Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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lunedì 27 luglio 2015

L’impronta del legionario romano

Ricostruzione di caliga romana
Ricostruzione di caliga romana

Accade di rado che gli archeologi possano letteralmente camminare sulle orme degli antichi popoli che studiano. In Israele è successo: recenti scavi condotti da un team dell’Università di Haifa nelle rovine di una città ellenistica sulle alture del Golan hanno portato alla luce delle impronte di calzari dei soldati romani risalenti a duemila anni fa.
Le impronte di suole chiodate vennero impresse nella malta ancora umida delle fortificazioni erette a Hippos, che sorge a est del Mare di Galilea (Lago di Tiberiade), come riferisce un articolo pubblicato all’inizio di questo mese su Popular Archaeology dal professor Michael Eisenberg.
Hippos era una delle dieci città ellenistiche sparse fra quelli che sono oggi Israele, Siria e Giordania, conosciute nell’antichità come la Decapoli. Gli archeologi dell’Università di Haifa vi hanno condotto campagne di scavi ogni anno a partire dal 2000. Le rovine sono particolarmente notevoli per lo stato si conservazione della basilica, del foro e del teatro, il tutto ricavato dal basalto nero delle alture del Golan e arroccato sulle rocce che sovrastano il Mare di Galilea.
E’ qui che la squadra di ricercatori ha trovato una singola impronta completa di una caliga romana, insieme a diverse impronte incomplete, facilmente identificabili per i segni lasciati dai chiodi di ferro delle suole.

L’impronta del legionario romano ritrovata nel nord di Israele. Nel riquadro: scansione 3D dell’impronta
L’impronta del legionario romano ritrovata nel nord di Israele. Nel riquadro: scansione 3D dell’impronta (clicca per ingrandire)

“L’orma completa – spiega Eisenberg nell’articolo – è lunga 24,50 centimetri e ha lasciato 29 piccole impronte circolari. Si trattava di una caliga del piede sinistro, equivalente approssimativamente a una scarpa numero 40″. Tali calzature erano la dotazione standard dei soldati di truppa romani.
“Il bastione e le impronte sollevano la possibilità che coorti romane o ausiliarie di stanza in Siria avessero anche il compito di costruire la fortificazione – scrive Eisenberg – Si tratta di un caso piuttosto eccezionale e probabilmente si è verificato in un momento di emergenza: un’emergenza che potrebbe essere collegata alla Grande Rivolta in Galilea degli anni 66-67 e.v., pochi anni prima che i romani marciassero su Gerusalemme e bruciassero il Secondo Tempio”.
(Da: Times of Israel, 1.7.15)

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