Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

domenica 30 novembre 2008

Bollettino dei razzi

Dopo i razzi che hanno colpito la base dell'esercito pochi gioni fa, oggi un razzo qassam ha colpito una piazza della città di Sderot, fortunatamente senza provocare vittime o danni.
La risposta israeliana a questi attacchi è stata ancora una volta limitata alla chiusura dei valichi con Gaza, senza alcun intervento militare. Questa cosa non viene messa in risalto da nessun organo di informazione e da nessun politico, e fa capire meglio quanto stia a cuore Israele a certa gente: se le IDF avessero lanciato attacchi contro Gaza si sarebbero levati i soliti strali sproloquianti a proposito di "risposte sproporzionate" e simili, ora che Israele subisce feriti e danni ma non passa all'azione, tutti zitti, tanto sono solo dei "feriti israeliani"....

Boicottare Durban 2!



http://boycottdurban2.wordpress.com/2008/07/29/boycottdurban2-en/

Qui sopra c'è il link al sito per aderire al boicottaggio della farsa che sta per perpetrarsi a Ginevra in Svizzera il prossimo aprile.

E' un dovere morale di tutti coloro che amano la pace e rispettano gli altri popoli aderire al boicottaggio di questa conferenza, promosso dallo scrittore francese Pascal Bruckner, che sette anni fa a Durban in Sud Africa, si macchiò della più orribile delle colpe: equiparò il sionismo al razzismo e scatenò praticamente l'ennesima crociata conto Israele.
Israele, pochi giorni fa, tramite il Ministro degli Esteri Tzipi Livni, ha dichiarato che non intende partecipare a questa Conferenza: il Canada già a gennaio aveva fatto sapere che non avrebe partecipato nè in veste ufficiale nè tramite associazioni non governative; gli Stati Uniti invece avevano annunciato che se l'impostazione della conferenza avesse seguito quella di Durban non si sarebbero presentati.
Nessun paese deve partecipare a questa conferenza, bisogna finalmente dare un segnale forte a coloro che si scaglaino contro Israele e gli Ebrei!!!

Il mondo non ha bisogno di assistere a questi ignobili processi contro Israele e contro gli Ebrei.



NO MORE DURBAN!!!

sabato 29 novembre 2008

Ha perso una gamba il sergente ferito ieri.

Durante l'attacco a colpi di mortaio contro la base militare israeliana vicina a Nahal Oz sono rimasti feriti otto militari e a uno di questi, il sergente maggiore Noam Nakash, 21 anni, di Beersheba, ferito in maniera gravissima, è stato necessario amputare una gamba per salvarlo. I medici, dopo un complesso e lungo intervento chirurgico, sperano di poter salvare l'altra gamba del giovane che, tra pochi mesi, avrebbe terminato il suo servizio militare.
Un altro dei militari ha riportato serie ferite al capo, mentre gli altri sei sono in condizioni migliori.

venerdì 28 novembre 2008

Razzi, ancora e sempre razzi!

Sono stati 11 i razzi sparati oggi da Gaza contro Israele e due hanno colpito una base militare provocando il ferimento di otto soldati subito evacuati.
I razzi sono caduti su un alloggio degli ufficiali e su quello delle soldatesse.
Gli altri razzi sono invece esplosi nei dintorni senza fortunatamente provocare altre vittime o danni.
Ancora una volta i palestinesi scelgono di "dialogare" con i razzi, consapevoli che la risposta israeliana possa provocare vittime civili tra di loro e divenire così un'arma psicologica e mediatica da sfruttare per mettere sotto pressione Israele.
Non c'è tregua per lo Stato Ebraico, ma continuare a stuzzicare il cane che dorme è pericoloso...

