Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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sabato 24 novembre 2012

Cambiano solo i nomi


Israele non ha alcun bisogno di un successo militare per porre fine alla battaglia. Non ha bisogno di una “foto” di vittoria per terminare l’operazione “Colonna di nube difensiva”.
Fin dal suo inizio il movimento sionista, nelle sue diverse forme, si è trovato in stato di guerra con arabi e palestinesi, ormai da più di centoventi anni. I “tumulti del 1929”, la “guerra d’indipendenza”, la “guerra dei sei giorni” e una sfilza di altri nomi per ogni operazione, scontro e battaglia. I nomi sono l’unica cosa che cambia.
Anche l’operazione “Colonna di nube difensiva” fa parte di quella stessa guerra, che verosimilmente non è destinata a finire tanto presto. Come tale, essa ha già registrato diversi risultati: l’eliminazione del capo militare di Hamas e di altri capi terroristi, colpi diretti inferti ai centri di Hamas, l’intercettazione di intere raffiche di razzi con il sistema “Cupola di ferro”. Dunque non c’è alcun bisogno di un “colpo vittorioso”, di una immagine che soddisfi il desiderio popolare di una tangibile vittoria militare.
Lo Stato d’Israele è circondato da più di 200.000 missili e razzi. I paesi arabi attorno a noi, e i palestinesi, hanno imparato la lezione: non possono sopraffare esercito e forze aeree dì Israele. Hanno anche imparato un’altra cosa, molto probabilmente con la Guerra del Golfo del 1991: la popolazione civile è vulnerabile e reagisce con sbalzi d’umore estremi. In base a questa consapevolezza, i paesi arabi e i gruppi terroristici si sono armati con una incredibile quantità di missili e razzi. Ma le azioni delle Forze di Difesa israeliane in quest’ultima settimana hanno messo gli arabi di fronte a una nuova prospettiva: la combinazione di un eccellente lavoro di intelligence e di forze aeree eccezionali può neutralizzare in modo significativo la minaccia di razzi e missili. Il sistema “Cupola di ferro” accresce il duro colpo che ha subito la loro strategia.
“Colonna di nube difensiva” non è che l’ennesimo capitolo nel libro delle guerre che Israele ha dovuto combattere. Fra due mesi, o due anni, se non addirittura prima, la situazione tornerà a ripetersi. Ancora una volta cercheranno di colpirci con i missili, ancora una volta le forze aeree israeliane si lanceranno nei raid, e ancora una volta le batterie di “Cupola di ferro” si attiveranno per neutralizzare la minaccia sulle città israeliane.
Così è la nostra vita, in questa “villa in mezzo alla giungla” – come una volta ebbe a definire Israele il ministro della difesa Ehud Barak.
Non vi è alcuna necessità di una “immagine di vittoria”. È più che sufficiente che il capo di stato maggiore Benny Gantz, il cui esercito ha fatto un ottimo lavoro in questi ultimi giorni, dichiari che questa fase è finita. Con la scritta “continua alla prossima puntata”, purtroppo.

(Da: YnetNews, 20.11.12)

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