Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Lettori fissi

martedì 27 settembre 2011

Senza condizioni, senza tabù: sediamoci e trattiamo

Yigal Palmor, portavoce del ministero degli esteri israeliano

«Mettiamo subito in chiaro una cosa sin dall’inizio: Israele non si oppone a uno stato palestinese. Israele desidera convivere pacificamente, fianco a fianco, con un futuro stato palestinese. Ma la pace si può raggiungere soltanto attraverso colloqui diretti. Semplicemente, non c’è altro modo. Un accordo di pace implica chiaramente il coinvolgimento di due parti che, beh, concordino fra loro i termini della pace. Va da sé, ma è meglio dirlo esplicitamente perché qualcuno sembra dimenticare ciò che è ovvio. Il precedente governo israeliano aveva accettato di intavolare trattative con la Lega Araba sulla cosiddetta “Iniziativa di pace araba”, ma venne snobbato. Aveva proposto ai palestinesi un piano di pace complessivo ed esauriente, ma venne ignorato. Il governo israeliano attuale ha accettato di fare un passo importante verso i palestinesi, allo scopo di riavviare i negoziati, quando ha decretato dieci mesi di moratoria sulle attività edilizie negli insediamenti. I palestinesi si sono rifiutati di fare altrettanto, e non hanno mai smesso di lagnarsi: prima, perché la moratoria non era sufficiente; poi, perché non era stata prolungata. Il mio messaggio ai miei vicini palestinesi è questo: non potete eludere l’inevitabile; non arriverete alla pace e all’indipendenza senza Israele; non potete far finta che noi non esistiamo o di poter fare senza di noi. Dobbiamo dialogare. I negoziati non saranno facili, ci aspetta un lavoro arduo, faticoso, tortuoso. Ma semplicemente non c’è altra strada, se mirate veramente alla pace. Senza condizioni, senza tabù: sediamoci e trattiamo.»

(Da: MFA, 21.9.11)

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