Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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lunedì 10 agosto 2015

Israele superpotenza per desalinizzazione e riciclo dell’acqua

La prima pagina del New York Times di sabato 30 maggio 2015
La prima pagina del New York Times di sabato 30 maggio 2015
 
Il New York Times ha dedicato l’apertura della prima pagina a Israele per il suo sistema di desalinizzazione dell’acqua tecnologicamente avanzato. Il giornale ha pubblicato un ampio reportage corredato da una grande foto, in cui si racconta il percorso che ha portato Israele, da paese dipendente dalla (scarsa) acqua piovana che era, a diventare una vera superpotenza della desalinizzazione e del riciclo.
“Un grande sforzo nazionale per desalinizzare l’acqua di mare del Mediterraneo e riciclare le acque reflue ha garantito al paese abbastanza acqua per tutte le sue necessità, anche nei periodi di grave siccità – scrive Isabel Kershner, giornalista della redazione di Gerusalemme del New York Times – Oggi oltre il 50% dell’acqua per le famiglie, per l’agricoltura e per l’industria israeliane viene prodotta artificialmente”.
Secondo il reportage, la vera inversione di tendenza è arrivata quando una siccità lunga sette anni, una delle più gravi che abbia mai colpito Israele, iniziata nel 2005 raggiunse il picco nel biennio 2008-2009 costringendo Israele ad affidarsi massicciamente alla desalinizzazione dell’acqua e al riciclaggio. Infatti le principali fonti di acqua dolce naturale del paese – il mare di Galilea, nel nord, e le falde acquifere della montagna e della costa – risultarono gravemente depauperate.
In questi anni, continua l’articolo, Israele è diventato il leader mondiale del riciclaggio e del riutilizzo delle acque reflue per l’agricoltura: tratta l’86% delle sue acque reflue domestiche e le ricicla per uso agricolo. “Al secondo posto la Spagna che ricicla il 17% delle sue acque di deflusso, mentre gli Stati Uniti riciclano solo l’1%”.
Kershner osserva che la rivoluzione idrica israeliana potrebbe avere anche un risvolto geopolitico: “Una nuova era di generosità dell’acqua potrebbe contribuire a migliorare i rapporti con i palestinesi e con la Giordania”.
L’articolo si guadagnerà probabilmente molta attenzione negli Stati Uniti, dove i mass-media sono sempre più preoccupati per la grave siccità che ha colpito la California, una potenza interna in fatto di agricoltura, e altre parti degli Stati Uniti occidentali. La crisi idrica in quelle aree ha già portato a un riesame della politica idrica degli Stati Uniti e all’attuazione di severe restrizioni da parte delle autorità statunitensi di gestione delle acque.
(Da: Israel HaYom, 31.5.15)

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