Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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venerdì 11 luglio 2014


Gerusalemme – 365 missili lanciati dalla Striscia di Gaza contro le città israeliane in meno di 72 ore: uno ogni 10 minuti in media. Con questa tempesta di razzi i terroristi palestinesi di Hamas hanno voluto attaccare i cittadini israeliani negli ultimi 3 giorni, dimostrandosi ancora una volta semplici criminali di guerra e non semplici “miliziani” come ama definirli più di un corrispondente dal Medio Oriente che scrive sui quotidiani italiani.
Anche nelle ultime 24 ore le sirene d’allarme antimissile sono suonate in gran parte delle città israeliane, costringendo la popolazione civile a correre nei rifugi fino al cessato allarme se non addirittura a passarci la notte. Per fortuna il sistema di difesa antimissile Iron Dome è riuscito ad intercettare quasi il 90% dei missili lanciati dai terroristi, ma ciò non toglie che l’aggressione da parte del terrorismo palestinese sia stata incessante ed inaccettabile. Missili contro Tel Aviv, Gerusalemme e Dimona (nelle cui vicinanze si trova la centrale atomica israeliana) e la base aerea di Ramon, vicino a Mitzpe Ramon, tutti luoghi ben lontani dalla Striscia di Gaza, a testimonianza di come le armi in mano ai terroristi siano sempre più potenti e pericolose. Ricordiamo che dal 2001 quasi 70 civili israeliani hanno perso la vita a causa dei missili sparati da Gaza (quelli che per qualcuno erano “innocui mortaretti”…) e che da quando Israele si è completamente ritirato dalla Striscia di Gaza, nel 2005, sono stati sparati più di 10.000 razzi e colpi di mortaio palestinesi.
Come reazione a questi continui attacchi l’esercito israeliano ha lanciato l’operazione antiterrorismo denominata Protective Edge (“Margine Protettivo”) contro le sedi operative di Hamas e i depositi di armi dei terroristi palestinesi.  “Abbiamo raggiunto 326 obiettivi a Gaza durante la notte portando a 750 il numero totale di obiettivi di Hamas colpiti dall’esercito dall’inizio dell’operazione  ‘Border Protection’ “, ha detto Peter Lerner, un portavoce dell’esercito. “Più di 20 mila soldati riservisti sono stati chiamati, ma un attacco di terra sarà l’ultima opzione solo se la riterremo necessario“, ha aggiunto.
Ricordiamo come le azioni antiterrorismo israeliane siano il più mirate possibile. Le Forze di Difesa israeliane sono le uniche al mondo che, pur di minimizzare al massimo le perdite fra i non combattenti, adottano tattiche come la procedura detta “bussare sul tetto” (un piccolo colpo di mortaio sul bersaglio per avvisare i presenti dell’attacco imminente e permettere loro di mettersi in salvo). In altri casi gli abitanti ricevono una telefonata di preavvertimento dall’intelligence israeliana se non addirittura un volantino che li avvisa dell’imminente attacco. Purtroppo spesso sono i terroristi stessi di Hamas che costringono con la forza i civili a non abbandonare le proprie abitazioni o a salire sui tetti per servirsene come scudi umani, costringendo a volte l’aviazione israeliana a sospendere l’attacco.

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