Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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domenica 6 gennaio 2013

Quando la mezzaluna abbracciò la svastica

di Andrea Tornielli


I rapporti del nazismo con il mondo arabo sono poco conosciuti, così come è poco conosciuta l’influenza che l’ideologia hitleriana ebbe in alcuni partiti e organizzazioni politiche che lottarono per l’indipendenza dei paesi arabi dal dominio coloniale. Un’influenza i cui echi si fanno ancora sentire «in alcuni settori del mondo arabo», mentre «alcuni importanti leader sia religiosi sia politici dell’islam fondamentalista se ne fanno tuttora propagatori».
Lo sostiene lo storico de La Civiltà Cattolica, il gesuita Giovanni Sale, in una ricerca che sarà pubblicata in un volume edito Jaka Book e che Il Giornale oggi anticipa.
Sale ricorda che inizialmente, la «soluzione» scelta dalla Germania hitleriana per allontanare gli ebrei dal suolo tedesco, fu quella di facilitarne in tutti i modi l’emigrazione. In particolare in Palestina, dove, credevano i tedeschi, essi sarebbero stati «liquidati» dagli arabi. L’atteggiamento tedesco mutò poco dopo, quando a Berlino si resero conto che l’immigrazione ebraica in Palestina avrebbe favorito la nascita di uno Stato ebraico. È in questo momento, spiega lo storico, che il governo di Berlino ordina a tutte le sedi diplomatiche tedesche in Medio Oriente di tenere «un atteggiamento più comprensivo verso le aspirazioni del nazionalismo arabo».
Dopo l’invasione tedesca della Cecoslovacchia nel marzo 1938, l’indirizzo filoarabo assunto dal governo del Reich per contrastare le ragioni del sionismo internazionale, viene espresso dalla propaganda nazista in modo più diretto. In questo periodo viene anche attivata dal governo tedesco una trasmissione radio di propaganda nazista in lingua araba, che avrà «ascoltatori entusiasti in tutto il Medio Oriente». E gli intellettuali arabi, in quel periodo, scrive padre Sale, «consideravano più vicine alla loro cultura e sensibilità le ragioni ideologiche del nazionalismo tedesco, definito in base alla lingua, alla cultura e alla stirpe di un popolo e di una nazione; insomma tra pangermanismo e panarabismo vi erano a quel tempo diversi punti di contatto».
Alcuni arabi tedeschi cercheranno, ma invano, di persuadere i capi nazisti a modificare la clausola razziale nello statuto del partito, restringendola ai soli ebrei. Le autorità tedesche tenteranno però in tutti i modi di correggere il tiro circa il «semitismo» delle popolazioni arabe, sostenendo che non era vero che gli arabi fossero «semiti puri» come gli ebrei, ma che, al contrario di questi, essi furono in buona parte arianizzati. «L’ideologia nazista – scrive lo storico gesuita – attraverso la sua martellante propaganda antiebraica e antidemocratica, non soltanto raggiunse la maggior parte delle popolazioni arabe, ma influì anche sulle sue élite intellettuali; in diversi Paesi furono fondati addirittura partiti politici di matrice nazista, che ebbero poco seguito a livello popolare, ma che esercitarono un forte influsso politico anche negli anni successivi alla guerra. Ricordiamo il Partito Nazionalsocialista Siriano, che esercitò una grande forza di attrazione sulla gioventù siriana e libanese di quegli anni, e il Partito Giovane Egitto, le cosiddette “camicie verdi”, formato da una gerarchia paramilitare sul modello delle SA e delle SS. Esso si distinse per un acceso antisemitismo e per l’adesione all’ideologia nazista».
