Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

giovedì 25 agosto 2011

100 anni dopo Israele

di Stewart Weiss


L'inizio - I paesi arabi, ormai tutti governati dall'estremismo musulmano, invadono Israele con milioni di soldati,malgrado la forte resistenza di Tzahal,  colpiscono il territorio con decine di migliaia di missili, che provocano centinaia di migliaia di morti. L'aeroporto Ben Gurion è chiuso dopo che è stato bombardato, per fuggire c'è solo il mare. Gli arabi respingono gli appelli internazionali per un cessate il fuoco. Il governo israeliano pensa di usare l'arma nucleare, ma l'opposizione boccia la proposta. Israele, così come l'abbiamo conosciuta, non esiste più.
Tre mesi dopo Israele - la resistenza israeliana viene spazzata via brutalmente, chi porta delle armi viene ammazzato in pubblico. Vengono anche uccisi tutti i rappresentanti della Knesset, arabi compresi, con l'accusa di essere dei criminali di guerra. I primi ad essere eliminati sono stati i deputati di sinistra che avevano sempre perorato la causa palestinese. Gli ortodossi, malgrado sostenessero di essere apolitici, fanno la fine degli altri. Solo quel piccolo gruppo di Naturei Karta, da sempre contro la stessa esistenza di Israele, viene risparmiato.
Sei mesi dopo Israele - Migliaia di israeliani non sanno dove fuggire, anche perchè la Lega Araba ha minacciato l'embargo petrolifero a quei paesi che avessero accolto i sopravvissuti. L'Unione Europea ha bloccato ogni tipo di immigazione, nell'attesa di "studiare la situazione con attenzione, per non aggravare altro odio". Anche gli Usa, richiamandosi alla propria "sicurezza nazionale" non accettano nemmeno chi aveva un passaporto americano. Tutte le case degli ebrei vengono assegnate ai palestinesi, chi vi abitava viene rinchiuso nei cosidetti "campi di raccolta per lavoratori stranieri", ma fame e malattie sono così forti che l'Onu  decide di non occuparsene più.

Un anno dopo Israele - Nella nuova Palestina l'ebraismo viene cancellato anche come religione, si può praticarlo privatamente, anche se con gravi rischi. Le sinagoghe rimaste, definite " centri di terrorismo e razzismo", vengono trasformate in moschee, secondo la nuova legge che proibisce  le pratiche religiose non musulmane sul "sacro territorio". Le chiese vengono trasformate in musei, anche per non perdere il turismo cristiano. Il Kotel, il muro occidentale, viene smantellato pietra dopo pietra, rimarrà solo la Grande Moschea Al-Buraq. 
Nessuna critica dal mondo occidentale.

10 anni dopo Israele - Gli ebrei della diaspora, dopo la perdita di Israele, subiscono un rapido declino. Vi sono molti contrasti su a chi siano da attribuire le responsabilità. Gli Usa, preoccupati di mantenere buoni rapporti con i vincitori islamici, classificano il sionismo come "dannoso degli interessi americani", proibendone quasi tutte le attività. Le scuole ebraiche vengono spesso monitorate quali "centri di attività sovversive"
50 anni dopo Israele - Le economia mondiali sono in stato di emergenza. La causa viene attribuita agli ebrei, che subiscono ovunque pogrom e discriminazioni, accusati di parassitismo e slealtà. Tutti i giovani dai 18-25 anni devono fare il servizio militare obbligatorio. Per proteggersi, gli ebrei vengono confinati in speciali quartieri "chiusi", in pratica sono esposti ad ogni tipo di abuso.

