Il popolo palestiense: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, a un giornale olandese nel 1974: il popolo palestinese non esiste, il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte.



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Sempre con Israele!!!

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Gilad Shalit

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venerdì 3 luglio 2009

Non vogliono due stati

Da un articolo di Israel Harel
Dal rifiuto dei palestinesi di sedersi al tavolo negoziale con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu anche dopo che questi ha riconosciuto il loro diritto a uno stato – un fatto storico, visto che si tratta del leader del Likud – appare (ancora una volta) chiaro che il loro obiettivo di fondo non è mai stato, e a quanto pare non sarà mai, uno stato palestinese a fianco dello stato ebraico. Vogliono, sì, uno stato palestinese, ma molto di più vogliono che non esista nessuno stato ebraico. Ecco perché, sin dal 1937, anno in cui venne avanzato il primo progetto di spartizione del paese, hanno rifiutarono una dopo l’altra tutte le proposte per una soluzione a due stati avanzate da britannici, ebrei, Nazioni Unite, americani. E non hanno mai avanzato una loro proposta.
Siccome, in Israele come all’estero, esiste un ampio sostegno per uno stato palestinese a fianco di Israele, allora i palestinesi, traendo in inganno i loro sostenitori circa le loro vere intenzioni, possono presentarsi al mondo come i “pacifisti”, appoggiati dai più eminenti mass-media, israeliani e stranieri, e diffamare Israele anche quando conducono sanguinose stragi suicide fra i cittadini israeliani.
Il riconoscimento, sul quale Netanyahu si è tanto tormentato, ha colpito i palestinesi come un fulmine a ciel sereno. D’ora in avanti, temono, dovranno svelare le loro reali intenzioni. Dopo tutto, se fosse sincero il loro sostegno alla formula “due popoli-due stati”, ora che il loro stato sarà “lo stato del popolo palestinese” con l’approvazione anche del Likud, la logica inevitabile della formula impone che loro riconoscano l’altro stato, Israele, come “lo stato del popolo ebraico”.
Appena pochi minuti dopo il discorso di Netanyahu, sono nati in onda i sentimenti più viscerali. I rappresentanti della nazione araba, spinti da incontrollabile urgenza, hanno tolto il velo che copre le loro vere intenzioni. Da Umm al-Fahm a Ramallah, da Damascus al Cairo, hanno respinto con totale ostilità la richiesta di Netanyahu di riconoscere Israele come sede nazionale del popolo ebraico. Il primo ministro israeliano ha accordato il riconoscimento a uno stato del popolo palestinese senza subordinare tale riconoscimento ad una mossa analoga da parte degli arabi di riconoscimento di Israele come stato del popolo ebraico. Il presidente egiziano Hosni Mubarak, senza dubbio lo statista arabo più autorevole, ha dichiarato che gli arabi non avrebbero mai riconosciuto Israele come lo stato del popolo ebraico. Il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat gli ha fatto eco dichiarando che gli arabi non accorderanno un tale riconoscimento a Israele neanche fra mille anni. Ecco come viene ripagato il riconoscimento unilaterale da parte di Israele.
Se i palestinesi avessero voluto uno stato, avrebbero potuto agire in modo assai diverso (e ben più proficuo): avrebbero potuto dichiarare che il riconoscimento da parte di Netanyahu di uno stato palestinese non è abbastanza, ma è una base per negoziare. Dopo tutto, sanno bene che gli Stati Uniti, l’Europa e anche i loro sostenitori all’interno di Israele faranno enormi pressioni sul governo israeliano, il quale alla fine farà concessioni praticamente su tutti i dossier, compresa qualche concessione anche sulla richiesta che gli arabi riconoscano Israele come stato nazionale del popolo ebraico. Dopo tutto, non poche influenti istituzioni e non pochi ebrei sostengono il rifiuto dei palestinesi su questo tema.
E invece, anche con alla gola la spada della verità dei fatti, non mancano ebrei e israeliani che si rifiutano di abbandonare le loro illusioni. E anche loro si sono affrettati ad addossare a Netanyahu la colpa per il rifiuto arabo, anche questa volta, di stringere mano tesa da Israele.

(Ha’aretz, 18.06.09)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Viva, vorrei che tu esprimessi un tuo giudizio su una mia opinione. Io mi sono spesso chiesto perchè la sinistra italiana ed europea sia spesso così antisraeliana e ritengo che ciò derivi dal fatto che l'ideologia di tipo "comunista" (inteso in senso ampio...) tende a vedere nell'ebraismo una specie di incarnazione del sistema capitalistico e quindi del "male".Marx non a caso diceva che il dio del popolo ebraico è il denaro!Di conseguenza ha in sè il germe dell'antisemitismo e, guarda caso, purtroppo anche il nazismo (non per nulla "nazionalsocialismo")fece un'analisi simile riguardo agli ebrei, ritenendoli pericolosi maneggiatori di denaro ed inclini a creare una lobby mondiale destabilizzante. Gli opposti ideologici si toccano. Inoltre la sinistra tende genericamente ad interpretare tutta la storia europea dell'Ottocento e di parte del novecento sotto il paradigma dello scontro di aggressione coloniale tra l'Europa e il terzomondo;di conseguenza automaticamente anche il sionismo è visto in questa prospettiva, senza tener conto delle differenze e delle peculiarità che ogni fenomeno storico porta con sè. Viste queste premesse ideologiche, la sinistra europea (con le dovute eccezioni)ha dato subito credito alla propaganda araba, ne ha accolto con grande entusiasmo le menzogne e le forzature storiche, anche perchè Yasser Arafat era fin dall'inizio assai politicizzato a Mosca negli anni del regime sovietico e, automaticamente, tutti i giornali di sinistra lo hanno incensato ed esaltato. Hitler se fosse vivo oggi vedrebbe nel palestinismo una sua rivalsa, proprio perchè tale ideologia tende a negare praticamente ogni diritto a quei perfidi ebrei che lui tanto odiava.
Che cosa ne pensi della mia analisi?

Viva Israele ha detto...

Ciao, mi trovo abbastanza in sintonia con quanto dici.
Aggiungerei questo però: la sinistra, finchè vedeva negli ebrei "i poveri ebrei" (ossia le vittime del nazismo), era portata naturalmente a prenderne le difese (non so dirti neanche con quanto entusiasmo, la cosa mi ha sempre dato l'idea di forzatura).
Quando gli ebrei hanno cominciato a difendersi, oltretutto a "scapito" degli arabi, ecco allora che la situazione cambia e non vanno più bene... Per gli ebrei, secondo i sinistri, vale allora quella terribile frase detta sul conto dei Nativi Americani "...l'unico indiano buono è quello morto...". Il paradosso poi è che gli arabi sono sempre stati filo nazisti (dal Muftì di gerusalemme che adorava Hitler e Mussolini e dai quali era aiutato a Sadat che era nelle camicie veri egiziane) ma, siccome si opponevano agli ebrei, che nel frattempo erano diventati israeliani e oltre tutto avevano il torto di essere "appoggiati" dai Presidenti degli USA, (bada bene dico presidenti con un motivo: le varie amministrazioni americane, i responsabili di CIA, Pentagono e le lobby petrolifere erano schierati apertamente in favore degli arabi e contro gli ebrei, perchè avevano bisogno di tenersi buoni i fornitori petroliferi)