Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

sabato 31 ottobre 2009

Le persecuzioni di cui non si parla mai!

Ci sono delle persecuzioni delle quali non si parla mai, sono quelle che hanno riguardato e riguardano tutt'ora gli ebrei che risiedevano o che ancora risiedono nei paesi arabi.
Solo coloro che non vogliono studiare la storia e che vogliono far finta di non sapere, continuano pervicacemente a ignorare il triste destino di circa 800.000 (si...OTTOCENTOMILA!!!) ebrei che dal 1948 sono stati cacciati da tutti o quasi i paesi arabi alla nascita di Israele.
Per la maggior parte costoro, sono emigrati in Israele e sono diventati cittadini del nuovo stato a tutti gli effetti e non profughi, sbattuti in campi profughi dai loro stessi correligionari, come accaduto agli arabi che abbandonarono VOLONTARIAMENTE (o meglio su pressione degli eserciti arabi che promettevano il loro ritorno in tempi brevi "non appena ributtai a mare gli ebrei") le loro case l'indomani della proclamazione dello stato di Israele.
Quegli ebrei sono stati defraudati di tutti i loro averi dalla sera alla mattina, hanno perso case e attività, sono dovuti fuggire con i vestiti che avevano addosso senza neanche poter portare via un libro o una foto (come accaduto agli ebrei libici) e nessuno ha mosso un dito per loro: non le Nazioni Unite o ONU che dir si voglia, non gli organi di informazione, non i politici o gli attivisti sinistri e sinistrati che amano lodare l'operato dei loro "protetti" palestinesi ma volutamente ignorano tutto il resto. Non è stata creata una organizzazione che si occupasse esclusivamente di loro e che stabilisse per loro (caso unico al mondo tra tutti i popoli in conflitto) il diritto a "fregiarsi" del titolo di profugo per discendenza diretta di padre in figlio, di madre in figlia.
Ora accade che i 330 ebrei che ancora vivono nello Yemen siano da anni sottoposti a feroci persecuzioni tanto da indurre Israele prima e gli USA ora a fare qualcosa per metterli in salvo. Isarele a suo tempo aveva accolto centinaia di yemeniti facendoli diventare cittadini israeliani, gli USA ora hanno provveduto ad accogliere 60 di questi sul loro territorio perchè si trovavano in situazione di grave pericolo.
120 hanno dichiarato di volersi trasferire in Israele, 100 circa vogliono raggiungere gli Stati Uniti e 20-30 circa vogliono restare nel loro paese dove sono nati e dove hanno vissuto.

Il rapporto Goldstone: l'ultima bufala ONU!

Ebbene si, anche in questo caso (come dopo Mohammed Al Durra, il "massacro" di Jenin, il "bombardamento" della scuola ONU a Gaza ecc. ecc.) siamo arrivati alla ritrattazione e alla sconfessione di quanto scritto nel rapporto Goldstone...dallo stesso Goldstone!
Come ricorderete, la pubblicazione del rapporto opera del giudice sudafricano di origine ebraica aveva suscitato reazioni di condanna contro Israele, tacciato di aver commesso dei crimini di guerra durante l'operazione Cast Lead.
Si è scoperto poi che il suddetto giudice non ha mai messo piede a Gaza, nè lo hanno fatto suoi emissari, che non sono state ascoltate le autorità israeliane e che il tutto si è basato sulle testimonianze dei criminali di hammaz. Addirittura, se non fosse stato per Human Rights Watch, non si sarebbe neanche potuto ascoltare la fondamentale testimonianza del colonnello britannico Richard Kemp che ha ben spiegato come l'esercito israeliano abbia cercato in tutti i modi di salvaguardare la vita dei civili palestinesi, mettendo in evidenza le reali responsabilità di hamas nei lutti che hanno colpito la gente di Gaza. Emblematica la frase dell'alto ufficiale britannico: "Signor Presidente, Israele non aveva altra scelta che quella di difendere la propria popolazione, e impedire a Hamas di attaccarla coi razzi. E – torno a ripetere – per salvaguardare i diritti dei civili in zone di combattimento, le Forze di Difesa israeliane hanno fatto più di qualunque altro esercito nella storia della guerra".
Robert Bernstein, il fondatore di Human Rights Watch, l’organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, non si è più trattenuto, dichiarando che i recenti rapporti diffusi dall’organizzazione che ha guidato per vent’anni stanno «aiutando quelli che vogliono trasformare Israele in uno stato paria». Sul New York Times del 20 ottobre, Bernstein scrive che «mentre il Medio Oriente è popolato da regimi autoritari con un curriculum sui diritti umani spaventoso, negli ultimi anni Human Rights Watch ha scritto di gran lunga molte più condanne contro Israele per violazioni del diritto internazionale che contro qualunque altro paese della regione». Prosegue quindi denunciando che «Human Rights Watch ha perduto la prospettiva critica su un conflitto che ha visto Israele ripetutamente aggredito da Hamas e Hezbollah, due organizzazioni che si accaniscono contro i cittadini israeliani e usano la propria stessa gente come scudi umani. Hamas e Hezbollah hanno deliberatamente scelto di fare la guerra da aree densamente popolate, trasformando i loro quartieri in campi di battaglia, e continuando a defraudare i palestinesi di qualunque chance di ottenere la vita pacifica e produttiva che meriterebbero».

venerdì 30 ottobre 2009

In ricordo di Rabin

14 anni va il Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin veniva assassinato a Tel Aviv da un estremista ebreo. La cerimonia in suo ricordo si è svolta alla presenza dei vertici militari e politici che si sono stretti ai familiari del grande uomo politico scomparso.