100 anni dopo Israele - I matrimoni misti raggiungono l'80%, scompare ogni tipo di educazione ebraica. Nel Medio Oriente, a causa delle guerre fratricide fra gli stati arabi, nella regione è tornato ad avanzare il deserto, la Palestina, senza risorse naturali nè finanziamenti è ormai una terra di desolazione. L'agricoltura un tempo fiorente non è nemmeno più un ricordo, i campo fertili sono desertificati.
In alcuni luoghi in varie parti del mondo, piccoli gruppi di ebrei si ritrovano per discutere  l'idea di un ritorno a Sion e ricostruire il loro stato, un luogo dove poter di nuovo ritrovarsi con il proprio Dio. Viene deciso di indire un congresso speciale, che avrà il nome di " Congresso Herzl"

Questo è ciò che ha immaginato il rabbino Stewart Weiss che a Ra'ana in Israele dirige un centro per l'assorbimento di nuovi olim (immigrati) e che l'8 agosto ha scritto questo articolo nel quale immagina un mondo che assiste impotente alla distruzione di Israele.

5 commenti:

  1. Ciao Viva Israele, il possibile futuro immaginato dal Rabbino, pensandoci bene, non è cosi fantascientifico (purtroppo)! Basta guardare come il mondo reagisce sempre ad ogni cosa che riguarda Israele o in generale gli Ebrei. Dalle accuse di essere la causa delle crisi finanziarie; o come in questi giorni, le risposte Israeliane agli attacchi dei razzi lanciati su Israele. Ancora una volta si è visto che quello che fanno gli arabi, vedi ad esempio i Siriani verso il loro popolo è sempre e comunque considerato meno grave di quello che fa Israele, anche se quest’ultimo si sta difendendo. Purtroppo, questo modo di pensare, dato il continuo imbarbarimento, o forse è meglio dire impoverimento culturale della nostra società, che nonostante le innumerevoli fonti di informazione continua a tornare al passato, non potrà che continuare visto che comunque l’antisemitismo rimane un cavallo di battaglia di partiti politici o movimenti vari sia a destra che a sinistra. Alla fine, l’unica soluzione rimane la volontà di Israele e degli Ebrei tutti di sopravvivere ed evitare in ogni modo un altro Olocausto! Mauro

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  2. E' di stamattina la notizia secondo cuo un palestinese di Nablus avrebbe ferito otto israeliani a Tel Aviv. L'uomo era alla guida di una macchina e all'inizio sembrava solo ubriaco, ma poi si è notato che tentava deliberatamente di investire alcuni agenti, è uscito dalla macchina e ha accoltellato otto israeliani.La dinamica dei fatti è comunque da confermare.

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  3. Caro Alessio, grazie per la notizia. Ho controllato suo giornali israeliani e tra poco dovrei riuscire a scrivere un resoconto sulla faccenda.
    Ancora grazie
    Un saluto

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  4. No dai speriamo di no!!!
    Israele è una sicurezza per tutti, noi occidentali compresi.
    Non credo che UE ed USA malgrado proclami di facciata e comuninistoidi e pacifinti abbandonino israele al suo destino.Sarebbe troppo pericoloso lasciare la regione senza gli ebrei.Semmai auspico un ingrandimento di Israele, che ricordiamoci è una nazione civile, democratica a differenza di quegli esaltati degli arabi.Non credo poi che gli arabi abbiano la forza per battere militarmente gli israeliani.Ricordiamo nel 67 quando Gerusalemme bastono' un bel numero di stati arabi sponsorizzati dall' URSS e coalizzati contro la piccola Israele.In famiglia si parlava spesso delle guerre che i soldati con la stella di david combattevano travolgendo le difese siriane ed egiziane sul Sinai.
    Se avessero potuto distruggere il giovane e simpatico stato ISRAELIANO lo avrebbero gia fatto.
    Spero che in un prossimo futuro Israele faccia parte della UE e della nato.
    ciao viva
    FEDERICO.
    P.S. Ti consiglio un libro:
    MOSHE DAYAN : La guerra dei sei giorni.

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  5. Certo, speriamo di no, quella descritta è solo una ipotesi fantasiosa. Se Israele venisse abbandonato al suo destino sarebbe una tragedia e un massacro.
    Israele nella NATO e nella UE!
    Un saluto

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