Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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sabato 5 novembre 2011

Scherma: l'avversaria è israeliana, la tunisina non si batte

Anche se in ritardo, pubblico questa notizia che probabilmente vi sarà sfuggita e che testimonia, se ce ne fosse bisogno ancora, che gli arabi in nome di un odio atavico e viscerale fanno di tutto contro Israele, e che la tanto decantata "primavera" araba è foriera solo di un avanzamento dell'integralismo islamico.

Sconcerto ai Mondiali di scherma a Catania. Nel corso della fase a gironi della spada femminile sono salite in pedana la tunisina Sarra Besbes e l'israeliana Noam Mills. La federazione tunisina ha chiesto alla propria atleta di non affrontare l'avversaria israeliana, ma se lei non si fosse presentata sarebbe stata squalificata, quindi è salita in pedana ed è rimasta  ferma subendo le cinque stoccate che hanno decretato la sua sconfitta per 5-0. Questa sconfitta l'ha costretta poi ad affrontare nei gironi un'atleta più forte, la cinese Li Na, avendo un ranking più basso, perdendo e uscendo dalla gara. Un comportamento anomalo quello della Besbes che non è sfuggito ai giudici che comunque non hanno potuto prendere provvedimenti, trattandosi di fatto di una sconfitta. 
La Besbes è rimasta molto male per quanto avvenuto, fanno sapere le persone a lei vicine, anche perché questa sconfitta ha condizionato il suo mondiale e al termine della sfida ha pianto, come anche la sua avversaria. La Besbes non voleva poi che la cosa finisse sui media. Tra l'altro la tunisina 22enne, che fa parte di una famiglia di schermidori, non è musulmana e si allena a Parigi con l'azzurra  Nathalie Moellhausen. Sempre a Parigi lo scorso anno le due atlete. Besbes e Mills, si sono affrontate al Mondiale, ma trattandosi di uno scontro ad eliminazione diretta la richiesta della federazione tunisina non ebbe effetto, nonostante un acceso battibecco tra l'atleta e i rappresentanti della federscherma tunisina.
Non è ad ogni modo il primo episodio di questo genere ai Mondiali di Catania. Domenica il fiorettista iraniano Sayyad Ghambari Hamad si è ritrovato nel girone di qualificazione l'israeliano Tomer Or e si è ritirato senza tirare con nessuno degli avversari.
Il Panathlon International accoglie con sgomento e profonda indignazione la notizia del comportamento della Federazione Tunisina di scherma per la violenza perpetrata nei confronti della propria atleta Sarra Besbes imponendole di non battersi contro l’avversaria di turno, l’israeliana Noam Mills ai Campionati del Mondo di scherma in corso a Catania.
Per una associazione come il Panathlon, che si batte per i valori dello sport l’episodio, non unico, né inusuale per le federazioni arabe di tanti sport, l’episodio è una grave offesa all’etica dello sport, allo spirito olimpico e al buon senso. Invitiamo con forza la Federazione Internazionale di Scherma, il CIO e quanti hanno potere decisionale in materia di squalificare la federazione tunisina, di escluderla dall’Olimpiade di Londra e di assumere tutti i provvedimenti previsti dai regolamenti internazionali.
Se così non fosse o non esistessero regolamenti a cui riferire una tale decisione, Il Panathlon International invita il CIO ad assumere la responsabilità di far cessare l’ipocrisia e la negazione di ogni più elementare regola di convivenza civile e sportiva.

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