Acqua: “È Israele che rispetta i patti, a differenza dei palestinesi”

La gestione delle risorse idriche fra israeliani e palestinesi si basa su un accordo ad interim fra le due parti, e in particolare sull’articolo 40 dell’Allegato III che concerne la questione dell’acqua dolce e delle acque reflue.
Secondo tale accordo, ai palestinesi spettano ogni anno 23,6 milioni di metri cubi di acqua. All’atto pratico, essi hanno accesso ad una quantità di acqua almeno doppia di questa cifra.
Israele ha rispettato tutti i suoi obblighi previsti dall’accordo sull’acqua riguardo alle forniture di quantità addizionali ai palestinesi, superando anche largamente le quantità obbligatorie.
I palestinesi, per contro, hanno significativamente violato i loro impegni previsti dall’accordo sull’acqua, con particolare riguardo a questioni importanti come lo scavo illegale di pozzi (ne hanno scavati più di 250 senza autorizzazione da parte della Commissione Congiunta sull’Acqua) e la gestione delle acque reflue (i palestinesi non costruiscono impianti di trattamento delle acque reflue nonostante il loro impegno a farlo e i cospicui fidanzamenti internazionali stanziati a questo scopo).
I dati relativi al consumo di acqua dolce naturale mostrano chiaramente il trattamento corretto da parte di Israele delle esigenze palestinesi. Nel 1967 il consumo israeliano pro capite di acqua dolce naturale era di 508 metri cubi all’anno. Nel 2008 tale consumo è vistosamente sceso a 149 metri cubi per persona all’anno. Le cifre palestinesi per lo stesso consumo sono passate da 86 metri cubi nel 1967 a 105 nel 2008.
Israele si è offerto di fornire ai palestinesi acqua desalinizzata, ma questa opzione è stata sistematicamente respinta per ragioni politiche.Mentre dal 1967 Israele ha significativamente ridotto il suo uso di acqua fresca naturale, ridimensionando in modo consistente il gap fra consumo israeliano e palestinese, non si capisce in base a quali elementi reali Amnesty International possa parlare di “politiche discriminatorie” verso i palestinesi.
Gli autori del rapporto hanno scelto di ignorare tutti i dati, i documenti e i rapporti di parte israeliana, sebbene contengano fatti verificabili presentati in totale trasparenza. Questo discutibile approccio, che consiste nel trascurare sistematicamente il materiale di fonte israeliana facendo assegnamento esclusivamente sulle accuse palestinesi, suscita seri dubbi sulle reali intenzioni degli autori del rapporto e dell’organizzazione stessa che lo firma.

(Comunicato del portavoce del ministero degli esteri israeliano, 27.10.09)

martedì 27 ottobre 2009

“Gli scavi migliorano la stabilità del Monte del Tempio”

Nonostante le recenti accuse in senso contrario, l’ingegnere capo dei lavori al tunnel archeologico del Muro Occidentale (“del pianto”) a Gerusalemme ha ribadito giovedì scorso che gli scavi archeologici effettuati da Israele non sono affatto “sotto” il Monte del Tempio (alla cui sommità si trova la spianata delle Moschee), non pregiudicano in alcun modo la stabilità strutturale del Monte stesso e dell’area circostante ed anzi hanno contribuito a migliorare “di dieci volte” quella stabilità.
“Si sono fatte molte chiacchiere circa una instabilità [che sarebbe causata dagli scavi archeologici in corso nell’area]: mi sia permesso assicurare tutti che negli ultimi anni abbiamo al contrario migliorato di almeno dieci volte la stabilità strutturale del sito e che in effetti abbiamo rafforzato il sito là dove prima sussisteva un pericolo di crolli”, ha dichiarato l’ingegnere capo Ofer Cohen durante una visita al tunnel organizzata dall’ufficio stampa governativo.
Stando in piedi in una sezione del tunnel conosciuta come “la Hall delle Epoche” – per via dei lavori archeologici e di successivo rafforzamento che coprono un periodo che va dal Primo Tempio fino ad oggi – Cohen e i partecipanti alla visita guidata sembravano minuscoli a fronte di una serie di enormi travi di acciaio che sono state posizionate per impedire ai muri di franare. “Per coloro che sostengono che il nostro lavoro starebbe causando instabilità strutturale, qui si vede che è vero esattamente il contrario”, ha sottolineato Cohen.
Sia il tour che i commenti di Cohen giungono a ridosso delle roventi tensioni innescate circa tre settimane fa a Gerusalemme quando chierici palestinesi e parlamentari arabi-israeliani hanno lanciato un’ondata di accuse contro i lavori archeologici israeliani attorno e – secondo loro – sotto il Monte del Tempio. Il che ha provocato giornate di tumulti e di scontri violenti fra facinorosi arabi e polizia della città.
Le accuse più esplicite sono state rilanciate quando una delegazione dell’Alto Comitato di Monitoraggio Arabo, accompagnata da alcuni parlamentari arabi, ha visitato la moschea di al-Aqsa, lo scorso 7 ottobre, nel momento delle massime tensioni nella zona, e ha poi tenuto una conferenza stampa nei pressi di una delle entrate al Monte del Tempio. “Vi sono scavi israeliani ufficiali sotto il Monte del Tempio – ha sostenuto in quell’occasione il parlamentare arabo-israeliano Jamal Zahalka (del partito Balad) – che potrebbero mettere in pericolo la moschea di al-Aqsa se per esempio vi fosse un terremoto”.
Non è stato l’unico. Lo sceicco Raed Salah, leader del Movimento Islamico israeliano Frazione Nord, insieme ad altri chierici palestinesi, ha sostenuto in quei giorni – e continua a sostenere – che il governo d’Israele nutrirebbe nefandi piani volti a destabilizzare le fondamenta strutturali degli edifici sul Monte del Tempio, costruirvi una sinagoga e organizzare un’invasione militare della moschea di al-Aqsa.
Affrontando di petto queste accuse, il rabbino capo del Muro Occidentale Shmuel Rabinovitz si è rivolto ai giornalisti durante la visita di giovedì scorso ribadendo dichiarazioni, che aveva già ripetuto alcune settimane fa, con cui spiegava che la Halacha (legge religiosa ebraica) proibisce chiaramente ad ogni ebreo osservante di accedere al complesso del Monte del Tempio. “Voi oggi qui avete visto molte nuove scoperte – ha detto Rabinovitz ai partecipanti al tour – e sono tutte all’esterno del Monte del Tempio. E questo non per qualche preoccupazione di ordine politico, ma perché la legge ebraica vieta rigorosamente a qualunque ebreo di entrare nel complesso del Monte del Tempio. Secondo la legge ebraica – ha spiegato – abbiamo il divieto persino di toccare il complesso del Monte, a maggior ragione di entrarvi, e chiunque dica che stiamo scavando sotto il Monte è come se chiamasse la notte giorno e il giorno notte: mente nel mondo più assoluto”.Rabinovitz ha poi attribuito ai leader religiosi l’onere di evitare ulteriori provocazioni nell’area dicendo: “Questa non dovrebbe essere una questione di polizia, non dovrebbe arrivare a questo. I leader religiosi dovrebbero essere quelli che impediscono a queste cose di accadere”. Ed ha aggiunto: “Se io vedessi un ebreo che viene a pregare con un mucchio di pietre da scagliare sui musulmani, lo manderei via immediatamente”, facendo chiaro riferimento alle numerose carriole piene di pietre che la polizia ha trovato sulla spianata del Tempio poche settimane fa, costringendola a chiudere temporaneamente e poi a limitare gli accessi al sito. I tumulti che ne seguirono sono stati i peggiori a Gerusalemme dopo quelli scoppiati nei quartieri orientali della città durante la campagna anti-Hamas nella striscia di Gaza lo scorso gennaio.
Il portavoce dell’ufficio stampa governativo Danny Seaman ha spiegato al Jerusalem Post che il tour, che ha visto la partecipazione di decine di giornalisti stranieri e locali, rientra nello sforzo di contrastare la marea di voci incontrollate riguardo agli scavi archeologi israeliani nell’area, cercando di portare il massimo di trasparenza possibile sui lavori che vengono effettivamente fatti. “Abbiamo pensato che, quando le tensioni si sono un po’ attenuate e la vicenda era momentaneamente uscita dal circolo delle news, fosse il momento giusto per offrire ai giornalisti questa visita approfondita. A mio parere – ha concluso Seaman – un giornalista informato è un giornalista migliore, che sarà in grado di distinguere fra critiche e calunnie”.
(Da: Jerusalem Post, 23.10.09)

