Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

mercoledì 30 dicembre 2009

Ancora razzi da Gaza!

Dopo due settimane di calma relativa, sono ripresi i bombardamenti a opera dei criminali di hammazz contro Israele: un proiettile di mortaio ha colpito la zona di Eshkol nella giornata di oggi senza fortunatamente causare feriti o danni.
Quello di oggi è stato il 566° razzo sparato contro Israele dall'inizio dell'anno: rispetto al 2008 si è registrata una notevole diminuzione (allora i razzi erano stati ben 2048!) merito soprattutto del successo dell'Operazione Cast Lead che ha notevolmente depauperato il potenziale offensivo dei terroristi di hamstan.

martedì 29 dicembre 2009

Per anonimo.

Fai il saccente e ti ritieni informato perchè consulti il sito di Haaretz... ti comunico che il giornale più venduto in Israele è Yedihot Ahronot, seguito da Maariv e se non sbaglio da Hayom Israel. Haaretz viene di gran lunga dietro, è un giornale di sinistra (stupefacente eh... in Israele si può criticare il governo e avere dei giornali che contrastano il governo e nessuno dice niente... prova a farlo a Gaza, Cisgiordania, Iran, Egitto, Libano, Libia, Algeria, Tunisia, Indonesia, Pakistan, Siria......) e non ha un gran seguito, però viene molto considerato all'estero (e ti credo, si schiera sempre contro il governo....) . Come noterai dal link sottostante poi, hai fatto il saputello anche su ynet ... ma hai toppato!!! La notizia dei bambini israeliani assaliti dai palestinesi è stata correttamente riportata da sito di ynet... http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3825160,00.html
Dai retta applicati meglio poi ripassa...
Shalom

sabato 26 dicembre 2009

Come ti DISinformo la gente...

... scritto, diretto e interpretato dai telegiornalai italiani!
Ieri solo LA7 e il Tg2 hanno riportato la notizia della morte del rabbino Meir Avshalom Hai di 40 anni  padre di 7 figli in basso sullo schermo durante le edizioni delle 13.

NESSUN SERVIZIO MERITAVA UN UOMO DI 40 ANNI, INSEGNANTE, RABBINO, PADRE DI 7 FIGLI, TRUCIDATO A COLPI DI PISTOLA MENTRE VIAGGIAVA A BORDO DELLA SUA AUTO!

E lo stesso dicasi per i ragazzini di 14 anni presi a sassate (uno di loro è stato colpito alla testa e ha il cranio fratturato) o per la bimba di 4 anni che è rimasta ustionata e traumatizzata (povera piccola!) dalla molotv che i soliti bastardi criminali terroristi palestinesi hanno lanciato contro l'auto sulla quale viaggiava con la mamma e il papà!

NESSUNO HA RIPORTATO QUESTE NOTIZIE!!!!

Oggi invece sul Tg2 ampio servizio dedicato alla morte in Giudea e Samaria dei tre terroristi palestinesi autori della barbara uccisione del rabbino Meir Avshalom Hai, e della morte di altri tre terroristi palestinesi che a Gaza progettavano un attentato in Israele!

Certo, ieri tutto il tempo dovevano mostrare i servizi da Betlemme sulla S. Messa dalla Basilica della Natività, e si doveva ricevere un'immagine serena, poi se era morto un rabbino e se due bambini israeliani avevano corso il rischio di essere trucidati dagli islamonazisti CHISSENEFREGA! Sò israeliani e pure ebrei, mica possiamo preoccuparci per loro!!!
Se invece, a morire sono dei TERRORISTI palestinesi, allora subito i giornalai scendono in campo contro i soprusi degli israeliani che hanno lo stramaledetto vizio di voler vivere, ma guarda un pò!!!
E magari vogliono difendere le loro famiglie e le loro case da chi progetta ogni giorno di trucidarli e di arrivare a una nuova Shoà!
Solo che questi bastardi non hanno capito che Israele non si arrenderà mai!
Non hanno capito che Auschwitz non accadrà mai più!!!!

VIVA ISRAELE!
VIVA TZAHAL!

Ora vogliono trucidare i bambini ebrei!

Dopo aver massacrato a colpi di pistola alla testa un rabbino di 40 anni e padre di 7 figli,  i terroristi palestinesi continuano a dimostrare al mondo quanto "vogliono la pace" e per questo si dedicano al massacro di bambini israeliani.
Ieri, nei pressi di Yitzhar, hanno tentato di uccidere a colpi di pietra in testa un ragazzino di 14 anni che andava a scuola a piedi insieme ad altri amici, questi hanno tentato di soccorrerlo sul posto in attesa dell'ambulanza: il piccolo ha riportato la frattura del cranio e non si conosce ancora la gravità delle sue condizioni.
Per meglio rimarcare la loro "voglia di pace", hanno mandato un "caldo" segnale a una famigliola in viaggio da Ali a Ariel: i bastardi schifosi hanno lanciato una molotov contro la vettura sulla quale viaggiava una bimba di 4 anni insieme ai suoi genitori. La piccola ha riportato fortunatamente "solo" delle lievi ustioni (oltre a un terribile trauma psicologico che si porterà dietro per il resto della vita).

Queste sono le notizie che purtroppo bisogna riportare su Israele.
Sono le testimonianze di un odio cieco e belluino che si accanisce su donne (ricordate Tali Hatuel la donna incinta massacrata a colpi di mitra insieme alle sue quattro bimbe???), bambini (ricordate quelle creature che a Gerusalemme, al ritorno della festa di Purim, vennero massacrate insieme alle loro mamme da un bastardo che si fece esplodere sull'autobus sul quale viaggiavano), studenti (ricordate la Yeshiva di Gerusalemme???) e rabbini (solo ieri in Giudea-Samaria).

venerdì 25 dicembre 2009

Nuovo orribile attentato palestinese!

