Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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domenica 24 febbraio 2013

Israele cura i nemici feriti

L’esercito israeliano ha deciso di istituire un ospedale da campo per i “ribelli” siriani al confine tra il territorio del Golan e la Siria, e ha già avviato i lavori. Lo hanno riferito fonti locali.
Una settimana fa, invece, sette soldati siriani feriti dallo scoppio di una granata, sono stati ricoverati in un ospedale israeliano e godono della massima protezione, anche dalla curiosità dei media.
Sono stati trovati dall’esercito d’Israele vicino alle recinzioni di confine sulle Alture del Golan. Uno di loro è in condizioni critiche, secondo i medici.
Nonostante le cure ai feriti, però, il ministro degli Affari Strategici israeliano Moshe Ya'alon ha dichiarato che la politica di Israele non cambia, che lo Stato ebraico non intende interferire nel sanguinoso conflitto siriano e non verranno accolti profughi siriani per ovvi motivi, ha detto anche il premier Netanyahu.
In ogni modo, sono 64 anni che Israele e Siria si trovano in stato di guerra, eppure, come lo Stato ebraico cerca di fare per quanto è possibile con i palestinesi, tenta anche di aiutare i siriani. Nonostante Bashar Al-Assad sia notoriamente un alleato dell’Iran e di Hezbollah, che vogliono distruggere quella che loro definiscono “entità sionista”, “cancro del Medio Oriente”; nonostante tra i ribelli siriani si nascondano estremisti islamici e si siano infiltrati persino affiliati di Al-Qaeda, che non sono certo meno di Assad per odio nei confronti di Israele, quest’ultimo, essendo un Paese assolutamente civile e democratico, non può esimersi dall’aiutare dei feriti. Anche se verosimilmente quei feriti e lo Stato da cui provengono, non farebbero mai lo stesso con Israele e i “sionisti”.



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