Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Lettori fissi

domenica 22 luglio 2012

Di nuovo in lutto

di Dan Margalit

Con un colpo di rasoio, tutti i titoli che dominavano la stampa israeliana sono scomparsi. Tutt’a un tratto Israele si è ritrovato nella realtà che cerca continuamente di dimenticare e di spazzare sotto l’apparenza di una vita normale. Domani torneremo alle manifestazioni di protesta degli “imbrogliati”, alle proteste sociali contro il carovita, alle discussioni sulla data delle prossime elezioni e, naturalmente, all’orrenda carneficina della popolazione siriana che Bashar al-Assad sta perpetrando da un anno e mezzo.
Ma oggi no.
Sembra ieri (era ieri!) che la nostra attenzione collettiva veniva distolta dalla instabilità politica della Knesset per focalizzarsi sulla notizia della bomba nel cuore di Damasco. Non si trattava semplicemente dell’ennesima giornata di sangue siriana, ma di un nuovo capitolo in quella folla guerra civile giunta alle porte della capitale. La nostra attenzione era tutta sulla Siria finché non è avvenuto l’attentato in Bulgaria. E allora, come ha fatto infinite altre volte in passato, Israele si è ritirato su se stesso: sanguinante, ferito e determinato, invocando che si saldasse il conto con gli assassini.
La protezione globale che Israele riesce a garantire ai suoi cittadini costituisce un’impresa veramente unica. Arriva fino ai più lontani villaggi e ostelli, come una sorta di estrema espressione dell’antico detto ebraico “tutto Israele è reciprocamente responsabile”. È questo ciò che garantisce che la maggior parte dei giorni si chiudano senza nessuna notizia, o al massimo con la notizia breve di qualche attentato sventato. Ma coloro che stanno sempre all’erta, coi muscoli sempre tesi, sanno bene che non esiste mai un successo assoluto.
Forse una piccola consolazione, anche in questi momenti di intenso dolore, può derivare dalla consapevolezza che il terrorismo dei nostri vicini non è quasi più efficace all’interno dei confini di Israele, per cui deve indirizzarsi al resto del mondo per attuare i suoi atti efferati.
Non esistono barriere di sicurezza, “cupole di ferro”, sistematiche operazioni anti-terrorismo che possano garantire un tasso di successo al cento per cento. Vi è sempre una fessura, un punto debole. Il meccanismo non è a prova di ruggine e si possono sempre verificare errori umani, come la stanchezza, e queste sono le crepe attraverso cui il terrorismo si può infiltrare.
I tanti paesi in cui la sicurezza che Israele garantisce ai suoi cittadini permette loro di condurre una vita passabilmente libera e sicura non vengono mai citati, finché non vi avviene una catastrofe. Da ieri la Bulgaria, con l’assassinio sul suo suolo di civili israeliani innocenti, è stata strappata dalla lunga e anonima lista dei paesi preservati.
Inutile dire che l’incidente verrà approfonditamente investigato, e che se ne trarranno le debite conclusioni. Israele darà la caccia ai responsabili, che quasi certamente ieri hanno firmato la propria condanna a morte, proprio come in passato. Le linee guida dell’antiterrorismo verranno aggiornate. Le falle nel sistema di sicurezza verranno riparate. L’antiterrorismo d’Israele conoscerà altri successi. E poi, dopo un lasso di tempo che speriamo più lungo possibile, l’asse terroristico arabo-iraniano troverà un altro tallone d’Achille nello scudo del nostro paese e non esiterà ad approfittarne per colpirci inesorabilmente. Israele non si fa la minima illusione sul conto di coloro che cercano implacabilmente di distruggerlo. La combinazione può variare – Iran, Hezbollah, al-Qaeda – ma la mano è sempre quella.
Così eccoci ancora una volta a tener duro tra sangue, sudore e lacrime; ancora una volta andando avanti, a testa alta.

(Da: Israel HaYom, 19.7.12)

2 commenti:

  1. Scrivo per esprimere tutta la mia solidarietà ad Israele, la patria ebraica conquistata con molta fatica (coltivando il deserto...)e sempre in pericolo.Passano gli anni, ma le cose cambiano poco:Israele continua a essere minacciato per la volontà di dominio araba e deve difendersi spesso tra l'ignoranza e la malafede del mondo occidentale che tende a vederlo come oppressore.
    Ma sono convinto che D-o assista sempre gli ebrei, quello stesso D-o che anticamente vi ha fatto uscire dall'Egitto ed ora vi ha di nuovo guidati a quella terra che in fondo è sempre stata da voi abitati.
    Sempre con israele.
    Shalom

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    Risposte
    1. Caro Alessio, grazie per le tue parole a nome dei miei amici ebrei e di quelli che come me amano Israele e il popolo ebraico.
      Con Israele!
      Sempre

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