Notizie dal fronte...

I criminali di hezbollah hanno bombardato Israele da un villaggio nel sud del Libano chiamato Houla.
Il razzo katyusha ha colpito nelle vicinanze di Kiryat Shmona nell'Alta Galilea e non ha fortunatamente causato feriti.
La risposta israeliana non si è fatta attendere e nel giro di un 'ora aerei israeliani hanno colpito le strutture dei terroristi nel paese dei cedri: sembra che siano stati sparati anche colpi di artiglieria
L'esercito ha definito il bombardamento dei terroristi un grave incidente e che la responsabilità del fatto è da addebitare al governo libanese.



Ahmadinejad.. ancora lui!

Ebbene si, il nano pazzo di Teheran, terminati gli effetti dei tranquillanti che per qualche giorno lo avevano fatto stare buono da una parte, ha ricominciato a straparlare come al suo solito e a vomitare le sue solite frasi farneticanti che lo hanno reso "famoso" in tutto il mondo.
Stavolta il palcoscenico sul quale si è esibito è stato quello offerto dalla visita di salamelecchi resa dal primo ministro islamico turco Er Dogana: nel bel mezzo della riunione con il suo nuovo amichetto, il pazzo criminale ha detto testualmente "... il regime sionista è una minaccia per tutte le nazioni..." ESAGERATO!!!!!
Possibile che uno stato grande poco più della Lombardia e con circa sei milioni di abitanti possa essere considerato una minaccia per tutto il mondo? Allora è vero che gli Ebrei sono così potenti!
Un miliardo di arabi, decine di nazioni islamiche (alcune ricchissime e bene armate) e tutti si sentono minacciati dal piccolo Davide Israele! Certo che un nemico così temibile come Israele forse è meglio non andare a stuzzicarlo... A buon intenditore...poche parole

lunedì 26 ottobre 2009

La maggioranza degli americani vede Israele come un leale alleato!

Un sondaggio condotto dalla Anti Defamation League ha evidenziato che la maggioranza degli americani (67%) dimostra più simpatia verso Israele che verso i Palestinesi e sostiene l'azione militare Israeliana per prevenire lo sviluppo di armi nucleari da parte dell'Iran.
Per gli americani Israele è un alleato affidabile e forte e il 57% di essi è favorevole ad una azione militare israeliana contro il programma nucleare iraniano. Addirittra il 64% ritiene che Israele è seriamente impegnato nella ricerca di un accordo di pace con i palestinesi e il 51% ritiene che gli stessi siano responsabili del fallimento dei colloqui di pace. Inoltre la maggior parte sostiene la soluzione dei due stati per i due popoli e che la nascita dello stato palestinese debba essere condizionata alla fine delle violenze e all'accettazione della legittimazione di Israele.
Speriamo che anche Barak Hussein Obama comprenda che Israele è il suo migliore alleato e che non lo sacrifichi sull'altare della accondiscendenza totatel e incondizionata verso l'Islam.

domenica 25 ottobre 2009

Violenze a Gerusalemme

Ancora disordini nella capitale israeliana in seguito alla "chiamata alle armi" dei leader islamici contro quello che ritengono un tentativo di "conquista" del Monte del Tempio (o spianata delle moschee) ad opera di gruppi religiosi ebrei ortodossi.
La polizia israliana ha dovuto usare granate stordenti e lacrimogeni per disperdere le centinaia di manifestanti che erano in assetto da guerriglia con pietre, molotov e bastoni.
Si registrano 9 feriti tra gli agenti negli scontri e 25 tra i palestinesi; 19 sono gli arrestati.
Gli arabi hanno stabilito che gli ebrei, a casa loro, nella loro capitale, non hanno il diritto di pregare sul loro luogo più sacro! E' inaudito!
VIVA ISRAELE!

Vogliono boicottare Israele anche nel calcio!

Ci risiamo: dopo la guerriglia urbana scatenata dalla feccia islamica e antiisraeliana di Malmoe in Svezia, che ha impedito al pubblico di assistere agli incontri tra Israele e la nazionale scandinava con assalti alla polizia e incendi di pullman e negozi, le organizzazioni specializzate nell'odio verso Israele ne hanno escogitata un'altra delle loro. Curiosi??
Ebbene, hanno chiesto alla FIFA di espellere Israele da tutte le competizioni relative alla qualificazione dei prossimi mondiali di calcio che si svolgeranno in Sud Africa.
Il delirio di onnipotenza che pervade questi odiatori professionisti raggiunge sempre nuove vette.

Festival Internazionale della Filatelia






















Si sta svolgendo a Roma, presso il Palazzo dei Congressi dell'Eur, il Festival Internazionale della Filatelia che vede, tra i paesi ospiti, la partecipazione dello stato di Israele. Per coloro che fossero interessati, si possono acquistare francobolli israeliani e avere l'annullo postale creato appositamente per la manifestazione.




























Interessante anche il francobollo della Croazia, dedicato alla Sinagoga di Zagabria distrutta (come mi ha spiegato la hostess croata) .

Premiato Claudio Pagliara!

