Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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venerdì 28 settembre 2012

Se il francescano semina odio (raccontando menzogne)


Di Sergio Della Pergola

Solo ora, molti mesi dopo, vediamo su YouTube un filmato del Fatto Quotidiano dello scorso aprile in cui il francescano Atermio Victores, Vicario della Custodia di Terra Santa, parla della riduzione dalla popolazione cristiana a Gerusalemme e nella zona circostante. Victores attribuisce il calo demografico alla discriminazione di cui sarebbero vittime i cristiani in Israele. I fatti sono ben diversi.
Nella città di Gerusalemme nel 1947, prima dell'occupazione della città vecchia e dei quartieri orientali da parte della Legione Araba, i cristiani erano 32.700. Nel 1967, al momento dell'annessione di quegli stessi quartieri orientali da parte di Israele dopo la guerra dei Sei Giorni, i cristiani erano ridotti a 12.900. Oggi sono 14.600.
In tutta Israele, al momento dell'indipendenza nel 1948, vivevano 34.000 cristiani e all'inizio del 2012 il loro numero era aumentato a 154.000. Dunque sotto regime israeliano i cristiani sono aumentati, anche se meno di fronte all'enorme crescita proporzionale e assoluta dei musulmani.
La fuga dei cristiani è avvenuta interamente dai territori governati dall'Autorità palestinese. Città storicamente cristiane come Betlemme-Beit Jalah e Ramallah-El Bireh, sono diventate roccaforti musulmane. Atermio Victores dica allora tutta la verità: la fuga dei cristiani non è dalle aree ebraiche, è dalle aree islamiche sotto la spinta della continua intimidazione retorica e fisica della dirigenza politica e religiosa e dei movimenti terroristici palestinesi.
Il fra’ Victores che attribuisce il calo demografico dei suoi correligionari agli israeliani è un rozzo polemista, un demagogo manipolatore di mezze verità, e un seminatore di odio e di discordia che fanno molto male al dialogo inter-religioso. Concediamo pure a fra’ Victores di essersi espresso a titolo personale, magari per far piacere alla redazione del Fatto Quotidiano. Ma ci aspettiamo dal Custode di Terra Santa, Monsignor Pierbattista Pizzaballa, un autorevole esplicito cenno di rettifica delle false e nocive esternazioni del suo vicario.

(Da: moked.it, 27.9.12)

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