Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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venerdì 4 gennaio 2013

Mahmoud Habash (Ministro ANP): " Le pretese ebraiche sul Muro del Pianto non hanno alcun fondamento religioso, storico o giuridico"


Mahmoud Habash, Ministro dell’Autorità Palestinese per gli Affair Religiosi e il Waqf (patrimonio religioso islamico), ha dichiarato che il Muro Occidentale (noto come “Muro del pianto”) di Gerusalemme è un luogo santo islamico e che nessun ebreo vi ha mai pregato prima del 1917.
Definendo le recenti parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a proposito della sovranità israeliana sul Muro Occidentale “una sciocchezza” e “una manipolazione”, Habash ha dichiarato in un comunicato stampa diffuso lunedì 17 dicembre che “le pretese israeliane sono prive di valore”. Secondo il ministro di Abu Mazen, “Gerusalemme in ogni sua parte è prerogativa dei palestinesi” mentre le rivendicazioni israeliane sulla città e sul Muro Occidentale “non hanno alcun fondamento religioso, storico o giuridico”. Il Muro Occidentale, continua il comunicato di Habash, che “è parte integrante della moschea di al-Aqsa e di Haram al-Sharif [Monte del Tempio] che è Waqf [inalienabile patrimonio islamico]”, è sempre stato un luogo di culto solo e unicamente musulmano “per tutta la sua storia, fino alla promulgazione della Dichiarazione Balfour nel 1917”.
Ribadendo che “Gerusalemme è la capitale eterna della Palestina”, il ministro dell’Autorità Palestinese conclude il comunicato facendo appello all’Unesco affinché sostenga i “diritti arabo-palestinesi” su Gerusalemme (presumibilmente sulla base di questa ricostruzione storica quantomeno bizzarra).


Mi piacerebbe sentire i commenti su questa notizia da parte di storici, letterati e giornalisti. 
Non dimentico che gli arabi sono quelli che nel 700 disegnavano le cartine geografiche del Mediterraneo capovolte (il nord africa era sopra l'Italia e il resto d'Europa per capirci) perchè non potevano tollerare di "stare sotto" gli infedeli....

2 commenti:

  1. Non sono uno storico e non sono ebreo, ma ci sono molti elementi che sconfessano questa bislacca ricostruzione dei fatti di Mahmoud Habash.
    Basti pensare alla relazione storica redatta dal governo di Sua Maesta' Britannica nel Dicembre del 1930, in cui si attesta -- cito testualmente -- "There are several Jewish authors of the 10th and 11th centuries, e.g., Ben Meir, Rabbi Samuel ben Paltiel, Solomon ben Judah, and others, who write about the Jews repairing to the Wailing Wall for devotional purposes, also under the Arab domination. A nameless Christian Pilgrim of the 11th century testifies to a continuance of the practice of the Jews coming to Jerusalem annually."
    E poi ancora: "In the year 1193, an area in front of the Wailing Wall was constituted Waqf by King Afdal, son of Saladin, that is to say that the property was detached for "religious or charitable" purposes according to the Moslem Sharia Law."
    Quindi, la pratica non soltanto e' vecchia di almeno dieci secoli (altro che Balfour!), ma che persino i conquistatori Musulmani -- quelli seri, non come quelli di oggi -- l'hanno pure ristrutturata per consentire agli Ebrei di continuare a pregare.
    Mi sembra logico supporre che non si trattasse di una manciata di fedeli, per indurre il figlio del Saladino a ordinare i lavori di restauro.
    Questo e' il link al documento uffcilae britannico, dal sto UNISPAL: http://unispal.un.org/unispal.nsf/9a798adbf322aff38525617b006d88d7/59a92104ed00dc468525625b00527fea?OpenDocument

    Anche dalle (parziali) serie storiche demografiche disponibili provenienti dalle statistiche dell'Impero Ottomano, risulta che a Gerusalemme la presenza ebraica non sia praticamente mai venuta meno. Anzi.
    Cohen and Lewis stimano la popolazione ebraica di Gerusalemme nel XV secolo essere intorno al 20%, mentre Alexander Schölch e' giunto alla conclusione che gia' nel 1850, gli Ebrei erano ben il 26% della popolazione.
    Difficile supporre che sino al 1917 siano andati a pregare altrove e che poi, di punto in bianco, abbiano preso a recarsi al Muro del Pianto, come dice lui.

    Quanto a "Gerusalemme capitale eterna della Palestina", be'... che dire: stendiamo un velo pietoso. :-)

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  2. Rio, sei stato a dir poco molto esauriente.
    Grazie per il tuo commento. Shalom

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