Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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domenica 26 agosto 2012

Manovre "militari" dei terroristi

La scorsa settimana Hezbollah ha condotto 3 giorni consecutivi di manovre, mobilitando circa 10.000 terroristi dalla milizia sciita islamista libanese filo-iraniana. Secondo il quotidiano libanese Al Joumhoriya, che cita fonti definite “attendibili”, l’esercitazione – “la più importante nella storia di Hezbollah” – ha simulato in particolare la conquista di alcune regioni della Galilea (nord Israele). L'informazione non è stata confermata da altre fonti né da Hezbollah.

Come ti "educo" i pupi....

Nei giorni scorsi la sezione di Nablus del movimento Fatah (che fa capo a Mahmoud Abbas-Abu Mazen) ha organizzato e sponsorizzato un torneo di calcio giovanile intitolato a tre terroristi palestinesi, “i tre martiri Anan Subh, Hassan Abou Sharakh e Haitham Al Naana”. Ne ha dato notizia il quotidiano palestinese Al-Hayat Al-Jadida. Nel dicembre 2009 i tre terroristi uccisero a sangue freddo il rabbino Meir Chai, 45 anni, padre di sette figli, sparando da un’auto in corsa nel nord della Samaria (Cisgiordania). Durante la cerimonia di chiusura del torneo è stato osservato un minuto di silenzio in memoria de tre assassini. Questa estate Fatah ha anche intitolato un campo estivo per ragazzi alla memoria di Dalal Mughrabi, la terrorista che nel 1978 guidò l’attentato contro un autobus israeliano costato la vita a 37 persone.

lunedì 20 agosto 2012

Emigrazione da Israele al minimo storico

Il numero degli israeliani che emigrano dal paese è ad un minimo storico, secondo i dati diffusi lunedì dall'Ufficio Centrale di Statistica. Nel 2010 solo 15.600 israeliani hanno lasciato Israele, il livello più basso di emigrazione degli ultimi 40 anni.
I dati mostrano inoltre che, nel corso degli ultimi tre anni, un numero record di israeliani precedentemente emigrati ha fatto rientro in Israele: un flusso verosimilmente collegato alla crisi economica in corso in Europa e Stati Uniti. Evidentemente gli emigranti hanno trovato che la situazione economica in Israele è migliore di quanto suggeriscano proteste e titoli di giornale.
Dal giorno della fondazione di Israele, 64 anni fa, in tutto sono 684.000 gli israeliani emigrati dal paese. Oggi circa 570.000 israeliani vivono all'estero, principalmente negli Stati Uniti e in Canada. Questa cifra non comprende i bambini nati all'estero da genitori israeliani o in matrimoni misti. Includendo anche queste categorie, il numero di israeliani che vivono all'estero sale a più di 800.000.
Dal 2001 si è registrato un calo tendenziale dell’emigrazione e un aumento dei cittadini che rimpatriano. Attualmente il tasso di migrazione è al suo punto più basso in quarant’anni, con soli 0,7 emigrati ogni 1.000 israeliani residenti.
(Da: Israel HaYom, 7.8.12)

Khamenei: «Israele finirà per scomparire dal panorama geografico» (per chi avesse ancora dubbi sull'Iran....)

Israele finirà per “scomparire dal panorama geografico”. Lo ha affermato mercoledì la Guida Suprema della repubblica islamica iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, aggiungendo che si augura che al posto di Israele sorga uno stato palestinese.
La dichiarazione è stata fatta da Khamenei in vista della “Giornata di al-Quds” (Gerusalemme), che viene celebrata l’ultimo venerdì di Ramadan e costituisce tradizionalmente l’occasione per fare sfoggio di “solidarietà" verso la causa palestinese e contro Israele.
“Con l’aiuto del Signore – ha detto Khamenei a un raduno di veterani della guerra Iran-Iraq, citato dall’agenzia di stampa Mehr – anche quest’anno nella Giornata di al-Quds la nazione iraniana prenderà a pugni in faccia i nemici dell’islam”.
“La luce della speranza brillerà sulla questione palestinese – ha poi aggiunto la Guida Suprema iraniana – e questa terra islamica tornerà senza dubbio alla nazione palestinese, mentre il superfluo e fittizio regime sionista scomparirà dal panorama”.
Khamenei ha anche accusato “i sionisti e i loro sostenitori” di manovrare in modo che il mondo dimentichi la questione palestinese. “Per noi – ha detto – la questione palestinese non è una questione tattica, bensì un principio islamico. Noi vogliamo salvare questo paese islamico dalle grinfie del sionismo oppressivo”.
Sempre mercoledì Gholam Reza Jalali, un ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie oggi a capo dell’Organizzazione della difesa civile iraniana, ha affermato che la Giornata di al-Quds “è un'importante espressione del fatto che non esiste alternativa se non resistere fermamente finché Israele non sarà distrutto”.

