Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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sabato 6 ottobre 2012

Il sionismo


Il Sionismo è il movimento di liberazione nazionale ebraico che ha come scopo la creazione e lo sviluppo di uno Stato per il popolo ebraico, Israele, con cui si identifica in lingua (ebraico come lingua ufficiale), simboli (bandiera, inno e stemma), tradizione e cultura (festività e memoria storica).
STORIA 

- Il Sionismo nasce come un movimento di emancipazione nazionale, la cui guida è Leo Pinsker (Ehad ha-Am, Autoemancipazione, 1882), che vede in Israele una patria spirituale del popolo ebraico, unico territorio in cui gli ebrei non sono "stranieri". Pertanto, la vita nella patria di origine avrebbe curato l'antisemitismo che ispirò i grandi pogrom del 1871-1884.
- In seguito, il Sionismo si sviluppa come progetto politico di "creazione di uno stato ebraico in Palestina", sotto la guida di Theodor Herzl (Lo Stato degli Ebrei, 1896), che fonda l'Organizzazione Sionistica, riunitasi nel 1897 a Basilea per il Primo Congresso Sionistico.
- L'appoggio internazionale alla causa sionista si ha con la Dichiarazione Balfour, 1916, con cui il Ministro degli Esteri britannico (Arthur James Balfour) si impegnò a costituire una patria ebraica in Palestina. La Dichiarazione fu incorporata nel Trattato di Sèvres con la Turchia (1920) e nel testo del Mandato Britannico sulla Palestina, approvato dalla Lega della Nazioni nel 1922.
- Dopo la creazione di Israele nel 1948, i principi sionisti sono ancora alla base dell'esistenza dello Stato di Israele quale Stato Ebraico e Democratico (Dichiarazione di Indipendenza dello Stato di Israele), di cui possono divenire automaticamente cittadini gli ebrei, loro consorti e i loro discendenti fino alla terza generazione (Legge del Ritorno).

MOVIMENTI SIONISTI
- Il Sionismo, come progetto nazionale del popolo ebraico, si sviluppa in diversi movimenti secondo differenti ideologie, tra cui: il Sionismo socialista, revisionista, religioso e ambientalista. 
- Il Sionismo socialista vede nel ritorno degli ebrei alla coltivazione della terra la chiave per l'emancipazione del popolo ebraico cui sono state negate la proprietà della terra e la possibilità di dedicarsi al lavoro agricolo per duemila anni. I kibbutzim (cooperative agricole che hanno realizzato il socialismo reale) sono stati fondati in Israele da esponenti di questo movimento che aveva scuole di preparazione alla vita agricola in tutto l'Est Europa. Tra i maggiori esponenti: Moses Hess, David Ben-Gurion, Golda Meir, Berl Katznelson.
- Il Sionismo revisionista fu fondato da Ze'ev Jabotinsky, in opposizione alla linea politica di Chaim Weizman e David Ben-Gurion. I revisionisti si opponevano alla spartizione della Palestina e proponevano una politica di risposta armata agli attacchi arabi sulle comunità ebraiche; favorivano la fondazione di yishuvim (cittadine) e moshavim, (cooperative agricole non socialiste). Infine, promuovevano l'idea per cui il futuro Stato di Israele doveva essere liberale, a maggioranza ebraica con rappresentanza della minoranza araba nelle istituzioni nazionali. Tra i maggiori esponenti: Menachem Begin, Yitzhak Shamir, Ariel Sharon.
- Il Sionismo religioso fu fondato da Rav Kook, in opposizione all'ortodossia ebraica che vedeva (e in gran parte vede ancora) nel Sionismo come un'anticipazione umana di ciò che solo può avvenire con l'avvento del Messia, cioè la creazione dello Stato di Israele. Al contrario, i sionisti religiosi considerano l'opera umana necessaria all'avvento del Messia. Ampiamente eterogeneo, il Sionismo religioso comprende frange socialiste, che hanno ispirato il movimento dei kibbutzim religiosi, nazionali, che integrano i principi liberali democratici con l'identità religiosa, e oltranzisti, che vorrebbero un ruolo di maggior importanza della religione nella sfera pubblica israeliana.
- Il Sionismo ambientalista considera il benessere dell'ambiente in Israele, di cui è capostipite il KKL (Keren Kayemeth Le-Israel - Fondo Nazionale Ebraico), che acquistava terreni nella Palestina mandataria, per la loro bonifica, il loro rimboschimento e la loro colonizzazione. 

