Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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domenica 27 novembre 2011

Io, Israele e la Fiera del Libro

Sono passati oltre tre anni da quando Israele venne dichiarato ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino suscitando un clamore e uno "sdegno" dei soliti pacifinti che raggiunse livelli di puro odio.
Voglio riproporre un articolo scritto da una persona che descrive bene chi era e come la pensava sulla questione Israele e Palestina.

"Quando avevo venti anni ero filopalestinese. Ed antisraeliano. Le due cose camminavano insieme. Lo schierarsi non era il frutto di conoscenze, riflessioni, studio. Era puro pregiudizio suffragato dalle immagini. Mi ricordo di un video della fine degli anni ’80: due soldati israeliani che spezzavano le braccia a un giovane palestinese. Nella civiltà dell’immagine è l’immagine che decide le ragioni e i torti. La rivolta delle pietre, la prima intifada non poteva quindi che essere il luogo di tutte le ragioni. Perchè una popolazione che risponde ai carri armati con i sassi incarna di per sè tutti gli archetipi del politicamente corretto.
La militanza politica rendeva ancora più acuto questo manicheismo insensato: si era degli strani comunisti e socialisti senza rendere omaggio alla kefiah, all’Olp, ad Arafat. La sensibilità alla questione palestinese era un passaporto politico, una garanzia d’internazionalismo, la medicina salvifica capace di regalare un filo di ragione ad una ideologia in declino. Di Israele e delle sue ragioni non ci importava nulla. Detestavamo Shamir non tanto per le sue scelte concrete ma perchè convinti che fosse la naturale sintesi politica di uno Stato abusivo.
Ufficialmente dicevamo “due popoli, due stati” ma in cuor nostro tifavamo per la guerra perchè la pace avrebbe chiuso il tempo degli alibi internazionalisti e delle giuste cause da sposare. Poi in parallelo leggevamo Primo Levi, esprimevamo tutto l’orrore possibile per la Shoah, sapevamo insorgere d’istinto al primo segno di una parola o di un gesto antisemita. Una schizofrenia, una finzione vissuta senza il patema della ragionevolezza e del buonsenso. L’ebreo perseguitato incarnava tutto il bene, l’ebreo che si difende, che costruisce il suo stato, il suo spazio di sopravvivenza era tutto il male.
Detestavamo il punto di raccordo tra persecuzione e sopravvivenza e cioè il sionismo, questa idea pacifica e difensiva di un popolo che sogno di mettersi al riparo, di vivere senza la replica di orrori e persecuzioni. Ci piaceva l’ebreo perseguitato, quello che non si difende, che si lascia sopraffare come un agnello sacrificale. L’ebreo che si difende, che crea una comunità solidale, che si arma, che si fa Stato non ci garbava. Gli anni mi hanno guarito da questa malattia. Oggi so che Israele è un segno di speranza per l’intera umanità, la rappresentazione migliore di come l’uomo sia capace di reagire alle ingiustizie dando forza e sostanza al proprio spirito comunitario e solidale.
Il boicottaggio della Fiera del Libro è solo l’ennesima manifestazione di una malattia profonda della sinistra. Una malattia da cui si esce da soli, uno per uno, in fila indiana. Non c’è congresso, mozione o dichiarazione pubblica che possa condurre collettivamente fuori dalla notte. Io ci sono riuscito e spero ci riescano anche i filopalestinesi – inconsci antisemiti – dei nostri giorni."
(4 Febbraio 2008)

5 commenti:

  1. Questo articolo mi ricorda molto quanto Magdi Allam ha scritto nel suo libro "Viva Israele" ,rispetto al suo mutamento di rapporto con Israele.

    Ho da poco letto il libro "La lunga strada per Gerusalemme " di B. Litvinoff (che tu conosci bene,avendo ritrovato nel corso della lettura l'aforisma indicato nella testata del tuo blog - mi permetto di darti del tu!) dove viene ripercorsa la storia di quello che sarà lo stato di Israele dalla rivoluzione francese quindi dal 1789,fino alla nascita dello stato,fino al1948.
    Una lettura che consiglierei a tutti ,perché ,senza faziosità ,permette di capire un po' meglio la genesi dello stato di Israele,soprattutto in relazione hai rapporti con stati come L'Inghilterra ,gli USA, la Russia ,la Germania ,l'impero Ottomano.Soprattutto è interessante leggere le pagine relative alla condizioni dei primi emigranti nei territori sotto il mandato coloniale britannico perché permettono di superare alcuni luoghi comuni dominanti- e storicamente infondati!- che sono i cavalli di battaglia dell'ideologia antisionista.

    Se ci fosse la vera volontà di interessarsi al conflitto israelo palestinese ,penso che ci sarebbe una analisi dei fatti più storica che politica e quindi ne conseguirebbe anche una maggiore chiarezza su quelli che da anni sono temi caldi.

    Forse in questo modo si eliminerebbe buona parte dell'ignoranza che in materia regna sovrana e che,mi pare, sia una delle principale cause del sentimento antisemita.

    Shalom!

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  2. Caro amico, il libro che tu citi andrebbe letto da molta gente, si riuscirebbero a capire meglio tante cose.
    Possiamo tranquillamente darci del tu.
    Un saluto

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  3. Molto immodestamente mi permetto di invitare a leggere anche questo mio vecchio post:
    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/11/13/piu_di_un_milione_di_alberi_di.html

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  4. Ciao ragazzi ho appena comprato Vivaisraele di Magdi Allam (è partito che voto) dite che è bello?
    Attendo commenti
    ciaooo
    Federico

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  5. Ciao Federico: leggilo con attenzione, è un libro molto bello. Ce ne sono tanti altri interessanti, alcuni li ho segnalati sul blog. Un caro saluto e a presto

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