Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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martedì 19 giugno 2012

Aiutati da neo-nazisti i terroristi palestinesi della strage di Monaco ’72

Quarant’anni dopo lo sconvolgente attentato terroristico che portò all’assassinio degli undici atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972, si viene a sapere che il gruppo palestinese Settembre Nero responsabile di quella strage venne aiutato da ambienti neo-nazisti. Ne ha dato notizia il settimanale tedesco Der Spiegel nel numero pubblicato domenica. La polizia di Dortmund, scrive Der Spiegel, era venuta a conoscenza diverse settimane prima dell’attentato della collaborazione fra terroristi palestinesi e neo-nazisti, ma non intervenne.
Rivela il servizio di Der Spiegel che, stando a documenti storici recentemente resi pubblici dal servizio di intelligence tedesco BfV (Bundesamt für Verfassungsschutz), sette settimane prima dell’attentato l’attivista neo-nazista Willi Pohl si incontrò con un arabo conosciuto come “Saad Walli”. Si ritiene che “Saad Walli” fosse il nome in codice di Abu Daoud, la mente palestinese dietro alla strage. Secondo il rapporto, si ritiene che Pohl, all’epoca uno dei leader del movimento neo-nazista in Germania, abbia fornito ai membri di Settembre Nero i documenti falsi che permisero loro di entrare in Germania senza suscitare sospetti nelle autorità tedesche. Il giornale tedesco cita lo stesso Pohl che afferma d’aver “inconsapevolmente” provveduto al trasporto di Abu Daoud attraverso la Germania e d’averlo portato ai rendez-vous con altri membri del commando terrorista palestinese in varie città.
A quanto risulta, la polizia di Dortmund monitorava i movimenti di Pohl, ma non venne in possesso di prove relative ad accordi specifici fra i due uomini prima che avesse inizio l’attacco alla palazzina israeliana nel villaggio olimpico di Monaco, nelle prime ore del 5 settembre 1972.
Nell’ottobre 1972 la polizia tedesca arrestò Pohl, trovandolo in possesso di granate, mitragliatori e munizioni. Pohl venne condannato a due anni di carcere per possesso di armi destinate all’utilizzo in ulteriori attentati contro obiettivi tedeschi da parte dei terroristi di Olp/Settembre Nero. Rilasciato poco dopo, Pohl si rifugiò per qualche tempo a Beirut. Oggi sostiene d’aver abbandonato da decenni la violenza e le attività terroristiche, e si mantiene scrivendo romanzi polizieschi sotto pseudonimo.
Dopo la strage della delegazione sportiva israeliana, il Comitato Olimpico Internazionale fermò i giochi per un giorno e tenne una cerimonia in memoria degli undici atleti assassinati. I giochi ripresero il giorno successivo, nonostante le proteste dei rimanenti membri della delegazione israeliana. Finora, a parte quella prima commemorazione, nessun minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage del 1972 è mai stato osservato nei giochi olimpici dei decenni successivi, né il Comitato Olimpico è intenzionato ad accogliere la richiesta di tributare un minuto di silenzio ai prossimi giochi, che cadono nel quarantesimo anniversario dell’attentato.

(Da: Israel HaYom, YnetNews, 18.6.12)

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