Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

giovedì 5 febbraio 2015

L’inquisitore di Israele prendeva soldi dall’Olp. Si dimette dall’Onu

di Giulio Meotti
 
ROMA – Le commissioni d’inchiesta dell’Onu sulle guerre di Israele non hanno molta fortuna. La prima, sull’operazione “Piombo fuso”, capitanata dal magistrato sudafricano Richard Goldstone, si concluse con la clamorosa abiura da parte del suo stesso autore (“se avessi saputo allora quello che so oggi, il rapporto Goldstone sarebbe stato molto diverso“). La seconda commissione, sulla guerra a Gaza della scorsa estate, ieri ha assistito alle dimissioni del suo capo, il professore canadese William Schabas, a causa di un clamoroso conflitto di interessi.
Gli israeliani, che lo scorso dicembre avevano comunicato che non avrebbero mai collaborato con la commissione fino a quando non sarebbe stata composta da persone veramente imparziali e al di sopra delle parti, nei giorni scorsi avevano depositato al Consiglio del diritti umani di Ginevra una denuncia formale per la cacciata del professor Schabas, citando, tra le altre cose, una sua consulenza del 2012 che Schabas, docente di Diritto internazionale presso la Middlesex University di Londra, aveva svolto per l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Consulenza pagata 1.300 dollari.
Appena nominato, lo scorso agosto, Schabas disse: “La mia ambizione è portare Netanyahu davanti alla Corte penale internazionale” per i crimini commessi da Gerusalemme durante Piombo fuso. Dettaglio: all’epoca dell’operazione Piombo fuso, Netanyahu non era al governo e il primo ministro era Ehud Olmert.
In un articolo per una rivista di legge scritto nel dicembre 2010, il professor Schabas aveva dichiarato che Netanyahu va considerato “il singolo individuo che con più probabilità minaccia la sopravvivenza di Israele“. Schabas aveva anche detto in un’intervista: “Perché stiamo cercando il presidente del Sudan per il Darfur e non il presidente di Israele per Gaza?“. Nel 2011, Schabas ha sponsorizzato un Centro per i diritti umani e la diversità culturale in Iran. Il centro, che accusa Israele di politiche di apartheid, ha forti legami con il regime iraniano, che al momento era guidato da Mahmoud Ahmadinejad. In uno di quei viaggi Schabas dichiarò che “l’Iran ha il diritto di acquisire armi atomiche a scopi difensivi“. L’ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite, Ron Prosor, ha detto che far presiedere a Schabas una Commissione di inchiesta “è come invitare l’Is a organizzare all’Onu una settimana sulla tolleranza religiosa“, mentre il ministro degli Esteri del Canada John Baird (connazionale di Schabas) ha dichiarato che “il Consiglio Onu dei diritti umani continua a essere una vergogna in fatto di promozione dei diritti umani“.
Ieri, dopo le dimissioni di Schabas, Netanyahu ha chiesto al Consiglio dei diritti umani di accantonare il rapporto sulla guerra di Gaza. Nel 2014 quel Consiglio dell’Onu ha approvato 57 risoluzioni contro Israele, 14 contro la Siria, sette contro la Corea del nord e quattro contro l’Iran.
(Fonte: Il Foglio, 3 Febbraio 2015)

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