Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Lettori fissi

venerdì 3 gennaio 2014

Negoziati per la pace: Israele rilascia altri 26 terroristi palestinesi ed Abu Mazen li accoglie come eroi. Dov’è l’errore?

Gerusalemme, 30 Dicembre 2013 – Con la decisione dell’apposito Comitato interministeriale israeliano che sabato sera ha approvato l’elenco dei 26 palestinesi detenuti per reati contro la sicurezza da scarcerare in queste ore, è iniziata la  terza fase di una serie di quattro tranche di scarcerazioni concordate con americani e palestinesi come condizione per l’avvio e la continuazione di nove mesi di negoziati diretti , il tutto ovviamente mentre continuano a piovere missili sulle città israeliane e mentre il cosiddetto “terrorismo a bassa intensità” continua a mietere feriti e vittime, ma di questo Kerry e il suo staff non sembrano preoccuparsi. In un comunicato stampa diffuso sabato sera, l’Ufficio del primo ministro sottolinea che tutti i detenuti dell’elenco sono stati condannati per reati commessi prima della firma degli Accordi di Oslo del 1993-94. Quasi tutti condannati all’ergastolo, hanno finora scontato tra i 19 e i 28 anni di carcere.
Baci, abbracci e complimenti hanno accolto nei territori palestinesi gli assassini di uomini e donne israeliani e palestinesi. Il presidente dell’ANP ( l’amico del sindaco di Napoli Luigi de Magistris)  li ha definiti “eroi, definendo questa data come una giornata di festa “per la nostra nazione, per le nostre famiglie e per i nostri prigionieri”, promettendo inoltre che a questi seguiranno altri numerosi rilasci, il tutto mentre davanti alla residenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu montavano le proteste dei familiari delle vittime del terrorismo, che ricordano figli saltati in aria a cui non hanno potuto dare neanche una degna sepoltura, o mariti e mogli uccisi nelle proprie abitazioni durante gli impegni di tutti i giorni.
Fra le tante, echeggia oggi la voce di un bambino, una voce fioca e assordante al tempo stesso. È Roy Fogel, di 11 anni, a cui nel 2011 terroristi palestinesi assassinarono a pugnalate la mamma, il papà, i fratelli di 11 e 4 anni e la sorellina di appena 2 mesi. Era notte e dormivano. Si salvarono soltanto Roy e un’altra sorella: il primo dormiva in casa, ma non fu notato dai terroristi, la seconda era ad una festa. Durante lo scorso Shabbat il bambino ha compiuto gli anni, e gli zii e i nonni hanno cercato di festeggiare l’evento al meglio, trovandosi invece di fronte alla agghiacciante domanda di Roy: “Perché Israele sta liberando dei terroristi?”.
Qui di seguito l’elenco dei profili dei terroristi rilasciati dallo Stato di Israele e dei loro crimini:
Muhammad Yusuf Adnan El-Afandi, arrestato il 13 maggio 1992 per aver accoltellato due giovani a Gerusalemme. Dopo l’aggressione, la sua vita venne salvata da una donna israeliana che lo difese dalla folla inferocita. È stato condannato per tentato omicidio. La donna che gli ha salvato la vita, Bella Freund, ha ispirato una canzone della band hip hop Hadag Nahas, in collaborazione con il rocker Barry Sakharof.
Farid Ahmed Shahade, arrestato il 16 febbraio 1985 per l’omicidio a Jaffa di Yosef Farhan, un arabo accusato di collaborare con Israele nella lotta al terrorismo.
Yakoub Muhammad Ouda Ramadan, Afana Mustafa Ahmad Muhammad e Da’agna Nufal Mahmad Mahmoud, arrestati il primo aprile 1993, condannati per aver ucciso a pugnalate Sara Sharon, 38 anni, ad Holon, il 20 gennaio 1993.
Abu al Rub Mustafa Mahmoud Faisal e Kamil Ali Ahmad Awad, condannati per l’assassinio a sangue freddo del soldato israeliano Yoram Cohen, 20 anni, nella città di Jenin. Ali Ahmad è stato condannato anche per aver sequestrato, torturato e ucciso 15 palestinesi accusati di collaborare con Israele nella lotta al terrorismo. Faisal è stato condannato per concorso in quattro di questi casi.
