Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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venerdì 4 novembre 2011

Condoleezza Rice: La linea di Obama sugli insediamenti ha compromesso il negoziato

In un libro di memorie in uscita la prossima settimana, l’ex segretario di stato americano Condoleeza Rice racconta di una conversazione faccia a faccia che ebbe a Gerusalemme nel 2008 con l’allora primo ministro israeliano Ehud Olmert, il quale le illustrò un’offerta di pace per i palestinesi che, dice la Rice, la fece trasecolare.
Gerusalemme – era la proposta di Olmert – sarebbe stata divisa in due capitali, sebbene gestite congiuntamente. Il sindaco sarebbe stato scelto in base alla proporzione relativa di ebrei e arabi nella città. La Città Vecchia compresa nelle mura ottomane (che racchiude la maggior parte dei Luoghi Santi ebraici, cristiani e musulmani) sarebbe stata amministrata da un gruppo di “saggi” di Giordania, Arabia Saudita, governo palestinese, Stati Uniti e Israele. “Sto davvero sentendo queste cose? Mi domandai – scrive la Rice – Il primo ministro israeliano sta dicendo che dividerà Gerusalemme e incaricherà un organismo internazionale dell’amministrazione dei Luoghi Santi?”. Per di più Olmert disse che Israele era disposto ad accogliere al proprio interno “diversi [profughi] palestinesi, può darsi cinquemila”.
“Signor primo ministro, ciò che mi sta dicendo è straordinario” rispose la Rice, sorpresa che un primo ministro d’Israele fosse pronto ad avanzare una tale offerta, giacché – aggiunge lei stessa – “Yitzhak Rabin venne ucciso per aver offerto molto meno”.
Condoleeza Rice andò dunque dal presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) a illustrargli la proposta di accordo, e racconta d’essere rimasta scioccata quando Abu Mazen la rifiutò. E continuò a rifiutarla, nonostante diversi sforzi disperati da parte dell’amministrazione americana per convincerlo ad accettare.
Pochi mesi fa, la tv Al Jazeera ha riferito che Olmert mostrò direttamente ad Abu Mazen una mappa in base alla quale Israele avrebbe ceduto più del 96% della Cisgiordania (oltre alla striscia di Gaza da cui Israele si era già completamente ritirato), compensando i palestinesi per la percentuale rimanente con una pari quantità di territorio all’interno della Linea Verde (ex linea armistiziale del periodo ’49-’67). Israele, diceva Al Jazeera, aveva anche accettato il “ritorno” di alcuni “profughi” (o loro discendenti). Ma Abu Mazen, come suo solito, aveva rifiutato. Cosa che i palestinesi hanno sempre fatto.
Dopo quel servizio di Al Jazeera, gli aficionados dei palestinesi, dentro e fuori Israele, trovarono un milione di scuse per giustificare il fatto che il leader “pacifista” e “moderato” dei palestinesi avesse rifiutato una tale offerta. Naturalmente adesso, in risposta alle rivelazioni di Condoleeza Rice, con tutta probabilità troveranno ancora una volta il modo di dare la colpa a Israele. […]
(Da: Ha’aretz, 27.10.11)

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