Uccisi gli ostaggi israeliani

I sei ostaggi israeliani, tra i quali il rabbino Gavriel Holtzberg
e sua moglie Rivka, sono stati uccisi oggi durante la battaglia
ingaggiata dalle forze di sicurezza indiane contro i terroristi islamici.
Il bimbo di due anni della giovane coppia era stato messo in salvo ieri insieme alla sua governante indiana; il nonno è già arrivanto a Mumbai da Israele, come si è potuto vedere nelle immagini televisive.
L'orrore per gli assassinii di tante persone innocenti in così breve tempo è enorme in tutto il mondo, ma la storia di questa giovane coppia di ebrei religiosi che da New York si erano trasferiti a Mumbai per portare aiuto ai loro fratelli ebrei della città è di quelle che lacerano il cuore.
Tutto avviene ancora e sempre in nome di un odio feroce e che non ha pietà di nessuno: donne, bambini, giovani, anziani, tutti sono bersagli di questi maledetti assassini, tutti debbono essere raggiunti e colpiti dal loro volere distruttivo.

giovedì 27 novembre 2008

Attentati in India: 6 ostaggi israeliani

Secondo fonti in Israele, sarebbero sei i cittadini israeliani tenuti in ostaggio a Mumbai dai terroristi islamici che hanno attaccato alcuni hotel, una stazione ferroviaria e una centrale di polizia. Tra di essi anche Gavriel e Rivka Holtzberg, è in salvo invece il loro bimbo di due anni insieme alla sua baby sitter, i familiari, in attesa di partire per l'India con un volo privato via Istanbul, pregano per la loro salvezza.
Uno degli ostaggi israeliani è stato costretto dai terroristi a chiamare l'mbasciata di Israele a New Delhi per chiedere il rilascio di terroristi dalle prigioni indiane.

Ancora e sempre razzi su Israele!

Continua inesorabile il lancio di razzi contro Israele e questa volta una casa è stata colpita in un kibbutz.
La gente è delusa dell'atteggiamento passivo del governo, che, a causa della crisi politica e delle elezioni di febbraio, sembra incapace di prendere decisioni e di agire per fermare questo bombardamento continuo del sud del paese.
Lo stesso nuovo sindaco di Sderot ha affermato che "si vive in una illusione di pace a spese dei residenti di Sderot" e questo la dice lunga del clima di abbandono e di esasperazione della popolazione delle zone intorno la striscia di Gaza.

domenica 23 novembre 2008

Condannati i neo nazisti di Petah Tikva!

Il tribunale di Tel Aviv, ha comminato da uno a sette anni di prigione agli otto ragazzi (originari delle ex repubbliche sovietiche) che un anno fa erano stati arrestati dalla polizia in seguito alle aggressioni ad alcuni religiosi, lavoratori stranieri e ad atti di vandalismo contro sinagoghe e cimiteri.
La popolazione israeliana era rimasta sconvolta nell'apprendere dell'esistenza di questa cellula neonazista in Israele che aveva addirittura pianificato di festeggiare il compleanno di hitler allo Yad Vashem.

Sospeso il professore negazionista

Così come richiesto dal sindaco Alemanno, il ministero della Pubblica Istruzione ha provveduto, in tempi rapidissimi, a prendere l'unica iniziativa possibile nei confronti del professor Roberto Valvo: sospensione!
Il "docente" è stato quindi sospeso in seguito alle sue farneticanti frasi profferite sia in sede di consiglio di istituto che in classe durante la sua lezione: aveva negato la Shoà arrivando a dichiarare che "gli ebrei non sono italiani"...
La condotta di questo "professore" è stata subito condannata dai suoi colleghi e dalla preside, e gli stessi studenti, rientrati da pochi giorni proprio da un viaggio ad Auschwitz con il sindaco, lo hanno condannato.
Quante volte ancora dovremo sentire queste frasi infami, quante volte ancora dovremo occuparci di contrastare il "pensiero" negazionista di gente come Valvo, che mettono in dubbio e addirittura negano l'orrore della Shoà con una leggerezza e una facilità a dir poco sconcertanti?
In alcuni paesi europei queste affermazioni sono punite con il carcere, ma non so se questo è sufficiente: sarebbe forse più opportuno portare queste persone in TUTTI i campi di sterminio nazisti, nei luoghi dove ci sono le fosse comuni, far vedere loro tutti i filmati girati da americani e sovietici, far toccare loro con mano l'orrore che negano e poi farli stare in piedi davanti ai sopravvissuti mentre descrivono gli orrori dei quali sono stati testimoni. Dopo dovrebbero essere accompagnati allo Yad Vashem: dovrebbero girare ogni sala del museo, ogni singola sala, guardando ogni oggetto, leggendo ogni singola didascalia, guardando le foto e ascoltando ogni nome dei 6 milioni di persone sterminati dai tedeschi e dai loro complici italiani, lituani, lettoni, estoni, austriaci, ungheresi, francesi, polacchi, romeni, croati.
L'ultima sala, quella dei bambini, dovrebbero percorrerla in ginocchio, chiedendo scusa per la loro malvagità.