Anche se non rimarchevole ritardo, vi segnalo che il grandissimo giornalista Claudio Pagliara è stato insignito, direttamente dal Presidente Napolitano, di un prestigioso riconoscimento per il lavoro che svolge quotidianamente da Gerusalemme: il premio Saint Vincent.
Siamo tutti grati al lavoro encomiabile che svolge l'inviato della Rai in Israele e gli auguriamo di cuore di continuare per molto tempo ancora a trasmettere i suoi meravigliosi servizi da Gerusalemme e Tel Aviv.
Grazie Claudio!!!

2° Festival Internazionale di Letteratura Ebraica



A Roma si svolgerà dal 24 al 28 ottobre il 2° Festival della Letteratura Internazionale Ebraica presso la Casa dell'Architettura, in piazza Manfredo Fanti, 47.

E' un appuntamento interessante per entrare in contatto con autori israeliani e conoscere i loro libri.

martedì 20 ottobre 2009

Esercitazione congiunta IDF-U.S. ARMY

Una esercitazione congiunta tra le IDF e U.S. Army, chiamata Juniper Cobra 10, avrà inizio quest'anno per la quinta volta e sarà la più grande del suo tipo condotta in Israele.
Comincerà domani e avrà lo scopo di mettere alla prova il coordinamento e la cooperazione tra i due eserciti con particolare attenzione alla difesa aerea.
L'esercitazione è alla base della cooperazione a lungo termine tra Israele e Stati Uniti e sarà una importante opportunità per entrambi: durante il periodo di esercitazione un certo numero di militari americani saranno posizionati vicino aree popolate.

Le dichiarazioni del Colonnello inglese Richard Kemp

Quello che segue è il testo completo della dichiarazione del colonnello Richard Kemp rilasciata per conto di UN Watch alla 12esima sessione speciale del Consiglio Onu per i Diritti Umani, dedicata al Rapporto Goldstone (Ginevra, 16 ottobre 2009).
Nota: il giudice Goldstone, autore del rapporto che ha innescato il voto del Consiglio di condanna contro Israele ma non contro Hamas, si era rifiutato di ascoltare la testimonianza del colonnello Richard Kemp durante i lavori della Commissione d’indagine sulla guerra nella striscia di Gaza da lui presieduta. Per questo UN Watch gli ha ceduto il proprio spazio di interevento: perché la voce di quest’uomo, che ha combattuto per difendere la democrazia contro Saddam Hussein, al-Qaeda e i talebani, fosse udita all’Onu e nel resto del mondo
"Grazie Signor Presidente. Sono stato il comandante delle forze inglesi in Afghanistan. Ho prestato servizio con la NATO e le Nazioni Unite; ho assunto il comando di truppe nell´Irlanda del Nord, la Bosnia e la Macedonia; e ho partecipato alla Guerra del Golfo. Ho speso un tempo considerevole in Iraq fin dall´invasione del 2003, e ho lavorato sul tema del terrorismo internazionale con il Joint Intelligence Committee del governo britannico.
Signor Presidente, basandomi sulle mie conoscenze e la mia esperienza, posso affermare questo: Durante l´operazione Cast Lead (Piombo Fuso), le forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno fatto il possibile per salvaguardare i diritti dei civili nelle zone di combattimento, più di qualsiasi altro esercito nella storia.
Israele ha fatto tutto questo nonostante si confrontasse con un nemico che deliberatamente ha piazzato la sua capacità militare dietro la popolazione civile utilizzandola come scudo umano.
Hamas, come Hizballah, sono degli esperti nel pilotare l´agenda dei media. Ambedue avranno sempre delle persone pronte a concedere interviste nelle quali si condannano le forze Israeliane per crimini di guerra. Queste organizzazioni sono esperte nelle messa in scena e nel distorcere gli avvenimenti.
La IDF ha dovuto affrontare una sfida di una portata sconosciuta a noi Britannici. E molti mass media e associazioni internazionali per i diritti umani hanno automaticamente, pavlovianamente presunto che la IDF si trovasse nel torto, che stessero abusando dei diritti umani.
La verità è che la IDF ha preso delle misure straordinarie per fornire ai civili di Gaza informazioni sulle aree diventate obiettivo militare, distribuendo più di 2 milioni di volantini, ed effettuando più di 100.000 chiamate telefoniche.
Molte missioni che avrebbero potuto colpire la capacità miliare di Hamas sono state annullate al fine di prevenire vittime civili. Durante il conflitto, la IDF ha permesso il transito di aiuti umanitari verso Gaza. E fornire aiuti virtualmente nelle mani del tuo nemico è, nella tattica miliare, una cosa del tutto inimmaginabile. Ma la IDF si è presa questo rischio.
Nonostante tutto, certamente delle vittime civili innocenti sono state uccise. La guerra è caos ed è piena di errori. Ci sono stati errori da parte dei Britannici, Americani ed altre forze in Afghanistan ed in Iraq, e molti di questi possono essere attribuiti all´errore umano. Ma un errore non è un crimine di guerra.
Più di ogni altra cosa le vittime civili sono state una conseguenza del modo di combattere di Hamas. Quest´organizzazione deliberatamente ha provato a sacrificare la sua popolazione civile.
Signor Presidente, Israele non ha avuto altra scelta per difendere la sua popolazione, per fermare Hamas e i suoi lanci di missili.
E lo dico di nuovo: le forze di Difesa Israeliane hanno fatto il possibile per salvaguardare i diritti dei civili nelle zone di combattimento, più di qualsiasi altro esercito nella storia.

Grazie, Signor Presidente" Col. Richard Kemp
Traduzione di Filippo Lobina

lunedì 19 ottobre 2009

Aggiornamenti sugli attacchi palestinesi ai cittadini Israeliani.

Lo scorso sabato pomeriggio un cittadino Israeliano è stato ferito in modo grave dal lancio di bombe incendiarie effettuato da alcuni palestinesi nei pressi della cittadina di Beit Hagay.
L'uomo è riuscio a raggiungere un incrocio ed è stato poi subito condotto in ospedale da una ambulanza del Maghen David Adom. Sempre nella stessa giornata, si è verificato il lancio di pietre contro veicoli di cittadini israeliani da parte di palestinesi nei pressi di Beit Ur al-Fauqa e di Surif. Fortunatamente non si sono registrati feriti ma solo danni ai veicoli.
Questo è quello che deve subire quotidianamente la popolazione civile israliana: bombardamenti con razzi, missili e colpi di mortaio, lanci di bombe incendiarie, sassaiole contro i veicoli, impossibilità a recarsi a pregare nei luoghi sacri per il pericolo di linciaggio da parte degli arabi... quale altra nazione tollererebbe anche solo la minima parte di tutto questo???
E chi è che viene messo sempre sotto accusa? Israele ovvio! Non esiste miglior capro espiatorio al mondo!!!
arraffat, con i suoi "insegnamenti" aleggia ancora sul medio oriente, difficilmente si potrà mai arrivare ad un accordo con chi vuole sempre e solo uccidere gli Ebrei!
VIVA ISRAELE!

mercoledì 14 ottobre 2009

La Turchia è sempre più ostile a Israele.

