Il popolo palestinese: un'invenzione assoluta!

Un dirigente dell'Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese nel 1974:



"il popolo palestinese non esiste,
il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte."



O.rganizzazione N.on U.tile

“Se l’Algeria inserisse nell’ordine del giorno all’ONU una risoluzione secondo cui la terra è piatta, e che è Israele ad averla appiattita, tale risoluzione passerebbe con 164 voti a favore, 13 contro e 26 astensioni” (Abba Eban, 1975)

Antisionismo è antisemitismo!

"Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei..." M.L. King

Documentazione sulla Siria

L'attivista siriano per i diritti umani Muntaha Al-Atrash, intervistato il 4 aprile scorso dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Sharq Al-Awsat, ha dichiarato: "Ogni volta che chiediamo libertà e democrazia, ci dicono che il nostro scontro con Israele è più importante delle meschine questioni interne."

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Sempre con Israele!!!

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lunedì 16 novembre 2015

Attentato palestinese contro auto di civili israeliani: muoiono padre e figlio, altri due feriti


Gerusalemme, 14 Novembre 2015 – Un 40enne israeliano, Yaakov Litman, e suo figlio Netanel di 18 anni sono stati uccisi ieri pomeriggio (venerdì scorso) in un attacco terroristico a colpi d’arma da fuoco esplosi da terroristi palestinesi contro l’auto su cui stavano viaggiando, a sud di Hebron, insieme ad altri familiari, di ritorno da un evento di famiglia. Feriti altri due passeggeri: una donna e un ragazzo di 16 anni.
I terroristi che hanno teso l’imboscata sono fuggiti in auto dopo la sparatoria. Intense le ricerche in corso in tuttala zona da parte delle forze di sicurezza israeliane. Hamas ha elogiato l’assassinio definendolo un atto “eroico”.
Secondo un inviato del Canale1 israeliano, l’ambulanza della mezza luna rossa palestinese è stata la prima ad arrivare sulla scena senza però prestare alcun soccorso.
(Fonte: Israele.net)

mercoledì 4 novembre 2015



i palestini vogliono la pace e aprono boutique Hitler che vende abbigliamento per i tagliagole e gli accoltellatori

