Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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sabato 24 settembre 2011

Uno tsunami in un bicchier d’acqua

Scrive Emanuel Navon, su Yisrael Hayom: “Il previsto voto all’Onu sul riconoscimento di uno stato palestinese unilaterale (cioè, senza accordo negoziato con Israele) non sarà – come qualcuno ha detto – uno tsunami diplomatico, quanto piuttosto una tempesta in un bicchier d’acqua. Secondo la Carta delle Nazioni Unite, un Paese che vuole essere ammesso nell’Organizzazione deve rivolgersi al Segretario Generale, che inoltra la richiesta al Consiglio di Sicurezza. Ma innanzitutto deve esserci un Paese. Ora, non solo Mahmoud Abbas (Abu Mazen) non ha dichiarato la creazione di uno Stato (come al contrario fece Israele, nel 1948, in base a una decisione dell’Onu, prima di inoltrare la propria domanda di ingresso alle Nazioni Unite nel 1949); ma l’Autorità Palestinese non soddisfa i criteri di base che il diritto internazionale richiede per essere considerati uno Stato: popolazione permanente, territorio definito, un governo in grado di condurre gli affari esteri. In base al diritto internazionale, l’Autorità Palestinese non ha un territorio con confini definiti, quanto piuttosto un territorio oggetto di contesa e di negoziato: non è mai esistito uno stato sovrano arabo-palestinese in Cisgiordania e striscia di Gaza; e non è mai esistito un confine fra Israele e Cisgiordania, bensì soltanto una temporanea linea di cessate il fuoco definita come tale (su pressione proprio delle controparti arabe) negli armistizi firmati a Rodi nel 1949. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 242 (del 1967) non chiede a Israele di ritirarsi sulle linee di cessate il fuoco del 1949 (che infatti il testo della 242 non menziona nemmeno). E l’Autorità Palestinese non ha un governo: ne ha almeno due, quello dominato dall’Olp a Ramallah (in Cisgiordania) e quello controllato da Hamas a Gaza (dove Abu Mazen non può nemmeno mettere piede). E non si dimentichi che sono falliti tutti i tentativi fatti da Abu Mazen di arrivare a un governo unico palestinese (la stessa idea di rivolgersi all’Onu per il riconoscimento unilaterale è contestata dal “governo” di Hamas come illegittima e sbagliata). Pertanto, il previsto voto all’Assemblea Generale sarà solo l’ennesimo proclama senza contenuto, per il quale i palestinesi rischiano di pagare inutilmente un prezzo molto alto”.
(Da: Yisrael Hayom, 19.9.11)

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