Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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venerdì 27 settembre 2013

sabato 21 settembre 2013

Soldato israeliano assassinato da un palestinese

Aveva solo 20 anni il sergente Tomer Hazan, ed è morto perchè israeliano, perchè giovane e perchè si fidava del palestinese con il quale aveva lavorato in un ristorante a Bat Yam.

Tomer Hazan

Lo Shin Bet e le forze speciali di polizia sono arrivate a casa del terrorista Nidal Amer di 42 anni del villaggio di Beit Amin e hanno capito che aveva ucciso il giovane militare allo scopo di usare il suo corpo in cambio della liberazione del fratello, membro dei Tanzim, detenuto in un carcere israeliano dal 2008 per coinvolgimento in attentati terroristici.
Dopo la segnalazione della scomparsa del militare venerdì sera, lo Shin Bet aveva messoin piedi una unità di crisi in collaborazione con le IDF.
Nello stesso tempo riceveva un rapporto secondo il quale il sodato scomparso aveva condiviso un taxi con Nidal Amer, residente a Beit Amin, un villaggio palestinese in Cisgirodania, verso Shaarei Tikva, una cittadina vicina alvillaggio.
Durante l'interrogatorio Nidal ha ammesso di aver convinto il soldato, con il quale aveva lavorato in un ristorante di Bat Yam, a viaggiare con lui verso la sua casa. Arrivati al villaggio, Nidal ha oprtato il soldato in un campo aperto e lo ha ucciso nascondendo poi il corpo in un pozzo.

Ecco con chi Israele deve fare la pace: con gente che è pronta a scannare i suoi figli per USARE i loro corpi per ottenere il rilascio di parenti terroristi!
In qualsiasi altro paese del mondo ci sarebbe stata una sollevazione popolare di fronte a un crimine così efferato, e si sarebbe invocato il pugno di ferro contro simili terroristi.
Gli israeliani dimostrano di avere troppa fiducia verso gli arabi con i quali convivono e purtroppo spesso è mal riposta.
In memoria di un ragazzo trucidato da chi aveva condiviso con lui anche le ore di lavoro.





domenica 15 settembre 2013

Finanziamenti ai palestinesi: ecco come vengono utilizzati!

Dal 2004 soltanto l’Unione Europea ha destinato almeno 5 miliardi di dollari al sostegno dell’autorità nazionale palestinese (ANP). Cosa fa Ramallah di questo fiume di denaro che sopraggiunge da tutto il mondo? Un sacco di cose: passa una ricca diaria alle famiglie dei terroristi ospitati nelle carceri israeliane, finanzia i viaggi in giro per il mondo della presidenza Abu Mazen (presidente, famiglia, cortigiani e servitori compresi), spende soldi in pubbliche relazioni internazionali, e così via.
D’altra parte, se i soldi ci sono, vanno spesi, no? ogni mese l’Unione Europea destina diversi milioni di euro al rimpolpamento del bilancio di Ramallah. Sciocchezzuole, per un continente la cui economia va a gonfie vele, al punto da consentire di elargire una simile mancetta (sono diverse diecine di milioni di euro l’anno). Questo, beninteso, salvo elargizioni eccezionali, motivate da particolari occasioni meritevoli di encomiabile impegno. Timidamente, un’agenzia ANSA venerdì ha annunciato ai pochi interessati un’iniziativa del governo italiano, che ha devoluto all’ANP uno stanziamento eccezionale di 60 milioni di euro, attinti dal “Fondo per la cooperazione internazionale” (avevamo un fondo così capiente e nessuno ci ha detto niente?!?!). Che poi l’assegnino sarebbe transitato lemme lemme, se non fosse che la notizia è stata divulgata dall’agenzia palestinese Ma’an, che non ha mancato di metterci in imbarazzo aggiungendo che l’annuncio è stato dato dall’onorevole Lapo Pistelli, in qualità non di viceministro degli Esteri, bensì di responsabile degli affari internazionali del PD.
E dire che il nuovo misterioso round dei “pre-colloqui” fra israeliani e palestinesi si terrà non più a Roma, come si era ventilato fino a qualche giorno fa; bensì a Parigi, che si è dichiarata meno generosa del Belpaese in quanto ad elargizioni (si vede che Oltralpe la crisi deve essere reale. Da noi i ristoranti sono ancora pieni…)
E mentre negli ambienti istituzionali si fa notare che l’Italia non deve meritare tutte le preoccupazioni e le insonnie notturne dei politici europei se è di così larga manica; a Ramallah e dintorni si pensa al modo più proficuo per spendere questo denaro. Oggi si apprende che Abu Mazen, presidente scadutissimo dell’Autorità Palestinese, dell’OLP, del Fatah e sicuramente di qualche altra carica, ha destinato la somma premio di 6000 dollari a favore di un gruppo musicale ribattezzatosi “Dalal Group”.
Chi era Dalal? Dalal Mughrabi era una criminale palestinese, che assieme ad altri “patrioti” (si chiamerebbero terroristi, ma ciò in questo momento è intollerabile, perché notoriamente con i terroristi mica ci puoi parlare di pace…) nel 1978 sequestrò un autobus che viaggiava su una strada litoranea nei pressi di Tel Aviv, ammazzando 38 persone, fra cui 13 bambini, che viaggiavano pacifici su un autobus; e ferendone 71. Una delle più efferate stragi – addirittura lo stesso Carter non potè non mostrarsi indignato e raccapricciato – che hanno insanguinato Israele. E quale migliore e fulgido esempio per le giovani anime palestinesi, che mostrare una simile prova di attaccamento ai valori che contano? così, questo gruppetto musicale che fa temere gli One Direction per la loro supremazia fra i teenager palestinesi, ha ricevuto una piccola tranche del denaro che copiosamente ancora arriva a Ramallah. Un bel premio; meritato, non c’è dubbio…

