Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Lettori fissi

martedì 5 giugno 2012

Il musulmano britannico che si batte contro i pregiudizi anti-Israele

Da bambino Kasim Hafeez sentiva spesso suo padre elogiare Adolf Hitler, lamentando solo il fatto che il tiranno nazista non fosse riuscito a uccidere più ebrei, durante la seconda guerra mondiale. Nato in una famiglia britannica di origini pakistane, Kasim Hafeez è cresciuto in una comunità fondamentalista dove si invocava la distruzione di tutti gli ebrei e gli veniva insegnato a credere che Israele fosse uno stato terrorista. Ma dopo anni passati a partecipare ad attività anti-israeliane, quando non apertamente antisemite, a un certo punto le convinzioni di Hafeez hanno subìto una inaspettata sterzata di 180 gradi.
L’uomo, che oggi si definisce “un fiero sionista musulmano”, è giunto sabato scorso in Israele per una visita di quattro giorni nel quadro della sua attività volta a combattere la disinformazione sullo stato ebraico. In un incontro domenica con il vice ministro degli esteri Danny Ayalon e con la stampa, Hafeez ha sottolineato che gran parte dell’odio e dell’intolleranza verso Israele nasce dall’ignoranza. “Dico sempre che il problema, nel sostenere le ragioni di Israele, è che non riusciamo a comunicare la pura e semplice verità. La gente non conosce i fatti. Io dico a tutti: vieni in Israele a vedere i diritti che hanno, qui, i musulmani”. E aggiunge: “Poco fa sono stato tranquillamente in una moschea. È una bella cosa: Israele è davvero la nazione di tutti i suoi cittadini”.
La percezione dello stato ebraico dell’attivista e blogger Hafeez mutò radicalmente alcuni anni fa, dopo che si era imbattuto in una copia del volume “The Case for Israel” del celebre avvocato americano Alan Dershowitz. Sulle prime aveva disdegnato il libro come “ignobile propaganda sionista”, poi però aveva deciso di dargli comunque un’occhiata: una decisione che scatenò quella che egli definisce “una vera e propria crisi di coscienza”, conducendolo a un periodo di ricerche e riflessioni. I suoi studi e una visita in Terra Santa gli insegnarono infine ad apprezzare Israele, spingendolo ad aderire a "StandWithUs", un gruppo internazionale di sostegno a Israele. Ora Hafeez coordina la Israel Campaign, un’iniziativa dedita a sostenere l’istruzione su Israele.
Parlando domenica alla stampa, Hafeez ha affermato che i mass-media del Regno Unito danno prova di un profondo pregiudizio avverso a Israele, un fatto che – a suo dire – gioca un ruolo cruciale nell’orientare l’opinione pubblica contro lo stato ebraico. “Per la stampa britannica, Israele non può fare nulla di giusto: Israele ha sempre torto e tutto ciò che lo riguarda ha sempre un taglio molto negativo. È tutto bianco o nero: i palestinesi hanno sempre ragione e Israele ha sempre torto. Il che contribuisce ad invelenire la gente verso Israele, perché non le viene detta la verità sul conflitto. Penso – ha aggiunto Hafeez – che siamo di fronte al caso classico in cui, ripetendo una bugia abbastanza volte, la gente finisce per accettarla come verità”.
La missione che si è dato, ha spiegato Hafeez, è di evitare che altri giovani crescano nell’indottrinamento come è capitato a lui. “E’ fondamentale far conoscere i fatti – continua – Noi ci troviamo, qui, nell’unica autentica democrazia liberale di tutto il Medio Oriente, dove non esistono restrizioni a ciò che la gente può pensare. La gente può votare ed eleggere i propri leader. Qui convivono persone di ogni colore, di ogni credo, di ogni discendenza, e tantissimi là fuori semplicemente non lo sanno”.
Hafeez ha elogiato un video realizzato dal vice ministro degli esteri Ayalon insieme a "StandWithUs", sottolineando che il suo valore sta nel modo con cui trasmette la verità circa il conflitto israelo-palestinese. “Non è mai esistita finora una Palestina nel senso di uno stato arabo-palestinese – ha ricordato – Questo è un dato di fatto, e la gente semplicemente non lo sa”.
Nel loro incontro di domenica, Ayalon ha esortato Hafeez a organizzare un gruppo di musulmani europei che venga a visitare Israele per conoscere il paese di prima mano. Ayalon ha spiegato che uno dei problemi con cui deve fare i conti la diplomazia israeliana è la difficoltà di superare il muro dell’ostilità preconcetta. Ayalon ha espresso l’auspicio che altri musulmani vogliano imboccare la strada di Hafeez, notando che questo è il vero modo per cambiare l’idea che si ha di Israele e per contribuire in modo determinante a risolvere il conflitto.

(Da: YnetNews, 4.6.12)

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