Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

CERCA NEL BLOG

Translate this page

Pallywood

Loading...

Sempre con Israele!!!

Sempre con Israele!!!

Lettori fissi

domenica 29 giugno 2014

"Rachel Fraenkel: 'Mio figlio rapito da Hamas. E l'Occidente zitto"

LIBERO - Michael Sfaradi
 
Naftali Fraenkel, Eyal Yifrach e Gilad Shaer sono i tre ragazzi rapiti da Hamas due settimane fa e che fin dalle prime ore del loro sequestro vengono cercati in Giudea, Samaria e, casa per casa, nella città Hebron. L'esercito israeliano ha messo in campo il meglio delle sue forze e lotta contro il tempo al fine di non far diventare questi tre giovani merce di scambio. Al seguito del gruppo arrivato dall'Italia per manifestare solidarietà alle famiglie e agli amici dei rapiti, gruppo con alla testa il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici e il responsabile della pagina Facebook "Progetto Dreyfuss" Alex Zarfati, incontriamo Rachel Fraenkel, la madre di Naftali.
Martedì 24 giugno ho visto in diretta la sua dichiarazione al Consiglio generale dei Diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra.
«È stata una decisione spontanea di tre mamme che vogliono proteggere in qualche modo i loro figli, tre ragazzi minorenni sequestrati mentre tornavano a casa dalla scuola, su quello che è successo ai nostri ragazzi e sulla tragedia che stiamo vivendo abbiamo purtroppo registrato una tiepida reazione da parte dei governi amici d'Israele e della stampa internazionale. Per questo abbiamo voluto gridare davanti al presidente di turno e ai rappresentanti di tutte le nazioni la nostra rabbia e l'angoscia che stiamo vivendo in queste ore, il mondo ora non può più far finta di non sapere». Eppure in Italia c'è chi dice che non ci sono prove della responsabilità di Hamas.
«Le prove ci sono, i rapporti dei servizi segreti e di sicurezza dicono chiaramente chi c'è dietro al rapimento, e inoltre non dimentichiamo gli appelli quasi giornalieri che arrivavano dalla dirigenza di Hamas a Gaza e da Damasco al fine di rapire qualche israeliano. Chi mette in dubbio la responsabilità di Hamas lo fa solo perché in malafede e per fare confusione intorno alla vicenda».
Siete in contatto con il governo?
«Siamo costantemente in contatto con la segreteria del primo ministro, e siamo sicuri che il governo, l'esercito, i servizi di sicurezza e la polizia stiano facendo di tutto per liberare i nostri figli».
Li stanno cercando casa per casa e una città intera è praticamente sotto coprifuoco. «Mi dispiace per il disagio che tutto questo sta provocando, ma se l'Autorità Palestinese a Ramallah avesse collaborato fin dalle prime ore e non solo dopo le pressioni internazionali, e se popolazione avesse collaborato nelle ricerche forse non saremmo arrivati a questo punto».
Se si dovesse giungere a uno scambio di prigionieri?
«Non sono le madri a decidere sugli scambi di prigionieri ma il governo che lo fa in base a dinamiche difficili a volte da capire, e anche se fra qualche giorno mi vedrai urlare davanti al parlamento le mie urla non avranno importanza, saranno solo le urla di una madre».
Rilasciare dei terroristi in cambio dei tre ragazzi, quale sarebbe la sua reazione nel caso si dovesse giungere a tanto?
«In passato ho parlato molto di questo tema e l'ho fatto quando non ero la mamma di un sequestrato. Ora che sono io al centro della bufera non posso improvvisamente cambiare le carte in tavola e la mia idea rimane la stessa e cioè che alle attuali condizioni rilasciare attentatori non è la via giusta da percorrere. Durante le ricerche dei nostri tre ragazzi oltre ottanta estremisti di Hamas, che erano stati liberati in cambio di Gilad Shalit, sono stati nuovamente arrestati per attività terroristica. Se qualcuno dovesse tornare in libertà in cambio dei nostri figli e poi portasse a termine qualche attentato sentirei su di me responsabilità insopportabili nei confronti di eventuali vittime. Se le stesse persone una volta libere avessero cercato la via del compromesso e della pacifica convivenza le darei in questo momento una risposta completamente diversa e più positiva. Per questo dico che le decisioni le deve prendere il governo».
Anche se si tratta di suo figlio?
«Anche se si tratta di mio figlio». (In serata sono state rese note dalle autorità israeliane le generalità di due dei sequestratori che sono Maruan Kawasmeh e Amer Abu Eisheh, membri di Hamas a Hebron.)

Nessun commento:

Posta un commento