Yom Kippur

Il presidente israeliano Shimon Peres ha annunciato che Avigdor Kahalani sarà una delle personalità cui verrà conferita quest’anno la Medaglia al Valore, la più alta onorificenza civile d’Israele. Nato da genitori immigrati dallo Yemen, già decorato per il coraggio dimostrato nella guerra dei sei giorni del ’67, quarant’anni fa (secondo il calendario ebraico) Kahalani si trovò sulle alture del Golan al comando di un gruppo frettolosamente assemblato di carri armati ed equipaggi provenienti da diverse unità scompaginate dall’urto dell’attacco a sorpresa siriano nel giorno di Kippur del 1973. Kahalani e i suoi uomini riuscirono a fermare l’avanzata di forze corazzate siriane di gran lunga superiori in una durissima battaglia che si sarebbe rivelata uno dei punti di svolta di tutta la guerra. Dopo la guerra, la valle nel Golan settentrionale in cui essa ebbe luogo venne soprannominata Emek HaBacha (“La valle delle lacrime”).

lunedì 9 settembre 2013

Egitto: l’esercito ripulisce il Sinai. Intercettate armi destinate ad Hamas - See more at: http://www.rightsreporter.org/egitto-lesercito-ripulisce-il-sinai-intercettate-armi-destinate-ad-hamas/#sthash.g47cLhu4.dpuf

Secondo alcune fonti militari egiziane si tratterebbe della più grossa operazione militare nella Penisola del Sinai dai tempi della guerra dello Yom Kippur. L’esercito egiziano ha dato il via, con il consenso di Israele, a una operazione antiterrorismo su vasta scala che in due giorni ha portato all’uccisione di oltre 30 terroristi, alla cattura di decine di jihadisti e alla distruzione di diversi depositi di armi. Arresti anche lungo il confine con Gaza. Gli elicotteri egiziani hanno colpito una quindicina di obbiettivi terroristici mentre a terra colonne di blindati cercano di riprendere il controllo della Penisola del Sinai finita in mano ai gruppi terroristici legati ad Al Qaeda e ad Hamas (quindi alla Fratellanza Musulmana). Secondo alcuni rapporti dell’esercito sarebbero andate distrutte diverse case che ospitavano basi terroristiche. L’obbiettivo dell’esercito è ristabilire la legalità in Egitto e ridare fiato alla economia distrutta da un anno di governo della Fratellanza Musulmana. La Penisola del Sinai è particolarmente importante per l’economia turistica in Egitto che in 12 mesi ha subito un tracollo dell’80%. Giungono notizie di operazioni militari anche nel sud Egitto, nei pressi del confine con il Sudan, dove l’esercito egiziano avrebbe intercettato una colonna di armi dirette presumibilmente verso Gaza. 

sabato 7 settembre 2013

Dimessa la ragazza siriana salvata dai medici di un ospedale israeliano

Una ragazzina siriana, rimasta gravemente ferita nella guerra civile che imperversa nel suo paese, è stata dimessa martedì dallo Ziv Medical Center di Safed (Israele) dopo più di un mese trascorso fra interventi chirurgici e riabilitazione.
La ragazza di 15 anni era stata portata all’ospedale da soldati delle Forze di Difesa israeliane che l’avevano ricevuta al confine in gravissime condizioni a causa di profonde lesioni da schegge alla gamba sinistra e all’addome, e dopo che i medici da campo siriani le avevano amputato la gamba destra operandola in condizioni estremamente precarie.
I medici israeliani sono riusciti a curare la ragazza, salvandole la gamba sinistra. Hanno poi trovato un donatore che ha coperto le spese per una protesi alla gamba amputata. La ragazza è stata dimessa martedì in buone condizioni.
“Auguro al popolo israeliano un felice anno nuovo – ha detto la madre, che si appresta a tornare con la figlia alla loro abitazione, nella regione di Daraa – Mi auguro che venga la pace e che potremo incontrarci di nuovo in un Medio Oriente più sano di mente”.
(Da: Israel HaYom, 4.9.13)