Nuovo attacco terroristico contro civili israeliani.
Ieri, un rabbino di 40 anni, Meir Avshalom Hai, padre di 7 figli, è stato brutalmente ucciso con dei colpi di pistola alla testa mentre con la sua auto percorreva la strada tra l'insediamento di Shavei Shomron (dove viveva) e quello di Einav  in Giudea-Samaria.
I terroristi delle Al-Aqsa Martyrs' Brigades e della Islamic Jihad si contendono "l'onore" di questo atto di pura barbarie.
Nelle scorse settimane, nella zona del vile e schifoso attacco contro un civile inerme, era stato rimosso un posto di blocco dell'esercito per venire incontro alle esigenze di movimento dei palestinesi che, prontamente, ne hanno approfittato per trucidare un israeliano e darsi vigliaccamente alla fuga abbandonando l'auto usata per l'assassinio nei pressi del villaggio arabo di Asira Al-Shamaliyah.

La pace per gli arabi a quanto pare è un concetto molto astratto e  per niente vincolante.
Loro hanno solo pretese e richieste che DEVONO essere esaudite ad ogni costo.

A farne le spese è ancora una volta un inerme israeliano, addirittura un rabbino, padre di sette ragazzini, che però vive nelle parole del figlio maggiore di 16 anni che, al funerale del papà celebrato a Gerusalemme sul Monte degli Ulivi, ha detto che non cerca vendetta per quanto accaduto. "La differenza tra noi e loro è che noi ebrei siamo gente devota".

Nelle parole di questo orfano, c'è tutto Israele: c'è il paese che vuole vivere in pace con i propri vicini, c'è il paese disposto a liberare 100 terroriste palestinesi per poter consegnare a dei genitori angosciati un video di due minuti del loro figlio Gilad, rapito da dei criminali in territorio israeliano e che discute se sia giusto o omeno liberare altri mille terroristi pur di riportarlo a casa.
Qui si capisce chi vuole la pace e chi punta tutto sull'odio.

Il piccolo Nitzan, un grande paese

di Ariel Viterbo

Nel pomeriggio di mercoledì 16 dicembre, Nitzan Cohen, un bambino di otto anni e mezzo, con un lieve ritardo mentale, passeggiava con la sua famiglia ed altri amici in una foresta nella zona di Gerusalemme. Ad un certo punto i genitori non l'hanno più trovato. Nizzan si era perso nella foresta, a poche ore dalla notte. Avvertita la polizia, le ricerche sono subito cominciate. In brevissimo tempo la mobilitazione è stata massiccia: centinaia di poliziotti, squadre cinofile, unità speciali dell'esercito con mezzi per vedere nel buio, elicotteri, centinaia di volontari civili, tutti si sono messi a cercare Nitzan, in corsa contro il tempo. Fra i civili, c'erano gli uomini delle unità di soccorso, squadre di volontari addestrati al salvataggio di persone in difficoltà durante gite e passeggiate, e fra essi anche quella della vicina cittadina araba di Abu Gosh.


Poi sono arrivati uomini dagli insediamenti ebraici nei territori: la famiglia di Nitzan abita ad Ofrà, un insediamento. Con loro, semplici abitanti della zona attorno alla foresta che avevano sentito alla radio quanto stava succedendo. In poche ore, millecinquecento persone cercavano nella foresta il piccolo Nizzan. Poliziotti, soldati, civili. Uomini, donne, ragazzi. Arabi, ebrei. Religiosi, laici. Uomini di città e contadini. Giovani e vecchi. Sul far della sera la polizia ha diramato un appello chiedendo che la gente non arrivasse più: troppo pericoloso cercare al buio, soltanto le squadre speciali avrebbero continuato. Ovviamente, alla radio servizi in diretta dal luogo delle ricerche. Nella cesella e-mail mi è arrivata la richiesta di pregare per Nitzan. L'intero paese col cuore in gola. Questo è Israele. Basta che uno sia in pericolo, tutti accorrono. Come nelle ultime guerre: mobilitazione al 100% dei riservisti e persino oltre, anche chi non era stato chiamato arrivò e pretese di combattere.

Nitzan è stato trovato all'inizio della notte, sano e salvo. Le migliaia di volontari che sarebbero arrivati al mattino per riunirsi alle ricerche hanno tirato un sospiro di sollievo. Ma la prossima volta saranno di nuovo tutti lì, dove occorre.

Questo è Israele, questa è la sua forza, la sua vera forza. Quella che, più di ogni tecnologia, potrà sconfiggere persino la bomba atomica dell'Iran.



(Da: Kolòt-Voci - Newsletter di Morasha, www.morasha.it, 18.12.09)

giovedì 24 dicembre 2009

Attacco terroristico

Un motociclista israeliano di 30 anni è stato trucidato oggi sulla strada tra Shavei Shomron e Einav in Cisgiordania.
Il suo corpo è stato trovato nei pressi della moto con ferite di arma da fuoco alla testa: l'esercito ha sistemato dei posti di blocco nell'area e sta procedendo a dei controlli serrati per trovare i responsabili dell'attacco.
Si susseguono quindi gli attacchi contro cittadini israeliani in Giudea e Samaria, alla fine dello scorso mese un uomo e una donna erano stati feriti da un terrorista armato di ascia che venne poi ucciso da un soldato.


E' morto il comandante della nave Exodus

Yitzhak "Ike" Aharonovitch, il mitico comandante della nave Exodus, è morto ad Hadera, aveva 86 anni.

La sua impresa resterà nella memoria di Israele: al comando di una nave che era stata adattata dall'Haganà al trasporto dei profughi che erano sopravvissuti allo sterminio nazista, condusse, novello Mosè, cira 4.000 ebrei dalla Francia al territorio sotto mandato Britannico. Il governo inglese però non permise che arrivassro sulle coste di Isreale e deportò i profughi a Cipro in un campo di detenzione molto simile a quelli di concentramento dai quali erano scampati. Il mondo si commosse per le tragiche vicende di questi profughi che solo dopo circa un anno ottennero il permesso di sbarcare nel neonato stato di Israele.

