Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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lunedì 23 marzo 2015

Il discorso di Netanyahu del 2009... sempre valido!!!

«Nella mia visione della pace, in questo nostro piccolo paese due popoli vivranno liberamente, fianco a fianco, in amicizia e rispetto reciproco. Ognuno avrà la propria bandiera, il proprio inno nazionale, il proprio governo. Nessuno dei due minaccerà la sicurezza o la sopravvivenza dell’altro. […] Questi sono i principi che guidano la nostra politica, una politica che deve tener conto della situazione internazionale che si è sviluppata di recente: dobbiamo riconoscere questa realtà e allo stesso tempo attenerci saldamente ai principi essenziali per Israele. Ho già sottolineato il primo principio: il riconoscimento. I palestinesi devono riconoscere Israele chiaramente e senza ambiguità come lo stato del popolo ebraico. Il secondo principio è la smilitarizzazione. Il territorio sotto il controllo palestinese deve essere smilitarizzato con disposizioni di sicurezza ferree. Senza queste due condizioni, c’è il reale pericolo che uno stato palestinese armato finisca col diventare un’altra base terroristica contro lo stato ebraico, come a Gaza. Noi non vogliamo razzi Qassam su Petach Tikva, razzi Grad su Tel Aviv né missili sull’aeroporto Ben-Gurion. Noi vogliamo la pace. Per avere la pace bisogna fare in modo che i palestinesi non possano importare missili, schierare un esercito, chiuderci il loro spazio aereo, stringere alleanze con gente come Hezbollah e Iran. Su questi punti c’è ampio consenso all’interno di Israele. È impossibile aspettarsi che noi accettiamo in anticipo il concetto di uno stato palestinese senza la garanzia che questo stato sarà smilitarizzato. Su una questione così cruciale per l’esistenza d’Israele, bisogna innanzitutto rispondere alle nostre esigenze di sicurezza. Senza di questo, prima o poi quei territori diventeranno un’altra Hamastan, e questo non lo possiamo accettare. Se avremo garanzie in merito alla smilitarizzazione e alle esigenze di sicurezza di Israele, se i palestinesi riconosceranno Israele come lo stato nazionale del popolo ebraico, allora saremo pronti in un futuro accordo di pace ad arrivare a una soluzione che veda uno stato palestinese smilitarizzato accanto allo stato ebraico.» (Benjamin Netanyahu, discorso all’Università Bar Ilan, 14 giugno 2009)

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