Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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domenica 1 gennaio 2012

Wiesenthal Center: L’Unesco finanzia periodico palestinese che glorifica Hitler

Il Centro Simon Wiesenthal ha chiesto mercoledì scorso al direttore generale dell’Unesco di sospendere la sponsorizzazione alla rivista educativa per ragazzi palestinesi Zayafuna spiegando che tale rivista non esita a pubblicare celebrazioni dell’assassinio di massa di ebrei perpetrato da Hitler. Il brano è stato portato all’attenzione del pubblico da Palestinian Media Watch, secondo il quale Zayafuna “pubblica anche componimenti che esaltano la jihad” (guerra santa).
Il rapporto di Palestinian Media Watch fa riferimento in particolare a un componimento pubblicato dalla rivista nel quale una ragazzina palestinese scrive d’aver incontrato in sogno Adolf Hitler il quale le ha detto d’aver ucciso gli ebrei “affinché tutti voi sapeste che sono una nazione che sparge distruzione in tutto il mondo”. Nel componimento, Hitler dice alla ragazzina che deve essere resistente e paziente di fronte alle sofferenze che i palestinesi patiscono per mano degli ebrei.
“Purtroppo – ha commentato la storica israeliana Petra Marquardt – non c’è nulla di sorprendente nel fatto che un’adolescente palestinese, cresciuta in un ambiente che celebra sistematicamente l’uccisione di ebrei e israeliani, veda Hitler come un maestro di vita”.
In una lettera a Irina Bokova, direttore generale dell’Unesco, il direttore per le relazioni internazionali del Centro Wiesenthal, Shimon Samuels, denuncia il fatto che i redattori di Zayafuna “avallano Adolf Hitelr come modello di comportamento per i ragazzini palestinesi”, sottolineando che quello citato non è un caso isolato: circa un quarto dei componimenti inoltrati dai giovani lettori e selezioni dalla rivista per la pubblicazione “esprimono odio verso gli ebrei, rispecchiando i messaggi diffusi dai mass-media ufficiali dell’Autorità Palestinese”.
“A quanto pare – continua la lettera di Samuels – i messaggi positivi di pace e coesistenza veicolati dalla rivista si applicano a tutti meno che a israeliani ed ebrei. Attraverso la ragazzina, la Shoà viene presentata come un atto per il bene dell’umanità”. Samuels fa notare che sia il vice ministro per l’istruzione sia l’ex ministro dell’istruzione dell’Autorità Palestinese figurano fra i membri del comitato di consulenti della rivista.
L’Unesco finanzia la rivista Zayafuna dallo scorso agosto, osserva Samuels, quando era già stato pubblicato il brano su Hitler, comparso sul numero del febbraio 2011. Conta poco che nell’edizione di ottobre sia apparsa la dicitura “le opinioni espresse in questa rivista non riflettono necessariamente il punto di vista dell’Unesco”: una presa di distanza che “non costituisce certo una risposta adeguata alla divulgazione della riprovevole celebrazione della Shoà pubblicata sul numero di febbraio”, dice Samuels, ricordando che il mese scorso, quando la “Palestina” venne ammessa all’Unesco (senza che ancora esista come stato sovrano e senza negoziato né accordo con Israele), il Centro Wiesenthal aveva suggerito di “verificare che il nuovo membro si attenesse ai valori dichiarati dall’Unesco”. “Se Zayafuna non si scuserà per aver divulgato antisemitismo, la ‘Palestina’ avrà già fallito il test” afferma Samuels, sollecitando l’Unesco a chiedere che il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) revochi i finanziamenti al periodico.
Il direttore di Palestinian Media Watch, Itamar Marcus, dice che la sua organizzazione vede con favore la richiesta fatta dal Centro Wiesenthal all’Unesco di fermare i finanziamenti alla rivista Zayafuna. “La continuazione dei finanziamenti dell’Unesco a una rivista che educa all’odio – spiega Marcus – rende l’agenzia Onu compartecipe della diffusione di odio promossa dalla rivista. Costituirebbe una violazione fondamentale dei principi morali finanziare un periodico palestinese che glorifica la violenza e la jihad e che presenta Hitler come un modello per i ragazzini”. E aggiunge: “A quanto pare, l’unico modo perché l’Autorità Palestinese cessi la sua continua promozione dell’odio è far sì che tale promozione comporti conseguenza finanziarie. Speriamo che l’Unesco opti per la dignità morale e sospenda i finanziamenti, anziché accomodarsi nella scelta politicamente più conveniente di fronte all’odio palestinese”.
In risposta alla lettera del Centro Wiesenthal, l’ufficio del direttore generale dell’Unesco ha scritto che l’Unesco “prende questa questione molto sul serio” e che la porterà “all’attenzione delle autorità palestinesi competenti”, una risposta definita “inadeguata” da Marvin Hier, fondatore e decano del Centro Wiesenthal.

(Da: Jerusalem Post, Wiesenthal.com, 22.12.11)

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