Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

martedì 29 ottobre 2013

I confini del 1967 e il diritto internazionale



“…Vi sarebbe una “occupazione” israeliana di “territori palestinesi” che violerebbe la “legalità internazionale” e pertanto andrebbe fermata al più presto. Tutto ciò però, sul piano strettamente giuridico, non è affatto vero. Israele è stato costruito sul territorio del mandato britannico sulla Palestina, deciso dopo la fine della prima guerra mondiale e il crollo dell’impero ottomano, dal trattato di pace di San Remo (un trattato accessorio di quello di Versailles, si trova in rete fra l’altro qui) e poi della deliberazione della Società delle nazioni (le cui decisioni sono state interamente confermate dall’Onu al momento della sua fondazione).
La premessa del mandato è che “recognition has thereby been given to the historical connexion of the Jewish people with Palestine and to the grounds for reconstituting their national home in that country “, con il quale viene dato riconoscimento alla connessione storica del popolo ebraico con la Palestina come base per ricostituire in quale paese la loro nazione”. All’articolo 6 si impone al mandatario di “shall facilitate Jewish immigration [...] and shall encourage [...] close settlement by Jews on the land, including State lands and waste lands not required for public purposes“,  cioè facilitare l’immigrazione ebraica e di incoraggiare il “fitto insediamento” (o “colonizzazione” la parola è sempre “to settle”) della terra, incluse le terre statali e quelle vuote non necessarie a scopi pubblici.
Questo testo, che ha valore legale si riferisce a tutta la Palestina mandataria. La proposta di divisione dell’Assemblea generale dell’Onu, che fu respinta dai paesi arabi, gli accordi armistiziali e poi quelli di Oslo, che rimandano tutti al futuro non hanno cambiato la condizione giuridica del territorio, anche della parte che fu arbitrariamente occupata dalla Giordania nel ’49. Il mandato di Palestina tutto, anche il “west Bank”, come si iniziò a chiamarne un pezzo dopo il ’49, era destinato a patria del popolo ebraico e la sua “colonizzazione” era e resta perfettamente legale. La convenzione di Ginevra che spesso si cita come prova dell’illegalità israeliana non c’entra niente: sia perché si applica a territori occupati, come Giudea e Samaria non sono, sia perché riguarda trasferimenti forzati di popolazione e pulizia etnica, come in quella zona ha perpetrato la Giordania e vorrebbe commettere l’Anp, ma Israele non ha mai fatto. I fatti che ho esposto sono ben noti.
E’ quel che ha scritto il rapporto della commissione Levy (dal nome dell’ex giudice della corte suprema israeliana che l’ha presieduto) del 2012; è quel che è stato affermato di recente da un appello di giuristi contro la decisione, tutta politica, della Commissione Europea di proibire ogni suo finanziamento ad attività che hanno sede oltre la linea armistiziale del ’49: ” la definizione dell’UE della Giudea e Samaria come “territori palestinesi” o” territori occupati” è priva di qualsiasi valore legale o di fatto. L’area non è mai stata definita come tale [ai sensi del diritto internazionale] e quindi l’uso continuo dell’Unione europea di questa terminologia mina la negoziati per una pace permanente” La percezione di illegalità degli insediamenti israeliani da parte “dell’UE deriva da ragioni differenti dal diritto internazionale”. Inutile dire che queste analisi e altre consimili sono regolarmente ignorati dai giornali…”

3 commenti:

  1. In effetti gli arabi e i loro amici ritengono in assoluta malafede che ogni casa ebraica in Cisgiordania sia "ABUSIVA", ma ciò nasconde il progetto di creare territori "judenrein", cioè senza ebrei, come ha anche detto in molte occasioni il presidente Netanyahu.
    Ma in realtà è ridicolo, perché se Israele avesse davvero voluto fare una pulizia etnica, avrebbe già da tempo svuotato dagli arabi Israele stesso, invece vi è una notevole presenza di arabi israeliani in territorio israeliano.
    Quindi viva Israele sempre e comunque, a mio avviso non è un caso che tale nazione sia nata proprio dopo l'Olocausto, nel momento di massima difficoltà degli ebrei, quasi come se D-o avesse voluto salvare il suo popolo in extremis, dopo tante sofferenze.


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  2. Si può dirte solo una cosa: dal momento in cui i palestinesi e tutti i popoli arabi si affrancheranno dal dominio islamista a Israele non ci penseranno più, sono i fondamentalisti che usano Israele come capro espiatorio. E siccome i nostri "pacifinti" hanno un debole per i terroristi e i fondamentalisti, perchè questi canalizzano la reale violenza che è sopita nelle loro frustrazioni esistenziali, quando i popoli mediorientali saranno liberati dal dominio religioso non piaceranno più a nessuno, nè a pseudo-comunisti, nè a terzomondisti, perchè loro li vogliono così: violenti, ignoranti e perennemente miseri; istruiti non rispecchierebbero più le miserie esistenziali di nessuno. Tutto qui: è una faccenda psicologica che nulla, ma proprio nulla ha a che vedere con presunte filantropie. Infatti adesso che in Egitto il popolo intero si è ribellato ai Fratelli Mussulmani, Grillo ha invitato l'Occidente ad appoggiarli, perchè sa benissimo che il grande popolo dei falliti occidentali è così che li vuole, cioè qualcuno in condizioni peggiori che alimenti le sue fantasie violente di vendetta contro le proprie limitazioni.

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    1. Concordo in pieno. Ma temo che non accadrà mai...

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