Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

mercoledì 9 maggio 2012

Quei sottomarini che preservano la pace

Di Guy Bechor
Quietamente, sotto la superficie, Israele si sta trasformando in una potenza marittima come Russia e Stati Uniti, con una flotta di sottomarini d’avanguardia.
Di recente la Germania ha concordato di fornire a Israele un sesto sottomarino della classe Dolphin. Lo stato ebraico ne ha già tre operativi. Altri due sono in arrivo tra quest’anno e l’anno prossimo. Poi arriverà il sesto. La Germania ha anche accettato di sovvenzionare in parte il sesto sottomarino, come ha già fatto per i precedenti. In un periodo in cui i tedeschi stanno riducendo le loro stesse spese militari a causa della nota congiuntura economica, non si tratta di un aspetto secondario. In futuro Berlino potrebbe vendere altri sottomarini di questo tipo a Israele, che in effetti è interessato a dotarsi di una flotta di una decina di sottomarini che gli garantiscano grande forza nei decenni a venire.
Il costo di ciascuno di questi sottomarini si aggira sui 500 milioni di dollari, cifra che può salire fino a 850 milioni a seconda delle dotazioni. Israele in effetti ha presentato una serie di richieste speciali per le sue unità, e vi ha installato sofisticati sistemi segreti. Il sesto sommergibile sarà il più avanzato, in grado di stare sott’acqua più a lungo.
La marina israeliana sta conoscendo un notevole mutamento concettuale: dalla funzione di guardia costiera (che rimane un compito estremamente importante), si sta trasformando nel braccio strategico di Israele e delle sue Forze di Difesa almeno quanto lo è l’aviazione. I sottomarini israeliani possono raggiungere praticamente qualunque area del mondo, e certamente tutto il Medio Oriente, e per ora i nemici di Israele non dispongono di una credibile contromisura. Nessuno stato della regione può permettersi questi sistemi d’arma. Qualche anno fa era circolata la notizia che anche l’Egitto era interessato all’acquisto di sottomarini tedeschi della classe Dolphin. I sottomarini egiziani sono obsoleti e il Cairo era inquieto a causa della supremazia d’Israele nelle profondità marine, per la quale gli egiziani non dispongono di una risposta adeguata. Poi però le trattative si sono arenate ed oggi il regime al potere al Cairo non ha i mezzi per condurle a termine.
Nel frattempo, anche gli iraniani tengono d’occhio con preoccupazione le notizie che giungono dalla Germania circa la fornitura di altri tre sottomarini a Israele, consapevoli che nemmeno Tehran dispone di contromisure. Proprio nell'intento di far vedere che possiedono un’alternativa, gli iraniani hanno fatto transitare per il Mar Rosso i loro datati sottomarini come una forma di provocazione rispetto alla presenza israeliana a lungo raggio. È lo stesso motivo per cui un vascello iraniano ha recentemente attraversato il Canale di Suez in rotta per il Mediterraneo: per dimostrare che l’Iran dopotutto è una superpotenza marittima.
Sun Tzu, l’autore de “L’arte della guerra”, insegnava già 2.500 anni fa come si crea l’effetto deterrenza: se il nemico valuta che, attaccandoci, subirà inevitabilmente un gravissimo danno, si tratterrà dall’attaccarci. Ed è proprio questo il senso dei sottomarini israeliani: in teoria l’Iran potrebbe colpire Israele con i missili, ma sa – stando ai resoconti dall’estero – che potrebbe pagare un prezzo micidiale. Quand’anche le capacità difensive e offensive di Israele venissero distrutte dall’attacco iraniano, il colpo di risposta contro l’Iran arriverebbe dal mare: ed è praticamente certo che arriverebbe. Se l’Iran si rende conto che gli costerebbe un prezzo terrificante, allora non attaccherà. E in effetti, stando ad autorevoli mass-media internazionali, almeno un sottomarino israeliano sarebbe costantemente in navigazione non lontano dalle coste iraniane. Questa è deterrenza. E una volta che Israele disporrà di sei sottomarini, o forse più, questo elemento incrementerà sensibilmente il controllo d’Israele su un’area molto estesa.
I sottomarini sono certamente una potente arma da guerra, ma i sottomarini israeliani sono di fatto una delle più sicure garanzie per preservare quiete e stabilità in Medio Oriente. I sottomarini garantiscono che il rischio di guerra vada calando, anziché aumentare. Dunque sono uno dei migliori investimenti per la pace mediorientale.
(Da: YnetNwes, 4.5.12)

2 commenti:

  1. Beh gli israeliani fanno bene a dotarsi di armi subacque.Israele è una democrazia ,non vuole la guerra. Purtroppo vivono in un ambiente ostile e gli ebrei devono difendere i propri cittadini.
    Non capiscono questi arabi che con Israele hanno solo da guadagnarci se fan la pace!
    Ciao
    federico

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  2. Sul palazzo del Ministero della Verità in 1984 di George Orwell campeggiava la scritta "la guerra è pace".
    Mi sembra che con un po' di ritardo sulle previsioni, ma ci siamo arrivati lo stesso. ONORE ALLA RAZZA UMANA!!

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