Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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martedì 4 dicembre 2012

Picco dell’istigazione all’odio contro Israele, nelle istituzioni dell’Autorità Palestinese

Istigazione all’odio e linguaggio incendiario contro Israele nell’Autorità Palestinese sono al livello peggiore mai toccato dal 2009, anno in cui Gerusalemme ne ha avviato il monitoraggio sistematico. Lo ha affermato domenica il ministro degli affari strategici Yossi Kuperwasser durante la riunione settimanale del governo israeliano.
Il governo ha chiesto a Kuperwasser di illustrare gli ultimi dati dell’“indice di istigazione”, all'indomani del discorso tenuto giovedì dal presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) davanti all'Assemblea Generale dell’Onu. Un discorso nel quale Abu Mazen ha dipinto Israele in tinte demoniache e che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito “grondante veleno”.
Kuperwasser ha mostrato al governo una presentazione in Power-point intitolata “Cultura della pace e indice dell’istigazione all'odio nell'Autorità Palestinese” che documenta una ricca serie di esempi, compresi quelli tratti dal discorso si Abu Mazen all’Onu di giovedì scorso e dal discorso che Abu Mazen tenne, sempre davanti all'Assemblea Generale, lo scorso 27 settembre.
Gli esempi mostrano che l’Autorità Palestinese, attraverso le sue istituzioni e i suoi portavoce ufficiali, diffonde costantemente tre messaggi inequivocabili: 1) tutta l’area che si estende dal fiume Giordano al mar Mediterraneo finirà alla fine nelle mani dei palestinesi; 2) demonizzazione e de-umanizzazione degli ebrei e dei sionisti in generale, degli israeliani e degli ebrei nei territori contesi (coloni) in particolare; 3) tutte le forme di lotta, comprese tutte le forme di terrorismo, sono legittime contro Israele.
Kuperwasser ha detto ai ministri che il monitoraggio delle pagine Facebook delle scuole dell’Autorità Palestinese mostra il grado di influenza e di penetrazione a cui giunge la narrazione secondo cui tutto Israele verrà dato ai palestinesi, e ha illustrato questo punto mostrando una serie di esempi di mappe tratte dai libri di testo scolastici e dalle pagine web di Fatah dove Israele non compare entro nessun confine.
Tra gli esempi di demonizzazione e de-umanizzazione, la presentazione in Power-point include una citazione dal discorso fatto giovedì da Abu Mazen alle Nazioni Unite in cui il presidente dell’Autorità Palestinese afferma che la creazione di Israele costituisce “una delle più orrende campagne di pulizia etnica ed espropriazione della storia moderna”.
Questa sezione della presentazione comprende anche la pagina Fecebook di una scuola elementare palestinese di Kakilya dove compare, in sedici diverse lingue, la scritta “Io odio Israele”; così come un’altra pagina Facebook, questa volta di una scuola di Tulkarem, dove compare un’immagine di Hitler sopra alla frase: “Avrei potuto uccidere tutti gli ebrei del mondo, ma ne ho lasciati alcuni affinché voi sappiate perché li ho uccisi”.
“Tutto questo – ha detto Netanyahu commentando i dati trimestrali di Kuperwasser – costituisce un’ulteriore conferma che quello con cui abbiamo a che fare non è un contenzioso sul territorio, bensì il rifiuto dell’esistenza stessa di Israele”. Netanyahu ha sottolineato che il mancato riconoscimento da parte palestinese dell’esistenza di Israele entro qualunque possibile confine “è la vera radice del conflitto”, e che le mappe palestinesi che mostrano costantemente come “Palestina” l’intera area dal Giordano al Mediterraneo dimostrano, e a loro volta rafforzano e perpetuano, la mancata accettazione del diritto di esistere di Israele tout-court.
“I palestinesi – ha detto Netanyahu – non sono disposti a impegnarsi in un vero processo di pace che faccia i conti con l’esistenza di Israele in quanto stato nazionale del popolo ebraico. E questo avvelena l’opinione pubblica palestinese. Finché l’Autorità Palestinese continuerà ad allevare le giovani generazioni nell'odio, come sarà possibile anche solo parlare di pace?”
Netanyahu ha affermato che i palestinesi vogliono “usare il processo diplomatico per conseguire la fine dello stato d’Israele. La mossa all’Onu – ha detto – fa parte di questa strategia”, e ha sottolineato che i palestinesi stanno allevando una generazione nell'odio verso Israele e nel culto del terrorismo. “Non vediamo nessun discorso favorevole alla coesistenza: tutti i discorsi sono di odio e per la cancellazione di Israele”, ha concluso.

(Da: Jerusalem Post, 2.12.12)

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