Damara Ibrahim Mustafa Bilal, arrestato il 16 giugno 1989, condannato per aver ucciso Steven Friedrich Rosenfeld, 48 anni, immigrato in Israele dagli Stati Uniti. Damara, in concorso con altri, avvicinò Rosenfeld nei pressi di Ariel (Cisgiordania), e lo uccise a pugnalate. Il corpo venne trovato il giorno successivo da un pastore palestinese.
Abu Mohsin Khaled Ibrahim Jamal, arrestato il 10 aprile 1991, condannato per omicidio. Abu-Muhsan aggredì Shlomo Yahya, giardiniere di 76 anni, in un parco pubblico del moshav Kadima e lo pugnalò a morte.
Tamimi Rushdi Muhammad Sa’id, condannato per il sequestro e assassinio nel 1993 di Hayim Mizrahi in una fattoria palestinese nei pressi di di Beit El (Cisgiordania) dove viveva Mizrahi. Come altre volte, Mizrahi si era recato alla fattoria per acquistare delle uova.
Silawi Khaled Kamel Osama, uno dei tre palestinesi condannati per l’omicidio di Motti Biton. Come Mizrahi, Biton venne colpito mentre faceva la spesa in un negozio palestinese. Gravemente ferito da colpi d’arma di fuoco, Biton morì tre giorni dopo in un ospedale israeliano. Osama è stato condannato anche per assassinio o concorso nell’assassinio di quattro palestinesi accusati di collaborare con Israele nella lotta al terrorismo.
Sawafta Sudqi Abdel Razeq Mouhlas, condannato per aver pugnalato a morte Yosef Malka (Malkin) il 29 dicembre 1990, nella sua casa a Haifa.
Barham Fawzi Mustafa Nasser, arrestato il 20 dicembre 1993 per l’omicidio di Morris (Moshe) Edri, 65 anni. Nasser, un ex dipendente di Edri, tese un agguatoi a Edri e lo pugnalò alla schiena. Dopo l’arresto, dichiarò d’aver commesso l’omicidio per dimostrare d’essere degno di entrare in Hamas.
Yusuf Ahmed Nu’aman Al-Shalvi, Mahmad Anis Aiman Jaradat e Ahmad Yusuf Bilal Abu-Hassin, condannati per aver ucciso diversi palestinesi accusati di collaborare con Israele nella lotta al terrorismo.
Mahmad Naim Shawmra Yunis, condannato per l’omicidio di Yossef Hayun, un artificiere della polizia ucciso nel giugno 1993 mentre tentava di disinnescare una bomba nel moshav Shekef.
Mahmud Muhammad Salman, arrestato il 6 maggio 1994 e condannato per l’omicidio di Shai Shoker, strangolato con un laccio nei pressi di Tira il 2 febbraio 1994.
Ahmed Ibrahim Jamal Abu-Jamal, condannato per tentato omicidio, avrebbe finito di scontare la pena nel 2016.
Mahmoud Ibrahim Abu-Ali Faiz, condannato per l’assassinio di Ronny Levy.
Zaki Rami Barbakh Jawdat, condannato per l’assassinio di Yosef Zandani.
Mustafa Ahmed Khaled Jumaa, condannato per aggressione aggravata, avrebbe finito di scontare la pena nel 2016.
Abu Muhammad Hadir Yassin Yassin, condannato per omicidio. Yassin sparò alla testa di Yigal Shahaf, 24 anni, mentre questi e la moglie camminavano attraverso la Città Vecchia di Gerusalemme diretti al Muro Occidentale (del Pianto). Shahaf morì in ospedale il giorno seguente. L’arma del delitto era stata acquistata da un ebreo israeliano. Yassin avrebbe finito di scontare la pena nel 2016.
Muammar Ata Mahmoud Mahmoud e Salah Khalil Ahmad Ibrahim, condannati per aver ucciso Menahem Stern, professore di storia dell’Università di Gerusalemme. Stern, 64 anni, vincitore del prestigioso Premio Israel, venne pugnalato a morte il 22 giugno 1989 mentre si recava a piedi al lavoro al campus Givat Ram dell’università. Un monumento alla sua memoria compare in una scena del premiato film israeliano “Footnote”. Ibrahim venne condannato anche per l’omicidio di Eli Amsalem. Sia lui che Mahmoud vennero inoltre condannati per l’uccisione di Hassin Zaid, un palestinese accusato di collaborare con Israele nella lotta al terrorismo.
Taqtuq Lutfi Halma Ibrahim, arrestato il 3 marzo 1989, condannato per l’omicidio a freddo del soldato israeliano Binyamin Meisner, il 24 febbraio 1989, a Nablus.

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