Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

venerdì 11 giugno 2010

Finchè ci sono giornaliste/i come Pilar la speranza non morirà!

"Perché non vediamo le manifestazioni contro le dittature islamiche a Londra, Parigi, Barcellona?
Oppure manifestazioni contro la dittatura birmana?
Perché non ci sono manifestazioni contro la riduzione in schiavitù di milioni di donne che vivono senza alcuna protezione giuridica?
Perché non ci sono manifestazioni contro l'uso di bambini come bombe umane?
Perché non vi è stata alcuna leadership a sostegno delle vittime della dittatura islamica in Sudan?
Perché non c'è mai alcuna indignazione contro gli atti di terrorismo commessi contro Israele?
Perché non si protesta da parte della sinistra europea contro il fanatismo islamico?
Perché non si difende il diritto a esistere di Israele?
Perché confondere sostegno della causa palestinese con la difesa del terrorismo palestinese?
E infine, la domanda da un milione di dollari: perché la sinistra in Europa e nel mondo è ossessionata con le due democrazie più solide, gli Stati Uniti e Israele, e non con le peggiori dittature del pianeta? Le due democrazie più solide sono quelle che hanno subito i più sanguinosi attentati del terrorismo, ma la sinistra non se ne cura affatto.
E poi, rispetto al concetto di libertà. In ogni forum pro palestinese europeo, sento la sinistra urlare con fervore: "Vogliamo la libertà per la gente!"
Non è vero. Non si sono mai interessati della libertà per le genti della Siria, o dello Yemen, o dell'Iran o del Sudan, o di altre nazioni del genere. E non si sono mai preoccupati quando Hamas distruggeva la libertà per i palestinesi. Sono soltanto interessati a utilizzare il concetto della libertà dei palestinesi come arma contro la libertà di Israele. La conseguenza risultante di queste patologie è la manipolazione ideologica della stampa.
La stampa internazionale provoca i danni maggiori quando informa sulla questione israelo-palestinese. Su questo argomento costoro non informano, fanno propaganda.
Nell'informare su Israele, la maggioranza dei giornalisti dimentica il codice etico del reporter. E così, ogni atto israeliano di autodifesa diventa un massacro, e qualsiasi confronto, un genocidio. Sono state scritte così tante cose stupide su Israele, che nessuna accusa contro di lei è rimasta inutilizzata.
Allo stesso tempo questa stampa non ha mai discusso l'ingerenza siriana e iraniana nel diffondere la violenza contro Israele, l'indottrinamento dei bambini e la corruzione dei palestinesi. E quando l'informazione riguarda le vittime, ogni vittima palestinese è raccontata come una tragedia e ogni vittima israeliana viene camuffata, nascosta o riportata con un atteggiamento di sufficienza.
E permettetemi di aggiungere qualcosa sul tema della sinistra spagnola. Molti sono gli esempi che illustrano l'anti-americanismo e i sentimenti anti-israeliani che definiscono la sinistra spagnola. Per esempio, uno dei partiti di sinistra in Spagna ha appena espulso uno dei suoi membri perchè aveva creato un sito web pro-Israele. Cito dal documento di espulsione: "I nostri amici sono il popolo iraniano, la Libia e il Venezuela, oppressi dall'imperialismo, e non uno stato nazista come Israele».
In un altro esempio, il sindaco socialista di Campozuelos ha trasformato la giornata della memoria, che commemora le vittime dell'Olocausto, con il ricordo della Nabka palestinese, che piange la fondazione dello Stato d'Israele, mostrando quindi disprezzo per i sei milioni di ebrei europei uccisi nell'Olocausto.
Oppure, nella mia città natale di Barcellona, il consiglio comunale ha deciso di commemorare il 60° anniversario della creazione dello Stato d'Israele, proclamando una settimana di solidarietà con il popolo palestinese. Così, ha invitato Leila Khaled, una nota terrorista degli anni '70 e attuale leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, un'organizzazione terroristica così definita da parte dell'Unione europea, che promuove l'uso di bombe contro Israele.
Questo modo di pensare politicamente corretto ha inquinato anche i discorsi del presidente Zapatero. La sua politica estera rientra nella follia della sinistra, e sulle questioni del Medio Oriente, egli è inequivocabilmente pro-arabo. Vi posso assicurare che in privato, Zapatero addebita a Israele la colpa per il conflitto in Medio Oriente, e le politiche del ministro degli Esteri Moratinos riflettono ciò. Il fatto che Zapatero abbia scelto di indossare un kafiah nel bel mezzo del conflitto libanese non è una combinazione; è un simbolo.
La Spagna ha subito il peggior attacco terroristico in Europa ed è nel mirino di ogni organizzazione terroristica islamica. Come ho già scritto, ci uccidono con i telefoni cellulari collegati ai satelliti collegati al medioevo.
Eppure la sinistra spagnola è la più anti israeliana del mondo.
Affermano di essere anti-israeliani spinti dalla solidarietà. Questa è la follia che voglio denunciare in questa conferenza.

Conclusione:
Io non sono ebrea. Io sono ideologicamente di sinistra e di professione sono una giornalista. Perché non sono anti-israeliana come i miei colleghi? Perché, come non ebrea so che ho una responsabilità storica nella lotta contro l'odio verso gli ebrei, e attualmente contro l'odio verso la loro patria storica, Israele. Lottare contro l'antisemitismo non è compito degli ebrei, è un dovere dei non ebrei.
Come giornalista è mio dovere di cercare la verità al di là di pregiudizi, delle bugie e delle manipolazioni. La verità su Israele non è raccontata. Come persona di sinistra che ama il progresso, io sono obbligata a difendere la libertà, la cultura, l'educazione dei bambini, la convivenza e quelle regole che le Tavole della Legge hanno reso principi universali.
Principi che il fondamentalismo islamico distrugge sistematicamente. Vale a dire che, come non ebrea, giornalista e di sinistra, io ho un triplo dovere morale verso Israele, perché se Israele sarà distrutta, verranno distrutte anche la libertà, la modernità e la cultura."

Tratto da:
http://www.pilarrahola.com/

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