Prima dell'avvento di Erdogan la Turchia era un paese con il quale Israele aveva solidi legami economici, politici e militari.
Ma ora, dopo l'elezione del leader estremista, le azioni contro Israele testimoniano la nuova linea politica di Nakara: insulti al Presidente della Repubblica Peres, cancellazione all'ultimo momento della partecipazione di Israele a manovre militari congiunte (per fortuna USA, Italia e NATO hanno annullato la loro partecipazione), le parole di Erdogan che testimoniano la profonda avversione del popolo turco per Israele e infine, la realizzazione di un programma televisivo nel quale vengono mostrati i militari israeliani come mostri assetati di sangue e assassini che uccidono i palestinesi.
E' ora che Israele si faccia una ragione di aver perso un alleato (a ben vedere l'unico) tra i paesi islamici, e si dimostri più cauto nel vendere alla Turchia materiale militare e tecnologia all'avanguardia che potrebbe essere utilizzato contro il popolo israeliano.

Aggiornamento razzi....

Ieri un altro razzo è stato usato dai bastardi terroristi criminali nazipalestinesi di hammazz per bombardare Israele: è il 65° (sessantacinquesimo!!!!) negli ultmi tre mesi, il 250° (duecentocinquantesimo!!!!!) dalla fine dell'Operazione Cast Lead e il 750° (settecentocinquantesimo!!!!!!!) dal 1 gennaio 2009. Nel 2008 Israele ha subito un bombardamento di 3330 (tremilatrecentotrenta) tra razzi e colpi di mortaio.
In risposta a questo attacco criminale, le Forze Aeree Israeliane hanno ditrutto due tunnel utilizzati per il contrabbando di armi tra Gaza e l'Egitto.
I palestinesi non hanno acqua, fogne, cibo, lavoro, ma spendono milioni di dollari per bombardare Israele: se non è puro autolesionismo questo....

I terroristi corrono a nascondere le armi....

Immagini e foto riprese da un drone israeliano dopo l'esplosione di una casa a Tiro nel sud del Libano, mostrano con ogni evidenza terroristi di hezbollah trasportare razzi Katyusha e altre armi fuori dalla casa distrutta, caricarli su dei camion e nasconderli in un'altra casa della zona. Il video mostra il lavoro di decine di persone giunte sul luogo dell'esplosione, le armi verranno poi trasportare nel villaggio di Dir Kanun A-Nahar per essere nascoste. Solo più tardi sul luogo dell'esplosione giungeranno le forze militari libanesi e dell'UNIFIL (evidentemente i criminali di hezbollah hanno dato loro il permesso di arrivare una volta che le operazioni di sgombero erano state ultimate). Il possesso di armi da perte di hezbollah nel sud del Libano, a sud del fiume Litani, è una gravissima violazione della Risoluzione nr. 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, e purtroppo questa non è certo l'unica vilazione, lo scorso luglio un'altra casa utilizzata come deposito di armi era esplosa nel sud del Libano.

martedì 13 ottobre 2009

Un contrappasso per i film di Ken Loach

Il regista britannico Ken Loach sarà anche contrario alla proiezione di qualunque film israeliano nei festival internazionali, ma in realtà i suoi film – ironia della sorte – serviranno per promuovere esattamente questo. Nurit Shani, CEO della Lev Cinemas and Films, ha infatti annunciato mercoledì scorso che gli utili ricavati dalla distribuzione in Israele del nuovo film di Loach “Looking for Eric” (“Il mio amico Eric”) saranno investiti nella distribuzione di film israeliani sia all’interno che all’estero.“Negli anni scorsi – ha spiegato Shani introducendo l’anteprima di “Looking for Eric” al Festival internazionale del cinema di Haifa – Ken Loach ha espresso numerose critiche contro Israele e le sue scelte politiche. Sono convinta che sia pieno diritto di un artista manifestare le proprie opinioni e pertanto ho sempre continuato a far proiettare i suoi film. Purtroppo però, nel corso dell’ultimo anno ho scoperto che Ken Loach stesso non condivide affatto questa mia posizione. L’innovativo artista, che personalmente considero un grande umanista, si è rivelato una persona che non rispetta la libertà d’espressione di quelli che hanno opinioni diverse dalle sue: un artista che non ha letto o non ha capito Voltaire; un artista che fa di tutto per ridurre al silenzio i suoi colleghi, i registi israeliani, impedendo loro di dare voce alle loro opinioni e di vedere i loro film proiettati in giro per il mondo”.
Nel corso dell’ultimo anno Loach ha guidato una campagna di boicottaggio contro il Festival internazionale del cinema di Edimburgo i cui organizzatori avevano deciso di proiettare il film israeliano “Surrogate” con il sostegno finanziario dell’ambasciata d’Israele. Successivamente ha preso parte attiva alla campagna di boicottaggio contro il programma “City to City” del Festival internazionale di Toronto, centrato su film riguardanti Tel Aviv. Loach ha anche annunciato l’intenzione di boicottare il festival internazionale del cinema di Melbourne, “colpevole” d’aver usato finanziamenti del governo israeliano per coprire le spese di viaggio degli artisti israeliani invitati all’evento. Gli organizzatori del festival hanno risposto che non intendono “piegarsi a ricatti”.
Dopo aver ricordato che è da vent’anni che distribuisce in Israele i film di Loach, Nurit Shani ha spiegato di non poter nascondere il suo disgusto per queste recenti prese di posizione del regista. “Considero questi gesti di Loach come un atto di ipocrisia – ha detto – Un bruciante schiaffo in faccia alla democrazia e allo spirito umanistico dei suoi film. I suoi film sono le opere di un grande regista, ma le sue azioni sono quelle di una persona meschina”.
Di conseguenza Shani ha deciso di donare gli utili in Israele del film “Looking for Eric” e del prossimo film di Loach alla distribuzione di film israeliani all’estero. “Sono convinta – ha detto – che il modo migliore per combattere la censura, e non c’è altro modo di definire le azioni di Loach se non come un tentativo di censura, sia quello di garantire che le voci di Israele, la creatività di Israele così diversificata e affascinante venga sentita forte e chiara sia in Israele che nel resto del mondo”.
Il film Looking for Eric” (“Il mio amico Eric”), presentato all’ultimo festival di Cannes, è in programma nelle sale israeliane per l’inizio di novembre.

