Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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Lettori fissi

mercoledì 25 marzo 2015

Accuse di spionaggio a Israele. Come mai proprio adesso?

Ron Ben-Yishai, autore di questo articolo
Ron Ben-Yishai, autore di questo articolo
Le accuse dagli Stati Uniti circa il presunto spionaggio israeliano, pubblicate lunedì sul Wall Street Journal, sono ingiuste e anche un po’ ridicole. L’amministrazione americana e il funzionario governativo che hanno fatto trapelare la notizia sono ben consapevoli del fatto che Israele è in grado di ottenere queste informazioni in modo del tutto legittimo da coloro che prendono parte ai negoziati con gli iraniani, così come attraverso altri mezzi legittimi all’interno della comunità dell’intelligence. Non è un segreto che Israele ha i suoi modi per sapere cosa accade in Iran e nei colloqui che stanno conducendo l’Iran e il suo rappresentante all’estero. D’altra parte, ciò che sarebbe inaccettabile per Israele dovrebbe essere inaccettabile anche per gli Stati Uniti. L’articolo del Wall Street Journal afferma esplicitamente che gli Stati Uniti hanno intercettato comunicazioni riservate israeliane e che da esse hanno tratto l’impressione che Israele “potrebbe aver spiato” gli Stati Uniti. E’ tollerabile che gli americani, che non devono affrontare minacce dirette alla loro esistenza, possano spiare un alleato mediorientale mentre quell’alleato mediorientale, Israele, che deve fronteggiare una minaccia diretta alla sua esistenza, non può dare un’occhiata più da vicino a quanto gli Stati Uniti stanno facendo alle sue spalle?
L'articolo del Wall Street Journal
L’articolo del Wall Street Journal
Ma al di là delle questioni di equità e moralità, è importante capire che le notizie sul presunto spionaggio israeliano fanno parte di una campagna condotta dagli Stati Uniti con un chiaro intento politico. Qui non si tratta solo della vendetta politica contro Benjamin Netanyahu, ma di una calcolata manovra politica pianificata dall’amministrazione Obama molto prima delle elezioni israeliane, per il caso in cui Netanyahu avesse vinto. E’ in atto un blitz dei mass-media contro Netanyahu gestito dalla Casa Bianca.
Dietro questa campagna mediatica, si celano le profonde preoccupazioni dell’amministrazione per quanto riguarda due aspetti: che Israele possa silurare l’accordo nucleare con l’Iran e che possa andare al governo in Israele una stretta coalizione di destra.
Inoltre, le accuse di spionaggio contro Israele hanno lo scopo di legare le mani ai membri del Congresso rispetto all’accordo con l’Iran, insinuando una velata accusa di “tradimento” verso chiunque, repubblicano o democratico, si schierasse contro quell’accordo utilizzando informazioni ricevute da Israele.
(Da: YnetNews, 24.3.15)

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