4 Novembre 1945: il pogrom di Tripoli (Libia)

La questione dei profughi ebrei scappati dai paesi arabi viene spesso sottovalutata sia dagli storici che dagli “esperti” di politica estera che premono continuamente sullo Stato di Israele facendo continuamente riferimento ad un numero sempre maggiore e mai realmente confermato di “profughi palestinesi” con cui i vari governi israeliani dovrebbero fare i conti. Nell’ottica di riscoperta di avvenimenti storici poco conosciuti ai più, riteniamo quindi opportuno oggi dare spazio ad una testimonianza diretta riguardante uno dei terribili pogrom che subirono gli ebrei di Libia (di cui ci siamo già occupati qualche anno fa). Buona lettura.
Verità sugli ebrei della Libia
di Leone Nauri
Leggo continuamente dei bei tempi andati in Libia… E rimango incredulo e stupito. Basterebbe ricordarsi che da quel paese siamo stati cacciati dopo tre pogrom e senza una lira in tasca per non credere a queste menzogne ma probabilmente non è sufficiente per cui vorrei ricordare ai miei compaesani come vivevamo, senza sindromi di Stoccolma o altro. Vorrei ricordare che quando uscivamo di casa il consiglio silenzioso dei genitori era: testa bassa e passo svelto. Che le possibilità di essere insultai, sputazzati, picchiati erano tra il 30 ed il 50 per cento. Che quando uscivamo da casa eravamo possibilmente più di uno e che ci accompagnavamo vicendevolmente. In genere ogni uno di noi aveva un accompagnatore “ghibbor e coraggioso” per tornare. Mia madre Z’ L’ quando tornavo mi diceva sempre che… ero un attaccabrighe perché in fin dei conti se avessi seguito strade più sicure, a testa bassa, con passo svelto o di corsa avrei probabilmente ridotto il numero degli scontri!
Nelle stradine più strette con marciapiedi piccoli se eri sovrappensiero e non ti accorgevi che dalla parte opposta arrivava un mussulmano e quindi non scendevi dal marciapiedi beccavi un ceffone ed una serie di insulti dal “ia kelb”, a “iudi kafr”. E questa era le regola, non era una situazione speciale era così e basta. Quando si tornava dal tempio ti aspettavano fuori e ti attaccavano. Mi ricordo che il nostro gruppetto in uscita da Slat dar el malte era Leone Nauri, Victor Meghnagi Z’ L’ e Simo Dula questo era il vero ghibbor, metteva la lingua fra i denti e diceva: non rispondere a caso se ti picchiano rispondi al loro capo e non agli altri.
Ai miei genitori quando dicevo di andarcene mi rispondevano sempre che ero un esagerato!
Vorrei ricordarvi anzitutto che nel 1945 in Libia vivevano 40000 ebrei e 500000 arabi in un territorio grande tre volte l’Italia e che il nostro annichilimento ha portato ad una nostra progressiva cacciata nonostante noi fossimo residenti da oltre 2000 anni, molto prima dei mussulmani, ma questo non viene mai ricordato, nessuno si alza con le chiavi di casa a richiedere le nostre case ed i nostri diritti. Noi eravamo circa l’otto per cento della popolazione e ci spetterebbe l’8 per cento del territorio, del petrolio, dei soldi che ci hanno derubato, oltre la rivalutazione e gli interessi. Centinaia di sinagoghe trasformate in moschee o date alle fiamme, centinaia di morti e il nostro cimitero coperto con l’asfalto di una autostrada. Non abbiamo resistito con le armi, non ci hanno ascoltato né l’ONU e nemmeno le altre associazioni internazionali. Ma credo che dovremmo cominciare a pensare ad un movimento politico, anche con l’uso delle flottiglie che vanno di moda. Maledetti loro.
I morti del 1945
Vorrei anzitutto ricordare il contesto in cui si è svolto il pogrom. La Libia era una colonia Turca, poi una colonia Italiana e dopo la guerra era sotto il controllo della Gran Bretagna. Il 4 Novembre 1945 i mussulmani hanno attaccato gli ebrei ovunque fossero, hanno dato alle fiamme centinaia di negozi, case, sinagoghe ed hanno assassinato 133 persone. Le autorità Inglesi non hanno mosso un dito per quattro giorni e quattro notti!