(Da: YnetNews, 11.10.09)

A proposito delle bufale...

http://www.malainformazione.it/schede/67/index.htm?c1255212262

ogni commento è superfluo....

lunedì 12 ottobre 2009

Morto un terrorista di hezbollah.

E' di due morti il bilancio di una esplosione avvenuta in un villaggio libanese vicino la città di Tiro.
Secondo alcune fonti, l'esplosione sarebbe avvenuta nella casa di Abd al-Nasser Issa (un alto esponente di hezbollah) mentre insieme ad altri terroristi stava preparando dei razzi o delle bombe: a conferma di quanto sopra, sono state udite altre esplosioni dopo la prima che ha distrutto la casa, segno che nell'edificio si trovavano grandi quantità di esplosivo.
che dire.... uno de meno!!!!

domenica 11 ottobre 2009

In ricordo di Stefano Gaj Tachè

Ieri 9 ottobre ricorreva il 27 anniversario dell'assassinio di Stefano Gaj Tachè, bimbo di soli due anni trucidato dall'odio e dalla violenza sanguinaria dei criminali fedajn del criminale sanguinario di arraffatt.
I criminali lanciarono granate sulla folla dei fedeli che uscivano dal Tempio di Roma dopo la cerimonia di Shabat: ci furono 37 feriti oltre la morte del piccolo Stefano.
Pochi giorni prima a Roma era arrivato il farabutto arraffat che era stato ricevuto con tutti gli onori dalla classe politica italiana all'epoca connivente con il terrorismo palestinese nella speranza di evitare all'Italia attentati e morti.
Certo poco importava se gli attentati erano contro ebrei o israeliani, l'importante era evitare vittime "italiane" e danni al paese...
Dal 9 ottobre 1982 un bimbo ha cessato di vivere perchè ebreo e perchè usciva da una sinagoga: c'è differenza tra il nazismo e il terrorismo?
NO!!!

La Turchia rifiuta la partecipazione di Israele a manovre congiunte.

Sono state annullate le previste esercitazioni congiunte della Turchia con la Nato gli USA l'Italia e Israele denominate "Anatolian Eagle".
La causa è nell'irritazione americana per il rifiuto del governo di Ankara ha posto alla partecipazione di Iraele alle suddette manovre.
E' un ulteriore segnale del deteriorarsi dei rapporti con Gersalemme: la Turchia ha dichiarato che non poteva permettere che gli F-16 israeliani dell'Operazione Cast Lead partecipassero a queste manovre.
La cancellazione è avvenuta in seguito al fatto che sia gli USA che la Nato hanno rifiutato di partecipare se non partecipava anche Israele: questo vuol dire essere alleati!
Queste esercitazioni vengono effettuate tra paesi alleati allo scopo di testare la difesa reciproca: se uno stato rifiuta ad un alleato la partecipazione per motivi di opportunismo politico e per compiacere i fondamentalisti islamici quello stato non è un alleato sicuro e affidabile!
Chi garantisce la Nato che la Turchia non faccia il doppio gioco?
Fuori la Nato dalla Turchia!
No alla Nato in Europa!

VIVA ISRAELE!

Ancora attacchi palestinesi...

Un cittadino Israeliano è stato ferito da colpi di pietre lanciati da palestinesi contro l'auto sulla quale viaggiava nel villaggio di Hawara a sud di Nablus. L'esercito ha arrestato un palestinese nei pressi della Tomba dei Patrirchi a Hebron che era in possesso di un coltello, durante ulteriori controlli i militari hanno rinvenuto nei pressi del villaggio di Asira, dieci bombe incendiarie pronte per essere usate .
Se mai qualcuno continuasse a credere che i palestinesi vogliono la pace, ecco che questi fanno di tutto...per smentirsi!
Non si può fare la pace con chi tenta di ucciderti in ogni momento!

venerdì 9 ottobre 2009

Cronache dal fronte nord...

Oggi è stata ferita in modo grave una donna israeliana a nord-est di Ramallah.
La donna è stata colpita alla testa e ha riportato la frattura del cranio a causa dei lanci di pietra che hanno colpito l'auto sulla quale viaggiava: l'uomo alla guida, anchesso colpito ma in maniera non grave è risucito a condurre la vettura in una zona sicura dove ha potuto avvertire le forze di sicurezza che hanno provveduto a trasportarli in ospedale.

Per chi afferma che Gerusalemme non è mai stata una città ebraica...

Riportata alla luce la scalinata centrale della Gerusalemme del Secondo Tempio
Una strada a scalinata scoperta da poco nella Città di David rappresenta, metaforicamente, “l’ultimo resto di indipendenza degli ebrei a Gerusalemme”, ha detto di recente Uri Goldflam, di Shalhevet Education and Consulting. La strada ricollega gli ebrei che persero l’indipendenza nel 70 e.v. con il popolo ebraico di oggi, dice Goldflam. “Si consideri il simbolismo: allora gli ebrei si nascosero sotto la scalinata per sfuggire ai romani; oggi, come popolo libero, gli ebrei possono di nuovo camminare sopra quella strada. Dopo 2.000 anni, quei gradini non sono più avvolti nel silenzio”.
La sezione larga da uno a due metri di una strada a scalinata che si ritiene fosse la via centrale di Gerusalemme durante il periodo del Secondo Tempio è stata scoperta negli scavi alla Cisterna di Shiloah Pool, nella Città di David.Situato 550 metri a sud del Monte del Tempio, lo scavo è condotto sotto la guida di Ronny Reich dell’Università di Haifa, e di Eli Shukron, della Antiquities Authority.
“I pellegrini [ebrei] iniziavano di qui l’ascesa al Secondo Tempio. Questa è la punta più meridionale della strada, una sezione della quale è già stata scoperta lungo la facciata occidentale del Monte del Tempio”, spiega Reich.
La portata limitata dello scavo di 40 metri dipende dalla vicinanza del sito alla proprietà della chiesa greco-ortodossa e, dall’altra parte, alla proprietà del fondo religioso del Waqf musulmano. Nessuno dei due ha concesso il permesso per ulteriori scavi sulle loro proprietà.
Spiega Goldflam che “una volta la strada era l’arteria principale di Gerusalemme, dove tutti – ebrei, pagani, romani, ebrei-cristiani, compreso Gesù – calpestavano gli stretti gradini. Si ritiene perfino che Gesù abbia usato le pozze d’acqua adiacenti alla strada nell’episodio della guarigione del cieco”. Lungo la strada “si possono vedere i blocchi che furono rimossi per strappare la popolazione dai nascondigli e portarla alla morte” all’epoca della caduta di Gerusalemme, aggiunge Goldflam.La strada lastricata di pietra venne scoperta originariamente tra il 1894 ed il 1897 da Frederick J. Bliss e Archibald C. Dickey, del British Palestine Exploration Fund, i quali però ricoprirono l’area di terra alla fine del loro scavo. Altre sezioni della strada sono già state scavate e poi ricoperte, anche durante scavi nel 1937 (sotto Mandato Britannico) e dal 1961 al 1967 (sotto occupazione giordana). L’archeologa americana Julia Iatesta attribuisce i molteplici scavi sul sito negli ultimi cento anni all’intenzione degli archeologi “di estrarre tutto quello di cui avevano bisogno dal sito (ogni singola volta) per poi ricoprire l’area, vecchia di duemila anni, per non esporla agli elementi atmosferici e al pubblico”.

