Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Lettori fissi

mercoledì 18 marzo 2015

Clamoroso autogoal di Hamas su Twitter: l’hashtag #AskHamas lanciato per ottenere sostegno si rivela un boomerang

Gaza – Doveva essere una campagna a sostengo di Hamas, per migliorare la sua immagine, ma l’iniziativa promossa da ieri su Twitter dal gruppo islamico (terrorista) palestinese si è ben presto trasformata in un’ondata di scherno. Messaggi sarcastici e beffardi hanno infatti sostituito quelli sperati di sostegno e ammirazione. Perché con l’hastag #AskHamas il movimento che governa la Striscia di Gaza dopo il golpe del 2006 voleva far sì che i propri leader rispondessero, in lingua inglese e per cinque giorni, alle domande degli utenti dei social media. Il lancio dell’iniziativa coincideva con la scadenza dell’appello dell’Unione Europea per la rimozione di Hamas dalla lista delle organizzazioni terroristiche.
La campagna #AskHamas avrà inizio venerdì e proseguirà per cinque giorni“, recitava un comunicato in lingua araba postato sulla pagina Facebook ufficiale di Taher al-Nunu, responsabile di Hamas per i media. L’obiettivo era chiaro: ”mandare un messaggio al pubblico dell’Europa, che ha mostrato solidarietà alla causa palestinese, affermando che Hamas non è un movimento terroristico, ma un movimento di liberazione nazionale”.
Nunu ha poi postato un link all’account di Twitter @HamasInfoEn che mostrava le fotografie dei funzionari del movimento palestinese incaricati di rispondere alle domande degli utenti. Tra questi anche il leader di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh. Ma i primi cinguetti apparsi sotto l’hashtag #AskHamas hanno da subito mostrato un carattere distaccato e beffardo. Tanti anche i tweet critici che sono stati indirizzati all’account di Hamas, del tipo: “perché avete ucciso 30 civili a Netanya nel 2002?”; “quando terrete le prossime elezioni?”; “bambina-sposa non è ridondante?”.
(Fonte: Adnkronos, 14 Marzo 2015, Leonardo.it, 13 Marzo 2015)

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