(Da: Israel HaYom, 16.8.12)



martedì 14 agosto 2012

Arrestati i due assassini del linciaggio a Ramallah

Era il 12 ottobre del 2000 quando una folla di circa mille palestinesi aggredì a Ramallah, uccidendoli e mutilandone i corpi, i riservisti delle Israel Defense Forces Vadim Norzich e Yossi Avrahami. Sono passati dodici anni e la giustizia continua a fare il suo corso: arrestati altri due palestinesi che hanno confessato di essere materialmente coinvolti nell’ omicidio.
Il linciaggio dei due riservisti avvenne in concomitanza dell’inizio dell’ “al-Aqsa Intifada”, termine con cui si indica una serie di scontri violenti - tra palestinesi ed israeliani  - intercorsi tra il 2000 ed il 2004. Norzich e Avrahami  erano stati catturati della polizia locale, dopo aver superato per sbaglio un check point israeliano. Prima di morire, entrambe i riservisti, hanno subito atrocità disumane: sono stati picchiati, presi a pugnalate, gli sono stati cavati gli occhi ed i loro corpi sono stati sventrati. Nonostante il tentativo dell’Autorità Palestinese di nascondere qualsiasi documentazione relativa all’accaduto, le immagini dell’omicidio raggiunsero ogni parte del mondo: raccapricciante la foto che ritrae Aziz Salha, tra coloro che hanno partecipato al linciaggio, che agita sorridente ed orgoglioso le proprie mani sporche di sangue dalla finestra della stazione di polizia.  Drammatica anche la sorte dei due cadaveri: uno fu dato alle fiamme, l’altro venne gettato fuori dalla finestra come macabro “trofeo” per l’eccitata folla palestinese.
 
Oltre la bestialità degli assassini, oltre il profondo dolore causato dalla vicenda a livello internazionale…ciò su cui bisogna riflettere è che la polizia palestinese non impedì il linciaggio e che alcuni suoi componenti vi parteciparono anche: il poliziotto Wisam Radi fu giudicato nel 2010, con l’accusa di aver mutilato il corpo di Avrahami.  Il fotografo britannico Mark Seager, che aveva provato a fotografare l’aggressione ma era stato aggredito dalla folla, affermò: «E’stata la cosa più orribile e barbare che abbia mai visto, nonostante abbia visto cose molto brutte anche in Congo, Kosovo ed in altri luoghi…non me ne dimenticherò mai. Quando ci penso, mi viene in mente la testa di quell’uomo completamente fracassata e penso che avrò incubi per il resto della mia vita».
 
 Un altro spunto di riflessione potrebbe derivare dall’atteggiamento della RAI: Riccardo Cristiano, allora a capo del dipartimento RAI di Gerusalemme, non esitò a scrivere una lettera al principale quotidiano palestinese (Al-Hayat al-Jadida) subito dopo l’accaduto. «Ci teniamo a sottolineare che la RAI non ha preso parte alle riprese e diffusione del fatto – scrisse – perché noi rispetteremo sempre le “procedure giornalistiche” previste dall’Autorità Palestinese. Ci congratuliamo con l’Autorità Palestinese e La ringraziamo per la fiducia».
Due degli assassini, Ibrahim Tawfik Maadi di 51 anni e Yasser Ibrahim Mohammed Khatab di 40, sono stati arrestati nel mese di giugno mentre Abed el-Aziz Salha, arrestato nel 2001,  è stato rilasciato in base agli accordi per la liberazione di Gilad Shalit. Il dato interessante è che Maadi e Khatab (che saranno giudicati dalla Corte Militare della Judea) hanno ammesso di aver preso parte al linciaggio solo dopo essere stati arrestati da Shin Bet che, insieme a IDF ed alla polizia distrettuale di Judea e Samaria, hanno scoperto una cellula di Hamas operante proprio nelle zone di Ramallah e Binyamin. Ma c’è poco da stupirsi. Muhammad Howara, che confessò nel 2001 di aver accoltellato uno dei due riservisti, era un attivista di Tanzim…come Ziad Hamdada, colpevole invece di aver bruciato uno dei due corpi, che non solo pianificò ma prese anche parte ad alcuni attacchi terroristici. Haiman Zabam, altro operativo Tanzim che aveva partecipato al linciaggio, è stato arrestato nel 2007…dopo aver pianificato altri attacchi contro Israele.
«Abbiamo avvisato dell’ arresto le famiglie delle vittime solo dopo lo svolgimento delle indagini e prima della pubblicazione della notizia – ha affermato Dudi Asraf, portavoce della polizia – abbiamo spiegato a queste famiglie che, né la polizia israeliana né le forze di sicurezza, hanno dimenticato i loro figli e che, coloro che furono coinvolti in quell’ orribile crimine,verranno processati… nonostante siano passati dodici anni». Un messaggio molto chiaro che Israele rivolge non solo ai “piani alti” di Hamas, ma a tutti coloro che – per le più svariate motivazioni – scelgono di affiliarsi alle cellule terroristiche operanti nella zona.

Giulia Levi