Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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martedì 18 dicembre 2012

Editorialista kuwaitiano: come non chiamare le cose con il loro vero nome

Quello che segue è un articolo scritto dal giornalista kuwaitiano Abdullah Al Hadlaq, pubblicato nel giornale “Al-Watan” (Kuwait, 19 novembre 2012) con il titolo: “Una parola di verità: due pesi e due misure, e non chiamare le cose con il loro vero nome”. Anche a distanza di qualche settimana dalla pubblicazione, può essere utile leggerne il testo, segnalato dal blog di Avi Melamed su “Times of Israel”.


«Quando le organizzazioni terroristiche nella striscia di Gaza, compresa Hamas, lanciano razzi sulle città israeliane cercando di uccidere civili innocenti, comprese donne e bambini, i mass-media arabi quasi senza eccezione la chiamano “resistenza” o “jihad”. Quando Israele, agendo per autodifesa, attacca le postazioni militari di queste organizzazioni nella striscia di Gaza per far cessare il terrorismo dei razzi che vengono lanciati sulle città israeliane, gli stessi mass-media chiamano queste reazioni “aggressione”. Gli attacchi di Hamas ai civili israeliani, sostengono i mass-media arabi, costituiscono il “legittimo diritto alla resistenza e alla jihad palestinese”. L’autodifesa d’Israele è, dicono, “l’aggressione dell’occupazione israeliana nella striscia di Gaza”. E infine, i mass-media arabi – per la maggior parte – chiamano “morti” le vittime israeliane e definiscono “martiri” le vittime palestinesi.

Hamas ha avviato lo scontro con Israele, ma non riesce a porvi termine. In seguito alla ritorsione israeliana, i capi di Hamas rimpiangono la loro decisione di dare inizio allo sconto. Il che mi ricorda la reazione di Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, in seguito alla guerra in Libano del 2006, quando disse: “Se avessi saputo che la risposta israeliana sarebbe stata così forte, non avrei nemmeno lanciato la provocazione”.

Israele potrebbe lanciare una massiccia operazione di terra su scala più ampia della precedente operazione di terra “Piombo fuso” del 2009, che includeva massicci attacchi alle postazioni militari delle organizzazioni nella striscia di Gaza e prendeva di mira i capi militari e politici di tali organizzazioni.

L’Iran e il suo alleato Hezbollah stanno cercando di incendiare la regione nella speranza di prevenire l’inevitabile caduta della sanguinaria tirannia di Assad in Siria. L’operazione militare israeliana [Colonna di nube difensiva] è un chiaro messaggio all’Iran e a Hezbollah. Il presidente degli Stati Uniti ha chiaramente appoggiato il diritto di Israele a difendersi. Israele sfrutta il vantaggio di questo sostegno per rafforzare la sua forza deterrente e distruggere i missili Fajr iraniani contrabbandanti nella striscia di Gaza dalla Siria e dal Libano meridionale. Il primo ministro israeliano sa che l’Egitto, al massimo, richiamerà il suo ambasciatore ed espellerà l’ambasciatore israeliano. Netanyahu ricorda che i rapporti Israele-Egitto sono continuati anche dopo che l’Egitto aveva richiamato il suo ambasciatore nel 2002.»



(Da: Times of Israel, 9.12.12)



4 commenti:

  1. E quindi questo kuwaitiano dichiara che assad è un tirranno...Pur ammettendo io stesoo che lo sia ho paura che costui non direbbe mai che lo sono anche Āl Ṣabāḥ, Al Khalifa e Saud

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  2. in kuwait, bahrein e arabia saudita non bombardano il popolo con aerei e carri armati. Non hanno trucidato 43.000 persone.. Roba che se Israele avesse provocato anche solo la morte di 4300 persone lo avrebbero già incenerito... e di sicuro condannato. Ma l'assadsino siriano può fare il suo porco comodo....

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    1. NON metto in dubbio che assad sia un criminale ma non è giusto prendere questo articolo come oro colato... il kuwait, l'arabia saudita ecc odiano l'iran quasi più di israele. E' vero, negli stati del golfo non vengono bombardati i civili e le città ma paesi in cui è presente un parlamento eletto dal 30% della popolazione perchè la restante parte si è astenuta per protesta, paesi in cui le elezioni manco esistono e tutti i consigleri del re sono della stessa famiglia o paesi in cui tutte le cariche politiche ed economiche sono nelle mani di una ristretta cerchia, be io non penso che questi paesi possano dare lezioni di democrazia agli altr

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  3. "ma paesi in cui è presente un parlamento eletto dal 30% della popolazione perchè la restante parte si è astenuta per protesta, paesi in cui le elezioni manco esistono e tutti i consigleri del re sono della stessa famiglia o paesi in cui tutte le cariche politiche ed economiche sono nelle mani di una ristretta cerchia"
    Caspita hai quasi descritto al siria degli assad, che ci siano due pesi e due misure nel trattamento mediatico tra palestina e siria è un fatto evidente che lo scriva un editorialista kuwaitiano sicuramente influenzato da un sentimento antiraniano è trascurabile.

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