(Da: Jerusalem Post, 17.09.09)

giovedì 8 ottobre 2009

“Gerusalemme è sempre stata araba e islamica”

Il capo magistrato islamico dell’Autorità Palestinese, lo sceicco Tayseer Rajab Tamimi, ha ribadito mercoledì che - a suo dire - non esiste nessuna prova a sostegno della tesi secondo cui gli ebrei sarebbero vissuti in passato a Gerusalemme, né che vi sia mai esistito un Tempio ebraico (lo stesso, per inciso, di cui parlano i Vangeli).
Tamimi sostiene che anche gli archeologi israeliani avrebbero “ammesso” che Gerusalemme non è mai stata abitata da ebrei.
Tamimi, che ricopre la più alta carica religiosa dell’Autorità Palestinese, ha fatto queste affermazioni - ampiamente riprese dalla stampa araba - in risposta alle dichiarazioni rilasciate all’inizio della settimana dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo il quale Gerusalemme non può essere considerata “un insediamento” giacché sono gli ebrei che “l’hanno edificata tremila anni fa”.
“Le affermazioni di Netanyahu sono senza fondamento – dice Tamimi – Gerusalemme è ed sempre stata una città araba e islamica”. Tamimi sostiene che tutti gli scavi archeologici condotti da Israele dopo il 1967 “non sono riusciti a dimostrare una storia o una presenza degli ebrei a Gerusalemme né che il loro presunto tempio sia mai esistito”.
Il leader religioso palestinese denuncia come bugiardi Netanyahu e “tutti i rabbini e le organizzazioni estremiste ebraiche” per la loro affermazione che Gerusalemme in passato fosse una città ebraica, e accusa Israele di distorcere i fatti e di falsificare la storia “con l’intento di cancellare il carattere arabo e islamico di Gerusalemme”.
Tamimi accusa inoltre Israele di aver lanciato una campagna di “pulizia etnica” per cacciare gli arabi dalla città. “Profanando i suoi luoghi sacri, espellendo i suoi abitanti arabi e demolendo le loro case e confiscando le loro terre e i loro edifici a Gerusalemme – ha detto – Israele cerca, con l’uso delle armi, di trasformarla in una città ebraica, e questa è una flagrante violazione di tutti i valori religiosi, legali, morali e umani”.
[Per la cronaca, nei quarant’anni successivi alla riunificazione del 1967 la percentuale della popolazione ebraica in tutta la città di Gerusalemme è scesa dal 74 al 66% mentre, nello stesso periodo, la percentuale della popolazione araba è cresciuta dal 28 al 34%.]
(Da: Jerusalem Post, israele.net, 27.08.09
Ogni commento a questo articolo sarebbe superfluo, eppure giova continuare a riportare certe notizie affinchè i sostenitori a oltranza dei palestinesi cerchino di aprire gli occhi e si rendano conto della stupidità di certe affermazioni negazioniste che quotidianamente vengono fatte fda esponenti palestinesi o arabi o mussulmani che dir si voglia.
Gli arabi sono i campioni mondiali di ribaltamento della storia, riescono a negare l'evidenza dei fatti pur di affermare le loro idee: e questo è a dir poco preoccupante.

Nobel per la chimica a una israeliana.

Il Premio Nobel per la Chimica 2009 è stato assegnato all’israeliana Ada E. Yonath, del Weizman Institute, insieme a Thomas A. Steitz (Usa) e Venkatraman Ramakrishnan (UK).

“Bambini, massacriamo gli ebrei”