Onore a te Ike!

martedì 22 dicembre 2009

Ritrovata la targa di Auschwitz

La polizia di Cracovia, in pochi giorni, è riuscita ad arrestare i criminali che avevano rubato la targa "Arbeit macht frei" che si trovava all'ingresso del campo di sterminio di Auschwitz.
Si tratta di cinque persone di nazionalità polacca che avrebbero agito su commissione di un cittadino svedese: i criminali avevano tagliato la targa in tre parti per meglio trasportarla via traghetto in Svezia. Rischiano una condanna a 10 anni di carcere per l'otraggio alla memoria perpetrato; secondo fonti della polizia, non apparterrebbero a gruppi neonazisti, il furto quindi non avrebbe a che fare con motivazioni antisemitiche.


Il loro gesto criminale ha segnato amaramente la coscienza degli Ebrei di tutto il mondo, in modo particolare dei pochi superstiti dei campi di sterminio ancora in vita, e di Israele: è  un sintomo preoccupante di disprezzo per la memoria di sei milioni di Ebrei sterminati nei lagher nazisti insieme agli Zingari, agli Omosessuali, ai detenuti politici, ai malati psichiatrici, ai religiosi, ai soldati alleati.

NON BISOGNA DIMENTICARE!
LA MEMORIA DELLA SHOA' VA CUSTODITA!

Dividere Gerusalemme? MAI!!!

Gerusalemme – L’iniziativa europea potrebbe concretizzarsi già la prossima settimana. I ministri degli Esteri della Ue potrebbero chiedere in via ufficiale la divisione di Gerusalemme, capitale sia degli israeliani che dei palestinesi. Lo scrive l’edizione online del quotidiano israeliano Haaretz, citando una bozza di documento messo a punto dalla presidenza svedese di turno dell’Unione europea, che verrà sottoposta ai capi delle diplomazie dei Ventisette durante un summit di due giorni a Bruxelles il 7 e l’8 dicembre.

Secondo il giornale, il documento implica il riconoscimento europeo ad una futura proclamazione unilaterale dello Stato palestinese. Contro questo passo Israele sta conducendo una intensa campagna diplomatica e impedire l’adozione della bozza diventa importante, ma diplomatici ben informati sulle deliberazioni Ue ritengono che ormai questo sia “virtualmente inevitabile”, scrive Haaretz. Il documento esorta all’immediata ripresa dei negoziati di pace fra israeliani e palestinesi con l’obiettivo di arrivare “ad uno stato palestinese indipendente, democratico, autosufficiente, con un territorio contiguo, che comprenda Gaza e la Cisgiordania, con capitale a Gerusalemme est”.
La bozza ricorda che l’Unione Europea “non ha mai riconosciuto l’annessione di Gerusalemme est” e afferma che per giungere ad una vera pace bisogna trovare una strada per giungere ad una Gerusaleme capitale di due Stati.

Proteste per il MURO egiziano.

700 palestinesi si sono radunati a Rafah a sud della Striscia di Gaza, per protestare contro la costruzione da parte dell'Egitto di un MURO DI ACCIAIO lungo 10 km e profondo 30 metri circa.
Il governo del Cairo ha detto che l'Egitto ha il diritto di difendere i suoi confini  che risultano troppo vulnerabili e consentono il passaggio di grossi quantitativi di armi ed esplosivi che riforniscono i criminali terroristi di hammazz.

Sono in trepidante attesa della pasionaria Morgantini che a rigor di logica dovrebbe piombare come un falco in Egitto per protestare con tutta la sua veemenza contro questo MURO che divide!
Sono in trepidante attesa di comunicati sdegnati di tutta la galassia sinistra pacifinta italiana e internazionale contro questo atto di violenza e prevaricazione egiziano che affama la popolazione palestinese e la priva di tutto!
Sono in trepidante attesa di una chiara presa di posizione di Dalemmah e Oliver ibn Dilibert (e magari pure del bravo Bertinotti) contro questa risposta sproporzionata da parte egiziana alle "giuste" esigenze di approviggionamento dei CRIMINALI TERRORISTI  di hammazz!

Temo che da parte di costoro ci sarà un assordante...silenzio sulla questione.

Aiuti americani per la difesa di Israele

Il Congresso americano ha annunciato oggi che il presidente Obama ha firmato l'atto che da il via libero alla erogazione di fondi per un totale di 202 milioni di dollari in favore del sistema di difesa missilistico israeliano.
Da questo sistema di difesa è escluso il caccia F-22 di cui Israele ha cercato a lungo di ottenere la vendita. Fonti militari israeliane si sono dette compiaciute per la firma del presidente americano anche in considerazione del fatto che la stretta cooperazione tra Israele e Stati Uniti negli ultimi dieci anni si è dimostrata efficace per il miglioramento del sistema difensivo israeliano.

sabato 19 dicembre 2009

Oltraggio alla memoria!

La scorsa notte è stato commesso un grave oltraggio alla memoria del milione di persone (la maggior parte delle quali di religione ebraica) che vennero internate e trucidate nel campo di sterminio di Auschwitz: dei criminali hanno rubato la tragica scritta "Arbeit macht frei" che accoglieva in modo beffardo i deportati al termine del "viaggio" a bordo dei carri merci.

In attesa degli sviluppi sulla vicenda, le autorità che gestiscono il museo hanno provveduto a sistemare al suo posto una copia che era stata fatta in precedenza in occasione del restauro della targa originale.

venerdì 18 dicembre 2009

Ecco lo Stato rifiutato dai palestinesi

di Aluf Benn
 
L’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert era pronto a dare ai palestinesi terre tolte alle comunità israeliane confinanti con la striscia di Gaza e alle riserve naturali dei colli di Giudea in cambio dell’annessione a Israele dei principali blocchi di insediamenti in Cisgiordania.

Secondo la mappa proposta da Olmert, pubblicata per la prima volta giovedì da Ha’aretz, il futuro confine fra Israele e striscia di Gaza sarebbe stato corso a ridosso di kibbutz e moshav come Be'eri, Kissufim e Nir Oz i cui terreni sarebbero stati ceduti ai palestinesi. Olmert proponeva inoltre di cedere al futuro stato palestinese terre nella valle di Beit She'an presso il kibbutz Tirat Tzvi, sui colli di Giudea presso Nataf e Mevo Betar, e nelle zone di Lachish e della foresta di Yatir. Complessivamente queste aree avrebbero comportato il trasferimento allo stato palestinese di 327 kmq ritagliati all’interno della Linea Verde (a titolo di riferimento, la striscia di Gaza misura 360 kmq).

