Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

CERCA NEL BLOG

Translate this page

Pallywood

Loading...

Sempre con Israele!!!

Sempre con Israele!!!

Lettori fissi

lunedì 3 dicembre 2012

Ministro Terzi, il governo italiano ci ha deluso

Signor Ministro,
noi sottoscritti, siamo cittadini italiani residenti in Israele. Alcuni di noi l’hanno conosciuta e apprezzata, quando lei era Ambasciatore d’Italia, per aver contribuito allo sviluppo delle relazioni tra Italia e Israele, in accordo con la politica di aperta amicizia del Governo che l’aveva chiamata a ricoprire il suo importante incarico. Per questo, desideriamo esprimere tutta la nostra profonda delusione per la scelta fatta dal Governo attuale, senza peraltro farla precedere da un dibattito parlamentare, di riconoscere lo status di osservatore all’ONU dell’ANP.
Dopo aver letto il suo pezzo su facebook, ci permettiamo le seguenti considerazioni.
1. Crede veramente che questo passo possa avvicinare la pace o al contrario allontanarla, in quanto solleva una delle due parti, quella palestinese appunto, da ogni responsabilità nella situazione di stallo in cui versano i negoziati? Non crede che, da una decisione del genere, l’ANP tragga ulteriore forza per continuare a porre precondizioni inaccettabili e pretestuose? Non crede che la decisione, presa in sede ONU, che di fatto riconosce uno Stato palestinese nei confini precedenti la guerra del 1967, con capitale Gerusalemme, renda problematica ogni futura trattativa?
2. Perché non è stato mai ricordato che il 29 novembre, data dello “storico” voto, era l’anniversario di un altro voto, quello sì storico: ci riferiamo alla risoluzione 181 del 29 novembre 1947, con cui l’ONU sanciva la spartizione della Palestina mandataria in due stati, uno arabo, l’altro ebraico. Perché non è stato ricordato che detta spartizione riguardava solo quello che era rimasto della Palestina, dopo che la Gran Bretagna, nel 1922, con atto unilaterale, ne aveva scorporata gran parte, dando vita a uno Stato mai esistito per una nazione mai esistita, col nome (appunto significativo) di TRANSJORDAN.
3. Perché nessuno ha ricordato che tutti gli arabi rifiutarono quella spartizione e attaccarono il neonato Stato di Israele, trascinandolo in una serie infinita di guerre?
4. Perché non è stato ricordato che, dal 1948 al 1967, la Cisgiordania era sotto controllo giordano e Gaza sotto quello egiziano e che nessun palestinese pensò di crearsi il proprio stato? Perché non è stato ricordato che, nel 1964, nacque l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), il cui scopo, dichiarato nella sua Carta costitutiva, era distruggere “l’entità sionista”. Nè ci risulta che, dopo gli accordi di Oslo, questo articolo sia stato eliminato.
5. Consideriamo ingenuo, per usare un eufemismo, pensare che il sì pronunciato all’ONU dia ai paesi europei che l’hanno pronunciato la patente di mediatori credibili nel processo di pace. Allora perché nessuno dei rappresentati europei del sì ha reagito al discorso di Abu Mazen, pieno di odio, violenza e falsità storiche, certo non aperto al negoziato. Non vogliamo qui fare della dietrologia sul senso della scelta italiana, ma ci permetta di dubitare dell’esito che essa avrà sul processo di pace, anche perché, nella sua spiegazione, lei non fa cenno alle iniziative che il Governo italiano, in accordo con i partners europei, intende prendere in merito. Visto poi che anche le parole hanno un senso, non vorremmo più sentire affermare, come se fosse una grande concessione, che “Israele ha diritto di esistere”. Israele esiste, lo dimostra la sua società viva, multietnica, democratica, creativa, impegnata nel progresso scientifico, culturale, sociale. Realtà questa che lei ha toccato con mano.
Per quanto concerne poi il progetto di “Due popoli e due Stati”, esso ci trova perfettamente d’accordo, ma, per realizzarlo, occorre che i due Stati siano democratici. Altrimenti nessuna pace sarà mai possibile. La pace è fatta di riconoscimento reciproco, di cooperazione allo sviluppo, di libera circolazione delle persone, di amicizia.

Con rispetto, seguono le firme:

Avram Fulvio Canetti, Tamara Kinwald Cesana, Renzo Cesana, Carla Dell’Ariccia, Renata Buzzi Del Monte, Sergio Del Monte, Viviana Di Segni, Angela Polacco Lazar, Cecilia Cohen Hemsi Nizza, Davide Nizza, Fulvia Ottolenghi, Patrizia Di Nepi Pacifici, David Pacifici, Ester Picciotto, Samuele Rocca, Laura Terracina Sabatello





Nessun commento:

Posta un commento