Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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venerdì 20 aprile 2012

GLI AMICI DI VIK UN ANNO DOPO: NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE

Ricorreva domenica l’anniversario dell’assassinio di Vittorio Arrigoni. La rete – e non solo – è inondata di ritratti agiografici del “coraggioso eroe della causa del popolo palestinese di Gaza”, “dell’indomabile fustigatore di Israele”. Quasi fosse un dettaglio insignificante, si accenna di sfuggita, e non sempre, al fatto che ad assassinare Vik sono stati salafiti, ovvero integralisti islamici, palestinesi come quelli che era andato a difendere. Traspare un certo fastidio nel dover parlare di questo neo in una storia altrimenti “perfetta”. La causa di beatificazione aveva bisogno di un miracolo, che non c’è stato: una pallottola sionista. Mai come in questo caso vale l’adagio “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Il barbaro modo con cui i salafiti hanno ucciso Vik – rapito, picchiato a sangue, video-ripreso e strangolato con il fil di ferro nell’arco di poche ore – avrebbe dovuto instillare il dubbio a quanti ritengono che sia Israele il male assoluto. Così come la lentezza della giustizia a Gaza. Il processo ai 4 imputati – tutti rei confessi – è una farsa. Sta annegando nella palude di una corte militare islamica che non mostra alcun desiderio di far luce su una vicenda scomoda. Del resto perché stupirsi? I giudici hanno le stesse barbe lunghe degli assassini, e due degli imputati erano sul libro paga di Hamas. Vittorio Arrigoni, combattente di una battaglia sbagliata, non poteva immaginare che Hamas, la cui bandiera aveva impugnato, si sarebbe mostrata tanto irriconoscente. I suoi compagni di viaggio lo stanno toccando con mano. Che non denuncino questo fatto mostra solo la forza del loro pregiudizio.
(Da: claudiopagliara.it, 15.4.12)

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