Olmert mostrò questa mappa al presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) nel settembre dell’anno 2008. Abu Mazen non diede alcuna risposta e i negoziati si fermarono. In un’intervista martedì scorso ad Ha’aretz, Abu Mazen ha detto che Olmert gli aveva mostrati diverse bozze della mappa.

La versione pubblicata svelata ora da Ha’aretz si basa su fonti che hanno ricevuto informazioni dettagliate circa le proposte di Olemrt.

Olmert intendeva annettere a Israele il 6,3% della Cisgiordania, in aree che ospitano il 75% della popolazione ebraica che vive in quel territorio. La sua proposta avrebbe comportato lo sgombero di decine di insediamenti dalla valle del Giordano, dai colli della Samaria orientale e dalla regione di Hebron. In cambio dell’annessione a Israele di Ma'aleh Adumim, del blocco Gush Etzion, di Ariel, di Beit Aryeh e degli insediamenti attigui a Gerusalemme, Olmert proponeva il trasferimento al territorio dei palestinesi di terre equivalenti a un 5,8% della Cisgiordania più una corridoio garantito fra Hebron e striscia di Gaza con un’autostrada che sarebbe rimasta parte del territorio sovrano d’Israele ma dove non vi sarebbe stata presenza israeliana.

Olmert diede a Danny Tirza, che era stato il principale funzionario impegnato nella pianificazione della barriera difensiva, il compito di sviluppare la mappa che avrebbe stabilito il confine definitivo fra Israele e stato palestinese.

La proposta di annessione di blocchi di insediamenti corrisponde in gran parte al tracciato della barriera difensiva. Nella sua proposta di scambio territoriale, Olmert boccia l’idea circolata in precedenza di trasferire ai palestinesi i colli orientali di Lachish, optando piuttosto per la creazione in quell’area di comunità destinate ad accogliere gli israeliani sgomberati dalla striscia di Gaza. Inoltre preferiva cedere ai palestinesi terreni agricoli attorno a Gaza, anziché le dune di Halutza presso il confine con l’Egitto.

Il piano Olmert avrebbe comportato lo sgombero di decine di migliaia di coloni e la rimozione di emblemi della presenza israeliana in Cisgiordania come Ofra, Beit El, Elon Moreh e Kiryat Arba, oltre alla comunità ebraica dentro la città di Hebron. Olmert raggiunse un’intesa verbale con l’amministrazione Bush in base alla quale Israele avrebbe ricevuto aiuti finanziari per sviluppare il Negev e la Galilea allo scopo di assorbirvi parte dei coloni sgomberati dalla Cisgiordania. Altri sfollati sarebbero stati insediati in nuove abitazioni da costruire nei blocchi di insediamenti annessi a Israele.

Per completezza, va detto che l’ufficio di Olmert, interpellato da Ha’aretz sulla divulgazione di questo piano, ha dato la seguente risposta: “Il 15 settembre 2008 (Olmert) mostrò al presidente Abu Mazen una mappa che era stata preparata sulla base delle decine di colloqui che i due avevano avuto nel corso di intensi negoziati dopo il summit di Annapolis. La mappa era concepita per risolvere il problema del confine fra Israele e il futuro stato palestinese. La consegna della mappa ad Abu Mazen era subordinata alla firma di un accordo globale e definitivo con i palestinesi affinché essa non venisse utilizzata come posizione di partenza in futuri negoziati che i palestinesi cercassero di condurre. In definitiva Abu Mazen non diede il suo assenso per un accordo completo, e dunque la mappa non gli venne consegnata”. L’ufficio di Olmert ha anche detto ad Ha’aretz che “naturalmente, per ragioni di responsabilità, non possiamo parlare del contenuto di quella mappa e dei dettagli della proposta. Va tuttavia sottolineato che, fra i dettagli contenuti nel vostro quesito, figura un numero non trascurabile di imprecisioni che non corrispondono alla mappa che venne infine mostrata (ad Abu Mazen)”.

(Da: Ha’aretz, 17.12.09)

Ultime dalla Gran Bretagna Saudita

Questa occasione gli islaminglesi non potevano certo farsela sfuggire: c'è una campagna internazionale promossa da varie organizzazioni-fantoccio manovrate da palestinesi e pseudo-pacifisti che mirano allo strangolamento economico di Israele.
Dopo i vari boicottaggi in Francia (ad opera dei sindacati) e in varie altre parti del mondo, poteva il califfato britannico essere da meno?
Poteva essere da meno la nazione che più di ogni altra boicotta Israele negando il diritto di parola a studenti e docenti universitari israeliani?
No di certo!!!!
Ed ecco l'ennesimo boicottaggio, questa volta economico, che mira a colpire direttamente la Ahava, azienda leader nel settore cosmetico, rea di essere al di fuori della linea verde e quindi in territorio palestinese. Poco importa se gli arabi in quel posto (in pieno deserto vicino al Mar Morto) non ci sono mai stati nè tanto meno hanno mai pensato di impiantare attività economiche, poco importa se tale boicottaggio comporta anche dannegiare la vita degli arabi che lavorano nei laboratori Ahava: l'importante è boicottare Israele per questi beceri imbecilli.
Da parte mia io a Natale regalerò prodotti Ahava, e ne comprerò anche per uso personale (non in modiche quantità! :-)   ) alla faccia di chi boicotta Israele!

VIVA ISRAELE!

giovedì 17 dicembre 2009

Missili iraniani...crescono...

Il nano pazzo di Teheran non dorme mai, non sta fermo un minuto.
Mentre si trova in Danimarca per parteciapre alla conferenza dell'ONU sul clima e sproloquia per l'ennesima volta su un non meglio diritto per tutti i paesi ad avere accesso alle fonti di energia alternativa, a casa fa testare ai suoi burattini, l'ennesimo missile a lunga gittata, in grado di colpire Israele.
Nessuno è fesso (tranne chi non vuole capire come stanno le cose) e nessuno dovrebbe ignorare che tali missili servono al trasprto di ordigni nucleari e quindi a distruggere Israele.
Adesso sentiamo i soliti sapientoni sinistri ammanirci verità sul fabbisogno dell'Iran di aver fonti di energia rinnovabili, se tanto l'unico che ne fa le spese è Israele, a loro che je frega???

mercoledì 16 dicembre 2009

La Gran Bretagna Saudita tenta di colpire ancora.