martedì 18 novembre 2008

Il professore negazionista

Potevamo essere di meno della Gran Bretagna che ha dato i natali allo pseudo storico Irving, il negazionista in carcere in Austria per le sue falistà ideologiche? Certo che no, e così ecco che un professore di un liceo artistico romano, durante un consiglio di classe di qualche giorno fa, ha dichiarato che la Shoà e un'invenzione degli inglesi" " ...stiamo a parlare degli ebrei che non sono neanche italiani"... I suoi colleghi lo hanno duramente contestato e lui è andato via sbattendo la porta.
La dirigenza scolastica ha richiesto un'ispezione e si attendono ora le decisioni ministeriali.
Il sindaco Alemanno, da poco tornato in città dal viaggio ad Aushwitz con gli studenti tra i quali vi erano anche quelli del liceo artistico, disgustato dall'accaduto, ha chiesto severi provvedimenti nei confronti del docente Roberto Valvo.
L'auspicio è che una persona simile venga rapidamente allontanata dal suo incarico e assegnata a mansioni burocratiche che gli impediscano di diffondere odio e di negare la tragedia della Shoà.
NO VALVO!

lunedì 17 novembre 2008

I gesti di pace di Israele.

Nei prossimi giorni Israele rilascerà 250 terroristi di Fatah come gesto di buona volontà e di apertura nei confronti di Abu Mazen, è quanto ha dichiarato il Primo Ministro Olmert durante un incontro con lo stesso presidente palestinese.
I prigionieri che dovranno essere rilasciati si devono però impegnare a non tornare a commettere attentati terroristici.
Ancora una volta Israele tende la mano ai suoi nemici, dimostra di voler portare avanti un discorso di pace e per farlo compie l'ennesimo primo passo.
Troppe volte già è accaduto in passato, sono stati rilasciati prigionieri, sono stati restituiti territori, e tutto in nome di una pace che per gli arabi non ha alcun valore e anzi, ogni azione israeliana in tal senso viene presentata sempre come una "vittoria sul nemico sionista" come una dimostrazione della forza delle armi. Gli stolti non vogliono capire cosa significa fare la pace, non vogliono prendere in considerazione questa parola "salaam", che tanto spesso si rivolgono tra loro per salutarsi, ma che non è degna di essere "accostata" agli Ebrei!
Anche in Israele ci si saluta dicendo "shalom" pace, ma per gli Ebrei ha un valore profondo e forte, e per questa parola sono pronti a tutto.

domenica 16 novembre 2008

Ancora razzi

Il titolo continua ad essere lo stesso, ma cambiano le cose: ancora feriti e distruzioni a Sderot a causa del lancio di un razzo da parte dei terroristi di hammazz da Gaza.
Una persona ferita e diverse altre sotto shock in seguito all'esplosione dell'ordigno: e le IAF tornano a colpire i responsabili di questi lanci: una cellula terroristica di quattro persone è stata eliminata dall'aviazione israeliana dopo aver lanciato un razzo.
La notizia sembra confermare la volontà del governo di colpire chi sparge terrore in Israele.

