Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Lettori fissi

domenica 25 novembre 2012

Già partita la corsa dell’Iran al riarmo dei terroristi di Gaza

Satelliti spia israeliani hanno avvistato una nave nel porto iraniano di Bandar Abbas che veniva caricata di missili destinati, secondo gli analisti, alla striscia di Gaza. Lo ha scritto domenica il Sunday Times. Secondo il reportage, il carico comprenderebbe missili Fajr-5 a media gittata come quelli che Hamas ha lanciato su Tel Aviv e Gerusalemme e le cui scorte le Forze di Difesa israeliane hanno significativamente impoverito durante i recenti combattimenti anti-Hamas nella striscia di Gaza, ma anche missili balistici Shahab-3 che potrebbero essere posizionati in Sudan allo scopo di minacciare direttamente Israele.
“Con un grosso sforzo – ha detto una fonte israeliana citata dal quotidiano britannico – l’Iran è abilmente riuscito a creare un braccio strategico militare puntato contro Israele da sud”.
Il carico potrebbe passare per il Mar Rosso, il Sudan e l’Egitto lungo un percorso consolidato, già usato dall’Iran per contrabbandare armi verso Gaza, scrive il Sunday Times. “Riteniamo che navi militari iraniane all’ancora in Eritrea accompagneranno la nave carica di armi non appena farà il suo ingresso nel Mar Rosso”, ha detto la fonte israeliana.
A quanto risulta, la spedizione è stata approntata la scorsa settimana nel momento stesso in cui Israele e Hamas accettavano il cessate il fuoco dopo otto giorni di combattimenti. “Indipendentemente dal cessate il fuoco – ha dichiarato al Sunday Times una fonte della Difesa israeliana – noi attaccheremo e distruggeremo qualunque carico di armi diretto a Gaza dovessimo individuare”.
Mahmoud al-Zahar, uno dei più alti esponenti di Hamas a Gaza, citato sabato dalla Reuters, ha dichiarato che Hamas continuerà ad armarsi con l’aiuto dell’Iran, nonostante la tregua sottoscritta al Cairo preveda la cessazione di tutti i lanci di razzi contro Israele. “Non possiamo fare altro che continuare a importare armi con tutti i mezzi possibili – ha dichiarato Zahar ai giornalisti, spiegando di contare sul fatto che Tehran “incrementerà il suo sostegno militare e finanziario a Hamas”. Ed ha aggiunto: “Abbiamo tutto il diritto di prendere soldi e armi dall’Iran, che ce li dà per amore di Dio senza porre condizioni, e io ne sono testimone”.
In una inconsueta telefonata al “primo ministro” di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad si è personalmente complimentato per quelle che ha definito la sua "resistenza" e "intransigenza" contro Israele, stando a quanto riferito dall’agenzia ufficiale IRNA.
Nel recente passato il Sudan, che gli analisti considerano una delle principali vie di transito del traffico di armi verso la striscia di Gaza controllata da Hamas, ha accusato più volte l’aviazione israeliana d’aver colpito sul suo territorio dei convogli e una fabbrica di armi. Israele si è sempre astenuto dal commentare tali accuse.

(Da: Ha’aretz, Jerusalem Post, Israel HaYom, 25.11.12

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