Ebbene si, il Regno islamico di Gran Bretagna ancora una volta ha provato ad arrestare un politico israeliano su mozione della solita schizofrenica organizzazione palestinese-britannica.
Due settimane fa, l'ex ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, avrebbe dovuto partecipare ad un incontro privato col premier Gordon Brown e tenere un di­scorso al Jewish National Fund, ma all'ultimo minuto, una telefonata l'ha costretta a disfare le valigie: nel regno dhimmi britanno-islamico erano pronti ad arrestarla per crimini di guerra.
Ormai la follia imperversa sovrana nell'ex G.B.: basta che un israeliano pensi di recarsi a Londra o dintorni, e subito un giudice pupazzo manovrato da islamici si sente in dovere di metterlo in gabbia.
La Livni ha dichiarato: «Rifarei tutto.Era un’operazio­ne necessaria: lo dimostra il fat­to che abbiamo mostrato per anni moderazione, di fronte ai lanci ripetuti dei razzi, e l’abbia­mo condotta dopo esserci riti­rati dalla Striscia. È quel che fa­rebbe qualsiasi Paese, per difen­dere i suoi cittadini dal terrori­smo ».

"SIAMO TUTTI LIVNI!" ha dichiarato un membro del Likud nell'apprendere questa notizia. E Israele si compatta per contrastare la deriva antisionista e antisemita che proviene dai dhimmi anglo-islamici.

VIVA ISRAELE!

Segnalazione

Vi segnalo il racconto pubblicato su questo blog.
Buona lettura.
http://www.ilfantasticomondodigiadina.blogspot.com/

Mo' si capisce perchè...

Finalmente si capisce perchè l'Iran si è autodenunciato, rivelando al mondo l'esistenza dell'impianto nucleare segreto di Qom: in realtà un agente dell'intelligence occidentale (probabilmente inglese) era riuscito a  scoprire l'esistenza di detto sito e allora i paraculi iraniani hanno giocato d'anticipo "rivelando spontaneamente" l'esistenza del medesimo, tentando di accreditarsi come buoni e bravi agli occhi del mondo e sperando soprattutto di evitare il ricompattarsi del fronte a loro ostile che minaccia nuove sanzioni.
Questo per notizia a chi ancora pensa che il nano pazzo di Teheran stia lavorando al nucleare a scopi civili...


martedì 15 dicembre 2009

L'antisemitismo a Roma: duro a morire.

A Campo de' Fiori, storica piazza romana, ci sono delle bancarelle di ambulanti che sono diventate ormai una icona della piazza stessa: esistono da sempre e alcune di queste bancarelle sono di proprietà della stessa famiglia da diverse generazioni.
Alcune di queste famiglie sono di religione ebraica e da troppo tempo sono costrette a subire la violenza, le intimidazioni e l'arroganza di loro "colleghi" abusivi senza che le forse dell'odine e il Comune intervengano per tutelarle adeguatamente.
Gli insulti razzisti, le minacce, gli sputi sono diventati sempre più pressanti ma nonostatne gli esposti e le denunce la situazione non migliora: dopo l'ultimo episodio in ordine di tempo avvenuto ieri  finalmente si è destata l'attenzione di polizia e Comune oltre che dei mezzi di informazione.
Lo stesso sindaco Alemanno, che ha avuto fin dal suo insediamento una grande attenzione al rpblema dell'antisemitismo, si è espreso in modo chiaro contro gli antisemiti: «Probabilmente non hanno alcun diritto giuridico a restare sulla piazza, ma certo non han­no la dignità culturale e sociale di stare nel centro di Roma».
La signora Laura Piperno, ancora una volta, ha dovuto subire le aggressioni di un individuo chiaramente antisemita e violento che si spera venga punito dalle autorità e cacciato dal posto che occupa abusivamente.
Solidarietà alla signora Piperno e alla sua famiglia.

domenica 13 dicembre 2009

Il valore di un se...

Come può cambiare tutto in base a chi compie delle azioni:
SE Israele costruisce una BARRIERA DI SICUREZZA o DIFENSIVA per proteggere i suoi cittadini e salvarli dall'odio e dalla morte allora per gli arabi e i sinistri pacifinti gridano e berciano come ossessi perchè i "poveri" palestinesi non possono più dedicarsi al loro sport preferito (massacrare gli ebrei, meglio se donne e bambini); in quel caso Israele "affama" Gaza e la Cisgiordania, rende la vita impossibile alle "povere" popolazioni e non vuole la pace.
SE l'Egitto costuisce un MURO di acciaio impenetrabile per bloccare il contrabbando di armi per Gaza nessuno dice niente: la Morgantini non si scatena in marce e comizi e la cognata di Bair o il prode Arrigoni non si precipitano a Gaza a portare solidarietà e cibo (che è dimostrato da foto e filmati proprio non manca a Gaza!!!)
Quindi ricapitolando:
per i sinistri pacifiniti e pacifiniti le vite degli israeliani non devono essere salvaguardate
per i sinistri pacifinti e pacifiniti la sicurezza dell'Egitto deve essere salvaguardata

E' sempre e solo questione di punti di vista quindi, come al solito nessun diritto per gli Ebrei e per gli Israeliani, tutte le ragioni per gli Arabi.

sabato 12 dicembre 2009

Accordi Siria-Iran

Il nano pazzo di Teheran e il suo fantoccio siriano hanno stipulato importanti accordi di cooperazione politica, economica e di sicurezza e hanno programmato di lavorare in coordinazione tra di loro nello scacchiere merdio orientale al fine di contrastare quello che amano defininire "il regime sionista".
Si evidenzia quindi la strategia a tutto campo del feroce dittatore iraniano che è alla frenetica ricerca di alleati in campo internazionale, e sta coltivando le sue amicizie tra il fior fiore della democrazia mondiale: dopo il lungo flirt con lo scoppiettante Chavez nà siga e con il lunatico Er Dogana torna a stringersi al seno il pupillo di sempre, l'indimenticato fantoccio siriano Assad (da sempre nel suo cuore), con il quale è deciso a legarsi a filo doppio per pericolo che gli USA facciano breccia nel suo cuore.