Pitigliani Kolno'a Festival

A Roma, dal 15 al 19 novembre si svolge presso la Casa del Cinema a Villa Borghese, il Pitigliani Kolno'a festival, che porta alla ribalta il meglio della cinematografia israeliana ed ebraica.
Sul sito http://www.casadelcinema.it/ è possibile consultare la locandina con orari e spettacoli.
Ci saranno anche dibattiti dopo ogni proiezione e mercoledì, ci sarà anche un incontro con David Grossman.

sabato 15 novembre 2008

Basta con i bombardamenti del sud di Israele!

Sono decine i razzi lanciati da Gaza contro le abitazioni israeliane nelle zone circostanti: danni e feriti cominciano ad aumentare così come, esponenzialmente, aumenta la collera della popolazione che da oltre sette anni vive sotto un incessante fuoco nemico.
La gente è esasperata, alcuni cittadini di Kfar Aza hanno avviato una procedura presso l'Alta Corte di Giustizia israeliana per costringere il governo a procedere speditamente con la fortificazione delle abitazioni.
Ma non è questo il modo in cui i cittadini di uno stato possono e debbono continuare a vivere: la minaccia continua, quotidiana, ventiquattro ore su ventiquattro, dei razzi palestinesi sta portando al collasso psicologico molte persone, chi può cerca di lasciare le zone rischiose, ma non tutti possono e vogliono farlo. Per molte persone, Sderot e dintorni sono dei luoghi meravigliosi in cui vivere, e i sacrifici di una vita non possono essere gettati al vento per l'immobilismo governativo. Sempre più spesso i politici minacciano interventi radicali a Gaza, anche il ministro degli esteri Tzipi Livni ha dichiarato che "Israele non può tollerare il lancio di razzi" e che ""Se ci sarà calma e il tempo non verrà utilizzato per ulteriori attacchi, ci sarà calma in cambio. Ma se i cittadini Israeliani vengono attaccati, Israele risponderà forzatamente per proteggere i suoi cittadini".
Lo stesso ministro della Difesa (e non della Guerra come ha tenuto a sottolineare) ha dichiarato che Israele è pronto ad intervenire a fondo nella Striscia di Gaza per eliminare la minaccia dei razzi, anche se, come militare sa cosa vuol dire la guerra, quali lutti e devastazioni comporta, ma non è possibile tollerare oltre la minaccia dei terroristi di hammazz contro Israele e la sua popolazione civile.

venerdì 14 novembre 2008

Razzi e promesse.

E' vero, per qualche mese i terroristi di hammazz hanno finto di fare una tregua con Israele: non erano loro infatti a tirare i razzi ma i loro compari di altre organizzazioni terroristiche mafiose di Gaza. Questo per tenere Israele e i suoi cittadini sotto continua pressione psicologica e per costringere l'esercito ad intervenire, facendo passare come al solito il paese democratico come l'aggressore dell'entità terroristica.
Ora, dopo il raid israeliano di Gaza (successivo al solito lancio di qassam) i terroristi si sentono in "dovere" di scatenare nuovamente l'inferno su Sderot , costringendo i cittadini a restare in casa sperando che il razzo di turno non li polverizzi, mentre le scuole resteranno chiuse ad Ashkelon domenica.
Tutto questo mentre l'abitante di Sderot Pinchas Amar, che nei mesi scorsi aveva ospitato a casa sua l'allora candidato Barak Obama, ricorda ora al presidente americano la sua promessa che sarebbero terminati i lanci di razzi sulla città.
La misura è colma, la gente non tollera più l'inazione del governo e le proteste cominciano ad aumentare.
Fino a quando Israele resterà fermo'
Fino a quando Israele tollererà il continuo stillicidio di razzi sul suo territorio?
Fino a quando dovranno sopportare gli abitanti del sud di Israele prima che finisca questo bombardamento continuo?

giovedì 13 novembre 2008

Israele in stato di allerta

Israele è in stato di allerta: i valichi di confine con Gaza sono sigillati, dopo i numerosi lanci di razzi che fortunatamente non hanno provocato danni o vittime, si temono nuovi attacchi e l'esercito ha adottato misure di massima sicurezza.
Per il momento vengono bloccati anche i convogli di aiuti umanitari, perchè il pericolo di attentati, secondo fonti dei servizi di sicurezza, è troppo elevato.
La "politica terroristica" di hammazz nuoce solo alla popolazione palestinese, che non può ricevere gli aiuti umanitari indispensabili per il suo sostentamento, ma questo non scoraggia i capi mafia di Gaza nel continuare gli attacchi missilistici.

