Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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giovedì 4 ottobre 2012

Il Comune di Napoli sostiene la "flotilla": Non in Mio Nome -


Il veliero Estelle tra il 4 e il 6 ottobre si fermerà a Napoli nel corso del suo tour di avvicinamento a Gaza per la Flotilla III. La missione dichiarata è quella di portare aiuti umanitari forzando il blocco navale imposto da Israele nel 2007 in risposta ai ripetuti atti ostili (lanci praticamente quotidiani di missili verso le città Israele più vicine al confine con Gaza; rapimento del caporale israeliano Gilad Shalit mentre era di pattuglia al confine con Gaza) provenienti dal territorio attualmente amministrato da Hamas. In qualunque modo la si pensi in merito al pluridecennale conflitto arabo-israeliano ed alla questione israelo-palestinese, che traggono entrambe origine dal rifiuto da parte araba di uno stato ebraico in Medio Oriente, è un fatto che, la promozione di iniziative volte alla ricerca di soluzioni pacifiche al conflitto, possa passare soltanto dal riconoscimento delle reciproche sofferenze e dei reciproci diritti delle parti in causa, vale a dire degli Israeliani e dei Palestinesi.
In questi giorni, sul sito istituzionale del Comune di Napoli, è stato pubblicato il link della “Freedomflotilla”, il movimento che, lamentando una presunta crisi umanitaria a Gaza non dimostrata, come provato dalle dichiarazioni della Vice Direttrice del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Mathilde de Riedmatten, e dai dati dello UN Office for the Coordination and Humanitarian Affairs occupied Palestinian territory, e smentita dai numerosi documenti video e fotografici disponibili in rete, ha promosso “flotille” con il chiaro intento di forzare il blocco navale messo in atto da Israele al largo di Gaza, secondo consolidate consuetudini e prassi del diritto internazionale.
A prescindere dalla discutibile promozione da parte del Comune di Napoli di un’iniziativa volta a forzare un blocco navale messo in atto dallo Stato di Israele, Paese amico dell’Italia con cui intrattiene rapporti culturali e commerciali, colpisce il fatto che un’Amministrazione Comunale eletta, in virtù del forte astensionismo delle ultime elezioni amministrative, con un terzo dei voti dei Napoletani, si arroghi il diritto di schierarsi con una delle parti in conflitto, in barba ad ogni principio di autentica promozione e ricerca della Pace e contribuendo, nella sostanza, a sostenere Hamas, , organizzazione inserita nell’elenco delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea (Posizione Comune 2005/847/PSC del Consiglio del 29 Novembre 2005).
Come cittadini ed elettori Napoletani ed Italiani, riteniamo che sia inaccettabile che il sito istituzionale del Comune di Napoli anziché promuovere il dialogo tra le parti, partendo dal riconoscimento delle difficoltà e sofferenze dei rispettivi popoli, ospiti il link di un’organizzazione quale Freedom Flotilla, che di fatto sostiene nel suo manifesto la delegittimazione di Israele, vale a dire che nega il diritto di Israele ad esistere in quanto Stato nazionale degli Ebrei, e che annovera tra i suoi sostenitori siti internet, associazioni (Guerrillaradio, Infopal, Terra Santa Libera) distintesi, negli anni, per le posizioni antisemite di diversi loro collaboratori e sostenitori, spesso mascherati da antisionisti. La Napoli delle persone che amano la Democrazia e la Pace, ma non il pacifismo a senso unico, non può accettare un uso distorto, arrogante e superficiale dell’istituzione pubblica “Comune”, unicamente funzionale alla propaganda di idee ed iniziative di alcuni suoi esponenti che, oltre a evidenziare ignoranza della Storia e della realtà di certi contesti, non dimostrano alcuna considerazione per le istituzioni intese come patrimonio comune di tutti i cittadini.
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