Il risultato è stato l’assassinio a Tripoli di:Amira Izhak (Huga Giabin), Attia Regina (Tesciuba), Barabes Huatu Asciusc, Barda David, Bendaud Masauda, Dadusc Lisa, Fellah Musci-Kisc, Fellah Rubina, Genah Barkhani-Kassis, Genah Yosef Kassis, Gerbi Hmani Barghut, Guetta Meri, Habib Pinhas, Haiun Mazala, Halfon Hmani-Aruah, Halfon Masuda-Buda, Hassan Mas’auda, Leghziel Mamus – Ghezal, Makhluf Nissim, Meghnagi Gebri, Messica Hai Glam, Messica Raffael- Halil, Nahum Pinhas, Nahum Shlomo-Nawi, Naim Bekhor, Naim Bekhor Baiiba, Naim Raffael, Naim Nasi, Naim Iosef-Haba, Rav Dadusc Sciaul, Rav Avraham Tesciuba, Serussi Iakov-Gabbai, Sofer Hanna (Haddad), Sofer Mas’ud, Zanzuri Rubina.
Ad Amrus sono stati assassinati: Buaron Misa, Baranes Zina, Baranes Miha, Baranes Mas’uda, Glam Abraham, Glam Giuara, Iamin Mas’uda, Cahlon Huatu, Cahlon Huatu, Cahlon Hai, Cahlon Micael, Cahlon Makhluf, Cahlon Mantina, Cahlon Saida, Cahlon Pinhas, Cahlon Sciuscian, Cahlon Sara, Makhluf Guta, Makhluf Huatu, Makhluf Khlafu, Makhluf Misa, Makhluf Misa, Makhluf Misa, Makhluf Mantina, Makhluf Nesria, Makhluf Sultana, Makhluf Scimon, Makhluf Scimon, Mimun Lisa, Mimun Sfani, Saada Wasi, SaadaMisa, Scmuel Bekhor, Scmuel Iaakov, Scmuel Meir, Scmuel Mergiana (Makhluf), Sasson Lisa, Scmuel Rahel, Scmuel Scimon.
A Zanzur sono stati assassinati: Cahlon Bachuna, Cahlon Huatu, Cahlon Mamus, Cahlon Masu, Cahlon Sturi (Debasc), Guetta Aziza, Guetta Aziza, Guetta Eliau, Guetta Fragi, Guetta Ghezala, Guetta Ghezala (Debasc), Guetta Hluma, Guetta Hmani, Gueta Kalifa, Guetta Khamsa, Guetta Khlafu, Guetta Khlafo, Guetta Lidia, Guetta Mas’uda (Serussi), Guetta Misa, Guetta Mosce, Guetta Nissim, Guetta Saruna, Guetta Sbai, Guetta Sfani, Guetta Toni, Hayun Dukha, Haiun Hmani, Haiun Khamus, Haiun Kheria, Hayun Khlafo, Haiun Mergiana (Makhluf), Makhluf Gamira, Makhluf Sara, Makhluf Scimon, Scmuel Nissim.
A Zawia sono stati assassinati: Bukris Ester (Dadusc), Badasc Giuara, Badasc Rahamin, Dadusc Scialom, Haggiag Nissim, Halal Eliau, Halal Hevron, Halal Khamus, Halal Somani, Haiun Sclomo, Hayun Ester (Tura), Leghziel Kheria (Dadusc), Zigdon Nesria.
A Tagiura sono stati assassinati: Arbib Bekhor, Arbib Khalifa, Arbib Scmuel, Attia Eliau, Buaron Amira, Frig Guta (Dadusc), Skhaib Abraham.
A Msellata hanno assassinato: Attia Rahmin-Agila, Attia Iehuda, Legtivi S’ayid
Gli ebrei si erano sempre fidati dei mussulmani, e nonostante alcuni problemi non avrebbero mai immaginato un assalto di quelle proporzioni. Questo provocò un abisso incolmabile con i mussulmani ed una assoluta mancanza di fiducia nelle autorità inglesi. I massacri durarono dal 4 al 7 novembre e non mi risulta nessuna commissione di inchiesta dell’Onu o delle associazioni Internazionali. Per onestà bisogna ricordare che anche alcuni dignitari mussulmani cercarono di bloccare i massacri e che solo dopo tale data gli inglesi intervennero fermandoli.

Il boicottaggio danneggia i palestinesi:lo capiranno mai i pacifinti??

Imporre etichette differenziate sulle merci prodotte da ditte ebraiche con sede in Cisgiordania, come sembra intenzionata a fare l’Unione Europea, equivale a boicottare Israele in quanto tale e colpisce l’economia palestinese. Lo ha detto la vice ministra degli esteri israeliana Tzipi Hotovely. “Il nostro concetto è molto semplice – ha detto Hotovely – Boicottare i beni prodotti in Giudea, Samaria, Gerusalemme est e Golan significa boicottare Israele: noi non vediamo alcuna d...ifferenza tra la zona industriale di Barkan e la zona industriale di Haifa”. Hotovely ha spiegato che i parchi industriali in Cisgiordania, dove vengono prodotte molte delle esportazioni verso l’Europa, impiegano israeliani e palestinesi che lavorano insieme, e ha citato una fabbrica che ha visitato a Barkan (vicino ad Ariel, Cisgiordania) dove il 60% dei dipendenti sono palestinesi, molti dei quali in posizioni dirigenziali. “L’etichettatura differenziata danneggerebbe 10.000 famiglie palestinesi senza fare granché contro il sistema economico in Israele che è molto più forte”, ha concluso la vice ministra.