I parenti beduini di Obama

Alcuni appartenenti ad una tribù beduina che vive nel villaggio di Bir al-Maksour nel nord di Israele, sostengono di essere imparentati con il neo eletto presidente americano Barak Obama.
Secondo costoro, una donna del loro villaggio avrebbe sposato il nonno keniano di Obama; loro, per evitare problemi durante la campagna elettorale, avrebbero taciuto la notizia, anche in considerazione delle polemiche sorte sulla fede religiosa del candidato democratico, accusato dai repubblicani di essere un mussulmano "in incognito".
Ora che Obama è divenuto presidente hanno rivelato la cosa e si dicono pronti ad inviare una delegazione a Washington per incontrare il loro "parente" americano, nel frattempo stanno preparando dei grandi festeggiamenti per la vittoria con banchetti a base di carne di pecora.

mercoledì 12 novembre 2008

Razzi su Israele

E' ripreso il lancio di razzi su Israele: le comunità del sud del paese sono di nuovo sotto il bombardamento dei terroristi di hammazz, decisi a riprendere il "discorso" interrotto dalla "tregua" unilaterale da loro dichiarata.
Qusto potrebbe portare Israele a riprendere in considerazione l'ipotesi di un intervento dell'esercito nella Striscia di Gaza con le conseguenze di una allargamento del conflitto.
Certamente il governo non potrà continuare a tollerare questo sistematico bombardamento, e dovrà tenere conto dell'esigenza di sicureza dei propri cittadini, specie a Sderot, la città martirizzata da 10 anni da migliaia di razzi.

Gerusalemme ha scelto: Nir Barkat sindaco!

Alla fine ha prevalso il candidato laico di destra che con il 52% dei voti si è imposto su quello religioso.
Il compito che attende il nuovo sindaco della capitale israeliana è sicuramente difficile, ma sembra deciso ad affrontarlo in maniera serena e diretta: ci sono le elezioni politiche alle porte in un clima di grande incertezza, ci sono i timori di una nuova recrudescenza degli attentati terroristici e c'è anche la preoccupazione per il malcontento arabo israeliano.
Una miscela esplosiva che a Gerusalemme è più evidente che nel resto del paese, speriamo che Barkat riesca ad essere il sindaco di tutti, anche dei religiosi che per tanti anni sono stati al potere in città.

martedì 11 novembre 2008

Il viaggio del sindaco di Roma Alemanno al campo di sterminio di Auschwitz

Anche quest'anno, un gruppo di studenti romani è stato accompagnato dal sindaco di Roma ad Auschwitz.
Da pochi mesi il sindaco della capitale è Gianni Alemanno, esponente del centro destra e con un passato nel Fronte della Giovenù e nel M.S.I.
Sembrerebbe quasi impossibile accostare un uomo con il suo passato ad un evento tanto tragico della storia recente, eppure le cose cambiano, e in questo caso migliorano.
Fin dalla campagna elettorale Alemanno aveva fatto capire chiaramente il suo pensiero su Israele e sugli Ebrei; appena insediatosi al Campidoglio ha subito avuto incontri con la comunità ebraica, ha presenziato ai festeggiamenti per i sessant'anni di Israele e non ha mancato mai di far sentire la sua voce in sostegno di Israele. Ora è in Polonia, nel luogo dove oltre un milione di ebrei sono stati torturati, gassati e inceneriti in nome di una "ideologia", a rendere omaggio alle vittime, ascoltando i racconti degli ultimi sopravvissuti alla Shoà, imparando da essi, dalla loro viva voce, cosa sia stato il nazismo.
Va dato atto ad Alemanno di aver parlato in maniera chiara una volta per tutte, condannando il nazismo e il fascismo in maniera netta e totale: un grande passo avanti per un uomo con un passato come il suo, un passo che fa ben sperare per il futuro.

