Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

martedì 19 novembre 2013

Storie di Israele


Segna il traguardo della maratona di New York, la cicatrice sul lato sinistro della testa è appena percettibile. Aharon Karov, 27 anni, completa il giro in 4:14:31, un risultato impressionante per chiunque. Soprattutto qualcuno che cinque anni fa era stato gravemente ferito in guerra e dato per morto. 
Ma la sua storia inizia nel dicembre 2008, quando a 22 anni sposa l'amore della sua vita, Tzvia, di 19. Ballano, cantano e fanno tutte le cose felici come tutte le altre coppie. La mattina seguente intorno alle 7:00, Karov, tenente in un'unità di paracadutisti della IDF, riceve una telefonata dal suo superiore che lo informa che sta per iniziare una guerra a Gaza - l'Operazione Piombo Fuso - e che c'è bisogno di lui. Secondo la legge militare, come anche secondo la halachà (legge ebraica), uno sposo ha il dovere di andare in guerra il giorno del proprio matrimonio soltanto per una “milkhemet hova”, una guerra religiosamente obbligatoria (non ne esistono ai giorni d’oggi). “L'operazione a Gaza non era una di quelle" racconta Karov. Tuttavia, dopo lunghe trattative con sua moglie, decide di andare a Gaza. 
"In Israele, se c'è una guerra, tutti vanno perché esiste il senso della collettività, della comunità” – spiega il ragazzo – Era chiaro per me, per noi due, che dovevo andare ". Karov era il comandante di un plotone di 30 soldati che aveva addestrato durante il loro servizio militare. "Non sarei mai riuscito a mandare i miei uomini senza di me", confessa. "Certo che avrei voluto essere a casa con mia moglie e non a Gaza", racconta ancora Karov, "Tu non sai quando vedrai di nuovo tua moglie, tu non sai quando potrai parlare con tua moglie di nuovo, ma è necessario mettere tutto il resto da parte - tua moglie, la tua famiglia e anche te stesso".


Una decina di giorni dopo il suo matrimonio, a Karov e ai suoi uomini viene assegnato il compito di bonificare sei edifici dagli esplosivi. Salito al secondo piano di un palazzo, un ordigno viene fatto esplodere. Karov salta in aria e cade dalla tromba delle scale, mentre l'intero edificio crolla sopra di lui. I suoi uomini, nessuno dei quali viene gravemente ferito dall'esplosione, si precipitano in fretta per rimuovere le macerie e tirano fuori il corpo del comandate. Karov viene effettivamente dichiarato morto. Poco dopo, sentendo un debole impulso, un paramedico dell’esercito fa un'incisione sulla gola del ragazzo moribondo per assicurarsi che avrebbe continuare a respirare.

Ma con otto pezzi di granata nella testa, senza più denti, con l’occhio sinistro smembrato e il lato superiore sinistro del corpo completamente schiacciato, le prospettive di sopravvivenza sembrano pressoché nulle.
Cinque anni più tardi Karov vince la maratona di New York, per di più con un tempo straordinario per chiunque, e orgoglioso di se stesso rivolge un pensiero alla suo plotone: “E’ stata una fortuna che nessuno dei miei soldati è rimasto gravemente ferito dall’esplosione”.


Il campione dalla scorza dura vince così i 40mila dollari della gara e li devolve al Fondo OneFamily, un’associazione che sostiene le vittime del terrorismo e che ha sostenuto la sua famiglia durante questi lunghi anni di riabilitazione.

mercoledì 13 novembre 2013

Chi ama la vita, chi ama la morte

Il capo di stato maggiore delle IDf, BEnny Gantz, e il ministro della Difesa, Moshe Ya'alon hanno disposto l'invio di una squadra medica con un ospedale da campo per fornire assistenza umanitaria alle vittime del disastro nelle Filippine.

Già da sabato, l'organizzazione umanitaria IsraAID aveva inviato un team di 7 medici per far fronte alle prime esigenze nella città di Tacloban, il centro maggiormente colpito dal disastro.
Come sempre, Israele è in prima linea per portare aiuto e conforto concreto alle popolazioni colpite da catastrofi naturali e da guerre civili.