All’inizio degli anni Quaranta, il Gran Muftì di Gerusalemme al Husayni, capo del supremo comitato della Palestina araba, per promuovere le ragioni dell’indipendenza dei Paesi arabi, organizzò una «missione» a Berlino per prendere contatti con i capi militari nazisti. Affermò di essere a capo di un’organizzazione nazionalista araba segreta con diramazioni in diversi Stati che, disse, erano disposti a unirsi alle forze dell’Asse nella guerra contro l’Inghilterra, «alla sola condizione che tali forze riconoscano il principio di unità, l’indipendenza e la sovranità di uno Stato arabo a carattere fascista, comprendente l’Irak, la Siria, la Palestina e la Transgiordania».
Il sentimento filo-tedesco e le simpatie verso il nazismo, furono così forti, «in questi Paesi, in particolare in Egitto e Siria – osserva Sale – che esso non svanì neppure dopo la sconfitta e la completa distruzione del Terzo Reich. Le simpatie verso il nazismo e verso Hitler, addirittura, non solo non venivano nascoste, ma venivano pubblicamente manifestate e questo fino agli anni Sessanta del secolo scorso». Lo storico ricordo uno scritto del 1953 di Anwar Sadat, futuro presidente della repubblica egiziana, il quale scrisse in un giornale del Cairo, riferendosi idealmente a un Hitler che si credeva ancora vivo e nascosto da qualche parte: «Mi congratulo con voi con tutto il cuore perché, sebbene sembri che siate stato sconfitto, il vero vincitore siete voi. Siete riuscito a seminare la discordia tra il vecchio Churchill e i suoi alleati da una parte, e il loro alleato il diavolo, dall’altra. La Germania è vittoriosa perché è necessario, per l’equilibrio nel mondo, che essa sia di nuovo creata, qualsiasi cosa possano pensare l’Occidente o l’Oriente. Non ci sarà pace fino a quando la Germania non sarà riportata a quello che è stata».
Così, mentre in Occidente, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il nazismo veniva identificato con il «male assoluto», nel mondo arabo, scrive padre Sale, «esso continuava a raccogliere l’entusiasta simpatia di molti». In larghi settori del mondo arabo, in particolare quelli legati al fondamentalismo islamico, il ricordo di Hitler rimane dunque ancora vivo e le sue opere vengono ancora tradotte e divulgate. Alcuni fatti recenti, inoltre, dimostrano chiaramente, secondo lo storico gesuita, «che una certa mentalità, diremmo filonazista e antisemita, è condivisa anche da alcuni leader politici e religiosi del mondo islamico». Come attestano le dichiarazioni antisemite e riduzioniste sulla Shoah più volte espresse dal presidente iraniano Ahmadinejad, o come, conclude Sale, «le farneticanti dichiarazioni di alcuni capi religiosi islamici, che ritengono che l’Europa, anziché aborrire il nazismo, dovrebbe lodarlo per il fatto di aver allontanato il pericolo ebraico dal vecchio continente».