DEMONIZZAZIONE
Il termine "Sionismo" è associato a "razzismo", "colonialismo", "dominio straniero". La Risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU n. 3379 del 10 novembre 1975 equiparava il Sionismo al razzismo ed è stata revocata (non annullata, quindi senza formale condanna del contenuto) dalla risoluzione 4686 del 1991.
Il Sionismo è ancor oggi considerato una forma di razzismo e colonialismo dalla Lega Araba, come testimonia la Carta Araba dei Diritti Umani, e dal movimento delle ONG, come testimonia la Dichiarazione Finale di Durban 2001.

5 commenti:

  1. Secondo molti storici la nascita del sionismo in senso stretto va fatta risalire al XVI sec nella figura di Giuseppe Nasi (italianizzato). Mercante ebreo portoghese, per sfuggire alle persecuzioni dell'Inquisizione, riparò prima in Spagna poi a Venezia. In seguito ad una persecuzione ebraica esplosa dopo il famoso incendio dell'arsenale, trovò riparo definitivo presso la corte di Solimano ad Istanbul. Negli anni acquisì una grande influenza presso il sultano. E intanto coltivava il sogno di una patria per gli ebrei; scartò molte opzioni, compresa la Palestina perchè troppo a maggioranza musulmana, infine la sua scelta ricadde sull'isola di Cipro (all'epoca veneziana). Nasi spese tutta la sua influenza per convincere il sultano a muovere guerra alla Serenissima, benchè Venezia e il Turco fossero sì in cattivi rapporti, ma non in guerra. Cmq alla fine la campagna di Cipro ebbe luogo, durò parecchi anni e culminò con il famoso assedio di Farmagosta, in cui i veneziani in schiacciante inferiorità resistettero eroicamente per quasi un anno. Alla fine la guerra fu vinta, ma fu una vittoria di Pirro: le perdite furono pesantissime, le spese ingentissime ma soprattutto l'anno di resistenza diede il tempo a Venezia di dirigere in luogo la flotta, che sbaragliò la marina turca a Lepanto. I consiglieri del sultano che erano stati contrari alla campagna di Cipro ne approfittarono subito, alla fine a Solimano saltò la mosca al naso, e il povero Nasi fu condannato a rifondere di tasca sua tutte le spese dell'operazione: ne uscì economicamente sul lastrico, e politicamente con le ossa rotte.
    La vicenda di Giuseppe Nassi è molto bene narrata nel romanzo "Altai" di Wu Ming.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Non mi è mai capitato di trovare storici che affermassero questo su Giusppe Nasi.
      Viene sicuramente riconosciuto come colui che ripopolò Tiberiade di Ebrei e così Sfad. Egli infatti fece ricostruire le mura cittadine, incentivò l'arrivo di artigiani ebrei e avviò la produzione della seta. Il suo ruolo nella conquista di Cipro non portò aspetti positivi per gli ebrei che ne vennero anzi cacciati..

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  2. Invece ci sono. Tanto che Nasi viene definito proto-sionista. Se la campagna di Cipro fosse andata come programmato, l'isola, all'epoca lievemente sottopopolata, sarebbe diventata una nazione per ebrei. Aveva anche convinto il sultano, benchè sotto lo stendardo dell'Impero. Ma si trattava di una subordinazione del tutto formale, visto che Nasi sarebbe stato governatore e avrebbe avuto la max autonomia. Purtroppo per lui non aveva fatto i conti con ifanti veneziani, la cui resistenza cmq era del tutto imprevedibile

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  3. Non sono molto ferrato in storia del Sionismo pero' credo che anche gli israeliani hanno diritto ad una loro nazione e vivere in pace.Sono nati li ed è giusto che ci stiano.
    Federico

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