 .

giovedì 10 dicembre 2009

Minacce turche...

Il satrapo turco Er Dogana ha proferito nuove farneticanti minacce nei confronti di Israele.
Durante un'intervista ad un giornale egiziano, ha dichiarato che cotrariamente a quanto sostenuto da alcune fonti, finora Israele non ha mai uilizzato lo spazio aereo turco per effettuare missioni di spionaggio nei confronti dell'Iran, ma, se questo dovesse accadere, le conseguenza sarebbero devastanti "come un terremoto".
Dopo qualche settimana di calma relativa nei rapporti tra i due paesi con dichiarazioni di intenti quanto meno rispettose (anche se non più amichevoli come un tempo) e dopo vari attacchi verbali turchi, Er Dogana si è nuovamente svegliato con il piede sbagliato e ha fatto la sua sparata propagandistica: il sospetto che stia cercando di ritagliarsi un ruolo egemone nel campo mussulmano sono forti, in fondo la Turchia cento anni fa aveva un impero e una certa influenza in quelle zone. La visita in Iran e gli abbracci con il nano pazzo di Teheran sono stati l'epilogo di una rapida manovra di allontanamento dall'Europa e dal campo occidentale per tornare in quello che in fondo è il naturale collocamento di questo paese che di occidentale ha ben poco se non l'importanza strategica per la Nato.

Ma se tutti i politici occidentali dicessero queste cose, non staremmo tutti meglio???

Il Primo Ministro di Australia: John Howard


"Ai musulmani che vogliono vivere secondo la legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l´Australia, questo allo scopo di prevenire e evitare eventuali attacchi terroristici.
Sembra che il primo ministro John Howard abbia scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando:
GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI!
Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà.
La nostra lingua ufficiale è l´INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua!
La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d´influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E´ quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un´altra parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura.
Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia e pacificamente con noi.
Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un´altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui.
Allora rispettate il paese che VI ha accettati."

martedì 8 dicembre 2009

Gli Israeliani: che criminali!

Ancora una volta gli Israeliani dimostrano al mondo la loro ferocia e crudeltà....curando in Israele, nei loro ospedali, migliaia di palestinesi di Gaza!
Ammontano a circa 8000 persone (tra malati e loro familiari) i cittadini di Gaza che dall'inizio del 2009 sono stati ACCOLTI in Israele per cure mediche.
Ma di questo nessuno parla verò?
E no, non fa comodo dire queste cose, meglio inventare falsità su Israele e sulle gloriose IDF che proteggono i civili israeliani dai tentativi di sterminio perpetrati dagli arabi, meglio diffamare un popolo e una (UNICA!) DEMOCRAZIA che vogliono solo vivere in pace sulla terra che nel 1947 le Nazioni Unite avevano diviso  affinchè si edificassero due stati!
Meglio fingere di credere alle balle che per 40 anni ha raccontato il criminale arraffatt a tutto il mondo!
Quando si capirà che mostro era arraffatt?
Quando si capirà che Israele vuole la pace?
Quando si capirà che è stato l'odio arabo a provocare il conflitto più lungo (ma non il più sanguinoso, basti pensare al Darfour...) che si autoalimenta grazie al lavaggio del cervello che i palestinesi fanno ai loro figli?

Oggi chi può parlare di Shoà: gli eredi delle vittime o quelli dei carnefici?

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli


Testata: Informazione Corretta

Data: 07 dicembre 2009

Se qualche decina di anni fa vi avessero messo in un campo, avessero gasato i vostri parenti, vi avessero tatuato un numero sul braccio, sareste un testimone giusto degli eventi? Non sareste per caso "troppo emotivo" in merito? Strana domanda, eh? Be' ho trovato sui giornali una piccola vicenda che induce a pensare. Anche perché si svolge in Germania, il paese in cui settant'anni fa fiorirono i "volonterosi carnefici" del nazismo.


Dovete sapere che in occasione dei settant'anni della notte dei cristalli il governo tedesco ha nominato un comitato per la lotta all'antisemitismo. Tutto bene? Un'iniziativa da imitare? No, non tanto. Perché dentro la commissione è esplosa una specie di faida, con email nascoste e pubblicate clandestinamente, dichiarazioni infuocate, polemiche, minacce di esclusione. Non sappiamo cosa sia successo davvero, quale sia stato l'oggetto della lite. Due dichiarazioni sono però emerse da questa discussione e fanno capire qualcosa. Una è di Juliane Wetzel, una storica del gruppo, che avrebbe dichiarato di "non essere disposta a farsi ricattare da lobbies". L'altre è di Elke Gryglewski, della "House of the Wannsee Conference" (La casa della conferenza di Wansee, dove fu decisa la Shoà, trasformata in museo e centro per lo studio dell'antisemitismo) che avrebbe dichiarato che "i sopravvissuti all'Olocausto sono troppo emotivi e non obiettivi" su questi problemi e dunque non bisogna troppo tener conto di quel che dicono. Se ho capito bene, sembra che c'entri il fatto che fra i seminari di questo centro non si parli dell'odio per Israele, la più ovvia forma di antisemitismo contemporaneo. Gli onesti studiosi delle università tedesche pensano, se capisco bene, che quel che è accaduto settant'anni fa vada studiato scientificamente, senza interferenze emotive e senza riferimenti al presente; magari solo come una pedagogia del più generico e buonista senso di solidarietà umana. Il resto è "troppo emotivo".

