
Fase 1.
Circa un milione di cittadini siriani verrebbero immediatamente insediati sul Golan. I siriani già sostengono che circa centomila loro cittadini avrebbero abbandonato il Golan nel 1967 (anche se probabilmente erano la metà). Se a questi aggiungiamo i loro discendenti siamo già a mezzo milione. Una controprova? Già adesso che le alture del Golan non sono in mani siriane, esiste un decreto presidenziale secondo il quale ogni siriano che si trasferisce sul Golan ha diritto a ricevere un’indennità governativa. È quello che i siriani hanno fatto in Libano per assumerne il controllo. Sebbene l’esercito siriano sia stato costretto a ritirarsi dal Libano, Damasco ha lasciato stabilmente nel paese vicino 800mila cittadini che lavorano in Libano e trasferiscono i guadagni in Siria. Così la morsa siriana sul Libano è rimasta la stessa nonostante l’apparente ritiro. Altrove questi cittadini verrebbero chiamati “coloni”: a Israele non è permesso fare la stessa cosa, mentre se la fa la Siria pare sia okay.
Fase 2.
La colonizzazione del Golan permetterà a Bashar Assad di realizzare il suo sogno senza intoppi: stabilire un fronte di “resistenza” anti-israeliano sulle alture del Golan. Ufficialmente sosterrà di non avere nessun collegamento con gli attacchi terroristici diretti dal Golan contro la Galilea e l’estremo nord di Israele. In pratica, gli ufficiali dell’intelligence siriana faranno quello che vorranno. Di fatto già lo fanno in Libano. Il leader libanese filo-governativo Saad al-Hariri ha apertamente accusato la Siria e i suoi servizi di intelligence non solo di essere dietro alle azioni di due anomali gruppi clandestini, ma di averli “inventati” allo scopo di sabotare il Libano. Perché i siriani non potrebbero fare lo stesso sul Golan? Glielo impedirebbe un trattato di pace con Israele? Con il Libano hanno non solo la pace, ma addirittura relazioni che ufficialmente sarebbero di amicizia e fraternità.
Fase 3.
Il regime della minoranza alawita che fa capo ad Assad verrebbe rovesciato, giacché un accordo di pace non farebbe altro che accelerarne la caduta (ed è ben per questo che Assad non perseguirà affatto una autentica pace con Israele): quel regime, così com’è, non gode di alcuna legittimità in Siria, specie rispetto ai Fratelli Musulmani la cui forza non fa che crescere. Al-Qaeda ha già emesso la sua sentenza di morte contro Bashar Assad a causa dei suoi apparenti contatti con Israele e della spietata repressione degli estremisti islamisti. Una volta caduto il regime di Assad, le alture del Golan verrebbero trasformate nella punta di lancia dell’estremismo islamista contro Israele, e non solo dalla Siria: arriverebbero anche dall’Iran, dall’Afghanistan e da altri paesi. A quel punto il terrorismo agirebbe a tenaglia, sia dal Libano che dal Golan. La vita nel nord di Israele diventerebbe un incubo, ma la situazione sarebbe irreversibile, essendo stato trasformato il Golan da una regione quasi vuota in una abitata da un milione di infervorati siriani.La penisola del Sinai è così grande che là la situazione è sempre reversibile. Sul fronte giordano Israele non ha dovuto rinunciare a nessun vantaggio strategico. Anche sul fronte palestinese, in teoria, può sempre rioccupare i territori ceduti (sebbene il caso della striscia di Gaza mostri quanto sia complicato). Ma con la Siria le cose sarebbero assi diverse. Da vuota zona cuscinetto, le alture del Golan verrebbero trasformate per generazioni in una affollata regione anti-israeliana. Per Israele, da vantaggio strategico il Golan diventerebbe un tormento, alla testa degli sforzi fatti in Medio Oriente per eliminare Israele.
(Da: YnetNews, 23.05.08)


Di conseguenza, nessuna concessione territoriale, nessuno scambio di terre, la pace con la Siria non potrà mai arrivare attraverso il cedimento del Golan che diverrebbe solo un ulteriore punto dal quale lanciare razzi sul territorio israeliano.
Sarebbe un suicidio e basta!