Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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giovedì 15 settembre 2011

Il vero ostacolo alla pace? 80 anni di rifiuto arabo-palestinese

Il vice ministro degli esteri israeliano Danny Ayalon ha diffuso martedì su YouTube un filmato di sei minuti intitolato “La verità sul processo di pace”, nel quale spiega in parole semplici, con l’aiuto di una grafica accattivante, che “il motivo per cui il processo di pace non ha successo non è la presenza israeliana in Cisgiordania, bensì i decenni di intransigenza da parte araba e palestinese”. 
Il video è stato pubblicato in coincidenza con il 18esimo anniversario degli accordi di Oslo, firmati il 13 settembre 1993 alla Casa Bianca fra Israele e Olp, e nell’imminenza del voto chiesto dall’Autorità Palestinese alle Nazioni Unite per il riconoscimento unilaterale (cioè, senza accordo negoziato con Israele) di uno stato palestinese.“Il pretesto palestinese per rivolgersi direttamente all’Assemblea Generale dell’Onu – dice Ayalon – è la cosiddetta occupazione, ma i fatti smentiscono questa versione. 
E’ importante spiegare la verità, mostrando come ai palestinesi venne offerto uno stato già molte volte nel corso dei decenni, ma loro l’hanno rifiutato ogni volta perché accettarlo avrebbe significato riconoscere anche la sovranità ebraica. Purtroppo – continua il vice ministro israeliano – questo desta il sospetto che la dirigenza palestinese sia molto più interessata a porre fine allo stato ebraico che ad ottenere uno stato palestinese. Il che è dimostrato dalla lunga storia della inflessibilità palestinese”. Ayalon spiega d’aver deciso di pubblicare il filmato dopo aver constatato il “vasto successo” di un primo video, diffuso su YouTube un paio di mesi fa, intitolato “Conflitto israelo-palestinese: la verità sulla Cisgiordania”, nel quale spiegava “come stanno le cose circa i diritti di Israele sulla Cisgiordania” chiarendo in soli sei minuti il significalo di termini diversi fra loro come “territori occupati” e “territori contesi”, oppure “confini del 67” e “linee del 49”. “Il riscontro positivo che abbiamo ricevuto da tutto il mondo – dice Ayalon – mi ha spinto a pensare che avessimo iniziato a farci strada nella coscienza dell’opinione pubblica e che la gente in realtà è aperta ed anche ansiosa di conoscere la verità dei fatti circa il conflitto israelo-palestinese”.Entrambi i filmati sono stati prodotti dal filmmaker Shlomo Blass, della Rogatka Ltd, e dal regista Ashley Lazarus, in cooperazione con la ong studentesca StandWithUs. Il video è stato realizzato in inglese, ma include sottotitoli altre lingue.
Danny Ayalon ha già in programma di preparare prossimamente altri due filmati che si occuperanno di profughi e di Gerusalemme. “E’ fondamentale che la gente possa sapere come stanno realmente le cose – conclude il vice ministro degli esteri israeliano – senza cadere vittima dei facili slogan della propaganda circa la cosiddetta occupazione, creati da parte araba e palestinese per fuorviare dalla verità”.

(Da: Jerusalem Post, YnetNews, 14.9.11)



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