domenica 9 novembre 2008

La notte dei cristalli

Settanta anni fa, in questa stessa notte, i criminali nazisti diedero il via a quella che sarà ricordata come la notte dei cristalli.
In una notte di orrori e violenze indicibili, vennero bruciate sinagoghe, abitazioni, negozi e libri.
La violenza della persecuzione nazista cominciò a mostrare il suo volto apertamente, quello che si mormorava veniva alla luce: prendeva l'avvio la famigerata soluzione finale.
Gli Ebrei dovevano essere annullati, umiliati, sterminati.
Venne deciso a tavolino di far sparire un intero popolo dalla faccia della terra per "purificare la razza ariana".
Il peggio però doveva ancora avvenire: i campi di sterminio, gli abominevoli esperimenti di Mengele, le fucilazioni di massa nei boschi polacchi, le camere a gas e infine i forni crematori attraverso i queli "passarono" SEI MILIONI DI ESSERI UMANI.
SEI MILIONI DI EBREI.
LA SHOA'.
Dopo settanta anni fortunatamente non esiste più chi voleva sterminare gli Ebrei, esiste invece uno Stato degli Ebrei che si chiama Israele, uno stato democratico che è la casa e il rifugio per gli Ebrei di tutto il mondo, una nazione per un popolo che ora non deve più fuggire o nascondersi, che non deve più temere di dichiararsi Ebreo e che può e deve far valere i suoi diritti come ogni altro stato.
La minaccia però torna a ripetersi: ahmadinejad, il presidente iraniano, continua a ripetere che Israele deve essere cancellato dalle mappe, che Israele è un cancro dell'umanità e prosegue nel suo sviluppo nucleare non certo a fini pacifici come vorrebbe far credere.
Israele si trova ad affrontare la minaccia più terribile e oascura dalla sua nascita, gli Ebrei sono nuovamente in pericolo, ma questa volta hanno i mezzi per difendersi e li useranno:
MAI PIU' AUSCHWITZ!

venerdì 7 novembre 2008

Le scelte e le parole del nuovo presidente americano

Barak Obama è il nuovo presidente americano, ed è anche il primo presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti.
Ha già iniziato a formare il gruppo di persone che lo aiuteranno nel suo lavoro e la prima scelta è molto indicativa: il suo Capo dello Staff è Rahm Emanuel, ebreo di Chicago, che durante la prima guerra del Golfo è stato volontario civile in Israele.
Nella sua prima conferenza stampa, a propositio dell'Iran, Obama ha detto chiaramente che "la pretesa iraniana di avere armamenti nucleari è inaccettabile" e "che il sostegno iraniano alle organizzazioni terroristiche è qualcosa che deve cessare".
Parole più chiare e rassicuranti per Israele non potevano essere dette. I timori che avevano spinto la maggioranza degli americani residenti in Israele a schierarsi con McCain forse non possono dissiparsi dal giorno alla notte, ma sicuramente le prime azioni del nuovo presidente americano permettono di guardare le cose con meno pessimismo.
Ora bisogna solo concedere tempo al neo eletto presidente: non potrà certo risolvere i problemi del mondo con una bacchetta magica, ma forse può essere l'uomo del cambiamento, l'uomo che permetterà di vedere l'America con occhi diversi a chi finora l'ha avversata e contestata.


Rahm Emanuel e Barak Obama



giovedì 6 novembre 2008

Bombardamento su Israele!