Onore al merito di un popolo che tiene sempre in massima considerazione la vita a differenza di chi indottrina i propri figli a uccidere Ebrei così come avvenuto stamattina su un autobus ad Afula quando un palestinese di 16 anni ha trucidato a coltellate Edan Attias, un ragazzo israeliano di soli 18 anni che da due settimane aveva iniziato il suo periodo di servizio militare a difesa del suo paese e del suo popolo.

Avviso per ano.nimo

L'essere che continua a scrivere deliranti commenti sui Protocolli dei Savi di Sion stia tranquillo di una cosa: non pubblicherò certo la sua spazzatura. Un crogiulo disgustoso di escrementi partoriti da un vomitevole antisemita di merda non merita alcun commento, quindi si astenga da inviare ulteriore fogna.

ISRAELE: TERRORISTA PALESTINESE UCCIDE SOLDATO ISRAELIANO DI 18 ANNI

Questa mattina Eden Attias un soldato israeliano di circa 18 anni è stato ucciso a pugnalate da un terrorista palestinese, alla fermata dell’autobus di Afula, a nord di Israele. Il terrorista è stato identificato come un sedicenne di Jenin - città sotto il controllo dell’Autorità palestinese - entrato illegalmente in Israele. Il soldato è stato pugnalato ripetutamente all’interno dell’autobus, prima che gli altri passeggeri avessero il tempo di reagire. Il giovane israeliano è deceduto all’Haemek Hospital, dove era stato portato già in condizioni gravissime. Una testimone oculare ha riferito alla radio dell’IDF di aver sentito i passanti gridare “terrorista!”, mentre il palestinese cercava di scappare, prima di essere catturato dalla polizia. Un altro passante ha invece riferito al quotidiano Maariv che la vittima poteva avere circa 18 anni, è salita insieme al terrorista a Nazareth e durante il tragitto verso Afula si è addormentata; il terrorista palestinese ha così iniziato a pugnalarlo molte volte, finché gli altri passeggeri lo hanno bloccato e hanno allertato le forse dell’ordine. Secondo le fonti dell’esercito il terrorista ha confessato di essere uscito di casa già con l’intento di accoltellare dei civili israeliani, molto probabilmente per vendicare gli zii detenuti in Israele.


Eden Attias, il ragazzo israeliano assassinato sul bus questa mattina.


Hussein Jawadra, il bastardo sedicenne (potete vedere che è un ragazzino denutrito, provato dalla fame e malvestito.....) che ha assassinato Eden Attias mentre dormiva sul bus. La vigliaccheria dei palestinesi è sempre la stessa: assassinano i bambini come a Ma'alot, come nei kibbutzim a inizi novecento, come a Gerusalemme e a Tel Aviv, ammazzano donne e vecchi colpevoli di essere ebrei e israeliani.
E il governo ancora vuole fare la pace co ste bestie!
Ma che li tenessero a marcire in galera a pane e acqua altro che!

lunedì 4 novembre 2013

A proposito della presenza ebraica in Palestina…

“Quando ci si chiede cosa si intende con lo sviluppo della Patria Nazionale Ebraica (Jewish National Home) in Palestina, si può rispondere che non si tratta dell’imposizione di una nazionalità ebraica sull’insieme della Palestina, ma un ulteriore consolidamento della già esistente comunità ebraica, coadiuvato dagli ebrei in altre parti del mondo, perchè possa diventare un centro da cui tutto il popolo ebraico, sulle basi della religione e della razza, tragga interesse e orgoglio. Ma perchè questa comunità possa avere la migliore prospettiva di libero sviluppo e perchè il popolo ebraico abbia la piena opportunità di mostrare le proprie capacità, è essenziale sapere che si trova in Palestina per diritto e non per tacito assenso
(Winston Churchill, Segretario di Stato britannico per le Colonie, Giugno 1922)

Thanks to Progetto Dreyfus