Ma il problema che si pone è più vasto: a partire dal nome stesso "Olocausto", che il mondo ebraico non ha mai accettato per la sua risonanza di sacrificio religioso, si pone il problema di chi può oggi parlare di antisemitismo e Shoà: gli ebrei, sopravissuti o meno ma comunque "troppo emotivi" e "non obiettivi" naturalmente organizzati in "lobby", manco a dire legate a Israele o dei posati professori universitari, pastori protestanti, funzionari dello stato tedesco – naturalmente bene intenzionati e altamente morali? Insomma, gli eredi delle vittime o quelli dei carnefici? Si tratta di farne un monumento universale al rifiuto della cattiveria umana, o il ricordo di una persecuzione specifica, rivolta contro un popolo specifico? Questo è oggi il problema del ricordo della Shoà, non solo in Germania, ma anche in Italia e nel resto del mondo

Arrestato terrorista ricercato da 7 anni.

La scorsa notte le IDF e l'ISA (Israel Security Agency) hanno arrestato il terrorista ricercato da 7 anni Zalach Buchari.
Nato nel 1973 e membro della  Jihad Islamica, è responsabile di aver progettato un attentato suicida alla stazione centrale degli autobus di Tel Aviv nel gennaio del 2002 nella quale rimasero feriti 28 civili. Nel 2002 tentò di far esplodere un'auto imbottita di esplosivo contro dei soldati israeliani, tra il 2002 e il 2003 progettò di rapire dei soldati israeliani e di costurire un laboratorio di esplosivi all'interno del territorio di Israele. Nel 2003 reclutò un terrorista suicida per un altro attentato in Israele che fu sventato dalle forze di sicurezza all'ultimo minuto.

"Un film per irridere la Shoà. La coproduzione Ahmadinejad-Dieudonné".

dal FOGLIO di oggi, 08/12/2009, a pag. 2.

Roma. Uno degli attori più popolari in Francia, Dieudonné M’bala, è volato a Teheran per incontrare il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Il noto attore e attivista islamico ha raccolto fondi per un nuovo film che dovrà “irridere l’Olocausto”. Il comico maghrebino Dieudonné è un pezzo importante della Francia musulmana e di sinistra, celeberrimo soprattutto per i proclami in prima serata tv. Come quando disse che “con la bandiera israeliana mi ci pulisco il culo”. I suoi monologhi a teatro fanno sempre il tutto esaurito, viene accolto da folle che gridano “viva Dieudonné, viva la libertà d’espressione”, e c’è già chi lo chiama il Malcolm X francese. Attore e imitatore, ha anche presentato una “Lista antisionista” alle ultime elezioni europee, assieme a nomi illustri della sinistra parigina, come l’ex comunista Alain Soral e la militante verde Ginette Skandrani. Nato nella periferia parigina da madre bretone e padre camerunense, Dieudonné ha recitato anche al fianco di Monica Bellucci nel kolossal francese Asterix e Obelix e i suoi dvd vanno a ruba nei grandi magazzini del centro di Parigi. “Abbiamo ricevuto un budget rilevante che ci consentirà di fare film all’altezza di quelli di Hollywood, il braccio armato della cultura sionista”, ha dichiarato Dieudonné. L’accordo fra il comico e agitatore musulmano e il presidente iraniano sancisce il primo investimento dell’Iran nella cultura europea al fine di promuovere l’agenda negazionista e genocida. Già lo scorso marzo una schiera di attori di Hollywood andò a Teheran, capitanata dall’attrice Annette Bening, candidata all’Oscar per American Beauty, per condurre seminari “sull’arte del far cinema”. Il film di Dieudonné si chiamerà “Holocaust Pineapple” e “ridicolizzerà la natura dell’Olocausto”, in quanto “la commedia e l’ilarità sono un’arma efficace quando parliamo di critica dell’Olocausto”. Con Ahmadinejad e con il suo consigliere artistico Javad Shamaqdari, Dieudonné ha parlato dell’uso di “cinema e cultura nella liberazione delle nazioni”: “Qui a Teheran sono stato un membro della giuria del Teheran International Short Film Festival e ho visto novanta cortometraggi, tutti di eccellente qualità”, ha detto Dieudonné. “L’Iran e il Venezuela” di Hugo Chávez, dice sempre l’attore francese, “sono paesi dove la libertà d’espressione esiste davvero”. La presenza di Shamaqdari al fianco dell’attore musulmano fa capire quanto il progetto sia preso sul serio dall’Iran. Shamaqdari è infatti l’uomo “che ha costruito” Ahmadinejad alle elezioni del 2005, presentandolo come l’amico dei poveri. “Ahmadinejad è più amato in Iran di quanto lo sia Nicolas Sarkozy in Francia”, ha assicurato Dieudonné, definendo il presidente iraniano “un grande resistente” vittima di un “linciaggio mediatico”. L’islamista francese Dieudonné, che a Teheran è andato con il fondamentalista islamico Yahia Gouasmi, capo del Centro Zahra affiliato agli Hezbollah, è celebre anche perché si vanta di aver “strappato dal libro di storia di mia figlia le pagine sull’Olocausto”, e per aver definito le celebrazioni della Shoah “una pornografia della memoria” e il sionismo “l’Aids del giudaismo”, nonché per aver bollato il Crif (Consiglio delle istituzioni ebraiche) come “una comunità piagnucolosa” e Israele come “il più infernale progetto politico di tutti i tempi”. Ahmadinejad utilizza il cinema come arma culturale. Un anno fa il canale di stato iraniano ha portato sul piccolo schermo il film che legge la vita di Gesù dal punto di vista dei musulmani. Non il figlio di Dio, ma un profeta, interpretato da un attore che prima lavorava per l’Agenzia atomica iraniana. Nel film Gesù scampa alla morte, sale al cielo e al suo posto sulla croce ci finisce, guarda caso, Giuda. L’ebreo traditore.

lunedì 7 dicembre 2009

Gli arabi di Gerusalemme non vogliono passare sotto l'Autorità Palestinese

Chiunque si prenda la briga di parlare con gli abitanti della parte est di Gerusalemme direttamente, e non attraverso i mass-media o i loro dirigenti politico-religiosi, non farà a fatica ad accorgersi che la divisione della città e il trasferimento della parte orientale sotto Autorità Palestinese è l’ultima cosa che essi desiderano davvero. I loro dirigenti dicono una cosa, la gente della strada dice una cosa completamente diversa. Non è che gli abitanti arabi di Gerusalemme est siano diventati ferventi sionisti. Tuttavia, nonostante i tanti errori fatti nei loro confronti, essi apprezzano la libertà di movimento e di espressione di cui godono qui, l’accesso ai luoghi di lavoro, il senso di sicurezza e di governo della legge, la libertà di religione e i molti vantaggi materiali, come l’assicurazione nazionale e l’avere titolo a vari tipi di supporti finanziari. L’unica cosa che impedisce loro di dirlo apertamente è la paura che hanno del lungo braccio dell’Autorità Palestinese. La vera pace viene fatta fra le popolazioni, e la popolazione palestinese di Gerusalemme est non vuole realmente separarsi da Israele. Chiunque presti ascolto alla gente, e non a coloro che sostengono di parlare a suo nome, lo capisce facilmente.