Un popolare programma televisivo di Hamas per bambini, che normalmente dà consigli come “date ascolto ai genitori” e simili, ha mandato in onda alla fine del mese scorso un appello a “massacrare” degli ebrei. Lo riferisce Palestinian Media Watch, ente dedicato al monitoraggio costante dei mass-media palestinesi.
Tutti gli ebrei devono essere “cancellati dalla nostra terra”, dice Nassur, un pupazzo ospite nel programma settimanale “I pionieri di domani”, diffuso dalla tv di Hamas Al-Aksa, rivolgendosi a un piccolo spettatore che ha telefonato durante la puntata del 22 settembre scorso. “Noi li vogliamo massacrare – aggiunge il pupazzo rivolgendosi alla giovane conduttrice – cosicché vengano espulsi dalla nostra terra… dovremo farlo massacrandoli”.
Nan Jacques Zilberdik, l’analista di Palestinian Media Watch che ha tradotto in inglese il programma, spiega che “I pionieri di domani”, trasmesso dalla striscia di Gaza, è fruibile via satellite in tutto il mondo. Si tratta di un programma che spesso e volentieri mescola consigli pratici con l’indottrinamento all’odio. “Generalmente il programma trasmette ai bambini anche messaggi positivi come quello di bere latte o di chiedere ai genitori il permesso prima di fare qualcosa, ma vi si trovano anche messaggi inquietanti come l’appello ad uccidere gli ebrei”.
Zilberdik spiega inoltre che, dal monitoraggio generale dei mass-media palestinesi operato dalla sua organizzazione, non emerge mai nessuna contestazione o sconfessione dei messaggi di indottrinamento all’odio inseriti nei programmi per bambini. E questa non è certo la prima volta che Palestinian Media Watch documenta contenuti carichi di odio nei programmi per bambini palestinesi. Nel 2007 l’ente non governativo israeliano tradusse e rese noto il personaggio di una sorta di Mickey Mouse palestinese che invocava lo sterminio degli ebrei. In seguito all’ondata di indignazione suscitata un po’ in tutto il mondo, in una successiva puntata gli autori del programma di Hamas fecero morire il personaggio, ucciso a botte da un “israeliano” che lo interrogava (sempre sotto gli occhi dei piccoli spettatori), per poi sostituirlo rapidamente con un altro personaggio analogo, che esprimeva identici sentimenti.
Riportiamo qui di seguito alcuni dialoghi tratti dalla traduzione in inglese della puntata del programma trasmesso da Al-Aksa tv il 22 settembre scorso.
Il pupazzo Nassur: “Non vi sarà più nessun ebreo o sionista, a Dio piacendo. Saranno cancellati”.
La giovane conduttrice Saraa: “Cacciati via”.
Nassur: “E proprio come visitiamo la Qaaba [alla Mecca] … tutti visiteranno Gerusalemme”.
(Un bambino di sette anni in collegamento telefonico racconta di suo padre, membro delle Brigate Izzadin Kassam di Hamas, “morto come shahid”, martire).
Nassur, rivolto al bambino: “Che cosa vuoi fare agli ebrei che hanno ucciso tuo padre?”
Il bambino al telefono: “Voglio ucciderli”.
Saraa: “Noi non vogliamo fargli nulla, solo espellerli dalla nostra terra”.
Nassur: “Noi vogliamo massacrarli (nidbah-hom), cosicché saranno espulsi dalla nostra terra, giusto?”
Saraa: “Sì, giusto. Noi li espelleremo dalla nostra terra usando tutti i mezzi”.
Nassur: “E se non vogliono andarsene con le buone, con le parole e i colloqui, dovremo farlo massacrandoli (shaht)”.

(Da: Jerusalem Post, 4.09.09)

I mussulmani non giocano con i gay!

La notizia che proviene da Parigi sembra non suscitare l'ira della sinistra pacifinta e forcaiola: una squadra di calcio formata da mussulmani, il Creteil bebel, si è rifiutata di scendere in campo per affrontare il Paris Foot Gay, una compagine composta da omosessuali. Queste le motivazioni per l'annullamento dell'incontro: «Siamo spiacenti - hanno scritto i calciatori - ma tenuto conto del nome della vostra squadra e conformemente ai principi della nostra, composta da musulmani praticanti, non possiamo giocare contro di voi. Le nostre convinzioni sono di gran lunga più importanti di un semplice incontro di calcio. Scusateci - concludono - di avervi avvertito così in ritardo».
Non c'è da meravigliarsi di certo, visto come i gay vengono trattati nelle società islamiche, che anche in eurabia si cominci a trattarli allo stesso modo, quello che stupisce è il silenzio totale degli organi di informazione di sinistra, di solito pronti a scagliarsi contro gli omofobi.
L'allenatore del Paris Foot Gay è un omosessuale di origine marocchina: stupito dell'annullmaneto dell'incontro, ha dichiarato che nella sua squadra militano giocatori ebrei, mussulmani, omosessuali ed etero e che sono assolutamente contro l'omofobia.
Di sicuro la sua presa di posizione è ammirevole e dimostra il suo integramento nella socità civile francese ma il comportamento dei mussulmani "osservanti" ne evidenzia l'eccezione e mette in luce di come sia radicato in Francia l'islam più oltranzista e intollerante.
Che Bat Yeor e Oriana Fallaci ci proteggano!

martedì 6 ottobre 2009

Gli ebrei? Non hanno alcun diritto in Israele!

Lo so è paradossale, ma è quanto accade in questi giorni a Gerusalemme: gli arabi stanno scatenando una isterica e indegna gazzarra a suon di lanci di pietre, insulti e accoltellamenti di poliziotti, perchè gli ebrei hanno osato andare sulla Spianata del Tempio (quindi roba loro giusto?). Ergo si deduce che gli ebrei, in casa loro (perchè Gerusalemme è casa loro ed è la capitale dello stato democratico degli ebrei) non sono liberi di andare dove vogliono e di pregare dove vogliono. Il precedente illustre certo non mancava: quando Ariel Sharon fece la sua passeggiata sulla Spianata del Tempio quel grandissimo bastardo di arraffatt scatenò la seconda intifada che costò migliaia di vittime civili israeliane.
Ora ci riprovano, e per qualche giorno hanno cercato di mettere a ferro e a fuoco Gerusalemme: i sinistri pacifinti nulla hanno avuto da ridire contro una simile esplosione di violenza (d'altronde nulla avevano avuto da ridire sulle violenze scatenate dai mussulmani di tutto il mondo per le vignette danesi) e hanno fatto passare in silenzio la notizia.
La tracotanza, la violenza, la falsità e l'arroganza che stanno dimostrando per l'ennesima volta gli arabi nei confronti degli ebrei sono sotto gli occhi di tutti...tranne di coloro che non vogliono vedere!

domenica 4 ottobre 2009

Gilad Shalit in due minuti

Due minuti e quarantadue secondi di video: questo è quanto hanno concesso i terroristi di hammazz in cambio della liberazione di 21 terroriste.
Finalmente però si sa qualcosa di Gilad: i suoi genitori, parenti, amici e tutto il popolo di Israele hanno potuto vedere e ascoltare il ragazzo rapito oltre 3 anni fa in territorio israeliano.
Indossa una uniforme verde e sembra stia bene, è sicuramente provato e lo si deduce dal modo in cui parla ma sta bene.
Ancora una volta, facendo leva sulla voglia di Israele di portare finalmente a casa il suo soldato, hanno ottenuto qualcosa, ma ancora una volta si evidenzia quanto sia diverso il concetto di vita per gli arabi: la visione di un breve filamto che dimostra l'esistenza in vita e in salute di Gilad vale 21 donne, così come i corpi di due soldati israeliani morti (Eldad Regev e Ehud Goldwasser trucidati al confine con il Libano) valevano la liberazione del pluriomicida kuntera e di qualche centinaio di altri terroristi.
Ora non si sa per quanto tempo dovrà restare in mano agli assassini di hammazz, forse verrà usato per scopi politici (le non troppo imminenti elezioni politiche che potrebbero vedere una vittoria dei criminali che governano Gaza dopo il colpo di stato) e per ottenere la liberazione di altri terroristi, ma la speranza è che torni comunque il prima possibile a casa.
FREE GILAD SHALIT!!!