Sono oltre cinquanta i razzi lanciati su Israele in soli due giorni dai terroristi di hammazz.
L'operazione militare israeliana che ha sventato l'ennesima azione terroristica palestinese, ha scatenato la rabbia dei criminali di hammazz che hanno reagito scompostamente, senza però fortunatamente ferire o peggio uccidere cittadini israeliani.

mercoledì 5 novembre 2008

Israele colpirà ancora se necessario

Dopo l'operazione militare della scorsa notte nella striscia di Gaza, decisa per sventare la minaccia di un tunnel scavato dai terroristi di hammazz per penetrare in territorio israeliano e rapire dei soldati, il ministro della Difesa Barak ha detto che non è intenzione di ISraele di interrompere la tregua ma che comunque Israele non resterà inattivo di fronte a minacce terroristiche da parte palestinese.
Nel frattempo circa una quarantina di razzi quassam sono stati lanciati contro le cittadine israeliane prossime al confine con Gaza senza per fortuna provocare feriti o danni.
E' evidente che le intenzioni omicide dei terroristi di hammazz sono rimaste immutate: scopo di rapire soldati, di uccidere civili è sempre la loro priorità, e Israele non deve assolutamente abbassare la guardia pena nuovi lutti e sofferenze per la popolazione.

Azione militare a Gaza

L'esercito Israeliano ha effettuato una operazione militare nella striscia di Gaza per distruggere un tunnel che i terroristi di hammazz avevano scavato sotto il confine per entrare in territorio israeliano e rapire dei soldati.
Con una azione combinata aerea e terrestre, le I.D.F. hanno reso inutilizzabile il tunnel e ucciso quattro terroristi dopo un intenso conflitto a fuoco.
Nessun ferito tra i militari che sono rientrati nelle loro basi.
L'azione è servita anche a far capire ai terroristi che Israele non ha abbassato la guardia e che non vuole che si ripeta quanto accaduto nel 2006 con il rapimento di Gilad Shali prima e dei due soldati nel nord poi.

lunedì 3 novembre 2008

Il parlamento europeo invita hammazz!

La prossima primavera una delegazione del gruppo terroristico hammazz sarà "gentile" ospite del parlamento europeo o meglio eurabico!
Proprio così, il capo delegazione del suddetto organo, tale Kyriacos Triantaphyllides, ha fatto questo invito durante i colloqui che la delegazione parlamentare europea in visita a Gaza (ma non erano in prigione... nessuno entrava... nessuno usciva...) ha avuto con Ahmed Bahar un membro di hammaz e portavoce del Consiglio Legislativo Palestinese.
Questo nonstante hammaz sia riconosciuta sia negli U.S.A. e sia in eurabia come una orgnaizzazione terroristica per il suo rifiuto di riconoscere Israele e di abbandonare la violenza.
A quando gli onori di casa ai criminali che si sono macchiati le mani del sangue dei bambini israeliani?