Il Giornale.it



10 commenti:

  1. ho paura che le cose siano un pochino cambiate rispetto ad allora :
    i nazisti e tutti i partiti di estrema destra(salvo qualche eccezione di poco conto) sono tutti diventati alleati di israele come ad esempio la english defence league, il partito di wilders, il piú schifoso fascista d'europa (che è anche stato in israele recentemente), per non parlare del comportamento di fini e allemanno che si misero la kippá ( fini fu poi criticato da fascisti conciati peggio di luil). Lo stesso almirante che prima aveva sostenuto gli arabi, cambiò le sue idee in favore di israele. Riguardo alle accuse su ahmadinejad penso che siano infondate( lui non ha mai negato apertamente l'olocausto) in più dargli del nazista mi sembra assurdo( i suoi alleati esteri sono corea del nord, la cina e il venezuela... i paesi più nazisti e destroidi del mondo). Inoltre prendere un articolo del giornale... ripeto IL GIORNALE... mi sembra quasi che vogliate autolesionarvi. Avrei preferito un articolo preso da chi o da vanitifaire.

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    1. Stai negando i fatti storici relativi a questo articolo???? So che i tipi come te sono revisionisti a ogni costo, ma attento... come diceva un mio veccio professore "ognuno ha i diritto di essere fesso, ma tu esageri figliolo..."
      I fascisti europei sono tutto meno che alleati di Israele: sono da sempre a favore degli arabi e per capirlo basta che ti fai un giro sui loro siti, blog, e leggi cosa scrivono sui muri...
      Geert Wilders evidentemente non lo conosci: ho avuto il piacere e l'onore di assitere a una sua conferenza a Roma. E' una persona seria, ama Israele e l'Europa e combatte l'islamizzazione del nostro povero continente destianto a diventare l'Eurabia profetizzata da Bat Yeor e ripresa dalla mitica Oriana Fallaci
      Fini fece un grande passo e ne va reso merito. Resta un fascista forse per tante cose, ma ha avuto l'onesta di dicre che il fascismo fu il male supremo.
      Riguardo a cosa pensi tu delle accuse al nano pazzo di Teheran se permetti mi faccio delle belle risate.... Ci sono decine e decine di suoi interventi, interviste e discorsi in cui nega la Shoah, la minimizza o la definisce un retesto per la nascita di Israel (a dimostrazione della sua poca chiarezza di idee).
      Il tuo razzismo si dimostra anche dal fatto che non consideri Il Giornale degno di nota... Immagino che per te le uniche fonti siano repubblica, il manifesto e fq.... che sprizzano odio per Israele da tutte le pagine. Informati su chi sia Tornielli priam di parlare

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    2. Wilders non è un nazista è un antisislamico e a differenza dei barbuti di allah è minacciato di morte per le proprie idee.

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    3. Se qualcuno si prendesse la briga di ascoltare i discorsi di Geert Wilders capirebbe molte cose. Ma il fatto è che Repubblica, il manifesto e i sinistrati pacifinti europei lo hanno bollato come uno xenofobo e come un razzista e quindi per la gente è così.
      Massimo rispetto per Geert Wilders!

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  2. Non nego assolutamente che il mufti husayni simpatizzasse per i nazisti e non nego nulla di quello che è scritto nell'articolo, ho solo detto che le cose sono cambiate. Riguardo ad ahmadinejad:

    http://www.youtube.com/watch?v=UlFonj2ciqQ (non far caso al logo del tg3, ci sono molti video di questo incontro, ho preso il primo che è uscito).
    Viva Israele io ti rispetto, penso che tu sia molto intelligente ma nella comunità ebraica non tutti la pensano come te e francamente non penso che questi signori del video siano antisemiti. Riguardo ai giornali io leggo il coriere della sera... ti ricordo che magdi allam ha scritto sul manifesto e su repubblica e non penso che magdi allam sia un accanito antisionista.
    Cordiali saluti

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    1. Prendere i naturei Karta come espressione dell'ebraismo è come prendere il vescovo neonazista williamson come espressione della cristianità. Se quelli sono i paladini per difendere ahmadinejad andiamo proprio bene.

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    2. Ti ringrazio per il rispetto, vei il bello delle comunità è la varietà di idee che portano anche discussioni forti. Importante penso sia averle idee diverse. Cosa che i palestinesi non sembrano avere: per loro Israele deve essere distrutto e basta. Ammetterai che questo è quanto meno sintomo di mancanza di democrazia...

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    3. Cara Mojtaba, i Naturei Karta li conosciamo bene. Solo chi non ne sa nulla può ancora ritenerli espressione dell'ebraismo. Contano quanto il 2 di coppe quando regna bastoni.
      E' la stessa cosa che ritenere Haaretz il giornale più importante di Israele. Per i sinistrati pacifinti europei è quasi un oracolo. Come dice il mio amico Pezzana, è soltanto un giornale arabo in lingua ebraica.
      Il più importante quotidiano israeliano è Yedihot Ahronot, seguito da maariv, Israel Hayom e via di seguito... Haaretz vende meno di tutti, ma è espressione dell'intellighenzia e della borghesia telavivina....

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  3. caro mojtaba...il suo blog è sulla corea del nord dico bene? Forse lei non ha idea di come la pensi la corea del nord riguardo ad israele. La corea del nord manco riconosce lo stato di israle e ha zero relazioni diplomatiche con quest'ultimo.

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  4. Caro anonimo non capisco il senso del suo commento. Meno male che la corea del nord non ha alcuna relazione con israele, ma al contrario ha eccellenti rapporti con Iran e il regime siriano. In questo modo anche un deficiente può capire quali sono i regimi psicopatici.

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