Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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mercoledì 25 dicembre 2013

Cecchino palestinese uccide civile israeliano al confine con la Striscia di Gaza, ma per i mass media la notizia è solo la reazione dello Stato di Israele

Gerusalemme, 24 Dicembre 2013 – Ancora un atto terroristico di matrice palestinese: questa mattina un cecchino ha ucciso un operaio israeliano tra Nahal Oz e Kfar Gaza, mentre era intento a riparare i danni causati alla recinzione di confine dalle recenti intemperie climatiche al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. L’uomo, di nome Salah Abu Latif, della città beduina di Rafah vicino Be’er Sheva, aveva 22 anni ed era un dipendente del ministero della Difesa. L’omicidio è stato successivamente rivendicato dal Comitato di Resistenza Popolare (PRC), una delle tante sigle dietro cui si nascondono i terroristi palestinesi
L’attacco terrorista ha avuto come conseguenza la reazione da parte israeliana,con il ministro della Difesa israeliano, Moshe Ya’alon, che ha accusato Hamas di essere responsabile dell’attacco e ha dichiarato: ”Risponderemo aggressivamente e in maniera dolorosa a qualsiasi attacco alla nostra autorità e contro civili o soldati. Consiglio ad Hamas di non mettere alla prova la nostra pazienza e di usare la sua autorità sul suo territorio. Se non c’è pace in Israele, non ci sarà neanche a Gaza”.
Alle parole sono seguiti i fatti: nel pomeriggio l’IDF (Forze di Difesa Israeliane), dopo aver avvertito gli agricoltori e la popolazione della zona, ha lanciato una offensiva contro almeno sei obiettivi nella Striscia di Gaza: una fabbrica di armi, tre infrastrutture terroriste e due siti non meglio identificati. Purtroppo nonostante gli avvisi una bambina palestinese sembra sia rimasta uccisa (al momento della stesura dell’articolo non ci sono ancora conferme ufficiali).
Ovviamente per i mass media nazionali la notizia è solamente la reazione di Israele, mentre dell’ennesimo attacco terrorista contro cittadini israeliani non ne ha parlato nessuno, se non distrattamente all’interno di articoli che parlavano d’altro. E lo chiamano giornalismo…
Thanks to Progetto Dreyfus

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