Mozione del Partito Radicale Italiano

MOZIONE PARTICOLARE
Il VII congresso di Radicali Italiani, riunito a Chianciano dal 30 ottobre al 2 novembre 2008,
Ricordato
che il soldato israeliano Gilad Shalit, ventenne, venne rapito il 25 giugno 2006 da un commando di miliziani palestinesi penetrato in territorio israeliano proveniente dalla striscia di Gaza; che da allora è prigioniero in località segreta nella stessa striscia di Gaza; che nulla si conosce circa le sue condizioni di detenzione e che nessuno ha potuto sin qui fargli visita, per verificare il suo effettivo stato di salute e la sua stessa esistenza in vita.
Ricordato
altresì che altri due soldati israeliani, rapiti in circostanze analoghe e nello stesso periodo nel nord di Israele da miliziani di Hezbollah provenienti dal Libano, vennero in seguito uccisi; che i loro poveri resti sono stati restituiti a Israele il 16 luglio scorso, in cambio del rilascio di 5 prigionieri palestinesi, che erano detenuti in Israele per gravissimi atti di terrorismo, con l’omicidio di numerosi civili inermi, fra cui alcuni bambini.
Sottolineato
che lo Stato di Israele aveva acconsentito allo scambio accettando, fra le condizioni, di neppure sapere se i suoi due soldati, rapiti due anni prima, fossero ancora in vita o se fossero invece morti come purtroppo si è appreso solo a posteriori.
Constatato
con profonda amarezza che persino alla Croce Rossa Internazionale, che avrebbe dovuto verificare le condizioni del soldato Shalit, è stato impedito di fargli visita, e che questo organismo ha preso atto del diniego senza neppure emettere una protesta ufficiale.
Evidenziato
che il cosiddetto “presidente politico” di Hamas, Khaled Meshaal, ha dichiarato il 30 marzo scorso che il soldato Shalit “è vivo e trattato bene”, senza specificare altro; che 3.000 cittadini israeliani hanno pacificamente dimostrato, il 19 ottobre scorso, ai confini della striscia di Gaza dove avvenne il rapimento, chiedendo il rilascio del prigioniero; che Shalit, oggi ventiduenne, avrebbe ricevuto nei giorni scorsi (grazie all’intermediazione della Francia) una prima lettera da parte dei familiari, fatto del quale tuttavia non si hanno riscontri certi; che trattative avanzate sarebbero in corso fra il governo israeliano e l’organizzazione Hamas, per la scarcerazione di un altissimo numero di prigionieri palestinesi, in cambio della liberazione del solo soldato Shalit.
Invita
i parlamentari radicali italiani ed europei a promuovere una missione parlamentare a Gaza, che si impegni a non lasciare la Striscia fino a quando non avrà potuto incontrare il soldato Shalit e verificare le sue condizioni di salute. La missione, di carattere umanitario, sarà aperta a chiunque intenda parteciparvi. Se necessario, gruppi di parlamentari di tutti gli schieramenti politici si alterneranno, per garantire il prosieguo dell’iniziativa anche per un lungo periodo, in costante collegamento con i mezzi di comunicazione e con l’opinione pubblica di tutto il mondo.
Prima firma: Alessandro Litta Modignani

domenica 2 novembre 2008

Accade a Gerusalemme

Accade a Gerusalemme che uno studente arabo dell'università si rifiuti di stringere la mano del presidente della repubblica Shimon Peres perchè "è un assassino di bambini".
Perers era in visita per inaugurare l'anno accademico iniziato in ritardo dopo settimane di sciopero a causa dei tagli di bilancio.
La sicurezza ha provveduto ad allontanare lo studente e la sua tessera universitaria è stata sospesa e requisita.
Immaginiamo per un momento l'assassino arraffatt al posto di Shimon Peres....
Immaginiamo per un momento che uno studente ebreo (se mai fosse possibile per un ebreo frequentare una università araba!) si rifiuti di stringere la mano all'assassino e mandante di omicidi di bambini arraffat...
Chi sa dire cosa sarebbe potuto succedere?
Chi sa dire quali strali e invettive avrebbero coniato i "sinistri" giornali italiani?
Chi sa dire che parole di solidarietà sarebbero uscite dalla bocca di oliver ibn dilibert, di dalemmah, di bertinotti, di ferrando, di caruso, di vattimo, ecc. ecc.?
In questo caso invece silenzio assoluto, strano che si siano lasciati sfuggire "l'ennesimo sopruso sionista ai danni di un arabo", forse erano distratti....

sabato 1 novembre 2008

Ancora razzi!

I razzi tornano a colpire Sderot.
Non che abbiano smesso in questi mesi, non che Israele abbia potuto vivere tranquillo come qualsiasi altro stato, ma se non altro le cose erano migliorate.
E invece ieri un nuovo razzo è stato lanciato dai terroristi di Gaza verso la città israeliana e a questo punto il ministro della difesa Ehud Barak ha deciso di sigillare la frontiera.
La violenza torna a colpire gli abitanti di Sderot, città da sempre in prima linea nella guerra scatenata dai terroristi di hammazz.
Forse l’opzione militare che mesi fa sembrava essere pronta a partire tornerà in discussione al ministero della Difesa, con la consapevolezza che un rientro in forze a Gaza di ZaHal comporterà lutti e distruzioni per Israeliani e Palestinesi, ma sicuramente qualcosa il governo dovrà fare per impedire una volta per tutte ai palestinesi di continuare a lanciare razzi sui civili