(Da: Yisrael Hayom, 2.12.09)

domenica 6 dicembre 2009

Ultime dai "pacifici" palestinesi...

Dei palestinesi hanno lanciato dei sassi contro un veicolo israeliano che viaggiava nei pressi di Karme Zur.
L'esercito sta effettuando delle ricerche nella zona.

Ennesima testimonianza della grande volontà di pace dei pals...

Strane manovre in medio oriente...

Da un po di tempo si stanno verificando delle strane manovre in M.O. che cercherò di ricapitolare:
  • ahmadinejad, proclama la volontà di costruire 10 nuovi siti nucleari per consentire la produzione di energia atomica per "scopi pacifici"
  • i criminali di hammazz sono entrati in possesso di missili in grado di raggiungere Tel Aviv: sono stati gentilmente forniti sempre dal loro "mecenate" principe, il nano pazzo di Teheran;
  • il Libano dichiara praticamente superflua la missione militare ONU nel sud del paese (cosa che aveva permesso la fine della guerra nel 2006) e proclama la legittimità dei criminali terroristi di hezbollah di "utilizzare armi per difendere il paese";
  • l'Iran, tramite i ribelli sciiti zaiditi, controllano la parte nord dello Yemen e minacciano la sicureza dei paesi del golfo Persico e i rifornimenti di petrolio;
  • Abu Mazen respinge la mano tesa di Netanyahu ora favorevole alla creazione di uno stato palestinese e disponibile al congelamento degli insediamenti in Cisgiordania;
Unuci denominatore comune di questi eventi è sempre lui, ahmadinejad, la mente malvagia che sembra aver ordito un piano ben preciso per arrivare al suo scopo
La sua volontà di distruggere Israele e l'inazione di Obama, che ha teso la mano troppe volte al dittatore iraniano, potrebbero a breve vedere l'inizio di una nuova crisi militare di vaste porporzioni e lo stato ebraico costretto a combattere per la sua sopravvivenza,

Quel trascurabile dettaglio

Il boicottaggio dei sedicenti “pacifisti” contro le aziende israeliane si fa, col passare del tempo, sempre più sofisticato.


Ad esempio, la “Coalizione Donne per la Pace” gestisce un sito web in inglese che presenta una lista onnicomprensiva delle fabbriche che in un modo o nell’altro risultano collegate con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Tutte queste imprese vengono additate dal sito come aziende che traggono vantaggi a danno di una nazione occupata. Il sito si chiama: “Chi ne approfitta?”

Ma la Coalizione Donne per la Pace non si accontenta di elencare i nomi degli stabilimenti, il tipo di prodotti e il loro esatto indirizzo. Il sito fornisce anche nomi e cognomi dei titolari, probabilmente nella speranza che vengano trascinati davanti a qualche corte internazionale chiamata a giudicare i “crimini da occupazione”. O magari anche peggio.

Fra i tanti nomi il sito segnalava anche, perlomeno fino allo scorso week-end, quello di una donna chiamata Noa Alon in quanto titolare di un’industria alimentare ebraica in Cisgiordania. Ebbene, a beneficio dai sentimenti senz’altro nobilissimi degli europei che si affidano a questo sito, vorremmo sommessamente far notare che Noa Alon non è più proprietaria di quella fabbrica da parecchio tempo: circa sette anni fa, infatti, un terrorista palestinese l’ha assassinata, insieme alla nipote Gal Eisenman di 5 anni, in un attentato suicida nel quartiere French Hill di Gerusalemme.

Nonna e nipote sono state sepolte in un piccolo cimitero presso la comunità ebraica di Ofra (in Cisgiordania), non lontano dalla zona industriale dove sorgeva la fabbrica prima che essa venisse spostata sul versante della Linea Verde “permesso agli ebrei”.

Vien da chiedersi se, agli occhi della Coalizione Donne per la Pace, il fatto in sé che le due ebree siano sepolte laggiù significa che commettono il crimine di “approfittare dell’occupazione”.



(Da: YnetNews, 29.11.09)

venerdì 4 dicembre 2009

Quanto so' bravi i palestinesi.....

Nella giornata di ieri, militari israeliani hanno rinvenuto due ordigni esplosivi rispettivamente di 5 e 3 kg lungo una strada utilizzata dalle pattuglie delle I.D.F. nei pressi di Bet El a nord di Ramallah. L'intevento degli artificieri ha permesso di rimuovere gli ordigni che sono stati fatti esplodere poco dopo in sicurezza. 

martedì 1 dicembre 2009

E intanto i criminali di hezbollah si riarmano...

Nella quiete libanese, sotto gli occhi delle forze internazionali, i criminali di hezbolalh, guidati dal capo banda nasrallah, si stanno allegramente riarmando alla grande, dopo la batosta subita nel 2006 ad opera di Israele.
La cosa sconcertante è che i loro cuginetti di hammazz stanno facendo la stessa identica cosa a Gaza dove, con molta probabilità, sono entrati in possesso di razzi in grado di colpire Tel Aviv lontana 100 km dal confine.
Il gruppo terroristico libanese invece sembra che sia riuscito ad ammassare decine di migliaia di missili e razzi e questo non fa certo pensare che li useranno per festeggiare il matrimonio di qualche simpatico capo clan.