Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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lunedì 9 giugno 2014

Hillary Clinton: “Fu un errore pretendere il congelamento degli insediamenti israeliani”

 
 


Nel libro, di cui la stampa americana ha anticipato alcune parti lo scorso fine settimana, Hillary Clinton tratta anche altri snodi della politica estera che hanno segnato i quattro anni (dal 2009 al 2013) in cui è stata a capo della diplomazia di Obama.
A proposito dell’Egitto scrive che lei, all’epoca della rivolta (gennaio-febbraio 2011), sostenne che si dovesse spingere Hosni Mubarak ad avviare una “transizione ordinata” verso un successore, ma venne soverchiata dall’appello del presidente Obama perché l’uomo forte del Cairo si dimettesse immediatamente. “Temevo – spiega l’allora Segretario di stato – che gli Stati Uniti venissero visti come quelli che sbattono fuori dalla porta un alleato di lunga data abbandonando Egitto, Israele, Giordania e tutta regione ad un futuro incerto e pericoloso”. Secondo Hillay Clinton, le buone ragioni per mantenere stretti legami con Mubarak erano ancora valide: isolare l’Iran, mantenere aperta la rotta commerciale del Canale di Suez, tutelare la sicurezza di Israele e combattere il terrorismo in una regione in cui al-Qaeda stava tramando nuovi attacchi.
Sulla Siria, Hillary Clinton scrive d’aver sostenuto la decisione “di iniziare ad armare e addestrare i ribelli siriani moderati”, anche se Obama preferì altre opzioni.
Si registra intanto, sempre dagli Stati Uniti, un editoriale pubblicato nel week-end dal New York Times che corrobora la posizione di Netanyahu sul governo di unità Fatah-Hamas. “Gli Stati Uniti – si legge nell’editoriale – devono stare bene attenti a distinguere in qualche modo il loro appoggio al nuovo governo palestinese, da una parte, e l’assenso a Hamas e al suo comportamento violento e odioso dall’altra”. Il giornale definisce giustificato lo “scetticismo” di Netanyahu sul nuovo governo palestinese, e aggiunge: “Con Hamas non si può semplicemente far finta di niente: gli Stati Uniti, e altri paesi che considerano Hamas un gruppo terroristico, potrebbero trovarsi nell’impossibilità di continuare ad aiutare i palestinesi se Hamas giocherà un ruolo più marcato. Netanyahu ha ragione quando ricorda che Hamas, il gruppo sostenuto dall’Iran che prese il controllo della striscia di Gaza nel 2007, è un’organizzazione estremista e violenta, votata alla distruzione di Israele”.
(Da: Israel HaYom, YnetNews, 8.6.14)

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